“Sentite il rumore delle unghie sugli specchi? Sono quelle di Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, che difende l’assurda proposta di Lollobrigida sul servizio civile in agricoltura. Mentre cerchiamo di combattere uno dei mali del nostro Paese, il caporalato che miete vittime dei campi in tutta Italia, mentre come Pd, con le altre opposizioni cerchiamo di spingere la proposta sul salario minimo consapevoli che il lavoro non può e non deve diventare sfruttamento e che troppi lavoratori e lavoratrici percepiscono stipendi da fame, l’esimio genio del Ministro dell’agricoltura che fa? Propone di sfruttare i giovani nei campi a 4 euro l’ora. Capite? Legalizziamo le paghe da fame mentre Foti per difenderlo pensa a fare i conti in tasca al Pd. Assurdi davvero!”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera con un video pubblicato sui social in risposta allo scomposto attacco del capogruppo Foti nei confronti del Pd e della segretaria Elly Schlein.
“Foti accusa il Pd di fake news? Evidentemente Elly Schlein ha colto un nervo scoperto della destra. Che non sa nemmeno cosa propone il suo ministro, l’ineffabile Lollobrigida. Qui parliamo di giovani che con il servizio civile agricolo guadagneranno sul campo poco più di cinquecento euro al mese. Ovvero lavorare nei campi con un salario più basso di quello che viene riconosciuto dai contratti collettivi nazionali. Ci spieghi perché questo per lui è normale”.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
“Per quale motivo - aggiunge - i ragazzi e le ragazze di questo Paese devono essere sottopagati? Per quale motivo lo stato dovrebbe promuovere forme di caporalato invece di combattere questo fenomeno? La destra deve abituarsi: noi chiediamo che i lavoratori vengano pagati il giusto, come prevede l’articolo 36 della Costituzione. Per noi - conclude - non è accettabile che si dica: prendetevi qualsiasi tipo di lavoro e qualsiasi tipo di salario”.
GRIBAUDO: “Il calcio femminile un microcosmo di diseguaglianze. Per fortuna sta cambiando ma occorre impegnarsi di più”
Il libro “Volevo solo fare la calciatrice” di Alice Pignagnoli è stato presentato questo pomeriggio, mercoledì 9 ottobre, alla Camera dei Deputati nel corso di un dibattito organizzato dall’Onorevole Chiara Gribaudo.
Il libro racconta i sogni di una bambina che voleva diventare calciatrice e di quella calciatrice, che una volta diventata donna dovrà combattere non solo i pregiudizi dello sport e della società ma anche le ingiustizie del mondo del lavoro.
“Sono davvero felice di presentare la storia di Alice Pignagnoli in questo Luogo e con questa platea, perché il suo libro non è solo il racconto di una donna che ha inseguito con tenacia il sogno di diventare calciatrice, ma è anche uno spaccato autentico della realtà che molte ragazze hanno dovuto affrontare e continuano ad affrontare nel mondo dello sport” ha esordito l’Onorevole Chiara Gribaudo.
Ha spiegato poi Gribaudo: “Il libro ci prende per mano [...] e ci trasmette tutta la paura e la rabbia che ha provato come donna, come professionista, come lavoratrice, quando le viene comunicato che essendo incinta è fuori rosa, anzi è fuori rosa e senza più compenso. La sua storia ci ricorda quanto sia grande la disparità di trattamento e di opportunità tra uomini e donne, un gravissimo problema che attraversa trasversalmente la nostra società, dallo sport al lavoro, dalla politica alla cultura. È un'equazione ancora lontana dall'essere risolta.”
“Il calcio femminile - continua Gribaudo - è stato a lungo un microcosmo di queste disuguaglianze. Per anni è stato visto come qualcosa di strano, di marginale, di non conforme. Le donne calciatrici hanno dovuto lottare per conquistare spazi, visibilità e riconoscimento. Fortunatamente negli ultimi anni abbiamo assistito a una lenta ma inesorabile evoluzione. Sempre più ragazze si avvicinano al calcio. In tal senso un grande contributo è arrivato dai mondiali in Francia del 2019 dove quasi 7 milioni di italiani in TV seguirono le Azzure.”
La Vicepresidente Nazionale del PD ha poi toccato gli aspetti più politici: “Da lì in avanti grazie alle battaglie di AIC e di alcuni parlamentari del Pd è stato istituito il Fondo per il professionismo nello sport femminile, che ha messo a disposizione 11 milioni di euro per tre annualità per le federazioni che decidevano il passaggio al professionismo, che ha dato la spinta decisiva a tutto il movimento, inoltre grazie all’entrata dei club professionistici nel 2017 in questo mondo si è determinato un vero e proprio salto di qualità sia in termini di tesserate, oggi quasi 40 mila che di pubblico.
Infine uno sguardo sul presente e soprattutto sul futuro: “Ad oggi solo la serie A di calcio femminile è da considerarsi professionista, mentre le altre serie B e C femminili, sono da considerarsi dilettanti anche se con l’avvento della riforma del lavoro sportivo lo status di dilettanti esiste solo per la normativa sportiva, perché tutte sono da considerarsi lavoratrici sportive che stipulano contratti di collaborazione con le società con una, seppur modesta, contribuzione previdenziale. Questo non può e non deve bastarci, serve infatti continuare su questa strada partendo dal saldare ai club la terza annualità da 3.9 milioni del Fondo per il professionismo ed allo stesso tempo prolungarlo, applicare sgravi fiscali per i contratti delle giovani calciatrici , applicare una tax credit per realizzare strutture dedicate solo al femminile ancora carente di impianti dedicati solo al femminile e rafforzare le campagna di sensibilizzazione a partire dalle scuole.
“Alice voleva solo fare la calciatrice ma è diventato ben altro. Suo malgrado e per fortuna il suo coraggio ha permesso di trasformarla in un esempio per tutte le giovani atlete che sognano di fare carriera nel calcio” sono le parole con cui Chiara Gribaudo ha chiuso il suo intervento.
All’iniziativa organizzata in Sala Refettorio di Palazzo San Macuto hanno partecipato oltre all'autrice del libro personalità politiche come la Vicepresidente della Camera Onorevole Chiara Ascani e il deputato Mauro Berruto, già allenatore della Nazionale Italiana di Volley, le calciatrici della Nazionale di calcio femminile Laura Giuliani e Martina Piemonte e Astrid De Berardinis vicepresidente di Women in film, television and media Italia.
Il dibattito è stato moderato da Saverio Montingelli, inviato speciale Raisport.
“La violenza è da condannare sempre senza se e senza ma. Quanto accaduto questa notte a Seano (Prato) durante il presidio di protesta organizzato da Sudd Cobas è inaccettabile. Il Pd Toscana è vicino ai lavoratori che mentre manifestavano pacificamente per i loro diritti sono stati aggrediti da un gruppo di persone non identificate. Muovere azioni così brutali contro lavoratori in sciopero ha dell’inverosimile e non può essere tollerato in una società democratica. Chi lotta per il diritto di lavorare con dignità, per un orario di lavoro equo e per il rispetto delle normative sul lavoro non può essere lasciato solo. Ci auguriamo che le Forze dell’ordine facciano al più presto luce su questa vicenda identificando gli aggressori” così in una nota congiunta il deputato dem e segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi e il deputato dem e membro della segreteria nazionale del Pd Marco Furfaro.
“E’ un’ottima notizia l’adozione in Commissione lavoro come testo base della proposta di legge unitaria Fratoianni ed altri sottoscritta da Avs, M5S e Pd sulla riduzione dell’orario di lavoro. Chiediamo alla maggioranza di confrontarsi in maniera costruttiva per avviare anche in Italia, così come in altri Paesi europei, una svolta tanto attesa e necessaria per il mondo del lavoro”.
Lo dichiarano Arturo Scotto, capogruppo Pd, Valentina Barzotti, capogruppo M5S, e Franco Mari capogruppo Avs, in commissione Lavoro alla Camera.
“Ieri il governo ha bocciato un ordine del giorno del Pd in cui chiedevamo risposte sui numeri dell’uso illecito della cassa Covid di alcune imprese. Oggi l’Inps chiede di costituirsi parte civile nel processo che vede Daniela Santanchè imputata per aver preso i soldi della cassa Covid continuando a far lavorare i propri dipendenti. Insomma, l’Inps fa una cosa e la ministra Calderone fa esattamente l’opposto pur di salvare la sua collega in Consiglio dei Ministri. Chiediamo spiegazioni: sui soldi dei contribuenti il governo non può scherzare”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“Incomprensibile la scelte di governo e maggioranza di bocciare il nostro atto per la tutela di centinaia di lavoratrici e lavoratori dei Musei statali a Firenze, dal Bargello all’Accademia passando per gli Uffizi, che da mesi sono molto preoccupati per le incertezze sul loro futuro e hanno chiesto al Ministero risposte che per ora non arrivano.
Le Organizzazioni sindacali e Comune di Firenze pretendono giustamente dal Governo un intervento netto e risolutore.
Noi insistiamo affinché il governo tuteli questi posti di lavoro, livelli occupazionali e trattamenti contrattuali. E’ un dovere per un Paese come il nostro che parla al mondo anche attraverso la bellezza dei suoi musei. Non possono essere fatti passi pericolosi indietro, noi non lo accettiamo” così in una nota il deputato dem Federico Gianassi sul suo ordine del giorno al Collegato Lavoro bocciato oggi, martedì 8 ottobre, dall'Aula di Montecitorio.
“Il governo ha dato parere positivo a due ordini del giorno molto importanti per la provincia di Modena. Il primo riguarda la reindustrializzazione del polo Mozarc di Mirandola, il secondo il piano industriale di rilancio del Marchio Maserati. Coi nostri odg, votati all'unanimità dall'Aula, abbiamo ottenuto che particolare attenzione sia dedicata alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Continueremo a pressare il governo perché a questi impegni seguano i fatti”.
Così i deputati del Partito democratico Stefano Vaccari e Maria Cecilia Guerra.
“Dopo aver inizialmente sottovalutato la situazione il governo ha fatto retromarcia ed ha accolto la mia proposta di garantire ai lavoratori del polo chimico della Venator di Piombino la continuità degli ammortizzatori sociali almeno fino all’efficacia dei dazi attivati dall’Ue nei confronti delle imprese cinesi che importano Biossido di Titanio a basso prezzo. Si tratta di un primo passo significativo per sostenere l’attività di un polo chimico fondamentale per l'economia della provincia di Grosseto e dare speranza ai 240 lavoratori attualmente in cassa integrazione a zero ore, che scadrà peraltro il prossimo mese di gennaio. Vigileremo che questo impegno, votato da tutta l’Aula di Montecitorio, venga realmente mantenuto dalla destra”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani sul suo ordine del giorno al Collegato Lavoro approvato oggi, martedì 8 ottobre.
"Oggi la Camera dei Deputati ha approvato un ordine del giorno a mia prima firma che impegna il governo a sollecitare un confronto con la Fondazione Enasarco al fine di trovare una soluzione in merito ai lavoratori silenti. Un primo piccolo passo per sanare una vera e propria ingiustizia. Infatti, quella dei silenti Enasarco è una battaglia di civiltà partita grazie alla denuncia dal pistoiese Francesco Briganti, che nel 2018 fu tra i primi a segnalare il caso, iniziando uno sciopero della fame in protesta con l'ente. Un dramma che riguarda circa 700mila italiane e italiani, persone che per anni hanno versato contributi ad Enasarco ma che non avendo raggiunto i vent'anni di contribuzione richiesti dalla Fondazione non hanno diritto alla pensione, ritrovandosi così con contributi appunto "silenti". Una grande ingiustizia che non poteva e non può rimanere inascoltata, anche perché quei contributi versati sono il frutto del sacrificio di anni di lavoro. Occorre dunque trovare rapidamente una soluzione tra le parti, Stato, Enasarco e silenti, che possa finalmente sanare il problema e rendere giustizia a tante e tanti. Questo di oggi è stato allora il primo passo, fondamentale, perché mette in chiaro la volontà collettiva di lavorare sul tema, ma ora inizia la vera battaglia. Francesco Briganti ha nuovamente intrapreso lo sciopero della fame e chiede risposte alla politica. Oggi abbiamo iniziato a scrivere quella risposta, lui ci aiuti in salute a finirla e la maggioranza dia seguito a questo impegno".
Lo scrive in una nota Marco Furfaro, deputato del Partito Democratico e componente della segreteria nazionale.
“La situazione del comparto moda soprattutto in Toscana è drammatica e colpisce non solo le grandi griffe ma soprattutto le imprese artigianali e contoterziste. In questo quadro devastante, che coinvolge oltre 75mila lavoratori soltanto delle piccole e medie aziende toscane, l’unico a non aver capito la gravità della situazione è il Governo Meloni. La destra ha infatti ancora una volta negato l’immediata attivazione degli ammortizzatori sociali straordinari per il settore: una misura necessaria per evitare che la crisi diventi irreversibili e per salvare imprese e lavoratori”: è quanto dichiara la vicecapruppo dei deputati Pd Simona Bonafè sul suo ordine del giorno al Collegato Lavoro respinto oggi, martedì 8 ottobre, dall’Aula di Montecitorio
“Con questo governo le multinazionali, da Stellantis a Beko solo per fare alcuni esempi significativi, possono fare quello che vogliono: bloccano la produzione, mettono lavoratori in cassa integrazione, riducono in ginocchio la filiera e penalizzano l’economia di interi territori. Per questi motivi avevamo chiesto di inasprire le norme sulle delocalizzazioni selvagge e stanziare risorse a sostegno delle cooperative di lavoratori per la riqualificazione produttiva delle imprese dismesse. Abbiamo ricevuto soltanto no, da una destra che promette a parole di tutelare il Made in Italy e le nostre imprese, ma che alla prova dei fatti è incapace di qualsiasi iniziativa concreta”: è quanto dichiara il deputato Pd Emiliano Fossi sul suo ordine del giorno al Collegato Lavoro respinto oggi, martedì 8 ottobre, dall’Aula di Montecitorio.
Oggi eravamo in piazza perché condividiamo la protesta di Cgil e Uil sul collegato al lavoro, che non solo non interviene minimamente sui salari e sulla parità retributiva tra uomini e donne, ma aumenta ancora di più la precarietà. Stiamo constestando con fermezza questo provvedimento in Aula presentando proposte alternative e oggi siamo anche fuori dal Parlamento per difendere il diritto ad un lavoro stabile e dignitoso.
Così la vicepresidente Pd alla Camera Valentina Ghio, oggi in una delegazione dem al Pantheon guidata dalla capogruppo Chiara Braga, insieme ai colleghi Ferrari, Guerra e Scotto.
“Non gli è bastato bocciare l’emendamento su salario minimo al collegato lavoro la settimana scorsa. Oggi bocciano anche un ordine del giorno che chiede almeno al governo di riaprire la discussione sullo stesso argomento. La destra sceglie sempre la stessa strada: comprimere i salari e precarizzare il lavoro”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
Governo sia coerente, in manovra fondi per società sportive
“È stato approvato all’unanimità alla camera l’ordine del giorno del partito democratico che impegna il governo a dare piena attuazione alla riforma del lavoro sportivo. La conseguenza di questo importante impegno che ha preso davanti al parlamento deve essere che già dalla prossima manovra di bilancio il Governo definisca un sostegno economico da erogare direttamente alle società sportive, anche in considerazione del nuovo gettito fiscale che la riforma ha generato. È questo il passo necessario per portare a compimento questa importante riforma” così in una nota il responsabile nazionale Sport del Pd, il deputato democratico, Mauro Berruto.