12/05/2026 - 20:31

“Ci aspettavamo la convocazione su salari, lavoro, costo della vita, liste d’attesa. Sulla legge elettorale rimangono tutte le critiche già espresse da tempo. Il luogo dove confrontarsi è il Parlamento” così la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga in merito alle interlocuzioni aperte dalla maggioranza sulla riforma della legge elettorale.

12/05/2026 - 16:46

“La destra pensa solo alla legge elettorale. Il cosiddetto salario giusto è già un flop. Persino il dossier della Camera spiega che non chiude la porta ai contratti pirata. Un bluff che aiuta gli amici degli amici. Proponiamo il salario minimo. Si siedano e discutano di cose serie”.

 

Così sui social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

10/05/2026 - 13:56

“La presidente Meloni e la maggioranza sostengono ogni giorno di aver garantito stabilità al Paese. Ora però affermano che la legge elettorale debba essere cambiata per evitare l’instabilità. Qualcosa non torna.
La verità è che nel 2022 il centrodestra ha vinto perché il centrosinistra era diviso, mentre oggi non lo è più. Per questo è legittimo pensare che l’obiettivo della maggioranza non sia una riforma di sistema nell’interesse del Paese, ma cambiare le regole perché un centrosinistra unito oggi fa paura. O ci sbagliamo?
Il testo della maggioranza è irricevibile. E il vertice convocato nei prossimi giorni a Palazzo Chigi conferma che la maggioranza non ha alcuna intenzione di affrontare il tema della legge elettorale nel luogo in cui dovrebbe essere discusso, cioè il Parlamento. Vogliono andare avanti da soli, a colpi di strappi”.
Lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali della Camera.

07/05/2026 - 18:30

“Altro che coinvolgimento del Parlamento: la maggioranza si sta stringendo nei ranghi attraverso continui vertici di governo e riunioni tra leader, che renderanno ancora più difficile ogni reale confronto parlamentare sulla riforma della legge elettorale” lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo Pd nella Commissione Affari costituzionali della Camera.

“Evidentemente - prosegue Bonafè - alle parole di apertura verso un dialogo con le opposizioni non corrispondono i fatti. Il susseguirsi di incontri ristretti conferma invece una tendenza all’irrigidimento e alla gestione totalmente accentrata del processo decisionale. È molto grave, soprattutto alla luce di quanto sta emergendo nel corso delle audizioni parlamentari, che evidenziano criticità non solo politiche ma anche tecniche e possibili profili di problematicità costituzionale del testo di riforma presentato” conclude Bonafè che definisce il testo di maggioranza “irricevibile”.

 

06/05/2026 - 18:27

“La linea emersa dal vertice di maggioranza sulla legge elettorale è grave e preoccupante. Annunciare di voler ‘procedere dritti’, come fatto da Matteo Salvini, significa ignorare deliberatamente quanto sta emergendo in modo chiaro dalle audizioni in corso”.

Lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali della Camera.

“Anche oggi, nel corso delle audizioni, è stato messo in discussione il premio di maggioranza previsto dal testo, giudicato da più parti abnorme e sproporzionato. Pensavamo che la lezione del referendum fosse stata chiara, ma evidentemente non è così. Si insiste invece su una forzatura, accelerando su un impianto che solleva critiche diffuse e motivate”.

“Per noi questo testo è irricevibile. Non si possono cambiare le regole fondamentali della democrazia a colpi di maggioranza, senza ascolto e senza confronto. Serve equilibrio, serve rispetto delle istituzioni e serve soprattutto la capacità di costruire regole condivise, non di imporle”, conclude Bonafè sottolineando come “stupisce che davanti alle gravi emergenze del paese per la maggioranza e il governo la

priorità è la legge elettorale”.

 

28/04/2026 - 14:50

“Già queste prime audizioni hanno fatto emergere numerosi aspetti tecnici e costituzionali che non consentono un esame lampo della legge elettorale. Al Parlamento servono tempi e modalità adeguate all’importanza di questa riforma”. Lo afferma la capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè.
“La maggioranza – aggiunge – non può pensare di approvarla da sola. Il testo all’esame è il frutto di un accordo interno alla sola maggioranza, ma quando si scrivono le regole del gioco è necessario condividerle insieme, con un confronto ampio e trasparente”.

14/04/2026 - 12:16

“Il messaggio più devastante che ha dato nel 2026 il Governo di Giorgia Meloni è stato quello di indicare come priorità la legge elettorale e ignorare i veri problemi degli italiani. Invece di occuparsi di carovita alle stelle, stipendi più bassi d’Europa, aumenti dei carburanti, liste d’attesa record, tagli nei trasporti e fallimento nella sicurezza la maggioranza si preoccupa solo delle proprie poltrone e di come cambiare in corsa le regole del gioco per difenderle. Lo fanno perché sono in caduta libera e vogliono cercare un modo per restare aggrappati al potere. Noi dobbiamo continuare a fare esattamente il contrario: mettere in cima all’agenda le vere urgenze delle italiane e degli italiani, a partire dal lavoro che stiamo portando avanti insieme in Parlamento dove ogni giorno costruiamo proposte e iniziative condivise lavorando insieme alle altre forze di opposizione. In questi anni il Partito Democratico guidato da Elly Schlein ha dimostrato di avere le idee ben chiare sulle vere priorità del Paese e della nostra azione, non faremo l’errore di farci trascinare proprio adesso dalle difficoltà della destra in un estenuante dibattito politicista ma sono certo che continueremo insieme a tutte le altre forze politiche del centrosinistra a confrontarci sulle urgenze del Paese, anche per continuare ad aprirci e coinvolgere le nuove energie che stanno tornando a chiedere di partecipare e contribuire al cambiamento”.

 

Lo dichiara il deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu, a Radio Roma 24, nella trasmissione “Sette minuti con…” condotta da Jacopo Nassi.

 

12/04/2026 - 19:18

"Alla luce delle anticipazioni dell’inchiesta di Report sulla presunta raccolta e trattamento di dati di milioni di utenti italiani da parte di Meta durante la campagna elettorale del 2022, cresce la preoccupazione sul possibile impatto di tali pratiche sul processo democratico. Qualora quanto emerso venisse confermato, si tratterebbe di un fatto gravissimo, capace di mettere in discussione la trasparenza e la correttezza delle elezioni, oltre a configurare una potenziale interferenza nella formazione del consenso politico": è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd.

"Con questo contesto pesano anche le scelte politiche compiute in Parlamento: appare infatti ancor più significativo che le forze di destra abbiano votato contro una legge che avrebbe potuto prevenire manipolazioni e interferenze nelle campagne elettorali. Un elemento che, se collegato ai fatti emersi, contribuirebbe a gettare ombre su una mancata tutela del processo democratico, rendendo necessario un pieno accertamento della vicenda e l’adozione di misure stringenti a garanzia della trasparenza": conclude.

 

09/04/2026 - 15:59

“Oggi abbiamo incardinato in commissione Lavoro alla Camera la nostra proposta unitaria sul salario minimo. Una misura di civiltà che cambierebbe la vita a 4 milioni di persone che nonostante abbiano un lavoro si trovano in condizione di povertà. Giorgia Meloni e la sua maggioranza non hanno più scuse: affrontino questa emergenza votando la nostra proposta, anziché pensare solo a cambiare la legge elettorale”.

 

Così Marco Sarracino, deputato dem della segreteria nazionale del Pd.

 

08/04/2026 - 12:47

“E il diritto di voto per i fuori sede? Studenti e lavoratori che sono costretti, per la distanza dal luogo di residenza, a non partecipare al voto.. Al Senato è ferma la proposta di legge, dopo che alla camera il governo ha chiesto la delega. Adesso la destra parla di inserire il provvedimento nella loro proposta di legge elettorale. Una riforma peggiore della legge esistente, che si può solo rifiutare, perché prevede un abnorme premio di maggioranza per chi raggiunge il 40% dei voti e prevede liste bloccate senza preferenze, alla faccia del potere degli elettori di scegliere i propri rappresentanti. Tanti giovani al referendum hanno votato ‘no’ anche per questa discriminazione che svantaggia la loro partecipazione al voto. La legge per il voto ai fuorisede va approvata, senza ricatti o manovre per modificare la legge elettorale in vigore” così il deputato democratico Virginio Merola.

 

03/04/2026 - 11:20

“Per il governo la priorità non sono famiglie e imprese alle prese con il caro carburanti e l’aumento dei costi, ma la legge elettorale. È questa la scelta politica che emerge con chiarezza in queste ore. Mentre si accelera sulla riforma elettorale da approvare entro l’estate, sul fronte economico arrivano solo interventi temporanei e insufficienti. Il decreto sul caro carburanti, che proroga fino al 1° maggio la riduzione delle accise, è l’ennesima misura tampone: non affronta l’emergenza e non offre risposte strutturali”. Lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo in commissione Affari costituzionali e vicepresidente vicaria del Gruppo Pd alla Camera.

“Invece di concentrarsi seriamente sul sostegno a famiglie e sistema produttivo - sottolinea l'esponente dem - hanno già deciso tempi e contenuti della legge elettorale, ma continuano a parlare di confronto con le opposizioni. In commissione abbiamo chiesto di limitare il perimetro della riforma, ma è evidente che siano già stati stabiliti anche gli emendamenti”.

“Noi - conclude Bonafè - ribadiamo la nostra contrarietà a questa proposta di legge elettorale, che introduce un premio di maggioranza tale da consentire a chi vince di scegliersi da solo il Capo dello Stato. Inoltre, questa riforma allontana ulteriormente gli eletti dai cittadini, eliminando i collegi uninominali, e introduce di fatto una forma di premierato mascherato, indicando nel programma il nome del candidato premier”.

 

01/04/2026 - 20:19

“La “finta apertura” di Donzelli di ieri sera si è già rivelata per quello che è: un tentativo di far sembrare dialogo ciò che dialogo non è. La maggioranza non solo parte da un testo condiviso solo dai partiti di maggioranza, ma i trucchetti visti oggi in Ufficio di Presidenza confermano che non c’è nessuna apertura: si cerca di allargare la legge anche agli italiani all’estero, non per discutere, ma per inserire norme già pronte a vantaggio della maggioranza e a danno delle opposizioni” così la capogruppo del Pd nella commissione affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè.

 

01/04/2026 - 13:46

Le liste di attesa non sono un problema tecnico, né una questione amministrativa, ma sono lo specchio di un sistema sanitario che questo governo sta lentamente, ma sistematicamente smantellando. I numeri parlano chiaro: nel 2025, 5,8 milioni di persone sono state costrette a rinunciare a cure o esami, un cittadino su 10. Non stiamo parlando di piccoli disagi, ma di diritti negati, di malattie non diagnosticate, di cure impossibili. Chi può si rivolge al privato pagando, chi non può aspetta per l’eternità o rinuncia alle cure.
Le attese medie sono di 105 giorni, per una tac fino a 360 giorni, visite specialistiche 500 giorni, colonscopia 720 giorni. A questa situazione emergenziale il governo ha scelto di rispondere con la solita propaganda, anziché con i fatti. La mozione della maggioranza è piena di desiderata e di proposte ipotetiche, senza alcun obiettivo concreto.

Il cosiddetto decreto liste d'attesa, approvato nel giugno del 2024 a cinque giorni dalle elezioni europee, è stato presentato come una svolta storica. Ma era solo uno spot elettorale. A quasi due anni dall'approvazione, dopo 660 giorni, mancano ancora decreti attuativi fondamentali. Non ci sono piani straordinari di assunzioni. Non c'è un euro aggiuntivo strutturale per il personale. L'Organismo nazionale di verifica e controllo sulle liste d'attesa, istituito nel 2024 con oltre un milione e mezzo di euro di dotazione, non è ancora operativo. Un sistema opaco, garantito dalla totale assenza di controllo. Questo non è governare la sanità: è nascondere il problema sotto il tappeto.

La situazione è chiara. Lo certifica lo stesso Ufficio Parlamentare di Bilancio: il sistema sanitario italiano rallenta, sotto un costante sottofinanziamento, il privato cresce e i fondi sanitari sono in forte espansione. Così le disuguaglianze aumentano e si mina il principio costituzionale di universalità delle cure.

Per il Partito democratico la difesa del sistema sanitario nazionale è una priorità, e dovrebbe esserlo per qualsiasi governo, perché su questo ci giochiamo la democrazia di un paese e l'uguaglianza dei cittadini.

Le nostre proposte sono semplici e nette: portare il finanziamento pubblico al 7,5% del PIL, la media europea, in un percorso pluriennale credibile; superare i tetti di spesa per il personale e avviare un piano straordinario di assunzioni, perché mancano quarantamila tra medici e infermieri e la situazione peggiora ogni anno, adeguando le retribuzioni e prevedendo incentivi economici per chi opera nelle aree interne o disagiate; rendere la Piattaforma nazionale delle liste d'attesa pienamente trasparente, con dati leggibili per regione e per struttura; rendere finalmente operativo l'Organismo di verifica e controllo; vietare la chiusura delle agende e garantire il pieno rispetto della normativa su intramoenia, quando il pubblico non riesce a rispettare i tempi, evitando che il costo ricada sui cittadini;  rafforzare la medicina territoriale e l'investimento in prevenzione.

Sono proposte che il Partito Democratico porta avanti da anni, a partire dalla legge Schlein che la maggioranza ha bocciato con la solita arroganza. Una emergenza seria merita una risposta vera. Per questo continueremo a batterci, perché la salute degli italiani non diventi una variabile dipendente dall'indifferenza di chi ci governa”. Lo ha detto in aula Ilenia Malavasi capogruppo Pd in commissione affari sociali della camera, dichiarando il voto favorevole alla mozione del Pd e contrario a quella di maggioranza.

 

31/03/2026 - 19:26

“La maggioranza evidentemente non ha compreso il messaggio chiaro che gli italiani le hanno mandato con il referendum: le regole del gioco non si cambiano a strappi”. Così la capogruppo democratica in Commissione Affari Costituzionali della Camera, Simona Bonafè, risponde a Tg Parlamento alla vigilia della seduta che incardinerà la legge elettorale presentata dalla maggioranza. “L’apertura alle opposizioni che sentiamo tanto evocare in queste ore è solo di facciata - aggiunge - e lo confermano il testo presentato con il solo accordo tra i partiti di governo prima del referendum e i quattro relatori di maggioranza, che sembrano più interessati a controllarsi tra loro che al merito della proposta”.

30/03/2026 - 17:00

“La legge elettorale ha a che fare con le regole del gioco e, proprio per questo, riguarda tutti. È un terreno su cui non sono accettabili forzature né tantomeno interventi calati dall’alto. Da Giorgia Meloni vediamo purtroppo il ripetersi dello stesso schema: dopo il tentativo della separazione, bocciato dai cittadini al referendum, si arriva oggi a una proposta di modifica della legge elettorale che appare il frutto esclusivo di un accordo tra i partiti di governo, senza alcun reale confronto con le opposizioni. Su questi temi serve responsabilità, non prove di forza a colpi di maggioranza” così Simona Bonafè, Vicepresidente del Gruppo PD e Capogruppo in Commissione Affari Costituzionali della Camera dove domani inizierà l’esame della riforma.

 

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