“Il cosiddetto ‘dl Sicurezza’ del governo Meloni è l’ennesimo atto di pura propaganda, privo di qualsiasi reale urgenza o necessità per il Paese. Dopo mesi di stallo parlamentare, a un anno e mezzo dal varo in CdM, il governo ha deciso di trasformare in un decreto un disegno di legge che stava già per essere approvato in via definitiva. Non per esigenze concrete, ma per motivi interni di equilibrio tra Fratelli d’Italia e Lega. Una scelta arbitraria e opportunistica, frutto della solita logica da campagna elettorale permanente”. Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico, intervistato sui canali social dei deputati dem.
“Si tratta di un decreto panpenalista – prosegue l’esponente Pd – con ben 14 nuovi reati e un generale inasprimento delle pene, che però non producono alcun effetto reale sulla sicurezza dei cittadini. Anzi, si colpiscono fasce fragili,come le madri detenute, e si cerca di comprimere il diritto al dissenso, come dimostra la norma sul blocco stradale che prevede pene fino a 2 anni per chi protesta. Nel mirino anche le misure sulla canapa industriale: un settore che vale 2 miliardi di euro e dà lavoro a 30.000 persone, in gran parte giovani, viene sacrificato per una narrazione completamente falsa sugli stupefacenti. In realtà si mette in ginocchio un pezzo sano dell’economia italiana solo per ottenere un titolo di giornale”.
“Il Partito Democratico – conclude Mauri - è contrario nel merito e nel metodo. Siamo al lavoro per contrastare il decreto in ogni sede possibile. È evidente che i numeri in Parlamento contano, ma noi non ci arrendiamo e continueremo a batterci con determinazione. Questo decreto va cambiato radicalmente: non c’è una norma che vada nella direzione giusta per aumentare davvero la sicurezza. Si può e si deve fare molto di più, a partire dal garantire condizioni dignitose per le forze dell’ordine e investimenti sociali sui territori. Noi continueremo a chiedere soluzioni serie, non spot elettorali”.
“Dal 2006 in poi si è sottratta ai cittadini la possibilità di scegliere attraverso un voto di preferenza o di solo collegio uninominale la candidata o il candidato alla Camera o al Senato, penso che questa cosa abbia indebolito i partiti e il Parlamento, perché l’autorevolezza di una classe dirigente deriva anche dal suo radicamento nel territorio”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, intervistato da Radio Radicale.
“Io non sono un fan del proporzionale - ha continuato il parlamentare dem, unico eletto del centrosinistra in un collegio uninominale da Firenze a Siracusa - perché è un sistema che porta in sé molta instabilità. E penso che la disaffezione dalla politica dipenda anche dai continui cambi di legge elettorale, che finiscono per confondere gli elettori. Però questa legge elettorale va cambiata e credo che il Pd debba avere un ruolo da protagonista nel confronto tra maggioranza e opposizione”.
Giovedì 10 aprile alle ore 14.30, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, si terrà una conferenza stampa per la presentazione di tre proposte di legge che affrontano in modo complementare le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale, con particolare attenzione alla tutela dei diritti. Saranno presenti le deputate Anna Ascani, Chiara Braga, Marianna Madia e il deputato Piero De Luca, firmatari delle proposte. Nel corso dell’incontro verranno illustrate: la PDL n. 2212 Ascani e Braga, che introduce una disciplina sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito elettorale, per garantire trasparenza, correttezza e tutela del processo democratico; la PDL n. 1863 Madia, incentrata sulla tutela dei minori nell’uso degli strumenti digitali, con misure volte a garantire un ambiente online più sicuro per bambini e adolescenti; la PDL n. 2266 De Luca, relativa alla rimozione di contenuti illegali dalla rete Internet, con l’obiettivo di rafforzare la protezione degli utenti e combattere la diffusione di materiale illecito online. Le tre proposte si inseriscono in un quadro di iniziativa parlamentare che intende affrontare con responsabilità e visione le implicazioni sociali, democratiche e legali della rivoluzione digitale.
Info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it
Giovedì 10 aprile alle ore 14.30, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, si terrà una conferenza stampa per la presentazione di tre proposte di legge che affrontano in modo complementare le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale, con particolare attenzione alla tutela dei diritti. Saranno presenti le deputate Anna Ascani, Chiara Braga, Marianna Madia e il deputato Piero De Luca, firmatari delle proposte. Nel corso dell’incontro verranno illustrate: la PDL n. 2212 Ascani e Braga, che introduce una disciplina sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito elettorale, per garantire trasparenza, correttezza e tutela del processo democratico; la PDL n. 1863 Madia, incentrata sulla tutela dei minori nell’uso degli strumenti digitali, con misure volte a garantire un ambiente online più sicuro per bambini e adolescenti; la PDL n. 2266 De Luca, relativa alla rimozione di contenuti illegali dalla rete Internet, con l’obiettivo di rafforzare la protezione degli utenti e combattere la diffusione di materiale illecito online. Le tre proposte si inseriscono in un quadro di iniziativa parlamentare che intende affrontare con responsabilità e visione le implicazioni sociali, democratiche e legali della rivoluzione digitale.
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“La sentenza n. 171/2007 della Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di una disposizione contenuta in un decreto legge che modificava le cause di incandidabilità per la carica di sindaco.
La Corte evidenziò in quella occasione come la materia elettorale sia estranea rispetto alle finalità tipiche della decretazione d'urgenza; non può essere quindi sostenuta l'esistenza dei presupposti di necessità e urgenza stante il divieto posto dall'art. 15, comma 2, lettera b) della legge n. 400/1988 di adottare decreti legge nelle materie indicate nell'art. 72, quarto comma della Corte Costituzionale (tra cui la materia elettorale).
Non si possono quindi cambiare le regole del gioco in materia elettorale con un decreto necessario solo per fissare le scadenze delle prossime elezioni amministrative e dei referendum.
La maggioranza al Senato ritiri il suo emendamento che prevede l’eliminazione del ballottaggio per l’elezione dei comuni.
Non è soltanto un inaccettabile colpo di mano ma è palesemente contrario ai dettati costituzionali”.
Lo scrive in una nota l’on. Federico Fornaro, della Commissione Affari Costituzionali della Camera, in merito all’emendamento presentato dalla maggioranza al Senato sul Dl Elezioni.
“La richiesta di intervento del governo, in particolare del ministro Calderoli, sulla scelta del consiglio regionale di sollevare il conflitto di attribuzioni presso la Corte costituzionale, è sbagliata quanto impropria. Sbagliata, perché interviene nella separazione dei poteri giudiziario ed esecutivo trattandosi di una vicenda sulla quale sono chiamati ad esprimersi la magistratura in un primo grado di giudizio e la Corte costituzionale per la possibile materia non definita dalla legge 515 del 1993 per le cariche monocratiche. Impropria, perché qualora il governo esprimesse un giudizio, questo apparirebbe un’indebita influenza nell’amministrazione della giustizia che deve avvenire con la massima autonomia e libertà. Anziché, quindi, apparire come chi tenta di ribaltare tramite il governo il risultato elettorale dei sardi che hanno scelto il centro sinistra, bene farebbe la destra a darsi una calmata, attendere con pazienza gli esiti delle decisioni della magistratura e lasciare nel frattempo che chi ha la responsabilità di guidare la Sardegna lo possa fare senza pressioni improprie, che peraltro sarebbero indiziarie di un’idea inadeguata della Autonomia Speciale della Sardegna. Chi vuole il bene dell’isola non dovrebbe lavorare per lesionarne l’autorevolezza e l’Autonomia”.
Così il deputato del Pd, Silvio Lai, rispondendo alla richiesta del centrodestra in Parlamento di un intervento del governo sulla vicenda della richiesta di decadenza della Presidente Todde.
“Ormai è sempre più palese che ci troviamo di fronte ad un governo inadeguato. La questione dell'ipotesi di modifica unilaterale dei requisiti pensionistici operata da Inps sui propri applicativi, senza alcuna comunicazione ufficiale da parte dei Ministeri competenti, è vergognosa. E’ una totale assenza di trasparenza istituzionale. Inps ha aggiornato i criteri di calcolo introducendo un aumento dei requisiti di accesso. Sono modifiche, che se confermate, segneranno un netto peggioramento della situazione previdenziale e smaschereranno una volta per tutte Giorgia Meloni e il suo governo di bugiardi. Riforma del sistema previdenziale, superamento della legge Fornero e quota 41 sono questi gli slogan usati in campagna elettorale. Purtroppo la realtà è diversa e ci ha svelato i loro trucchetti sull’aumento delle finestre e sullo smantellamento di Ape sociale e Opzione donna. Fanno quello che sanno fare meglio: raccontare bugie mentre chiedono sacrifici sempre e solo sulla pelle delle persone". Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione Affari Sociali e membro della segreteria nazionale.
"La legge di Bilancio del governo Meloni si basa su due pilastri: una ingiustizia e una bugia.
Una grande ingiustizia perché in barba alla Costituzione il prezzo di questa manovra sgangherata sarà pagato dalle fasce più deboli e fragili della società: lavoratori, pensionati, redditi bassi. E una grande bugia perché proprio a quelli, ai più fragili, ai meno protetti, avevate promesso tagli alle tasse, aumento delle pensioni, incremento dei salari. Non c'è nulla, nemmeno una delle promesse elettorali annunciate dalla destra. E' diventata una legge mancia, un insieme di misure sbagliate, inefficaci e inique".
Lo ha scritto su Facebook Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Le risorse che il governo ha tagliato ai comuni e agli enti locali mettono i territori in ginocchio. Già nella scorsa manovra la destra aveva operato un taglio di 250 milioni per 5 anni. E anche in questa legge di bilancio le promesse del Ministro Giorgetti di non sottrarre più risorse ai comuni si sono rivelate vane, con un taglio importante e l’accantonamento di risorse che non possono essere spese dagli amministratori locali per la spesa corrente. Il Presidente dell'Anci Manfredi ha dichiarato che con questi tagli tra due o tre anni i nostri comuni non saranno più in grado di rispondere ai bisogni delle loro cittadine e dei loro cittadini. Spiace molto leggere il parere contrario del Governo a un Ordine del giorno che chiedeva di ripristinare le risorse tagliate, dopo che ha dato parere favorevole a una tutta una serie di mancette solo per i Comuni amici. Dal campo di calcetto fino all'associazione amica, dalla maggioranza arrivano solo scelte discrezionali senza nessuna visione, che hanno come unico obiettivo quello di raggranellare un po' di consenso elettorale.
È lo stesso modello che viene adottato in Lombardia, dove la Lega e la destra hanno trasformato la gestione delle risorse ai comuni in un sistema di distribuzione arbitraria che ha portato la Lombardia a non essere più la locomotiva d'Italia.
Usare in questo modo i soldi nella legge di bilancio è scandaloso, non per l’opposizione ma per le nostre comunità e i nostri territori”.
Così la deputata Pd Silvia Roggiani, sull’Ordine del giorno a sua firma che chiedeva al governo l’impegno a ripristinare le risorse tagliate ai Comuni e agli enti locali.
“Un’alluvione ti porta via la casa o l’azienda su cui hai investito tutta la vita? Il Governo non ti dà un euro. Non paghi le tasse o non rispetti la legge, per di più mettendo in pericolo la salute del prossimo? Il Governo ti premia. La decisione di cancellare le multe ai No-Vax è l’ennesima pagina di vergogna scritta da Giorgia Meloni. Spiegate ai medici e agli infermieri questa indegna cambiale elettorale sulla loro pelle. Spiegate a chi la legge l’ha rispettata che è un fesso. Spiegate a chi, a causa del Covid, ha perso un proprio padre, madre, figlio, amico, parente che è stato tutto uno scherzo.
Avete creato un precedente devastante per la credibilità dello Stato. E se dovesse riaccadere, perché può riaccadere, tra negazionisti e regali ai No-Vax quale risposta dovremmo aspettarci per contenere un virus? Aprire nuovi cimiteri?
Vergognatevi” così sui social il responsabile nazionale welfare del Pd, il deputato democratico, Marco Furfaro.
“Fonti di stampa riportano la notizia di numerosi arresti avvenuti nei giorni scorsi a seguito di un’inchiesta della Procura di Brescia relativa ad infiltrazioni della criminalità organizzata nella provincia di Brescia. Organizzazioni di stampo mafioso - 'Ndrangheta nel caso specifico - riescono ad infiltrarsi facilmente nel tessuto produttivo prima 'aiutando' gli imprenditori in difficoltà e poi 'strozzandoli' rendendoli succubi per l’impossibilità di restituire i prestiti. Sempre la stampa ha anche sottolineato come alcuni esponenti politici sarebbero coinvolti nel sistema messo in piedi dalle organizzazioni criminali con reati legati allo scambio elettorale politico-mafioso. Il Pd ha già presentato il 3 aprile 2024 un atto di sindacato ispettivo che non ha ancora avuto risposta”. Così si legge nell'interrogazione al ministro della Giustizia a firma dei deputati dem Debora Serracchiani e Gian Antonio Girelli con la quale si chiede a Nordio di rispondere in Commissione quali iniziative intenda adottare per affrontare a presenza di organizzazioni criminali di stampo mafioso nel territorio bresciano.
Contro i tagli alla sanità, alla scuola, ai trasporti. Oggi in piazza a Como con Cgil e Uil a manifestare contro una pessima legge di bilancio.
Vicino ai lavoratori e ai pensionati che più di altri pagano le scelte scellerate del governo. Non hanno mantenuto la promessa elettorale di rivedere la legge Fornero e hanno reso inapplicabili le altre agevolazioni come opzione donna. Non un euro in più per abbattere le liste d’attesa nella sanità pubblica e solo favori a quella privata, tagli a scuola e università e niente per la crescita e lo sviluppo. E così sempre più giovani lasciano il paese e fanno sempre meno figli. E sulle donne continua a pesare il carico del lavoro di cura e l’assenza di servizi. Intanto litigano, si fanno ripicche e vanno avanti solo a colpi di fiducia. Perché li tiene insieme l’occupazione del potere ma niente che interessi veramente i cittadini.
Ascoltino la voce di chi oggi ha scioperato, esercitando un diritto fondamentale che la destra ha messo sotto attacco. Lo facciano da subito votando gli emendamenti delle opposizioni su sanità, salario minimo, congedi paritari e conversione dell’industria a partire dal settore automotive.
Lo ha scritto sui social Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Lo avevo inserito nel mio programma elettorale, era un impegno preso con gli italiani all’estero e abbiamo mantenuto l’impegno. Il disegno di legge sui servizi consolari ” Disposizioni per il finanziamento di interventi volti al rafforzamento dei servizi consolari in favore dei cittadini italiani residenti o presenti all'estero” a prima firma Ricciardi (Pd) e sottoscritta e sostenuta anche dai colleghi eletti all’estero, è finalmente diventato legge. Questo risultato è storico: per la prima volta, una legge a favore degli italiani all’estero ha seguito un iter parlamentare ordinario, non straordinario. È importante sottolineare che il Partito Democratico ha inserito questa legge tra le proprie priorità sin dall’inizio della legislatura. Oggi possiamo festeggiare un traguardo significativo. Questo provvedimento rappresenta un riconoscimento per le comunità italiane all'estero, che hanno sempre sostenuto il Partito Democratico. I consolati sono l'unico punto di riferimento per gli italiani all'estero e rivestono un ruolo fondamentale nella loro vita quotidiana. La nostra attenzione a questa questione dimostra quanto sia cruciale per noi. Nonostante ci siano quasi 9 milioni di italiani all’estero, si fa ancora fatica a riconoscere questa realtà come una vera e propria "ventunesima regione" d'Italia, l'unica in crescita demografica. Questa legge è particolarmente rilevante per il continente europeo, dove vive il 65% degli iscritti Aire. Alcuni consolati registrano fino a 4.500 nuove iscrizioni al mese, con un 30% di nascite. Questi giovani, partiti dall'Italia, ora vedono i loro figli nascere all'estero, e noi abbiamo il dovere di rispondere alle loro esigenze. Siamo fiduciosi che questa sia solo l'inizio di un percorso che si autoalimenterà, portando sempre più risorse per lo Stato e per i consolati. Il nostro impegno è garantire servizi, diritti e cittadinanza per tutti gli italiani all'estero. Questo era un punto fondamentale del nostro programma elettorale, e oggi dimostriamo di aver mantenuto le nostre promesse.” Così Nicola Carè deputato pd eletto nella Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide
“La Lega di cui Giorgetti è vicesegretario ha tradito tutte le promesse della campagna elettorale. Va detto con molta nettezza, anche alla luce delle parole pronunciate dal ministro dell’economia in audizione oggi alla Camera. Dovevano abolire la Fornero, invece allungano l’età pensionabile fino a 70 anni nel pubblico impiego, che in fondo è la vera vittima di questa manovra. Si taglia la sanità pubblica, si reintroduce il blocco del turn over nei comuni, si nega ai lavoratori statali il recupero pieno del potere d’acquisto perduto, addirittura favorendo la firma separata nel contratto del pubblico impiego, si concedono 3 centesimi al giorno in più sulle pensioni minime: un capolavoro di macelleria sociale. Questa è l’unica verità cruda e nuda di questa Legge di Bilancio. Giorgetti sicuramente lo sa, a breve cominceranno ad accorgersene anche gli elettori”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, commentando le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sulla manovra di fronte alle commissioni Bilancio congiunte.
“Nella Manovra approvata dal governo le tematiche ecologiche tornano indietro di decenni. No a nuove risorse per salvaguardare l’ambiente e contrastare il dissesto idrogeologico, nessuna misura per limitare i mutamenti climatici nonostante i numerosi eventi estremi che hanno ripetutamente devastato il Paese nei mesi scorsi. Ancora peggio per le infrastrutture, completamente dimenticate, e l’efficientamento energetico: gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie tornano ai minimi storici, proprio mentre l’Europa vara il Green New deal per gli edifici e le famiglie avrebbero bisogno di risorse per riqualificare le abitazioni. Ancora una volta Giorgia Meloni ha fatto l’opposto rispetto a quanto promesso : aveva annunciato 'basta bonus ed interventi di lungo termine', ma ci ritroviamo una legge di Bilancio senza visione con mancette ed improvvisate misure una tantum solo di carattere elettorale”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.