Ulteriore tassa sulle imprese obbligare ad assicurarsi
"La proroga al 31 marzo 2026 dell’obbligo di stipulare polizze assicurative contro i rischi catastrofali per micro e piccole imprese, prevista dal Decreto Milleproroghe 2026, non solo non risolve il problema di fondo ma penalizza ulteriormente le imprese. Si tratta infatti di una misura che continua a imporre un onere ingiustificato alle imprese, con una proroga limitata solo ad alcune categorie, senza una logica chiara e con evidenti disparità di trattamento tra settori produttivi omogenei". Lo dichiara in una nota il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
"Questo obbligo va abrogato, perché rappresenta una vera e propria tassa occulta: oltre al costo della polizza, circa il 21,5 per cento del premio finisce infatti allo Stato. Si tratta di un ulteriore subdolo balzello che colpisce chi fa impresa, senza offrire reali tutele e senza una strategia pubblica efficace di prevenzione e gestione dei rischi", conclude Simiani.
"La carenza di personale nei Vigili del Fuoco non è una novità né un’emergenza improvvisa: da mesi, come Partito Democratico, la denunciamo con interrogazioni e atti parlamentari rimasti senza risposta. In Toscana, come nel resto del paese, si sono perse centinaia di unità operative, con conseguenze dirette sui tempi di intervento e sulla qualità del servizio. Meno vigili in servizio significa più straordinari, maggiore stress e un sistema di soccorso che fatica a reggere l’aumento delle emergenze": è quanto dichiara il Capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani sul grido di allarme lanciato dalle associazioni sindacali.
"Di fronte a questa realtà il governo sceglie di non intervenire sul vero problema, cioè il rafforzamento degli organici e degli investimenti, e punta invece a una riforma che rischia di militarizzare il Corpo, snaturandone la funzione civile e di protezione dei cittadini. È una scelta che non risolve le carenze, ma le aggrava. Servono assunzioni, stabilizzazioni e mezzi adeguati, non un cambio di modello che allontana i Vigili del fuoco dalla prevenzione e dal soccorso. Continuare a ignorare i dati significa assumersi una responsabilità politica precisa. Anche le ultime norme sul reclutamento inserite nel Milleproroghe senza però risorse contestuali adeguate sono insufficienti": conclude.
“La mancata proroga degli sgravi fiscali per l’assunzione di donne e giovani nel Mezzogiorno è un altro regalo che la destra fa alla parte più debole del Paese. Lo hanno fatto sparire dal Milleproroghe e ora provano a recuperare con un emendamento in extremis. Non si capisce chi sia il responsabile di questo pasticcio che in ogni caso allungherà di molto i tempi per l’entrata in vigore della misura. Siamo alle solite: la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra. Di fronte a tanta improvvisazione chiediamo alla ministra Calderone di venire a riferire in Commissione Lavoro. Il Parlamento deve essere informato”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
«Il rinvio al 31 dicembre 2026 dell’obbligo di polizze catastrofali per esercizi di somministrazione e strutture ricettive conferma ciò che avevamo denunciato da tempo: è una misura sbagliata e priva di una reale analisi d’impatto», affermano gli onorevoli Augusto Curti e Marco Simiani. «L’obbligo assicurativo catastrofale, così concepito, non incide sul rischio sistemico e scarica soltanto ulteriori costi su piccole e microimprese, peraltro già decisamente oberate. E’ evidente come il Governo, anziché affrontare il problema, preferisca smarcarsi attraverso la politica dei rinvii. Non serve prorogare: occorre piuttosto abrogare la norma e aprire finalmente un confronto serio con categorie e territori».
“La pezza di Salvini è peggiore del buco perché riesce addirittura a mentire due volte. Dice di aver tagliato i fondi per la manutenzione stradale per coprire gli extra-costi del Terzo Valico di Genova e non per il Ponte sullo Stretto ma sono le carte a smentirlo. Il primo taglio fatto nell’ultima manovra, 20 milioni sul 2025, 15 sul 2026 e 275 milioni tolti sul 2029, così come l’emendamento dell’On. Molinari che toglie altri 1,1 miliardi a decorrere dal 2030 sono fatti proprio per destinare quelle risorse allo stesso Ponte. Mentre solo nel secondo taglio, nel Milleproroghe 2025, con cui hanno ridotto lo stanziamento di ben 175 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, compare la giustificazione del Terzo Valico, tra l’altro non in solitaria ma insieme ad altre tratte di Alta Velocità del Nord Italia.”
Così Ubaldo Pagano, Capogruppo PD in Commissione Bilancio a Montecitorio.
“Il Ministro è un bugiardo patologico e in un colpo solo ha provato a imbonirsi i cittadini genovesi che domenica si recheranno alle urne e prendere in giro tutti gli italiani che invece vedranno fermarsi migliaia di cantieri già programmati sulle strade di tutto il Paese. Ambedue i tentativi si rivelano soltanto una pessima figura, l’ennesima nella sua bacheca. E da oggi in avanti, ogni buca sulle strade d’Italia ci ricorderà soltanto la sua incompetenza e l’indegna scorrettezza con cui sta cercando di inquinare quelle elezioni amministrative.”
«Il Governo Meloni ha deciso di abbandonare le province italiane e i territori più fragili, tagliando drasticamente i fondi destinati alla manutenzione delle strade provinciali. Una scelta gravissima che colpisce in particolare tutto il mezzogiorno e anche la Sardegna, con conseguenze dirette sulla sicurezza di cittadini, lavoratori e imprese che utilizzano migliaia di chilometri di strade provinciali.»
La denuncia arriva dal deputato sardo del PD, Silvio Lai, che sottolinea: «Con la Legge di Bilancio e il Milleproroghe, l’esecutivo ha dimezzato i 51 milioni di euro già assegnati alle province sarde (Cagliari, Nuoro, Sassari, Sud Sardegna e Oristano), con un taglio netto del 50% pari a 24 milioni di euro tra il 2025 e il 2028. Solo alla Provincia di Oristano sono stati sottratti 3,1 milioni e 410 mila euro, alla provincia di Sassari 8,5 milioni, a Nuoro 4,2 milioni al Sud Sardegna mancheranno oltre 3 milioni, a Cagliari 5,4 milioni.»
«Il paradosso – continua Lai – è che mentre il Governo toglie fondi essenziali per la sicurezza quotidiana dei cittadini, il Ministro Salvini continua a inseguire il sogno mediatico del Ponte sullo Stretto, ignorando i cantieri reali e urgenti delle nostre province. Come è stato ricordato da diversi amministratori locali in Sardegna ci sono migliaia di km di strade provinciali. Non si può continuare a ignorare questa realtà. I fondi ministeriali servono, e servono subito anche perché si tratta di tagli che incidono su opere anche già appaltate.»
La Giunta Regionale ha provato a reagire, aumentando il Fondo Unico per gli Enti Locali a 60 milioni di euro, con l’impegno di arrivare a 100 milioni. Ma la dimensione del taglio nazionale costringe la Regione a coprire il buco togliendo risorse ad altre priorità strategiche. «È una corsa in salita – conclude Lai – e il Governo nazionale ha scelto consapevolmente di lasciare i territori più fragili da soli, con cantieri a rischio e responsabilità scaricate altrove.»
Lo avevamo detto già dopo la legge di bilancio che il taglio agli enti locali sarebbe stato insopportabile e ora con la ripartizione concreta si vede ciò che succede nella carne viva delle persone. Serve il ripristino immediato dei fondi tagliati e l’apertura di un tavolo nazionale con ANCI, UPI e le Regioni, per garantire un piano pluriennale di interventi reali sulle strade provinciali. La sicurezza non può essere sacrificata alla propaganda folle del ministro Salvini, complice tutto il Governo Meloni.”
“Serve più tempo alle aziende per assolvere l’obbligo di stipulare polizze di assicurazione contro gli eventi catastrofali: la data del 31 marzo è irrealistica. Per coglierlo, basti pensare che alle stesse imprese assicuratrici è stato invece concesso tempo fino al 28 marzo per adeguare alle previsioni di legge i testi delle polizze da proporre e che ad oggi non è attivo il portale Ivass per la comparabilità delle offerte dei contratti assicurativi. Un paradosso: potrebbe accedere che tra il momento in cui una polizza efficace è disponibile sul mercato e quello in cui scade l’obbligo per i destinatari di assicurarsi, vi siano solo tre giorni a disposizione, per valutazioni complesse ed economicamente impattanti”. Così si legge nell'interrogazione presentata dalla deputata del PD, Nadia Romeo, con cui si chiede ai ministri del Made in Italy e dell'Economia e Finanze una proroga del termine di stipulazione delle assicurazioni contro gli eventi catastrofali.
“La conferma del termine del 31 marzo 2025, mette in seria difficoltà quasi quattro milioni di imprese – micro, piccole, medie e grandi – che avrebbero a disposizione meno di un mese per sottoscrivere polizze di particolare complessità”, conclude Romeo.
Con l’approvazione dell’articolo 19-bis del decreto milleproroghe il governo conferma, ancora una volta, il proprio disinteresse quando parliamo di persone con disabilità. La maggioranza ha infatti deciso che la riforma della disabilità, su tutto il territorio nazionale, entrerà in vigore non più il 1° gennaio 2026, ma il 1° gennaio 2027. Parliamo di una riforma attesa da tempo dalle persone con disabilità e dalle loro famiglie e che tra le varie novità doveva apportare una nuova valutazione multidimensionale, personalizzata e partecipata diretta a realizzare gli obiettivi della persona con disabilità secondo i suoi desideri e le sue aspettative. L’obiettivo della riforma è sempre stato quello di rimuovere gli ostacoli e attivare i sostegni utili a esercitare le libertà e i diritti civili e sociali nei vari contesti di vita. Per questo riteniamo il rinvio incomprensibile dato anche che la ministra Locatelli si è ben guardata, durante i suoi proclami nelle scorse settimane, di fare minimo cenno. Oltre allo slittamento, lo stesso articolo del decreto Milleproroghe estende, dal 30 settembre 2025, a ulteriori 11 province, oltre alle 9 già attuali, la sperimentazione del nuovo sistema previsto dal decreto legislativo n. 62 del 2024 e non è indicato in nessun modo e da nessuna parte il criterio di scelta delle nuove province. La riforma della disabilità quindi è di fatto instradata su un binario morto. Quali siano le motivazioni che hanno portato la Ministra a differire in modo così significativo un provvedimento importante come questo non è dato saperle. Per questo abbiamo presentato un interrogazione parlamentare perché la ministra deve dare spiegazioni urgenti non solo a noi ma soprattutto alle persone con disabilità e alle loro famiglie che per l’ennesima volta sono state prese in giro. Lo affermano in una nota Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari Sociali e membro della segreteria nazionale del PD, che ha firmato con i deputati Gribaudo, Girelli, Malavasi e Ciani un’interrogazione urgente al governo.
L’onorevole Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico in risposta alle recenti modifiche apportate dal Governo per le persone con disabilità ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"È inaccettabile che il Governo continui a utilizzare il decreto Milleproroghe per rimandare riforme fondamentali per le persone con disabilità. La decisione di posticipare ulteriormente l'attuazione dei progetti di vita personalizzati e partecipati, previsti dalla Legge 227/2021, rappresenta un grave passo indietro nei diritti e nell'autodeterminazione di queste persone.
"Questi progetti personalizzati sono strumenti essenziali per garantire alle persone con disabilità una vita dignitosa e autonoma. Rimandare l'implementazione significa ignorare le esigenze di chi quotidianamente affronta barriere e discriminazioni. Inoltre, il meccanismo di riconoscimento unificato dell'invalidità, già dimostratosi inefficace nelle province pilota, viene prorogato senza le necessarie revisioni, perpetuando un sistema inadeguato e penalizzante.
"È evidente che il Governo preferisce mantenere lo status quo, evitando di affrontare le vere criticità del sistema. Questo atteggiamento non solo rallenta il percorso verso l'inclusione, ma tradisce anche le aspettative di migliaia di famiglie che attendono da anni riforme concrete. Chiediamo con forza che si abbandoni la pratica delle proroghe ingiustificate e si dia finalmente priorità alle politiche che promuovono l'autonomia e la partecipazione attiva delle persone con disabilità nella società."
“Misura sia applicata in tempo per il semestre scolastico”
Abbiamo chiesto al ministro dell’Interno di adottare misure urgenti per evitare che il prelievo dei dati biometrici sia previsto anche per i visti da rilasciare agli studenti stranieri che vogliono venire a studiare in Italia. Il nostro Paese rappresenta una delle mete preferite per gli studenti stranieri ed in particolare per gli studenti americani che desiderano studiare all'estero. Per l'anno accademico 2023/2024, si stima che circa 40.000 studenti provenienti dagli Stati Uniti abbiano scelto soprattutto il Lazio e la Toscana per i loro studi, un fatto da incoraggiare che genera un significativo indotto occupazionale di circa 10 mila posti di lavoro. Inoltre, comporterebbe un cumulo di lavoro non sostenibile per i consolati che già oggi sono in difficoltà ad espletare le normali pratiche di visto a causa di mancanza di adeguate risorse di personale.
Il ministero dell’Interno ha risposto alla nostra interrogazione assicurandoci che il governo sta predisponendo interventi migliorativi per introdurre eccezioni all’obbligo della raccolta delle impronte digitali. Nel Milleproroghe, grazie alla nostra sollecitazione, sono state infatti introdotte misure per escludere soprattutto gli studenti stranieri dalla raccolta dei dati biometrici. Chiediamo l’applicazione di tali misure in modo rapido in tempo per il semestre scolastico.
Così Simona Bonafé, capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali della Camera e il deputato dem Christian Di Sanzo, eletto in Nord e Centro America.
"Nel decreto Milleproroghe è stato approvato un ordine del giorno del Partito Democratico che impegna il governo a garantire la stabilità del personale e la salvaguardia delle professionalità nella gara per la concessione di A22. Il ministro Salvini ha gestito male il bando: in ritardo, con ricorsi e senza la clausola sociale per quasi 1000 dipendenti. Il governo si è limitato ad accogliere il nostro impegno come semplice raccomandazione, evitando di assumersi qualsiasi responsabilità, nonostante ormai siano chiari gli errori messi in campo dal ministro Salvini sulla gestione di questa concessione autostradale. Per questo presenteremo un’interrogazione per chiedere chiarimenti". Così le deputate Pd Paola De Micheli, Sara Ferrari e Antonella Forattini e il deputato dem Stefano Vaccari.
“Con questo decreto Milleproroghe, ancora una volta, si è consumata la farsa di una commissione Affari costituzionali, ma potrei dire più in generale, di una Camera dei deputati, ridotta a ruolo di notaio. Un provvedimento con norme che non sono solo sbagliate, ma pericolose perché danno un messaggio culturale al Paese che riassumo cosi: se sei un furbetto, non paghi le tasse o non ti vaccini, allora il governo ti premia con condoni e rottamazioni. La scelta politica di abrogare le sanzioni ai No Vax, in particolare, rappresenta uno schiaffo ai milioni di italiani che si sono vaccinati per il bene di tutti, anche di quelli che non lo hanno fatto. Questa maggioranza sceglie di premiare proprio coloro che si sono sottratti, non vaccinandosi e nei mesi più bui della pandemia, quando il bollettino dei ricoveri e delle persone decedute riportava cifre da guerra militare, al dovere di solidarietà nei confronti della comunità, beneficiando indirettamente della vaccinazione di tutti gli altri milioni di italiani. Siamo contrari all’idea di società di questa maggioranza e cioè all’idea di una società ingiusta, senza solidarietà, dove vincono i più furbi e dove il principio di legalità vale solo per i deboli”.
Così la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Simona Bonafé, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario al Dl Milleproroghe.
“Per colpa dei ritardi del Governo Meloni le imprese della Zls della Toscana non potranno accedere alle risorse previste dalla legge. La destra ha finalmente ammesso che la Zona Logistica Speciale non era stata attivata lo scorso anno, come ha ripetuto falsamente per mesi, ma soltanto da poche settimane: quando quindi i finanziamenti stanziati erano già stati opzionati dalle aziende delle altre Regioni, dove le Zls sono vigenti da anni. Ma oltre il danno anche la beffa: perché il governo al Senato, con il Milleproroghe, ha allungato i tempi per fare le domande di accesso ai benefici senza però aumentare le risorse. E’ semplicemente vergognoso come questa destra dica falsità e speculi sulla pelle di migliaia di imprenditori in buona fede”. è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani sul voto compatto della maggioranza che ha respinto un suo ordine del giorno al Decreto Proroga Termini (sottoscritto anche da Emiliano Fossi, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Arturo Scotto, Laura Boldrini, Christian Di Sanzo, Marco Furfaro) che avrebbe rifinanziato il fondo per i benefici alle imprese presenti nella Zls della Toscana.
“Il governo Meloni ha spazzato via il fondo contro i disturbi del comportamento alimentare. Prima lo hanno azzerato con la legge di Bilancio. Poi hanno fatto lo stesso con il decreto Milleproroghe. Adesso, non contenti, hanno bocciato il mio ordine del giorno, sottoscritto da tutta l’opposizione, che impegnava la maggioranza a ripristinarlo e ad applicare la legge che prevede l’inserimento dei DCA nei LEA come malattie a sé stanti, con un budget autonomo e l’obbligo per ogni regione di dotarsi di tutti i livelli di cura. Mentre parlano di aiutare le famiglie e urlano ‘giù le mani dai bambini’, 4 milioni di persone in Italia affette da DCA restano senza cure: di queste, un milione sono proprio bambini”. Lo scrive in un post sui social il deputato Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali.
“Su Granaio Italia il governo naviga nel buio e, per incapacità organizzative, fa slittare al 31 luglio 2025, con un emendamento di FdI al Milleproroghe, la data di entrata in funzione del registro telematico dei cereali. L’attivazione del registro, come segnala la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, è essenziale per riportare trasparenza nei mercati e per tutelare la qualità dei grani Made in Italy di fronte ad una concorrenza spietata che punta sulla riduzione dei prezzi a discapito della qualità. Attraverso il registro è possibile tenere sotto controllo la consistenza delle scorte dei cereali, anche al fine di immettere sul mercato informazioni utili a ridurre la volatilità dei prezzi ed avere una completa tracciabilità dei grani, in tutti i passaggi, soprattutto quando si tratta di prodotti importati. Il governo, non pago dei guasti già prodotti, ha anche respinto un nostro ordine del giorno che invitava l’esecutivo ad adottare nel prossimo provvedimento utile le opportune modifiche normative volte ad attivare il registro telematico nazionale sulle giacenze dei cereali. Qualunque ritardo favorisce gli speculatori internazionali e questo non è tollerabile”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.