27/01/2026 - 11:30

“La Francia sceglie di proteggere i propri figli e manda un messaggio forte all’Europa: il cervello dei nostri ragazzi non è in vendita. Con l’approvazione del disegno di legge che vieta l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, Parigi dimostra che la politica può e deve governare l’innovazione, non subirla.
Spiace constatare che l’Italia, invece, resti a guardare. Nel nostro Paese eravamo a un passo dall’approvazione di una legge bipartisan sull’età minima per l’accesso ai social, una norma di civiltà pensata per tutelare le nuove generazioni. Quel percorso si è però arenato, bloccato da un governo che si proclama sovranista a parole ma che nei fatti non è libero: troppo spesso sottomesso agli interessi delle grandi piattaforme digitali. Mentre altri Paesi europei scelgono il coraggio e la responsabilità, l’Italia continua ad accumulare ritardi proprio sui diritti e sulla protezione dei più giovani. È una scelta politica, non una fatalità. E come tale va cambiata.” Così la deputata Marianna Madia
del Partito Democratico firmataria della proposta di legge bipartisan per l’accesso alle piattaforme social.

22/01/2026 - 16:16

“Il Partito Democratico sostiene la pdl per valorizzare e riconoscere le attività educative e ricreative non formali, non solo come scelta di equità e di pari opportunità, ma anche come investimento fondamentale per favorire il benessere dei ragazzi e delle ragazze in una fase segnata da forte fragilità sociale ed economica”. Lo ha detto in Aula alla Camera Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, esprimendo il voto favorevole del Partito Democratico al provvedimento.

“L’inizio del 2026 – ha ricordato l’esponente dem - è stato segnato da fatti drammatici che hanno coinvolto studenti e studentesse, imponendo una riflessione sulla sfida educativa del nostro Paese, caratterizzato da quasi 6 milioni di persone che vivono in povertà assoluta, di cui oltre un milione di minorenni. Una condizione che incide direttamente sull’accesso alle opportunità educative, con il rischio che l’uguaglianza formale dei diritti si trasformi in una disuguaglianza sostanziale e che la povertà venga trasmessa di generazione in generazione, diventando una condizione di non ritorno. Servono spazi di ascolto, luoghi di aggregazione, occasioni di crescita, relazioni sane e fiducia in un Paese dove povertà educativa, disagio giovanile e dispersione scolastica sono tra le più alte in Europa. Questa legge riconosce il protagonismo del terzo settore, degli oratori, degli enti di promozione sportiva e culturale, capaci di costruire reti territoriali e patti educativi di comunità in percorsi di coprogettazione virtuosi come solo una comunità educante può fare".

“Il Fondo istituito prevede – ha concluso Malavasi - risorse non sufficienti e la delega può essere un’opportunità o un’occasione persa. Chiediamo al governo di dare seguito rapidamente al mandato parlamentare, con risorse e strumenti stabili, perché per il Partito Democratico l’educazione resta il principale strumento di giustizia, coesione sociale e crescita del Paese”.

 

22/01/2026 - 11:23

"Quello che accade ai detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, soprattutto dal 7 ottobre in poi, è aberrante. Le prigioni israeliane, per i palestinesi sono un buco nero: torture, umiliazioni e privazioni di ogni genere. Nessun contatto con i familiari. Se si tace su questo, se Israele non sarà tenuto a rispondere delle sue responsabilità, se si normalizza la disumanizzazione,  vedremo tutto ciò accadere anche in altre prigioni di altri paesi del mondo". E' questo il monito che Fadwa Barghouti, avvocata e portavoce di Marwan Barghouti, ha lanciato oggi durante l'audizione al Comitato diritti umani della Camera che presiedo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine dell'audizione dell'avvocata Fadwa Barghouti che si è tenuta di questa mattina.
"Il racconto di Fadwa Barghouti sulle pratiche di tortura, gli abusi, le violenze commesse ai danni dei prigionieri palestinesi è spaventoso.  L’accanimento più raccapricciante è quello contro i minori palestinesi, che, in alcune circostanze, sono sottoposti anche a violenza sessuale con bastoni e con l’utilizzo di cani. Lei e la sua famiglia non vedono Marwan, leader popolarissimo in tutta la Palestina, da tre anni e il suo avvocato ha potuto incontrarlo solo 5 volte dal 7 ottobre ad oggi - prosegue Boldrini -.
Marwan Barghouti, detenuto da 24 anni, è stato condannato a 5 ergastoli dopo un processo giudicato iniquo da decine di esperti di diritto e osservatori internazionali che hanno assistito a quel processo. "Stiamo parlando di tribunali militari israeliani che sono uno strumento dell'occupazione - ci ha spiegato l'avvocata Barghouti -. La percentuale di assoluzioni per i palestinesi è dell'1 per mille. Marwan è stato condannato in quanto leader politico, perché non ha mai ucciso nessuno né ordinato l'uccisione di nessuno. Ed è per questo che non è stato liberato durante gli scambi di prigionieri: Israele sa che è il simbolo dell'unità della Palestina. Nonostante la lunga detenzione, la sua popolarità è ancora altissima ed è il leader più amato dal popolo palestinese".
"Nelle carceri israeliane sono detenuti circa 10mila palestinesi tra cui almeno 300 minori. La metà sono in "detenzione amministrativa", cioè senza un'accusa precisa e senza processo. Dal 7 ottobre non possono ricevere visite né dai familiari, né dagli avvocati, né dalla Croce Rossa - sottolinea ancora la presidente del Comitato -. Vengono regolarmente malmenati, privati del sonno, del cibo. Su di loro si compiono stupri e violenze di ogni genere, come hanno documentato rapporti di organizzazioni internazionali e israeliane che si occupano di diritti umani, a iniziare da  Amnesty International e B'Tselem".
"La comunità internazionale non può restare indifferente davanti a queste gravissime violazioni dei diritti umani - conclude Boldrini -: Israele deve essere messo davanti alle sue responsabilità e indotto a risponderne".

 

21/01/2026 - 13:47
“Capisco il tentativo del ministro Nordio di parlare del referendum di 'domani' per non parlare dello stato in cui versa la giustizia oggi. Ma inviterei il ministro a rimanere fedele nell'illustrazione annuale dell'amministrazione della giustizia. Ogni volta che Nordio viene in Aula fa l'iconografia dell'immagine della bilancia della giustizia, ma quando parla di carceri e detenzione non cita mai l'articolo 27 della Costituzione che ci dice come dovrebbe essere la funzione della pena all'interno del nostro Paese, ovvero tutto ciò che oggi non si verifica all'interno delle carceri italiane”. Lo dichiara in Aula la deputata PD, Michela Di Biase.
“Il mondo che questo governo descrive – sottolinea la parlamentare dem - e il Piano Carceri che Nordio più volte cita, non corrisponde alla realtà che si vive: il sovraffollamento ha infatti raggiunto vette inimmaginabili con punte pari al 200%. Invece di risposte concrete per far fronte a questa emergenza, continuiamo ad assistere ad una furia panpenalistica del governo che ha introdotto 50 nuove fattispecie di reati e 400 anni di pena in più per le aggravanti”. “Questo è un governo sordo agli appelli dei garanti dei detenuti e all'accorato appello del Presidente del Senato. Incurante anche della questione delle carceri minorili, ora al collasso, nonostante gli sbandierati e propagandistici decreti Caivano e Sicurezza. Solo promesse, mai mantenute”, conclude Di Biase.

 

20/01/2026 - 12:47

“È importante questo codice perché costituisce uno strumento utile per conoscere e mettere in fila i diritti e i doveri degli under 18. Serve ai giovani per acquisire consapevolezza, ma serve anche a tutti coloro che si occupano di minori. Uno strumento di conoscenza e consapevolezza, un’opera di formazione e informazione che tocca argomenti che riguardano la prevenzione e non solo la repressione nei casi di disagio giovanile”. Lo ha detto Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, nel suo intervento alla Camera per presentare il volume “Codice Junior. Under 18: diritti e doveri”.

“Proprio per la tutela dei minori, abbiamo presentato una proposta di legge sia alla Camera che al Senato: è necessario, ancora di più oggi alla luce dei tragici fatti di cronaca di questi giorni che hanno coinvolto ragazzi di 16 anni, vietare la vendita online e fisica di armi da taglio e coltelli ai minori in Italia, introducendo sanzioni severe (reclusione fino a 3 anni, multa fino a 10.000 euro) per i venditori che non verificano l'età. Ma le sanzioni non bastano. È fondamentale la prevenzione: rafforzare i controlli, cercare di prevenire la violenza tra i minori, nelle scuole, nelle famiglie e allo stesso tempo formare e sensibilizzare i commercianti, responsabilizzarli perché dalla vendita di un coltello ad un minore può dipendere la vita di un altro suo coetaneo. Il Pd ha messo in campo una serie di proposte per la sicurezza e la prevenzione della violenza, cercando di arginare anche la disinformazione online e in generale l’utilizzo delle armi. Questo Codice ci aiuta ad avere uno strumento in più da mettere nella nostra cassetta degli attrezzi per affrontare la complessità della minore età, dei suoi diritti e doveri”, ha concluso Serracchiani.

 

04/01/2026 - 12:40

“Auspico che venga fatta chiarezza molto presto sulle indiscrezioni che vorrebbero un collegamento tra il maxi processo Eternit e Jeffrey Epstein, un criminale condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori. Il mio pensiero, nel frattempo, va ai famigliari delle vittime, che anche in questo caso attendono da oltre vent’anni una giustizia che è stata per loro più volte deludente e che, con queste ultime notizie, hanno vissuto l’ennesima presa in giro a prescindere dalla veridicità dei fatti”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di Lavoro in Italia, alla luce delle indiscrezioni di Report che collegano il maxi processo Eternit ed Epstein.

03/01/2026 - 11:48

"Quando un consultorio familiare rischia di chiudere non è un problema tecnico, ma una sconfitta dello Stato sul territorio. Per questo ho depositato un’interrogazione al Ministro della Salute sul futuro del Consultorio Familiare di Capo d’Orlando (in provincia di Messina), un presidio che serve circa 26.000 persone e che svolge funzioni essenziali di prevenzione, assistenza e tutela sociale. Oggi questa struttura opera già in condizioni di forte sofferenza, con un’équipe ridotta al minimo indispensabile e senza alcuna garanzia sul futuro, nonostante il ruolo centrale che la legge assegna ai consultori familiari". Lo dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino depositando una interrogazione parlamentare sulla vicenda.
"Il pensionamento annunciato della ginecologa a partire da gennaio 2026, senza una sostituzione programmata - continua la parlamentare dem - rischia di trasformarsi nel colpo definitivo: chiusura di fatto, servizi sospesi, percorsi interrotti. È una prospettiva che non può essere accettata né normalizzata. Chiedo quindi quali misure urgenti il governo intenda adottare, insieme alla Regione Siciliana e all’Asp di Messina, per garantire continuità operativa e rispetto dei livelli essenziali di assistenza". "Difendere il consultorio di Capo d’Orlando significa difendere il diritto alla salute, in particolare di donne, minori e famiglie, e riaffermare che la sanità pubblica non può arretrare di fronte alle carenze di programmazione", conclude Marino.

30/12/2025 - 14:35

“Ieri la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima l'unica misura del decreto carceri del 2024, che ricordo essere stato l’anno record dei suicidi, adottata dal Governo che incideva sull'ordinamento penitenziario: la riforma del procedimento per la concessione della liberazione anticipata che precludeva ai detenuti di chiedere ogni semestre la valutazione della loro condotta. La norma è stata dichiarata incostituzionale. Non solo. E’ stata dichiarata parzialmente incostituzionale anche una disposizione del decreto Caivano del 2023 con la quale era stata esclusa la messa alla prova dei minori  per alcuni reati nei casi di minore gravità. Due norme penali fortemente volute dal ministro Nordio. Altri due fallimenti in materia penale del Governo Meloni. E sia chiaro: non è colpa dei giudici ma di chi pensa di poter fare a meno dei principi  fissati dalla nostra Costituzione.” così una nota della responsabile Giustizia del Pd, la deputata democratica Debora Serracchiani.

 

29/12/2025 - 16:45

“Il solenne richiamo di Papa Leone XIV sulla piaga del gioco d'azzardo che rovina le famiglie è un forte richiamo, innanzitutto, ai decisori politici ed istituzionali perché venga affrontata la gravità della situazione che colpisce soprattutto i più fragili che cadono nella complessa patologia della ludopatia e sulla quale, come avvoltoi, fa affari la mafia e la criminalità organizzata. Non è un caso che il Pontefice abbia sollevato il tema nell'incontro con l'Anci ovvero con quegli amministratori più vicini al disagio e alle difficoltà delle persone. Per dare una mano ai sindaci e agli amministratori serve una riforma seria del gioco legale, diminuendo innanzitutto le possibilità di gioco e rendendo più trasparenti l'attività degli operatori e la tracciabilità dei giocatori, tutelando in primo luogo i minori e divaricando in maniera netta gioco legale da gioco illegale”.

Così Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera e coordinatore dell’Intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo.

“Non è certamente un bell'esempio - spiega - aver introdotto nella legge di Bilancio 2026 una nuova offerta d’azzardo peraltro legata al finanziamento dello sport che ha ben altri valori da  trasmettere ai giovani e alla società. Ringraziamo il Papa per questa sollecitazione con l'auspicio che pure questa volta chi deve intendere intenda, contrariamente a quanto precedentemente fatto a fronte di altrettanti richiami forti pronunciati da Papa Francesco e dal Presidente della Cei, il cardinale Zuppi”.

 

29/12/2025 - 10:31

“Ricorrono oggi cento anni dalla morte di Anna Kuliscioff. Una donna, una socialista, che ebbe un ruolo fondamentale nella nascita del Partito Socialista e del movimento per l’emancipazione femminile. Scrisse testi memorabili sulla rivista Critica Sociale diretta da Filippo Turati, uno dei quali, ‘Il monopolio dell’uomo’, è ancora un punto di riferimento centrale per chi si batte per superare il patriarcato come struttura sociale ed economica. Kukiscioff si battè per il diritto di voto alle donne e la parità salariale e per il pieno riconoscimento paritario delle donne nei luoghi decisionali della politica. Intramontabili le sue battaglie per la tutela dei minori e dell’abbandono infantile. Ecco perché Kukiscioff è una figura moderna, presente, ancora nel vivo delle lotte attuali. Una figura che scavalca i confini delle forze politiche ma che ancora parla ai democratici e ai socialisti di tutto il mondo”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, 

04/12/2025 - 12:57

“L’eccessiva esposizione mediatica della famiglia nel bosco in Abruzzo e soprattutto dei figli minori sta diventando assolutamente intollerabile. È una vicenda che mi ricorda tanto la strumentalizzazione vergognosa che fu fatta ai tempi del caso di Bibbiano.
Di fronte alle immagini e ai contenuti diffusi ormai da giorni sulla complessa e dolorosa vicenda di questa famiglia, servirebbe maggiore equilibrio, consapevolezza e rispetto. Nessuno si è preoccupato dei diritti dei minori, gettati in pasto all’opinione pubblica senza filtri in un contesto che avrebbe richiesto, prima di tutto, protezione. Invece ancora una volta tanti, membri del governo compreso, hanno attaccato l'intero sistema pubblico di tutela e di protezione dei minori, senza ritegno. Il Governo ponga fine a questo scempio, perché la tutela dei minori non può e non deve diventare oggetto di spettacolarizzazione o insopportabile propaganda". Lo dichiara in una nota Ilenia Malavasi, deputata e capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.

04/12/2025 - 12:52

“È doveroso e necessario in quanto componenti della commissione di vigilanza sulla Rai stigmatizzare l’eccessiva e indecente esposizione mediatica che stanno subendo i bambini figli della famiglia che vive nel bosco in Abruzzo. Non possiamo più accettare questa violazione di qualunque tipo di principio e carta a tutela dei diritti dei minori. Sono state pubblicate video interviste, foto, nomi dei bambini, immagini continue della vita quotidiana di questa famiglia. Invitiamo la rai e tutti i media a porre fine a questo scempio mediatico e non solo”. Lo dichiarano in una nota i componenti PD della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai.

03/12/2025 - 17:30

“L’indagine conoscitiva sulle fragilità emotive e psicologiche dei minori, che avevamo richiesto come gruppo del Partito Democratico, ha ottenuto oggi il via libera unanime della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. Un risultato di cui siamo soddisfatte: il percorso che ha portato al documento finale ha raccolto il contributo dei maggiori esperti italiani, delineando un quadro completo delle difficoltà che vivono bambini, adolescenti e giovani. Siamo partiti dai dati del Bambino Gesù relativi al periodo post-Covid, approfondendo poi la situazione attuale e le nuove criticità emerse. Il documento conclusivo dovrà ora tradursi in un impulso concreto per potenziare gli strumenti di prevenzione e la presa in carico dei minori più fragili. Ringrazio la vice presidente, nonché relatrice dell'indagine conoscitiva, Simona Malpezzi che ha condotto un grande lavoro di sintesi. È una delle sfide più rilevanti che abbiamo davanti: la politica ha il dovere di superare le divisioni e lavorare insieme per rafforzare sostegno e cura dei più giovani”. Lo dichiara Michela Di Biase, capogruppo Pd in Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza

 

03/12/2025 - 14:59

“Sono tre anni che non fate niente per il sovraffollamento delle carceri italiane. Anzi lavorate per peggiorarne le condizioni come sta accadendo per esempio negli istituti minorili. Sono tre anni che promettete interventi, avete fatto decreti carceri urgenti e ancora non avete fatto niente. A proposito che fine hanno fatto i provvedimenti per consentire l’accesso alle cure in comunità per i detenuti che hanno dipendenze? E anche stavolta il problema sono i giudici, quelli di sorveglianza. Ma lo sa il sottosegretario che i magistrati di sorveglianza sono solo 233 per 64 mila detenuti e circa 190 istituti penitenziari? Chieda al ministro Nordio se sta facendo qualcosa. La risposta è semplice: niente.
Del resto il ministro ritiene che il sovraffollamento serva come deterrente per i suicidi in carcere. Fra l’altro il sottosegretario Mantovano smentisce a sua insaputa il presidente del Senato La Russa che propone un mini indulto. Il solito gioco delle parti all’interno del Governo sulla pelle delle persone”. Lo dichiara la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, rispondendo al sottosegretario Mantovano.

27/11/2025 - 11:56

“La nostra proposta di legge ci aveva collocati all’avanguardia. Avevamo un testo che anticipava con lucidità molte delle questioni che oggi l’Europa solleva con forza: tutela dei minori online, limiti alle strategie manipolative delle piattaforme digitali, maggiore trasparenza degli algoritmi.
Purtroppo, però, quel testo non sta procedendo come dovrebbe. Un rallentamento che rischia di farci passare dall’essere un Paese guida a diventare un Paese in ritardo su un tema che riguarda la salute e la sicurezza dei più giovani.
A confermare la necessità di intervenire è anche la risoluzione approvata ieri dal Parlamento Europeo che esprime forti preoccupazioni per gli effetti dei contenuti digitali sulla salute fisica e mentale dei minori e chiede tutele più stringenti contro gli algoritmi progettati per generare dipendenza e sfruttare le loro vulnerabilità.
Lo dichiara la democratica Marianna Madia, che insieme alla senatrice di Fdi Lavinia Mennuni ha firmato il testo depositato alla Camera e al Senato.
Madia sottolinea che “non possiamo lasciare che siano gli algoritmi, costruiti per alimentare dipendenze e sostituirsi al ruolo educativo delle famiglie, a determinare l’esperienza online dei più piccoli. La sicurezza dei nostri figli deve venire prima dei profitti delle grandi piattaforme digitali.
In Italia abbiamo già avviato un percorso concreto e bipartisan: ora è indispensabile accelerarne l’iter, perché non possiamo permetterci ulteriori ritardi proprio mentre l’Europa ci richiama alla responsabilità e alla tutela dei minori.”

 

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