"Un uomo che vuole costringere la sua compagna ad abortire. Una donna che, invece, decide di portare avanti la gravidanza da sola. Lo stesso uomo che, dopo qualche tempo, decide di avviare un lungo iter giudiziario per rivendicare la paternità della bambina che, intanto, è nata e vive con la madre. E per rivendicare la paternità fa ricorso alla famigerata Pas, sindrome da alienazione parentale. Una teoria ascientifica rigettata dalla comunità scientifica internazionale e non riconosciuta da nessun ordine professionale né dall'OMS o dal Ministero della Salute, ma utilizzata con uno scopo ben preciso: colpevolizzare la madre e allontanarla dai figli senza curarsi in alcun modo degli effetti che questo ha sui minori coinvolti. In questo caso, sulla minore". Lo dichiara in una nota l'Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità, coordinato dalla deputata dem Laura Boldrini.
"La vicenda in questione, che molti conoscono come il caso di "mamma Frida", è emblematica di tante storie di donne costrette a combattere nei tribunali per se stesse e per i propri figli.
Una storia iniziata diversi anni fa ma per la quale, ancora, la figlia di Frida non è stata ascoltata dai magistrati, pur essendo perfettamente in grado di parlare per sé. Questo in totale violazione della riforma Cartabia che stabilisce come i minori debbano essere ascoltati prima che il Tribunale prenda decisioni su di loro. Ora la bambina rischia di essere prelevata contro la sua volontà e sottratta dal luogo in cui risiede con la madre.
Frida è venuta alla Camera, qualche settimana fa, a raccontarci la sua incredibile e dolorosa vicenda alla quale non si può restare indifferenti. Per questo, come Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità abbiamo presentato una interrogazione al ministro della Giustizia Nordio per chiedergli quale iniziativa intenda prendere perché i bambini vengano ascoltati dai giudici, come previsto dalla legge. E gli chiediamo anche quale provvedimento normativo intenda adottare per evitare che nei tribunali si faccia ancora ricorso alla Pas che anche la Corte di Cassazione ha definito priva di validità scientifica e per escludere il prelievo coattivo dei minori nei casi come quello che potrebbe riguardare la bambina figlia di Frida" conclude la nota.
Gli Istituti penali minorili sono in condizioni critiche nel Paese e le soluzioni proposte dal Governo sono inadeguate. Pensate al famigerato piano carceri, annunciato dal Ministro Nordio senza prevedere risorse adeguate e programmi dettagliati. O all’aumento dei minori in carcere prodotto dallo scellerato decreto Caivano, che ha compromesso il sistema penale minorile”. Lo ha detto la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase intervenendo al convegno “Portare il carcere nella Costituzione” organizzato al Tempio di Adriano dal quotidiano “Il Dubbio”.
“Il governo Meloni ha imposto un modello repressivo, invece noi dovremmo lavorare per evitare che i minori entrino in carcere. Dobbiamo ricordarci tutti che quando un ragazzo entra in carcere è lo Stato ad aver fallito” ha aggiunto Di Biase dialogando con il capo del Dipartimento della giustizia minorile Antonio Sangermano.
“Il mio appello al Governo Meloni è di abbandonare il modello punitivo per puntare sull’inclusione giovanile ed il reinserimento sociale” ha concluso la deputata del Partito Democratico, capogruppo in bicamerale Infanzia e Adolescenza.
"In Italia i nuclei familiari con minori in stato di povertà sono in costante e preoccupante aumento. Quasi il 15% dei bambini nella fascia d’età 0-3 anni è in condizione di povertà assoluta. Praticamente oggi più di un bambino su sette vive al di sotto della soglia di povertà con enormi difficoltà di accesso ai servizi scolastici e sanitari. È quanto emerge dallo studio “Domani (Im)possibile” redatto da Caritas italiana, in collaborazione con Save the children, su un campione rappresentativo di famiglie assistite dalla stessa rete Caritas. Sono 100mila le ragazze e ragazzi tra i 15 e i 16 anni, quasi uno su 10 (9,4%), che vivono in condizioni di povertà e il 67,4% di loro teme che il futuro non gli permetterà di uscirne. Dati angoscianti che raccontano di bambini senza più nemmeno la speranza e di una parte del paese in una difficoltà gigantesca che ha bisogno di cura e interventi strutturali. E’ un’emergenza nazionale e il governo Meloni farebbe bene, tra un condono ed una volgarità, a trovare immediatamente il tempo di occuparsi della condizione di questi bambini e delle loro famiglie. Aspettiamo fiduciosi che il governo pensi meno agli evasori e più ai bambini". Così in una nota Marco Furfaro, deputato e responsabile iniziative politiche della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“I dati presentati da Save the Children sono drammatici, inaccettabile che migliaia di giovani e giovanissimi nel nostro Paese non abbiano aspettative sul proprio futuro, sugli studi e sul lavoro, a causa della condizione di povertà in cui vivono. I dati presentati oggi ci dicono che quasi un adolescente su dieci in Italia (9,4%) tra i 15 e i 16 anni, pari a più di centomila ragazze e ragazzi, vive in condizioni di grave deprivazione materiale. Numeri che dovrebbero svegliare il Governo e le forze di maggioranza per invertire la rotta”. Lo afferma la capogruppo Pd in bicamerale Infanzia e Adolescenza, Michela Di Biase, commentando il rapporto “Domani (Im)possibili” di Save the Children. “La Biennale per l’Infanzia è una bella e giusta iniziativa per provare a riscrivere i programmi della politica. Il punto di vista dei minori dovrebbe essere messo al centro dell’azione di partiti e Governo, sarebbe il modo più efficace per costruire una società più giusta” ha aggiunto Di Biase. “La ricerca mette davanti ai nostri occhi le condizioni di vita di ragazze e ragazzi che non riescono a conciliare le proprie aspirazioni con le aspettative di vita. Giovani che vedono il futuro come una strada in salita, consapevoli che la loro condizione di difficoltà potrà rappresentare un ostacolo insormontabile. E’ nostro compito lavorare ogni giorno per aiutarli a vivere il futuro che sognano” conclude la deputata del Partito Democratico.
“È un segnale positivo che il Senato oggi abbia avviato l'iter della proposta di legge bipartisan volta a regolare l'uso sicuro e consapevole dei social media e di Internet per bambini e ragazzi. Questo è un tema di estrema urgenza e rappresenta una priorità fondamentale per le famiglie. Auspichiamo che la convergenza tra maggioranza e opposizione possa condurci rapidamente e in maniera efficace all'adozione di una legge nazionale. Ringrazio a riguardo la senatrice Malpezzi, seconda firmataria della proposta al Senato, che è al lavoro per raggiungere un accordo solido e condiviso per proteggere i minori dai rischi del mondo digitale. Inoltre, questo tema dovrà essere affrontato con la massima urgenza anche nella prossima legislatura del Parlamento Europeo. La natura stessa di Internet richiede una cooperazione a livello europeo per garantire che le misure di sicurezza siano coerenti e applicabili in tutti i Paesi membri, offrendo una protezione omogenea a tutti i giovani cittadini dell'Unione”. Così in una nota la deputata democratica, Marianna Madia, che ha promosso la legge bipartisan.
"Nella prima Giornata delle bambine e dei bambini Papa Francesco ha mandato un messaggio di speranza e di pace che rappresenta un dovere per tutti noi accogliere. Dobbiamo mettere al centro delle politiche le esigenze dei minori, i loro diritti, e contrastare i divari territoriali ancora drammaticamente presenti nel nostro Paese nell'accesso all'istruzione. Il loro futuro dipende dalla capacità della classe politica di costruire una società aperta, inclusiva e sostenibile". Lo afferma la deputata Michela Di Biase, capogruppo del Partito Democratico in bicamerale Infanzia e Adolescenza.
L’approvazione della legge contro il bullismo e il cyberbullismo rappresenta un segnale chiaro del nostro impegno a proteggere i più vulnerabili e a promuovere una cultura di rispetto e tolleranza che, attraverso una serie di misure diversificate, mira a prevenire il fenomeno e a rieducare i minori coinvolti. È un fenomeno che non possiamo più ignorare, un flagello che colpisce tanti ragazzi. Le ultime indagini rilevano che un adolescente su due è vittima di bullismo, un dato sconcertante. I ragazzi che subiscono bullismo spesso tacciono e non denunciano gli episodi, non ne parlano nemmeno con i propri genitori. Per questo credo sia importante, da parte delle istituzioni tutte, dare un segnale di vicinanza ed ascolto.
La legge prevede la creazione di un sistema di segnalazione degli atti di bullismo e cyberbullismo che consenta agli studenti di denunciare i comportamenti aggressivi subiti o osservati, un sistema che potrà essere gestito da figure specializzate all'interno delle scuole. Rispetto alle misure rieducative, evidenzio come la proposta di legge preveda l'istituzione di un servizio di assistenza e supporto psicologico per i minori coinvolti in comportamenti aggressivi. Sono contento che in questa norma abbiamo inserito il 20 gennaio come giornata del rispetto, ricordando Willy Monteiro, un figlio della nostra Patria rimasto ucciso perché ha voluto difendere un suo coetaneo aggredito. Questo provvedimento vuole essere un segnale che la violenza non è mai la risposta. Aiutiamo le ragazze e i ragazzi a costruire un mondo migliore, pensiamo sempre all'esempio che dobbiamo dare, a quello che dobbiamo fare per loro, e non a condannarli, e bene abbiamo fatto a prevedere per questa legge un aspetto non repressivo, ma di prevenzione e di presa in carico.
Lo ha detto in Aula il vicecapogruppo del Pd alla Camera Paolo Ciani nel corso della sua dichiarazione di voto.
Ricciardi, no a svendite o chiusura stabilimenti in Campania e in Emilia Romagna
“Il governo non deve permettere la chiusura degli stabilimenti di Industria Italiana Autobus, né in Campania né in Emilia Romagna. La società, fino a poco tempo fa partecipata da Leonardo, non può essere svenduta o, peggio ancora, lasciata fallire in progetti privi di solidità economica e lungimiranza industriale”. Così il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, il deputato Toni Ricciardi, interviene al termine dell’incontro odierno tra sindacati e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. “Non è comprensibile – aggiunge Ricciardi – come sia possibile che una società con migliaia di ordini in attivo non possa essere rilanciata e risanata. Perché questo disimpegno dello Stato? Perché Leonardo ha deciso di fare un passo indietro lasciando Invitalia con una quota minoritaria? Sono domande a cui il ministro Urso dovrebbe dare risposte: ha lui il compito di tracciare la politica industriale del governo. Purtroppo il silenzio è assordante, a parte l’impegno della sottosegretaria Bergamotto a cui chiediamo però un cambio di passo: servono rapidamente soluzioni credibili in grado di garantire i livelli occupazionali e il futuro di un asset strategico per la nostra industria Non accetteremo svendite o la creazione di un bad company per favorire qualche ‘prenditore’ più che reale imprenditore”.
Commissione infanzia e adolescenza esca dal letargo e lavori
“Ancora una volta Elio ci stupisce con la sua lucida dote di sintesi. E nell’intervista al Corriere della Sera traccia un vero e programma politico sui problemi e le urgenze delle famiglie che convivono con la disabilità dei propri figli”. Così la deputata democratica, Marianna Madia, che aggiunge: “la Commissione parlamentare per l'Infanzia e l'Adolescenza lavora poco e male in questa legislatura. È un ritardo colpevole, facciamo un appello: esca presto dal letargo e si occupi delle urgenze che hanno i bambini e le loro famiglie.”
“Una donna su cinque esce dal mercato del lavoro se diventa madre. Un dato allarmante e inaccettabile, che spiega benissimo le difficoltà legate alla maternità nel nostro Paese, tutte sulle spalle delle donne”. Così la capogruppo del Pd in commissione Infanzia e Adolescenza, Michela Di Biase, commentando il rapporto “Le equilibriste” presentato oggi da Save the Children.
“I numeri del rapporto sono chiarissimi – sottolinea la deputata Pd – a fronte di un tasso di occupazione femminile del 63,8%, le donne senza figli che lavorano raggiungono il 68,7%, mentre solo poco più della metà di quelle con due o più figli minori ha un impiego (57,8%). Dati che crollano di venti punti percentuali nelle regioni del Sud. Non c’è molto da aggiungere se non chiedere, ancora una volta, che il governo ascolti le richieste per una serie di interventi che riducano il divario di genere lavorativo e salariale, investendo sui servizi territoriali per evitare che il lavoro di cura ricada tutto sulle madri. Abbiamo svelato il bluff dei bonus annunciati dalla presidente Meloni e torniamo a chiedere invece interventi strutturali per asili nido e sostegno alla maternità. Sul lavoro femminile il Partito Democratico ha presentato una proposta chiara che metterebbe l’Italia sullo stesso piano dei paesi europei: un congedo paritario di 5 mesi per entrambi i genitori, pienamente retribuito e non trasferibile tra i genitori. Chiediamo che venga subito calendarizzata per fare davvero un passo in avanti”.
Ispezione Merola e Zampa al carcere minorile del Pratello, situazione peggiorata, dem presentano interrogazione
“La visita che abbiamo appena svolto al carcere minorile del Pratello, conferma le nostre preoccupazioni sia sugli effetti del decreto Caivano che sull’attuale impronta assegnata alla giustizia minorile a cui viene reso sempre più difficile il raggiungimento della sua essenziale finalità, la riabilitazione dei giovani adolescenti e il loro reinserimento nella società”. È quanto dichiarano oggi al termine di una visita al Carcere del Pratello, Sandra Zampa e Virginio Merola, senatrice e deputato del PD. Con loro la consigliera comunale Meri De Martino.
“Ciò che ci preoccupa di più è la grave carenza di organico della polizia penitenziaria e degli educatori aggravata dagli effetti di un decreto che determina un aumento di ingressi nelle carceri minorili e persino dalla insufficiente azione di prevenzione della devianza minorile in particolare sulla categoria più esposta, i minori stranieri non accompagnati. In questo momento sono gli operatori a pagare il prezzo di una carenza più volte denunciata di personale e risorse ma anche gli stessi ragazzi che si vedono privati di alcune attività ricreative e formative. Ci sembra persino grottesco dovere ricordare che se non si investe in una vera azione di recupero di giovani in difficoltà a farne le spese ci sono prima di tutto loro- lo spreco delle loro vite è un rischio concreto che andrebbe scongiurato- ma anche l’intera società. Per queste ragioni presenteremo una interrogazione al ministro Nordio e chiederemo un incontro urgente al sottosegretario Ostellari che, per altro, in occasione di una sua visita, un anno fa circa, prese impegni per risolvere la situazione che invece è peggiorata ulteriormente”.
“L’accettazione da parte del governo, tramite il ministro dello Sport Abodi, del nostro Odg che impegna l’esecutivo ad agire direttamente per il contrasto del fenomeno della ludopatia connessa anche all’abuso delle scommesse sportive, senza la classica riformulazione ‘valutare l’opportunità di…’, rappresenta un piccolo segnale ma importante. Potenziare l’attività di monitoraggio e prevenzione del fenomeno dell’abuso delle scommesse sportive e dei connessi fenomeni di ludopatia, con particolare riferimento alla tutela dei minori, è infatti un obiettivo che deve accumunare tutte le forze politiche ed è necessario sciogliere chiaramente ogni ambiguità su questo tema. Il nostro Odg va nel solco dell’articolo 33 della Costituzione, che invita a riconoscere il valore educativo e sociale di promozione del benessere psicofisico, mentre chi strumentalizza lo sport per promuovere l’abuso di scommesse calpesta questo principio e deve essere fermato".
Così Andrea Casu, della Presidenza del gruppo Pd alla Camera, e presentatore dell’Odg.
"Le accuse che Israele ha rivolto all'Unrwa, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi, di essere collusa con Hamas sono infondate. Lo dimostra ufficialmente l'esito dell'indagine indipendentemente voluta dall'ONU e condotta da un team di analisti guidati dall'ex ministra degli esteri francese Catherine Colonna.
Ora basta attacchi a Unrwa e l'Italia ripristini immediatamente i fondi all'unica agenzia in grado di sostenere il popolo palestinese. Non c'è scusa che tenga. In un momento in cui a Gaza le persone muoiono letteralmente di fame e malattie, è indispensabile fare tutto il possibile per salvare vite umane, a cominciare dal finanziamento all’ l’Unrwa.
E il Governo prenda anche una posizione netta sulle fosse comuni scoperte all'ospedale Nasser di Khan Younis: centinaia di corpi tra cui tantissime donne e minori, molto dei quali torturati e giustiziati sono l'ennesima dimostrazione che sconfiggere Hamas è solo un alibi che Netanyahu usa per coprire il tentativo di annientare un intero popolo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il Partito Democratico ribadisce in questa sede la richiesta di informativa e sottolinea il fatto che abbiamo immediatamente presentato un'interrogazione a Nordio, a prima firma Michela Di Biase, capogruppo dem in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza, per chiedere urgentemente al ministro della Giustizia di fare piena luce sui fatti drammatici avvenuti all'interno del carcere minorile Beccaria di Milano che hanno portato all'arresto di 13 agenti di polizia penitenziaria e di altri otto sospesi per le violenze e le torture. Da questo punto di vista, è fondamentale che si faccia piena luce e chiarezza subito e che all’interrogazione del Partito Democratico e di tutte le altre forze di opposizione venga data immediatamente risposta”. Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato dem Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd, intervenendo sull’ordine dei lavori.
Questa mattina il deputato democratico, Stefano Graziano, ha visitato il carcere di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito dell’iniziativa sull’emergenza carceraria promossa dal Partito Democratico. Graziano è stato accolto e accompagnato dalla direttrice del carcere, Donatella Rotundo, che ha informato il deputato sulle sfide e le criticità della struttura, con particolare attenzione al sovraffollamento e alla carenza di personale. “La situazione a Santa Maria Capua Vetere è particolarmente grave – ha detto Graziano al termine della visita ispettiva – la struttura ospita almeno il 25% di detenuti in più rispetto a quelli per cui è concepita con una pianta organica sottodimensionata di almeno il 30% di unità. Siamo davanti a un mix esplosivo su cui bisogna intervenire con urgenza”. La visita si è conclusa con l’impegno del deputato democratico a portare quanto emerso nel corso dell’ispezione all'attenzione del Parlamento: “il partito democratico è in prima linea nella definizione delle misure concrete per superare le criticità del sistema penitenziario italiano e promuovere misure alternative alla detenzione, specialmente per reati minori o per i detenuti prossimi alla fine della pena. Questo approccio – ha concluso Graziano - contribuisce a ridurre il numero di detenuti, alleviando la pressione sul sistema carcerario e consentendo una maggiore attenzione alle esigenze individuali dei detenuti stessi”.