24/02/2026 - 17:01

“Maggioranza e governo hanno deciso di affossare il congedo paritario e ora cercano di nascondersi dietro rilievi tecnici. Lanciano il sasso ma nascondono la mano”. Lo dichiara Valentina Ghio, vice capogruppo del Pd alla Camera.
“È una scelta politica chiara, che priva il Paese di una riforma decisiva. Il congedo paritario avrebbe rappresentato una svolta per il nostro welfare, rendendolo più equo e moderno, promuovendo una reale condivisione della genitorialità e sostenendo concretamente l’occupazione femminile. Continuare a rinviare significa lasciare sulle spalle delle donne il peso prevalente del lavoro di cura”.
“Tutte le opposizioni avevano dato disponibilità a migliorare testo e coperture pur di non perdere un’occasione storica. La maggioranza ha detto no. Se ne assuma la responsabilità davanti alle famiglie italiane”.

 

23/02/2026 - 18:55

“La maggioranza e il governo non si nascondano dietro rilievi tecnici o procedurali per evitare una decisione politica. Sul congedo paritario serve una scelta chiara, e tutte le forze politiche devono assumersi fino in fondo la responsabilità: in gioco c’è la modernizzazione del nostro sistema di welfare, ancora troppo fondato sul lavoro di cura prestato dalle donne, un cambiamento drastico di paradigma a favore di una migliore conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro per uomini e donne, e una equa ripartizione fra di loro delle responsabilità familiari ”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, capogruppo del Pd in commissione Bilancio alla Camera. “Il Partito democratico è pronto a valutare tutte le possibili forme di copertura economica, con serietà e spirito costruttivo, perché si tratta di una legge che rappresenterebbe un passo decisivo per il nostro sistema di protezione sociale e di una vera rivoluzione culturale. Non è una misura simbolica, ma una riforma strutturale che redistribuisce il lavoro di cura, sostiene l’occupazione femminile e investe sul futuro del Paese. Se c’è volontà politica, le soluzioni si trovano. Il governo scelga di non rinviare oltre e dia finalmente alle famiglie italiane una risposta concreta”.

 

23/02/2026 - 18:54

“La maggioranza e il governo non si nascondano dietro cavilli burocratici o cifre. Se c’è volontà politica, le soluzioni si trovano. Il governo non guardi dall’altra parte: è un’occasione storica per modificare il nostro sistema di welfare a vantaggio delle donne”. Lo dichiara Simona Bonafè, vicecapogruppo del Pd alla Camera e capogruppo in commissione Affari costituzionali. “È ora di guardare al futuro e di riformare una concezione dei pesi familiari che non corrisponde più alla realtà. È il momento di fare un passo avanti: il congedo paritario deve diventare una legge strutturale che redistribuisce equamente i pesi familiari, sostiene l’occupazione femminile e investe sul futuro del Paese. Il Partito democratico è pronto a discutere tutte le possibili forme di copertura economica, con serietà e spirito costruttivo. Il governo scelga di non rinviare oltre e dia finalmente alle famiglie italiane una risposta concreta”.

 

 

23/02/2026 - 15:11

Questa settimana la Camera discuterà in Aula la proposta sul congedo paritario per entrambi i genitori, a prima firma Schlein e sottoscritta da tutte le opposizioni. Ci rivolgiamo alla maggioranza: votiamo insieme una legge per migliorare la vita di migliaia di lavoratrici e lavoratori.
Lo diciamo subito: se il problema sono le coperture siamo pronti a confrontarci in Parlamento con Governo e maggioranza per trovare la soluzione migliore. Quello che non possiamo accettare è la fuga da un tema che riguarda le famiglie di questo paese. Lo dicono i dati: il congedo paritario è una misura che potrebbe mettere fine all’insopportabile condizione dell’occupazione di migliaia di donne, costrette a scegliere tra avere un figlio e poter contare su un lavoro di qualità, adeguatamente retribuito. Parliamo di una riforma di civiltà, che promuove la condivisione delle responsabilità di cura, sostiene l’occupazione femminile e investe sul futuro del Paese.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.

 

20/02/2026 - 14:14

Lo abbiamo detto oggi in Aula: la decisione di Governo e maggioranza di sfuggire dal confronto sul congedo parentale obbligatorio è una scelta grave e miope, che colpisce direttamente le famiglie, le madri lavoratrici e il diritto dei bambini a una cura adeguata nei primi mesi di vita da parte di entrambi i genitori.
La proposta, a prima firma della Segretaria Pd Elly Schlein e condivisa da tutte le opposizioni è un investimento sociale. Significa promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne, contrastare le dimissioni forzate dopo la maternità, sostenere la qualità della vita familiare e la crescita dei figli. In un Paese che continua a registrare un drammatico calo delle nascite e un tasso di occupazione femminile tra i più bassi d’Europa, ci saremmo aspettati un’assunzione di responsabilità. Invece il governo sceglie di voltarsi dall’altra parte. Parlano di sostegno alla natalità, ma quando si tratta di investire davvero sulla genitorialità condivisa e sull’autonomia economica delle donne, prevalgono i tagli e le chiusure ideologiche.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati,

 

11/02/2026 - 11:59

“I numeri dicono una cosa chiarissima: l’Italia resta indietro rispetto all’Europa e il gender gap nel lavoro continua a pesare come un macigno sulle donne. Il divario di genere nell’occupazione nel nostro Paese è quasi doppio rispetto alla media UE: 19,4% contro 10%. E dopo la nascita di un figlio quasi 7 dimissioni su 10 sono femminili. Non è un’emergenza episodica: è un problema strutturale, che il governo continua a non affrontare con interventi all’altezza”.

Lo dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico, commentando il rapporto "Tra nidi, part-time e vertici: perché la parità sul lavoro è ancora un miraggio?" della Rome Business School.

“Non bastano misure spot: serve una strategia, subito. A partire da un punto decisivo: il congedo paritario, perché la genitorialità non può essere una penalizzazione per una sola parte. Bisogna mettere in campo ogni strumento possibile per sostenere la continuità delle carriere femminili, ridurre il ricorso al part-time involontario, contrastare l’uscita dal lavoro dopo un figlio e chiudere il divario che ci separa dall’Europa”.

“Abbiamo già indicato la strada con due proposte di legge per sostenere il carico di lavoro femminile e aiutare concretamente le famiglie – aggiunge la deputata, prima firmataria delle proposte -: tra le misure, un bonus annuale per contribuire al costo dei centri estivi, che oggi è una delle voci più pesanti per chi lavora e ha figli. Oggi è la Giornata delle ragazze nella scienza e da tre anni è ferma una mia proposta di legge per incentivare lo studio femminile delle materie STEM, che significa aprire alle ragazze opportunità reali, perché le competenze STEM garantiscono condizioni migliori di occupazione, salari e possibilità di carriera”.

“Se davvero si vuole ridurre il gender gap – conclude – bisogna smettere di raccontare l’aumento dell’occupazione femminile come un successo sufficiente. Il punto è trattenere le donne nel lavoro e farle crescere professionalmente. Il governo esca dall’inerzia: servono interventi strutturali, e servono adesso.”

 

21/01/2026 - 13:11

“I dati dell’Inps purtroppo non ci sorprendono ma confermano un trend tipico del nostro Paese: la nascita del primo figlio influisce negativamente sul reddito delle famiglie, con retribuzioni che pesano solo sulle madri: siamo al -16% che si registra e un congedo di paternità che non è aumentato di un solo giorno in questi anni di governo”

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, ed Elena Bonetti, presidente di Azione, sui dati Inps che nel rapporto annuale registrano un andamento negativo dei salari per le donne dopo il primo figlio.

“Il dato sull’occupazione femminile non può essere un vanto come ritiene il Governo se accompagnato da un peggioramento della disparità salariale e lavorativa delle donne in questo paese soprattutto dopo la nascita del primo figlio. Serve insistere ed attuare misure strutturali come quelle che abbiamo introdotto nella scorsa legislatura” proseguono le deputate.

“Speriamo che non vengano smantellati strumenti come la certificazione per la parità di genere che abbiamo introdotto nel Governo Draghi con la legge 162 del 2021 perché sarebbe un grave passo indietro” concludono Gribaudo e Bonetti.

 

15/01/2026 - 17:12

“È una proposta semplice ma necessaria: garantire le stesse condizioni a sostegno della genitorialità per mamme e papà”. Lo afferma Ilenia Malavasi, deputata e capogruppo Pd in commissione Affari sociali, commentando l’avvio in commissione Lavoro della discussione sulla proposta dem per istituire il congedo paritario. Il testo prevede “cinque mesi uguali per la mamma e per il papà, retribuiti al 100 per cento e non trasferibili”, superando una disuguaglianza che oggi vede le madri con cinque mesi di congedo e i padri limitati a dieci giorni, come se la maternità fosse una responsabilità solo delle donne.

“Si tratta – sottolinea l’esponente Pd - di un intervento non più rinviabile, anche alla luce del calo demografico: oggi in Italia nascono circa 370 mila bambini, dieci anni fa erano oltre 500 mila. Serve rimettere al centro la natalità, il sostegno alla maternità e la condivisione della cura, che continua a gravare soprattutto sulle donne. Una situazione che si riflette anche sul lavoro. Le donne guadagnano in media il 30 per cento in meno, hanno una maggiore incidenza di contratti part time e circa la metà di loro lavora a tempo parziale, spesso  costretta a scegliere tra essere madre o lavoratrice. È una rinuncia che il Paese non può più permettersi”.

“Garantire congedi paritari – conclude Malavasi - significa sostenere l’occupazione femminile, superare le disuguaglianze di genere e scardinare una visione culturale ancora arretrata che relega la cura alle donne”. È un investimento sul futuro del Paese ed è una battaglia di civiltà: mettere donne e uomini nelle condizioni di essere genitori e costruire progetti di vita, facendo della natalità una vera priorità nazionale”.

 

14/01/2026 - 15:43

“Domani inizia in Commissione Lavoro la discussione sulla proposta di legge del Partito Democratico per istituire il congedo paritario. È una battaglia che portiamo avanti con determinazione per sanare una ferita del nostro ordinamento: l’enorme disparità tra i cinque mesi spettanti alle madri e i soli dieci giorni previsti per i padri. Una distanza siderale che relega l’Italia lontano dagli standard dei Paesi europei più moderni. La nostra proposta prevede cinque mesi di congedo obbligatorio anche per i padri, non trasferibili e interamente retribuiti al 100%. Si tratta di una misura di civiltà che punta a sostenere la maternità. Oggi il sistema scarica quasi interamente il lavoro di cura sulle spalle delle donne, costringendole troppo spesso a scegliere tra professione e famiglia. Questo squilibrio alimenta le disuguaglianze di genere, frena l’occupazione femminile e penalizza la crescita economica del Paese.
Riconoscere ai padri il diritto e il dovere di essere presenti sin dai primi istanti di vita dei figli significa valorizzare la genitorialità e sostenere concretamente la natalità. Non è più tempo di semplici misure di ‘conciliazione’, serve una riforma strutturale che cambi la cultura del lavoro e della cura nel nostro Paese. Ci auguriamo che su un tema così decisivo per il futuro delle nuove generazioni e delle famiglie italiane ci sia un confronto serio e nel merito da parte di tutte le forze politiche”.
Così Ilenia Malavasi, capogruppo PD nella Commissione Affari sociali della Camera dei deputati.

30/12/2025 - 14:35

“La Legge di Bilancio del Governo è una manovra che rinvia le risposte e non affronta le vere priorità del Paese.”
Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico.

“Mancano scelte strutturali sulla sanità pubblica e sulla prevenzione. Al di là degli annunci, non vi è un reale rafforzamento del Servizio sanitario nazionale: come evidenziato anche dalla Fondazione GIMBE, la spesa sanitaria cresce in valori assoluti ma continua a ridursi il suo peso sul PIL, segno di un progressivo definanziamento.”

“Non ci sono risorse adeguate per il trasporto pubblico locale, che è una leva fondamentale per la coesione sociale, per il diritto alla mobilità e per la transizione ambientale. Così come risultano deboli e frammentari gli interventi su ambiente e politiche climatiche.”

“Preoccupa inoltre l’assenza di un vero sostegno agli investimenti produttivi e all’innovazione: le imprese, in particolare le piccole e medie, non trovano in questa manovra strumenti capaci di accompagnare la crescita e affrontare le difficoltà economiche.”

“Completamente dimenticate sono le aree interne e la montagna, che avrebbero bisogno di politiche dedicate per contrastare spopolamento, isolamento e carenza di servizi. Una mancanza grave, che accentua i divari territoriali.”

“Sul fronte sociale, la manovra non offre risposte concrete alle famiglie, ai giovani e alle donne: non vi sono misure strutturali per la casa, per l’occupazione femminile e giovanile, né una visione chiara sul tema delle pensioni, su cui emergono peraltro evidenti divisioni all’interno della stessa maggioranza di Governo.”

“Il Governo ha accolto, seppur con una riformulazione, un nostro ordine del giorno sulla povertà alimentare: un segnale positivo, ma insufficiente se non inserito in una strategia complessiva che affronti lavoro povero, salari bassi e perdita di potere d’acquisto.”

“Questa Legge di Bilancio – conclude Girelli – manca di una visione di sviluppo equo e sostenibile. Servivano scelte coraggiose su sanità, lavoro, trasporti, ambiente e coesione territoriale. Il Partito Democratico continuerà a battersi perché queste priorità tornino al centro dell’agenda politica.”

 

 

15/10/2025 - 12:25

Una relazione che aspettavamo da tempo, che è stata già consegnata alle commissioni competenti, ma che merita di essere discussa in una sessione speciale alla Camera come previsto in norma. Ringrazio Filomena D’Antini e Agnese Canevari per il lavoro svolto fin qui insieme alle tante consigliere che sul territorio svolgono un lavoro preziosissimo”.

Così Chiara Gribaudo, deputata prima firmataria e relatrice della Legge 162 del 2021 che ha introdotto la certificazione di genere, a margine della Conferenza Nazionale delle Consigliere di Parità tenutasi nella Sala D’Antona riguardante la relazione al Parlamento sullo stato di parità di genere sul lavoro in Italia.

“Occorre continuare in questa direzione anche dando più valore economico al ruolo delle consigliere e fare un passo in avanti. Bisogna fare una sessione straordinaria sulle questioni femminili che vada oltre la simbologia dell’8 marzo e del 25 novembre - ha proseguito la deputata - Ecco perché è  importante non solo trasmettere  la relazione in commissione ma presentarla passando da AL ad IN Parlamento. Auspico che su questo tutto il fronte parlamentare, come approvammo la legge 162 all’unanimità, possa essere d’accordo”.

“Voglio ancora ringraziare tutte le consigliere di parità regionali e provinciali che sul territorio svolgono gratuitamente un lavoro prezioso e mi auguro che i prossimi passi vadano nella direzione di un adeguato riconoscimento anche economico al loro ruolo e operato che è fondamentale. La direttiva europea ci aiuterà a svolgere un lavoro più chiaro sulle retribuzioni, senza più scuse, abbiamo bisogno di dare più valore al lavoro, alla retribuzione e all’occupazione femminile” ha concluso Gribaudo.

 

27/09/2025 - 13:50

“Le notizie degli ultimi giorni, con Bosch che annuncia 13mila licenziamenti e Starbucks che taglia 900 posti di lavoro e chiude centinaia di sedi, dimostrano ancora una volta come le grandi multinazionali continuino a pensare unicamente ai profitti, scaricando i costi delle proprie scelte sui lavoratori e sulle loro famiglie. Va assolutamente evitato che queste politiche scellerate penalizzino i lavoratori anche nel nostro paese": è quanto dichiara il deputato Dem Emiliano Fossi.

 "Siamo di fronte a manager che mantengono stipendi milionari e benefit fuori da ogni logica, mentre migliaia di persone rischiano di perdere il lavoro o sono spinte a condizioni umilianti per costringerle a lasciare. È inaccettabile che gli errori delle classi dirigenti vengano pagati da chi ogni giorno manda avanti aziende e produzioni. Il Governo Meloni, che non perde occasione per vantarsi di una crescita occupazionale, dimentica però che l’Italia resta ultima in Europa per occupazione giovanile e femminile, e che a crescere non è lavoro stabile e di qualità ma lavoro povero e precario. Davanti a processi di ristrutturazione di questa portata servono serietà, regole e una politica industriale che metta al centro le persone, non i bilanci dei colossi globali".

 "Il Partito Democratico continuerà a chiedere con forza che il Parlamento e il Governo si assumano la responsabilità di difendere chi lavora, tutelando i diritti e costruendo un modello economico più giusto, in cui non siano sempre i più deboli a pagare il prezzo degli errori altrui”: conclude

29/08/2025 - 15:22

“E’ un dato di fatto che l'economia si è fermata e che crescono le diseguaglianze. Nel contesto in cui abbiamo ancora indicatori positivi grazie alle risorse del Pnrr, che non dobbiamo mai dimenticare sono conquistate dai governi di centrosinistra, l'aumento del lavoro povero e precario è un'aggravante nei confronti del Governo Meloni. Fa venire la pelle d'oca sentire esponenti della maggioranza citare i dati dell'occupazione femminile, se una donna su tre lavora part-time, se la metà guadagna meno di ottomila euro lordi l'anno significa che c'è un problema devastante nel mondo del lavoro che riguarda prima di tutto la condizione di donne e giovani che deve essere affrontato subito”. Cosi' il deputato Pd Andrea Casu a Coffee Break su La 7, commentando i dati Istat sull'economia. “Di fronte alla fuga dei neo laureati che scappano all'estero – continua il parlamentare dem - come possiamo consolarci con la crescita dell’occupazione degli over50? Questo Governo sta bruciando intere generazioni e per invertire la rotta è necessaria una svolta radicale a partire dal salario minimo”. “Anche se Giorgia Meloni preferisce tenere la testa sotto la sabbia e fingere di non vedere la realtà è che la vita degli italiani è nettamente peggiorata negli ultimi tre anni sotto la sua guida come dimostrano i sei milioni di italiani che nel 2024 hanno rinunciato alle cure, le difficoltà crescenti che stanno affrontando le persone che vivono nelle aree interne, sempre più colpite dalla crisi dei trasporti, e le imprese che stanno pagando il prezzo dei dazi di Trump”, conclude Casu.

 

11/06/2025 - 18:45

"Le donne non hanno bisogno di ghetti rosa, ma di libertà e giustizia ovunque"

"Apprendo con preoccupazione dell’avvio del progetto 'Bosco Rosso', promosso dalla Regione Lazio e presentato come uno strumento per la sicurezza delle donne. Dietro l’apparente intento protettivo, non vorrei si celasse però una visione distorta e regressiva della libertà femminile. Creare parchi “protetti” per le donne significa forse accettare che il resto del territorio sia, e resti, insicuro e pericoloso? Le donne non hanno bisogno di recinti sicuri, ma di vivere libere e sicure ovunque: in ogni strada, in ogni parco, a ogni ora del giorno e della notte". Lo dichiara la deputata Pd Michela Di Biase, segretaria della commissione Giustizia.

 

 

29/05/2025 - 16:20

“Serve un intervento immediato e strutturale per superare la diseguale divisione del lavoro di cura che continua a penalizzare le donne nel nostro Paese” – dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, commentando i dati contenuti nella Relazione annuale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sulle dimissioni convalidate.

“I numeri parlano chiaro: quando insorgono difficoltà di conciliazione dopo la nascita di un figlio, a lasciare il lavoro sono quasi sempre le madri. Il 77% delle donne che richiedono la convalida delle dimissioni lo fa per questo motivo, contro appena il 21,1% degli uomini. È un quadro allarmante, ma purtroppo non nuovo.”

“La stessa Relazione sottolinea come ci troviamo di fronte a uno scenario complesso, che riflette non solo la prevalenza delle dimissioni femminili, ma anche il radicamento culturale e sociale dello stereotipo che attribuisce alle donne il compito esclusivo della cura.”

“Non si tratta di scelte individuali, ma di un assetto strutturale che continua a far ricadere in modo sproporzionato il carico familiare sulle donne. Fino a quando la cura resterà implicitamente associata al genere femminile, sarà impossibile raggiungere una vera parità: nei salari, nelle possibilità di carriera, nel tasso di occupazione.”

“Per questo – conclude Gribaudo – auspico che il Governo e la maggioranza vogliano sostenere la proposta del Partito Democratico sull’introduzione di un congedo parentale obbligatorio e paritario per entrambi i genitori. Un passo fondamentale non solo per riconoscere anche ai padri il diritto di prendersi cura dei propri figli, ma per scardinare alla radice quei pregiudizi che ancora oggi portano a chiedere solo alle donne, durante i colloqui di lavoro: “Ha intenzione di avere figli?”

 

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