“Nell’ambito della discussione sull'evoluzione dello sviluppo strategico dei porti in atto, che comprende governance, sviluppo infrastrutture e accompagnamento delle transizioni, bisogna mettere al centro anche la tutela del lavoro. Ho presentato in merito una proposta di legge alla Camera per inserire il lavoro delle figure professionali operative portuali tra i lavori usuranti, alla luce di alcune caratteristiche come il lavoro notturno, il lavoro in quota, il clima e i ritmi pressanti. Tra le categorie a cui la proposta si rivolge ci sono i gruisti; gli addetti al rizzaggio e derizzagio; gli operatori portuali polivalenti sottoposti ogni giorno a condizioni di lavoro particolarmente difficili. Con questa proposta i lavoratori portuali avrebbero diritto a un pensionamento anticipato, che garantirebbe la possibilità di non proseguire l’attività oltre certi limiti di età, dopo i quali è maggiormente a rischio la loro sicurezza. Faremo in modo che il governo non si dimentichi di questo tema che durante le audizioni è stato sottoposto all’attenzione del Parlamento da parte di diversi soggetti, come sindacati e rappresentati delle compagnie e imprese portuali, che hanno chiesto fortemente questa modifica”. Così la deputata e vicecapogruppo PD alla Camera Valentina Ghio che ha presentato una proposta di legge a sua prima firma al Parlamento.
Leggendo i giornali oggi si resta basiti. Tajani si dichiara favorevole a ratificare la riforma del Mes e Giorgetti rimanda la responsabilità al Parlamento. Ci spieghino allora perché sono mesi che Governo e maggioranza rinviano la discussione in Aula. Se sono d'accordo, in settimana è calendarizzata la nostra Pdl alla Camera. Basta un voto.
Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Politiche Ue Piero De Luca.
Fenomeno da 350 miliardi, servono misure straordinarie
“Stando agli ultimi dati di settore, lo stock complessivo dei crediti deteriorati, ovvero tutte quelle posizioni di credito per le quali vi sia problematicità nella loro restituzione da parte del debitore, in Italia ha raggiunto e superato, nel 2022, i 350 miliardi di euro, di cui 90 rimasti nei bilanci bancari e 260 ceduti alle società di cartolarizzazione. È necessario, pertanto, attivare misure straordinarie adeguate a realizzare un’efficace riduzione di tali partite anomale sia per la stabilità del sistema creditizio italiano, che per il rilancio del sistema economico e produttivo nazionale, e soprattutto per la sopravvivenza di moltissime famiglie e piccole aziende”.
Lo dichiarano i capigruppo democratici della commissione Finanze, Virginio Merola, della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari, che ha presentato una proposta di legge per intervenire sulla materia (Pdl 1246), e della commissione Bilancio, Ubaldo Pagano, annunciando la deposizione della richiesta di indagine conoscitiva sugli Npl.
“Alcuni degli aspetti principali dell’indagine - spiegano - che può essere anche breve (6 i soggetti da audire proposti) in modo da produrre rapidamente un quadro conoscitivo puntuale per orientare le scelte del legislatore, saranno i seguenti: individuazione degli operatori di questo comparto e stima delle performance; verifica degli andamenti geografici della diffusione degli Npl; acquisizione di un quadro informativo da parte del ministero dell'Economia e di Bankitalia. Le stime degli analisti indicano che nel 2023 il tasso di deterioramento del credito alle imprese toccherà il 3,1%, rispetto al 2,2% del 2022. In prospettiva, l'anno prossimo si prevede un ulteriore aumento con un picco del 3,8%, il valore più alto dal 2016. Per tali ragioni - concludono - risulta utile un maggiore approfondimento del Parlamento, attraverso l’avvio di una indagine conoscitiva, sulle reali caratteristiche e modalità di funzionamento del mercato dei crediti non-performing”.
“La maggioranza annuncia che domani presenterà un emendamento al disegno di legge delle opposizioni sul salario minimo. Dopo undici mesi di rinvii imbarazzanti finalmente si saranno fatti un’idea di cosa proporre. Attendiamo ovviamente i contenuti per esprimere un giudizio di merito, ma non accetteremo mai uno stravolgimento della nostra proposta. Noi chiediamo un salario minimo per legge con una soglia precisa a 9 euro lordi l’ora e su quello la destra deve pronunciarsi”.
Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Lavoro Arturo Scotto a proposito della dichiarazione del presidente della commissione Lavoro Rizzetto sulla presentazione di un emendamento della maggioranza alla proposta di legge.
“Finalmente, dopo quasi 13 mesi dalla sua presentazione, siamo riusciti ad inaugurare alla Camera l’iter della discussione della proposta di legge sulla gestione della Laguna di Orbetello. La finalità di questo atto è dare vita ad una nuova forma di gestione ordinaria che sia capace di realizzare opere di prevenzione e manutenzione e intervenire con tempestività ed efficacia per far fronte ad eventi emergenziali. Attraverso il consorzio infatti lo Stato, con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, potrà garantire direttamente risorse economiche, strutturali e logistiche, fino ad oggi insufficienti per proteggere e valorizzare un ecosistema fragile e prezioso come quello della Laguna. L’obiettivo è ora quello di approvare un testo di legge condiviso ed efficace prima possibile: confido nel senso di responsabilità dei colleghi di maggioranza”.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, sulla Pdl che ha depositato lo scorso ottobre.
“Con la Lega tornano le gabbie salariali! Dopo l’autonomia si potrebbe esaudire un altro sogno di Salvini & Co. sulla strada della secessione”. Così Ubaldo Pagano, Capogruppo PD in Commissione Bilancio a Montecitorio, commentando la proposta di legge presentata dal leghista Romeo per adeguare gli stipendi al costo della vita. “Non c’è nulla di più sciocco di replicare modelli del passato che hanno dimostrato ampiamente il loro fallimento. Eppure gli esponenti leghisti non perdono occasione per riesumare qualsiasi argomento che vada nella direzione di un Nord sempre più ricco e libero e di un Sud sempre più povero e soggiogato. Ciò che fa specie non sono le follie secessioniste della Lega, quanto il fatto che tutti i parlamentari leghisti del Sud non riescano mai a dimostrare la dignità che serve per difendere i concittadini meridionali.”
“Questo testo avrebbe dovuto essere diverso, poiché in commissione Agricoltura un lavoro certosino e responsabile tra tutte le forze politiche aveva consentito di trovare un accordo unanime per rispondere alla necessità di favorire, promuovere e dare prospettiva ai tanti giovani che avrebbero voluto cimentarsi in agricoltura mettendosi a capo di una impresa. Invece il governo, con il braccio armato del Mef, ha utilizzato il parere in commissione Bilancio per imporre la cancellazione di una decina di articoli, stravolgendo nei fatti il provvedimento e calpestando il lavoro parlamentare. Abrogati gran parte degli impegni di spesa che non permetteranno di dare concretezza e sostanza alle lodevoli intenzioni di favorire in agricoltura il ricambio generazionale, non a caso riconosciuto come priorità all’interno dell’agenda politica dell’Ue e punto di forza nel Piano Strategico della Pac. Anche Cia e Copagri vi avevano chiesto di fermarvi. Ma avete voluto andare avanti lo stesso: dei 100 milioni previsti inizialmente, infatti, ne sono rimasti 15, assolutamente insignificanti per una legge cornice che si poneva obiettivi di lunga gittata”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari, intervenendo in Aula per esprimere il voto contrario del Gruppo alla Pdl Imprenditoria giovanile.
“Secondo l’Istat - ha aggiunto - le aziende agricole guidate da giovani sono poche e sempre meno. Nel 2020 erano il 13% del totale contro il 17% di dieci anni prima. Con questo testo vengono purtroppo meno misure che avrebbero consentito un cambio di passo, quali l’esonero dagli obblighi contributivi per gli imprenditori under 41, il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, le agevolazioni fiscali per i redditi derivanti da agricoltura multifunzionale. Saltato anche il recupero delle spese per la riqualificazione di fabbricati rurali, ma soprattutto le fondamentali misure per favorire l’accesso al credito. D'altronde il ministro Lollobrigida, ormai in campagna elettorale personale per le prossime europee, ha solo la necessità di mettere bandierine sul nulla, come per la carne coltivata o l’istituzione di una medaglia premio per i cuochi italiani. Un'altra cosa la sa fare molto bene. Nominare commissari sulle varie emergenze ed istituire commissioni per allargare il fronte degli amici. Nel frattempo - ha concluso - evoca il Made in Italy e poi si dimentica di fatto l'agricoltura nella prossima manovra finanziaria”.
"Una bella notizia: i cittadini senza dimora delle Marche potranno avvalersi del diritto alla cura, accedendo al medico di base. Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una legge per l'iscrizione dei senza dimora all'anagrafe sanitaria presentata dal Gruppo Pd, primo firmatario Antonio Mastrovincenzo. Sono davvero molto contento per la scelta fatta dalla regione Marche e per il lavoro fatto dal Partito Democratico regionale, finalmente si procede nella direzione di attuare specifici interventi normativi finalizzati a garantire ai soggetti più vulnerabili della società il pieno godimento dei diritti alle prestazioni sanitarie. In Italia, sono circa 90mila i senza dimora privi di residenza e privi del medico di base. Molte di queste persone finiscono in strada perché non riescono a pagare l'affitto e possono accedere ai soli servizi di Pronto Soccorso il cui costo stimato mediamente, per singolo intervento, è quasi triplo rispetto al costo annuale di un Medico di Medicina Generale. Inoltre arrivare al Pronto Soccorso significa mancata prevenzione, avere cure quando è troppo tardi e l'impossibilità di non poterle seguire. La regione Marche è la quinta regione che approva questa misura di civiltà, adesso chiedo alla maggioranza e al governo di velocizzare la proposta di legge approvata in commissione e dare la possibilità ai senza dimora di tutta Italia di avvalersi del diritto alla cura”. Lo dichiara il deputato dem Marco FURFARO, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera e primo firmatario della Pdl per il medico di base ai senza dimora.
Dichiarazione di Sara Ferrari, dell’ufficio di presidenza gruppo Pd Camera
“Siamo soddisfatti di aver contribuito a migliorare il testo del governo con le raccomandazioni della commissione femminicidio: dalla formazione obbligatoria dei diversi professionisti che prendono in carico le donne e del personale della giustizia alle misure cautelari più’ gravi se il braccialetto non funziona. Abbiamo inoltre evitato che la violenza sessuale fosse trattata con il semplice ammonimento. Ci aspettiamo ora la stessa collaborazione da parte del governo per la prevenzione primaria, quella scolastica rinviata a successiva norma e perché nel bilancio si trovino i finanziamenti che qui non ci sono. La sicurezza delle donne lo merita.”
“E’ un dovere costituzionale e per il Legislatore un impegno intrinseco alle sue funzioni quello di promuovere attività lavorative e regolamentare – nel perimetro di riferimento – nuove figure a tutela del mercato, delle imprese e dei lavoratori.
Così vorrei che fosse per il recepimento, in Italia, di quella figura che già gli standard certificativi individuano sotto il nome di HSE (Health, Safety and Environment) manager, autoregolamentata con la UNI 11720:2018.
Il Manager HSE è quella figura professionale in grado di intercettare la domanda di quelle organizzazioni che vedono sempre più l’integrazione tra i temi della sicurezza sui luoghi di lavoro, della salute e dell’ambiente come la modalità più efficiente ed efficace per perseguire la conformità legislativa e le strategie aziendali, in una prospettiva di miglioramento continuo.
Dunque, una nuova professionalità all’interno del mondo aziendale deputata alla gestione complessiva e integrata dei processi e sotto processi in ambito sicurezza, privacy, salute e prevenzione del rischio.
Secondo la norma UNI 11720, il Manager HSE ha due “anime”: supporta l’organizzazione nella gestione operativa e nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi per i lavoratori, per l’ambiente e per il patrimonio aziendale, coerentemente con la legislazione vigente; definisce la strategia aziendale e imprenditoriale, analizzando anticipatamente i rischi per i lavoratori e per l’ambiente derivanti da scelte decisionali alternative.
Da qui un DDL scritto col supporto giuridico di Alessandro Parrotta ed ingegneristico di Rossella Parrotta per presentare un progetto legislativo completo, fattibile e fruibile per le imprese, facendo diventare la figura HSE volano per la crescita aziendale”. Lo ha detto il deputato del Pd, Nicola Carè, aprendo la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge a sua prima firma sul ruolo del manager Hse.
Oggi, mercoledì 18 ottobre 2023 – ore 9.30
Sala ex-Agricoltura - IV piano Montecitorio
Oggi, mercoledì 18 ottobre alle ore 9.30, presso la Sala ex-Agricoltura - IV piano Montecitorio, i rappresentanti dell’opposizione che hanno dato vita alla raccolta di firme per la Petizione a sostegno della proposta di legge per l’introduzione del salario minimo, faranno il punto sulla campagna lanciata la scorsa estate. Sarà anche l’occasione per ribadire la contrarietà a qualsiasi rinvio dell’esame della pdl.
Partecipano Maria Cecilia Guerra (Pd), Nunzia Catalfo (M5S), Antonio D’Alessio (Azione), Riccardo Magi (+Europa), Franco Mari (Avs) e i capigruppo della commissione Lavoro.
“‘nessuna scuola è un’isola’, qualunque cosa avvenga nella scuola e nella comunità scolastica, ci riguarda direttamente e chiama in causa la nostra responsabilità. Nel bene e nel male. E lo dico proprio con riferimento agli episodi di violenza che si verificano o si sono verificati all’interno della scuola. Dobbiamo provare a dare soluzioni a fenomeni che esprimono un profondo e forte disagio che tocca tutta la comunità scolastica. Perché è il benessere complessivo di quella comunità che dobbiamo avere a cuore e sui cui dobbiamo investire”. Lo ha detto in Aula alla Camera, la deputata dem Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura, che ha svolto la dichiarazione di voto finale sulla pdl sicurezza del personale scolastico, annunciando il voto di astensione del Gruppo del Partito Democratico.
“Con una consapevolezza – ha aggiunto l’esponente Pd - però. Che, ancor più a scuola, l’esclusiva cultura della sanzione e della punizione, molto cara all’attuale governo, non produrrà risultati, se non inserita in un contesto preventivo e di recupero. La punizione da sole non servono. E’ necessaria una visone di sistema che promuova un’azione educativa necessaria ed importante sul disvalore che azioni come queste esprimono. Favorendo una reale consapevolezza degli studenti che da sola la sanzione non può assicurare”.
“E’ prevista – ha concluso Manzi - la creazione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico. Un nuovo organismo con obiettivi ambiziosi ma con una ‘clausola di invarianza finanziaria’ che ci fa sospettare che siano le risorse per la prevenzione e il contrasto a tali fenomeni a mancare. Serve creare presidi di comunità, ambienti scolastici ed educativi capaci di comunicare con le famiglie, in cui favorire realmente il dialogo e la consapevolezza tra tutti i componenti della Comunità scolastica, docenti, studenti, famiglie. Serve investire nella comunità educante, nelle retribuzioni dei docenti, in ambienti di apprendimento accoglienti e moderni. Perché da sola la sanzione senza un intervento strutturale a sostegno complessivo rischia, purtroppo, di essere un’occasione persa”.
“Per un paese antifascista” è il titolo della presentazione di due leggi promosse dal Partito democratico e sottoscritte da parlamentari di diversi gruppi politici di opposizione. I due Disegni di Legge sono stati scritti in collaborazione con l’Anpi, e verranno illustrati domani mercoledì 4 ottobre alle ore 10 presso la sala Berlinguer del Gruppo Pd alla Camera dei Deputati. L’iniziativa, presieduta da Sandro Ruotolo, responsabile informazione e cultura del Pd, sarà aperta dalla capogruppo Chiara Braga. Seguirà l’introduzione di Andrea De Maria, deputato Pd e primo firmatario delle pdl, ed Emilio Ricci, vicepresidente dell’Anpi. A seguire gli interventi di Walter Verini, primo firmatario di analoghe pdl al Senato, Alessandro Orlowski, regista, e Giovanni Baldini, esperto di nuova destra e consulente Anpi. Chiuderanno l’incontro il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo e la segretaria del Pd, Elly Schlein.
Sono stati invitati alla presentazione tutti i firmatari delle due proposte di legge dei diversi gruppi politici.
“Per un paese antifascista” è il titolo della presentazione di due leggi promosse dal Partito democratico e sottoscritte da parlamentari di diversi gruppi politici di opposizione. I due Disegni di Legge sono stati scritti in collaborazione con l’Anpi, e verranno illustrati mercoledì 4 ottobre alle ore 10 presso la sala Berlinguer del Gruppo Pd alla Camera dei Deputati. L’iniziativa, presieduta da Sandro Ruotolo, responsabile informazione e cultura del Pd, sarà aperta dalla capogruppo Chiara Braga. Seguirà l’introduzione di Andrea De Maria, deputato Pd e primo firmatario delle pdl, ed Emilio Ricci, vicepresidente dell’Anpi. A seguire gli interventi di Walter Verini, primo firmatario di analoghe pdl al Senato, Alessandro Orlowski, regista, e Giovanni Baldini, esperto di nuova destra e consulente Anpi. Chiuderanno l’incontro il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo e la segretaria del Pd, Elly Schlein.
Sono stati invitati alla presentazione tutti i firmatari delle due proposte di legge dei diversi gruppi politici.
Oggi mercoledì 27 settembre - ore 16 - Sala Stampa Montecitorio
Partecipano Piero De Luca, Elly Schlein, Chiara Braga, Peppe Provenzano ed Enzo Amendola
Precisare il fondamento giuridico della nostra appartenenza strategica, permanente e irreversibile all’Unione europea, grazie a un’integrazione dell’articolo 11 della Costituzione, è l’obiettivo di una proposta di legge costituzionale che sarà illustrata domani, mercoledì 27 settembre alle ore 16 presso la Sala Stampa di Montecitorio dal primo firmatario Piero De Luca, dalla segretaria del Pd Elly Schlein, dalla capogruppo Chiara Braga, dal responsabile Esteri Peppe Provenzano e dal capogruppo in commissione Esteri alla Camera Enzo Amendola.