“Con la pdl sulla sanità avremmo voluto discutere dei problemi demografici legati all'allungamento dell'età delle persone e del fatto che tra 25 anni, 2 italiani su 5 avranno oltre 65 anni e saranno affetti almeno da una patologia cronica. Avremmo discusso della continuità assistenziale dove i progressi restano troppo timidi, della carenza del personale sanitario e delle diseguaglianze territoriali, sapendo che in Italia 5 Regioni non hanno un solo posto letto di neuropsichiatria infantile. Ma la maggioranza ci risponde con la solita frase trita: non ci sono le risorse e cancella qualunque dibattito. Le risorse vanno impegnate per la sanità non per i centri in Albania o per la propaganda e l'ideologia del governo”. Lo dice il deputato Paolo Ciani, Vicepresidente del Gruppo Pd-Idp, intervenendo sulla pdl per il rifinanziamento e la riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.
“La Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività, garantendo cure gratuite agli indigenti”, continua Ciani citando l'art. 32 della Costituzione. “Tina Anselmi, che nel 1978 firmò la legge che istituiva il SSN, sintetizzò il nuovo sistema come basato sulla globalità delle prestazioni, l'universalità dei destinatari, l'eguaglianza dei trattamenti, il rispetto della libertà e della dignità della persona. Trascorsi 47 anni e dopo una pandemia dimenticata con troppa fretta, dispiace che non si possa discutere di una pdl sulla sanità ma che l'intento della maggioranza sia solo quello di sopprimere”, conclude Ciani.
“Dobbiamo tutti essere consapevoli che senza risorse non si fa nulla. L’approccio della maggioranza e del governo a questo provvedimento credo che sia un vero e proprio insulto al lavoro del parlamento. Non si può pensare di affrontare quanto emerso dopo il Covid solo pensando di attingere ai fondi del PNRR. Se gli investimenti non sono accompagnati da un cambio di paradigma non andiamo da nessuna parte. Servono investimenti in innovazione tecnologica ma anche in prevenzione. Occorre ricostruire una medicina di prossimità che dia risposte alle tante criticità che ogni giorno i cittadini denunciano, al problema delle liste d’attesa, al numero crescente di persone che rinunciano alle cure, alla carenza di personale in alcuni settori strategici. Tutti questi problemi devono farci necessariamente riflettere che un cambio di paradigma è necessario partendo dal tema delle risorse.
C’è un dialogo europeo aperto sulla destinazione dei fondi destinati alla prevenzione, ma sicuramente va rafforzato e approfondito.
C’è la necessità di capire come possiamo reggere nella frammentazione dei 21 modelli territoriali rispetto a una necessità sempre più centrale, dove la dimensione stesso dello Stato rischia di essere poca cosa rispetto alla programmazione.
Occorre investire su scienza e ricerca per creare farmaci innovativi che possano curare patologie che prima portavano alla morte mentre ora le aspettative di vita si possono allungare grazie proprio a questi farmaci innovativi. Ma senza investimenti e senza risorse tutto questo non è possibile. Mi auguro che ci sia un sussulto d’orgoglio da parte del parlamento per dire no ad un modo di lavorare così sbagliato”. Lo ha detto in aula Gian Antonio girelli Deputato Pd e vicepresidente della commissione parlamentare di inchiesta sul Covid, intervenuto sull’articolo 1 della pdl sul funzionamento del servizio sanitario nazionale.
La legge 157 va migliorata in un confronto aperto
“L’attacco brutale alla natura e alla fauna selvatica sferrato dal Ministro Lollobrigida e dalla maggioranza, che dopo una serie di annunci si è concretizzato nella pdl a prima firma del senatore Malan, oggi vede in risposta il deposito in Cassazione di una proposta di legge di iniziativa popolare da parte di diverse associazioni animaliste che puntano a raccogliere 50.000 firme per poterla discutere. Sono sempre di più le persone che hanno a cuore la biodiversità e il benessere degli animali e che non vogliono arrendersi alla deriva di una deregolamentazione totale per una caccia selvaggia nel nostro paese. Noi non possiamo accettarla e riteniamo che questo modo di agire da parte della maggioranza porti solo ad un’aspra e pericolosa contrapposizione su questo tema per cui a pagare saranno gli animali, l’ambiente, le persone. La legge 157 va difesa e semmai migliorata con un percorso aperto, plurale, bipartisan e basato su di un solido approccio scientifico che tenga conto della fragilità degli ecosistemi, in modo particolare oggi nell’era delle crisi sistemiche, quella climatica e di biodiversità. La legge 157 non si tocca se non per migliorarla, non certo per sbranarla come vuole fare la destra”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del Pd, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino, rispettivamente membro della commissione Ambiente di Montecitorio e Garante per gli animali di Roma Capitale.
“La disabilità non ha bisogno di compassione, pietismo o paternalismo. Ha bisogno di diritti. Di risorse. Di leggi giuste che non lascino nessuno indietro. Il cuore di questa proposta è semplice e radicale: non si tratta di adattare le persone all’ambiente, ma di progettare ambienti, servizi, strumenti e regole che siano per tutte e tutti, fin dall’origine. Questo è l’universal design. E questa è l’unica vera strada per rendere piena la cittadinanza delle persone con disabilità. Ringrazio il Forum Nazionale per la Disabilità, Diversità è Fragilità, in particolare la presidente Elisa Bortolazzi, per aver elaborato insieme questa proposta”. Così Marco Furfaro, deputato dem e responsabile welfare del Partito Democratico, presenta la proposta di legge del Pd, di cui è primo firmatario, dal nome ‘Universal Design’ per rendere l’Italia più accessibile a tutte e tutti. Presenti all’iniziativa anche i deputati Pd Gianni Cuperlo e Gian Antonio Girelli e la capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga.
“Il governo Meloni, nel frattempo – conlude Furfaro - taglia. Ha ridotto i fondi per la disabilità di centinaia e centinaia di milioni di euro, ha svuotato le risorse per la vita indipendente e tagliato 30 milioni al fondo ‘Dopo di noi’. Oggi, in Italia, solo una persona su quattro con disabilità grave ha un progetto di vita attivo. E investiamo meno della metà della media europea in politiche per la disabilità. Eppure, questa proposta di legge non è un atto d’accusa, ma un atto di fiducia. Un appello al Parlamento e al governo: per questo la mettiamo a disposizione di tutte le forze politiche. Approviamola insieme. Noi siamo pronti. Perché una società inclusiva non si costruisce con gli annunci, ma con i fatti”.
“Ridurre le emissioni che derivano dal trasporto stradale individuando un destinatario privilegiato, quello delle auto aziendali, la cui flotta rappresenta ad oggi il 41% delle nuove immatricolazioni ed emette il 58% dei gas serra. È quanto emerge dalla proposta di legge del Pd, a prima firma Marco Simiani, capogruppo del Pd in commissione Ambiente della Camera, che intervistato a margine della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge ha spiegato che non possiamo e non dobbiamo rimanere in mezzo al guado. Oggi abbiamo bisogno di una legge che possa incentivare l’uso dell’auto elettrica e riuscire ad abbattere le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Dobbiamo dare risposte anche al settore industriale. La nostra proposta di legge è in grado di dare risposte concrete, con un risparmio sia per i cittadini che per lo Stato. Oggi le risposte da parte del governo sono inadeguate. L’atteggiamento è quello di ignorare la transizione ecologica mentre invece dobbiamo assolutamente percorrerla. Al di là delle ricostruzioni più fantasiose di chi vorrebbe distruggere tutto - ha aggiunto Annalisa Corrado responsabile transizione ecologica del Pd - le industrie delle automobili hanno bisogno di uno scenario chiaro, di strumenti e di lavorare sulla domanda in modo che le persone possano avvicinarsi all’auto elettrica, anche con un mercato secondario. La nostra proposta di legge di oggi qui in Parlamento va in questa direzione, con un vantaggio sia per le casse dello Stato che per le industrie e le persone, hanno aggiunto i senatori del Pd Lorenzo Basso e Michele Fina che sono intervenuti in conferenza stampa”.
“Oggi alla Camera, su proposta dei vicepresidenti Ascani e Rampelli, è stato proiettato il terzo episodio della serie britannica Adolescence, che racconta con realismo il rapporto dei giovani con i social e la rete, aprendo interrogativi importanti sui rischi legati a un accesso illimitato dei minori al web. Da questa consapevolezza nasce la proposta di legge che ho presentato insieme alla senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni, con l’obiettivo di garantire una maggiore protezione ai minori online. Una proposta bipartisan che introduce l’obbligo di verifica dell’età da parte delle piattaforme, l’innalzamento dell’età minima per l’accesso ai social, un sistema semplice e immediato di segnalazione per bambini e ragazzi, la regolazione dei baby-influencer, il rispetto della privacy e il superamento dell’attuale modello basato sulla cessione dei dati personali dei più giovani. Il testo nasce dal lavoro svolto nella Commissione infanzia e adolescenza, con l’intento di tutelare chi ha più bisogno di protezione, e richiede un’azione rapida e condivisa. Dalle parole è ora necessario passare ai fatti: accelerare l’approvazione di questa proposta significa permettere al Parlamento di agire con responsabilità e tempestività, mettendo davvero al centro i diritti e la sicurezza dei più giovani. Non c’è più tempo da perdere” così la deputata democratica Marianna Madia componente della commissione infanzia e adolescenza e prima firmataria della proposta alla Camera.
Appello a tutte le forze politiche per intervenire rapidamente in parlamento
È stata presentata questa mattina alla Camera la proposta di legge a prima firma di Marco Furfaro, responsabile Welfare del Partito Democratico e capogruppo in Commissione Affari Sociali. Il testo, dal titolo “Disposizioni in materia di tutela della salute riproduttiva e di riproduzione medicalmente assistita”, rappresenta un passo importante per la riforma della legge 40, ormai ampiamente superata dalla giurisprudenza e dall’evoluzione scientifica. Una proposta solida, nata da un lungo e approfondito lavoro di confronto con la comunità scientifica, medica e con le realtà civiche, che negli ultimi anni hanno sollecitato con forza un intervento legislativo strutturale.
“La genitorialità non è un privilegio, ma un diritto – ha dichiarato Furfaro –. Non è accettabile che per diventare genitori si debba affrontare una battaglia legale o prendere un aereo per andare all’estero. La Corte Costituzionale ha lanciato un sasso nello stagno chiedendo al Parlamento di discutere e intervenire. Del resto, la legge 40 era nata vecchia e necessita oggi di un aggiornamento.
Lancio un appello a tutte le forze parlamentari: è il momento di avviare un esame serio e costruttivo, guidato dalla scienza, non dai pregiudizi ideologici. Abbiamo il dovere di dare risposte concrete a milioni di persone che affrontano un percorso a ostacoli. Non intervenire è indegno per un Paese civile.”
Il testo — che recepisce le proposte della SIRU (Società Italiana della Riproduzione Umana) — definisce principi e diritti fondamentali, rafforza norme centrali come quelle sul Servizio Sanitario Nazionale, sull’interruzione volontaria di gravidanza e sul ruolo dei consultori. Garantisce il riconoscimento della soggettività delle persone coinvolte nei percorsi di PMA, tutela il nato e il nascituro, chiarisce le regole sulla crioconservazione, sulla donazione alla ricerca, e consolida il ruolo della comunità scientifica nella definizione delle politiche pubbliche in materia di salute riproduttiva.
“La proposta – ha aggiunto Furfaro - rappresenta anche una risposta chiara ai moniti della Corte Costituzionale, ribadendo il dovere del Parlamento di affrontare con serietà una questione che riguarda la salute, i diritti e la dignità di migliaia di persone”. Durante la conferenza stampa di presentazione è intervenuta anche Marina Sereni, responsabile Sanità del Partito Democratico, che ha sottolineato: “Troppe famiglie – ha detto Sereni - si trovano ancora intrappolate nei limiti della legge 40: dai LEA non applicati alle liste d’attesa interminabili, fino ai costi proibitivi. La procreazione medicalmente assistita deve essere riconosciuta come un diritto esigibile nel sistema sanitario pubblico e resa accessibile in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Ma per farlo servono risorse, personale e una strategia seria per rilanciare i consultori — che dovrebbero essere uno ogni 20.000 abitanti, mentre oggi ne abbiamo uno ogni 35.000 — e per affrontare le vere cause della denatalità, come la precarietà, la carenza di servizi e il mancato sostegno alle giovani coppie.”
“Il Partito Democratico – conclude Furfaro – chiede alla maggioranza e al Governo di assumersi finalmente la responsabilità di agire: non è credibile invocare la natalità senza intervenire concretamente sulla salute riproduttiva, sull’equità di accesso e sulla qualità dell’assistenza. La proposta elaborata da SIRU, sostenuta da operatori, organizzazioni scientifiche e civiche, è un testo maturo, serio e ambizioso. È il momento di aprire una discussione parlamentare vera, all’altezza del tema e delle numerose persone coinvolte”.
“La grave inadempienza del governo italiano sulla ratifica della riforma del Mes è ormai un caso politico che sta mettendo in pericolo la tenuta finanziaria dell'UE e danneggiando gravemente la credibilità internazionale dell'Italia che non è ritenuta un paese affidabile, capace di rispettare gli impegni. Peraltro lo scaricabarile di Giorgetti sulla mancanza di volontà del Parlamento di non ratificare il Mes è ridicolo. È la maggioranza sovranista di destra ad essere contraria per pure ragioni ideologiche. Il governo continua dunque a giocare col fuoco in modo irresponsabile. Invece di proteggere l’Italia, la sta isolando a livello internazionale, danneggiando peraltro i risparmiatori europei ed italiani che beneficerebbero dell’entrata in vigore del "backstop", ossia il contributo al Fondo di risoluzione unico per le crisi bancarie. Il cappio al collo dell’Italia e dell'Europa, di cui parla Salvini, lo mette il Governo Meloni che sa fare solo propaganda a danno dei nostri cittadini. Noi abbiamo depositato come Partito Democratico una seconda proposta di legge di ratifica della riforma del Mes a mia prima firma. La si calendarizzi immediatamente e si ponga fine alla
narrazione sovranista demagogica e deleteria della destra su questa vicenda." Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
“La lettera firmata da Sandro Ruotolo, Pierfrancesco Maran e da altri 26 europarlamentari, volta a sollecitare l’intervento della Commissione europea su Meta, è un atto puntuale: non possiamo tollerare che una multinazionale condizioni in modo opaco la visibilità dei contenuti politici e civici, influenzando di fatto la qualità del dibattito democratico in Europa”. Lo dichiara Marco Furfaro, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Affari sociali.
"Il Digital Services Act, che vieta ogni forma di manipolazione dell’informazione, non può restare solo sulla carta: serve trasparenza, servono regole pubbliche e meccanismi di controllo. Meta ha ammesso che i contenuti politici vengono penalizzati, e questo rischia di produrre una distorsione inaccettabile, in particolare in un periodo come questo. Non è accettabile che chi parla di diritti, ambiente o disuguaglianze venga oscurato da un algoritmo di cui non si conoscono criteri né logica. Un principio che intendiamo riaffermare anche qui in Italia con la Pdl a mia prima firma sulla trasparenza dei social media depositata lo scorso anno".
La destra di Giorgia Meloni blocca la pdl delle opposizioni per la settimana corta in Italia.
"E’ una notizia molto importante l’approvazione in Spagna della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Il governo Sanchez mostra all’Europa che si può crescere economicamente aumentando i diritti di chi lavora. Continueremo a batterci perché la settimana corta venga approvata anche in Italia. C’è un disegno di legge delle opposizioni che la destra continua a tenere fermo perché non ha mezza idea su come intervenire. Chiediamo chiarezza". Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
Oggi, ore 11.30, sala stampa camera con Serracchiani, Sensi e Verini
“In Italia si registra un’escalation preoccupante di episodi di violenza tra i giovani, sempre più spesso legati all’uso del coltello, divenuto il simbolo inquietante di un disagio crescente. Quest’arma, facilmente reperibile, è ormai una presenza costante tra molti adolescenti e viene utilizzata con allarmante frequenza per risolvere conflitti e diverbi. Attualmente, l’ordinamento italiano presenta un vuoto normativo: mancano infatti disposizioni specifiche – sia penali che amministrative – capaci di prevenire e contrastare in modo efficace la diffusione e il possesso di armi da taglio tra i minori. Per rispondere a questa emergenza, il Partito Democratico ha predisposto alla Camera una proposta di legge volta a regolamentare e limitare l’accesso a questi strumenti da parte dei più giovani e a svolgere una seria attività di prevenzione a partire dalle scuole. Al Senato il sen. Walter Verini è primo firmatario di una proposta di legge, sottoscritta anche dal collega Filippo Sensi, che regolamenta l’uso delle armi a fini privati. La proposta sarà illustrata nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi, martedì 6 maggio, alle ore 11.30, presso la Sala Conferenze Stampa di Montecitorio a cui parteciperanno: Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia del PD; Walter Verini, senatore del Partito Democratico; Filippo Sensi, senatore del Partito Democratico.
“In Italia si registra un’escalation preoccupante di episodi di violenza tra i giovani, sempre più spesso legati all’uso del coltello, divenuto il simbolo inquietante di un disagio crescente. Quest’arma, facilmente reperibile, è ormai una presenza costante tra molti adolescenti e viene utilizzata con allarmante frequenza per risolvere conflitti e diverbi. Attualmente, l’ordinamento italiano presenta un vuoto normativo: mancano infatti disposizioni specifiche – sia penali che amministrative – capaci di prevenire e contrastare in modo efficace la diffusione e il possesso di armi da taglio tra i minori. Per rispondere a questa emergenza, il Partito Democratico ha predisposto alla Camera una proposta di legge volta a regolamentare e limitare l’accesso a questi strumenti da parte dei più giovani e a svolgere una seria attività di prevenzione a partire dalle scuole. Al Senato il sen. Walter Verini è primo firmatario di una proposta di legge, sottoscritta anche dal collega Filippo Sensi, che regolamenta l’uso delle armi a fini privati. La proposta sarà illustrata nel corso di una conferenza stampa che si terrà domani, martedì 6 maggio, alle ore 11.30, presso la Sala Conferenze Stampa di Montecitorio a cui parteciperanno: Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia del PD; Walter Verini, senatore del Partito Democratico; Filippo Sensi, senatore del Partito Democratico.
Per informazioni e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it
"Un italiano su tre ha un cane o un gatto in casa. Le spese veterinarie sono esosissime e chi ha un animale da compagnia lo sa bene. Quindi perché le aziende di farmaci veterinari continuano a speculare su questo tema? Perché un farmaco veterinario costa quasi 5 volte di più di quello per umana? La mia proposta di legge prova a dare una risposta a tutte queste domande. Gli stessi veterinari che sono costretti a somministrare i farmaci si trovano in grande difficoltà a causa dell'elevato prezzo dei farmaci. Noi con questa proposta di legge vogliamo dare il via libera alla somministrazione di farmaci umani per animali con lo stesso principio attivo ad un costo fino a 5 volte inferiore e a farmaci veterinari generici ed equivalenti a prezzi più accessibili, con una riduzione di almeno il 20%. Ci auguriamo che questo governo di centrodestra capisca che è necessaria una normativa in questo senso. Rendere i farmaci veterinari più accessibili è una scelta morale, etica e politica fondamentale". Lo ha detto Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, in conferenza stampa alla Camera di presentazione della pdl del Pd sui farmaci veterinari.
“Secondo l'approccio 'One Health' - ha spiegato Prestipino - la salute degli animali è interamente connessa con quella degli umani e degli ecosistemi. Vogliamo garantire la sicurezza sanitaria degli animali che vivono a stretto contatto nelle nostre famiglie perché la loro salute è strettamente interconnessa a quella delle famiglie e di tutti i cittadini. Non dimentichiamoci che molte pandemie si sono diffuse a causa dell’interazione fra essere umani e animali. Per realizzare un contesto abitativo e sociale sano e sicuro per tutti sono indispensabili le cure sanitarie che non possono prescindere dall’uso di farmaci.
I farmaci veterinari oggi costano troppo, sono un vero e proprio salasso e c'è a monte una vera e propria speculazione commerciale. L'applicazione della legge permetterebbe non solo la sicurezza pubblica, ma anche il risparmio delle tasche degli italiani”.
Giovedì 10 aprile alle ore 14.30, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, si terrà una conferenza stampa per la presentazione di tre proposte di legge che affrontano in modo complementare le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale, con particolare attenzione alla tutela dei diritti. Saranno presenti le deputate Anna Ascani, Chiara Braga, Marianna Madia e il deputato Piero De Luca, firmatari delle proposte. Nel corso dell’incontro verranno illustrate: la PDL n. 2212 Ascani e Braga, che introduce una disciplina sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito elettorale, per garantire trasparenza, correttezza e tutela del processo democratico; la PDL n. 1863 Madia, incentrata sulla tutela dei minori nell’uso degli strumenti digitali, con misure volte a garantire un ambiente online più sicuro per bambini e adolescenti; la PDL n. 2266 De Luca, relativa alla rimozione di contenuti illegali dalla rete Internet, con l’obiettivo di rafforzare la protezione degli utenti e combattere la diffusione di materiale illecito online. Le tre proposte si inseriscono in un quadro di iniziativa parlamentare che intende affrontare con responsabilità e visione le implicazioni sociali, democratiche e legali della rivoluzione digitale.
Info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it
“Il Partito Democratico voterà contro la proposta di legge sulla Corte dei Conti, perché demolisce ogni possibilità di azione dei cittadini di fronte agli sprechi di risorse pubbliche. Non condividiamo la separazione delle carriere anche nella magistratura contabile, la gerarchizzazione del pubblico ministero e le norme che violano i principi costituzionali riguardanti l’inamovibilità del giudice e l’indipendenza del pubblico ministero. L’ipotesi poi di veder addirittura cancellate anche le sue articolazioni regionali rischia di compromettere l’efficacia di tutto il sistema. Ci troviamo di fronte a una Pdl che prevede l’impunità di fatto per il governo, con l’assoggettamento degli apparati dello Stato, lo svuotamento dei poteri e delle funzioni degli organi giudiziari e di controllo”.
Così la deputata democratica e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, motiva le ragioni del voto contrario del Gruppo alla Pdl Corte dei Conti.
“Viene il sospetto - aggiunge - che sia stata scritta proprio per proteggere l’attuale esecutivo dall’uso disinvolto dei fondi pubblici come, ad esempio, nel caso dello scandaloso protocollo Albania sui centri per migranti. Tutti i nostri emendamenti che miravano a contrastare alcune delle peggiori disposizioni introdotte, tra cui la definizione della colpa grave, l’estensione delle cause di non punibilità, la ‘pietra tombale’ del parere preventivo sugli atti successivi, la riduzione del controllo concomitante, la delega in bianco al governo per riorganizzare la Corte, sono state bocciate. Ci troviamo dinnanzi - conclude - a una riforma sbagliata e che viola gli stessi principi costituzionali”.