“Il settore castanicolo rappresenta uno strumento irrinunciabile per la crescita economica sostenibile delle zone montane e un volano per la salvaguardia ambientale, spesso fondamentale per garantire il presidio territoriale, disincentivare il calo demografico, contrastare il dissesto idrogeologico e il consumo di suolo. Per questi motivi abbiamo ripetutamente chiesto al presidente della commissione Agricoltura alla Camera e al presidente della Camera stesso, che il Parlamento riprenda l’esame della proposta di legge sul settore castanico, sulla quale la commissione Agricoltura aveva raggiunto una sintesi virtuosa condividendo un testo, poi bloccato dal ministro dell’Economia che aveva rifiutato la spesa annua di due milioni di euro. Senza lo stop di Giorgetti, con questa cifra minima per il bilancio dello Stato, sarebbero già state messe in campo norme e risorse per sostenere la multifunzionalità agricola, valorizzare un prodotto tradizionale del territorio italiano, incentivare le imprese del settore che si occupano di raccolta e trasformazione e garantire la corretta manutenzione del patrimonio boschivo”. Così una nota congiunta dei deputati dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente e primo firmatario della pdl e Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
Alla luce dei nuovi emendamenti del governo sul riassetto della Corte dei Conti, i capigruppo delle opposizioni (Pd, M5s, Avs, Azione, Iv e +Europa) delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera hanno chiesto ai presidenti Nazario Pagano e Ciro Maschio di approfondire l’esame del provvedimento in commissione e di avviare un ciclo di audizioni per valutarne gli effetti. Gli emendamenti presentati l’8 gennaio – scrivono i capigruppo – “introducono modifiche profonde dell'attuale assetto normativo e organizzativo della Corte dei Conti. L’emendamento 2.06 del Governo, in particolare, incide profondamente sulla sua struttura organizzativa sia a livello centrale che locale, operando delle vere e proprie fusioni degli attuali uffici, che se da un lato potrebbero sembrare condivisibili sotto un profilo astrattamente logico, dall’altro lato andrebbero esaminate in un confronto con esperti e addetti ai lavori per verificare che siano davvero funzionali ad una maggior efficienza dell’attività svolta da questi uffici”.
“È evidente – proseguono - come modifiche di tale portata non possano essere approvate attraverso un mero emendamento del Governo e sottoposte all’esame del Parlamento al di fuori di una qualunque attività istruttoria così come puntualmente previsto dall’articolo 79 del Regolamento Camera. Occorre infatti ricordare l’importante funzione informativa svolta ad esempio dalle audizioni che consentono di restituire ai parlamentari che esaminano un testo di legge una fotografia efficace di tutti gli interessi in gioco su una specifica tematica in discussione in Parlamento, mettendoli così in grado di compiere scelte più informate e bilanciate. Conformemente a quanto previsto anche dall’articolo 79 del Regolamento Camera, appare dunque indispensabile lo svolgimento di un’adeguata attività istruttoria con riferimento agli emendamenti 2.06 e 4.08 del Governo, alla luce del loro impatto sulla struttura organizzativa e quindi conseguentemente sull’efficienza dell’attività svolta dalla Corte dei conti. Alla luce di quanto premesso, i gruppi di opposizione chiedono l’assegnazione di un termine per la presentazione dei sub-emendamenti atto a garantire il previo svolgimento di un’adeguata attività conoscitiva e istruttoria, mediante audizioni, sui due nuovi emendamenti presentati dal Governo”.
“Raccogliendo un impulso da parte della Lega Anti Vivisezione, ho presentato una proposta di civiltà, quella che limita l'utilizzo di botti esplosivi pericolosi e nocivi per l'ambiente, pericolosi per gli umani e per gli animali e tutto il pianeta. E lo facciamo con grande consapevolezza, sapendo che da recenti studi, oltre il 95 per cento degli italiani sono contrari ai botti esplosivi e quindi penso che sia giunto il momento che la politica dia un segnale, batta un colpo e cominci a limitare, a vietare l'utilizzo di quei botti esplosivi che provocano tanto dolore disagio inquinamento e soprattutto tortura per gli animali”. Così la deputata dem Patrizia Prestipino, Garante per la Tutela e il Benessere degli animali di Roma Capitale, nel corso della conferenza stampa per presentare la sua pdl per limitare i botti esplosivi a Capodanno.
“Da Garante - ha aggiunto Prestipino - sto seguendo con grande attenzione una proposta di delibera comunale presentata dal Pd che, modificando il regolamento della Polizia municipale, andrebbe a vietare l’acquisto e la vendita di botti esplosivi. Sarebbe bello e importante che dalla Capitale venisse questo segnale di grande civiltà”.
Pdl a salvaguardia bambini e fragili da gravi infezioni
“La produzione di formaggi con l’utilizzo di latte crudo è certamente un patrimonio della tradizione casearia del nostro Paese, ma il suo consumo nei bambini e nelle persone fragili può essere veicolo di alcune gravi infezioni che negli ultimi anni si sono dimostrati anche letali. Per questo c'è bisogno di fornire tutte le indicazioni sulle caratteristiche dei prodotti non pastorizzati attraverso etichette facilmente leggibili”.Lo dichiarano Stefano Vaccari e Marco Furfaro, rispettivamente capigruppo Pd in commissione Agricoltura ed Affari sociali della Camera che insieme ai colleghi Forattini, Marino, Romeo, Rossi, Ciani, Girelli, Malavasi, Stumpo, Lai, hanno depositato una specifica proposta di legge per fissare disposizioni più puntuali e rigorose sull’etichettatura di alimenti e prodotti contenenti latte crudo.
“La crescente richiesta di alimenti naturali - aggiungono - ha orientato le scelte di consumo verso alimenti ritenuti in possesso di migliori proprietà nutrizionali e organolettiche, come il latte crudo, ma l’assenza del trattamento termico può comportare la possibilità, anche se rara e occasionale, di trasmettere all’uomo microrganismi nocivi presenti nell’alimento. Questi batteri patogeni possono causare infezioni con sintomi lievi ma anche evolvere in forme molto gravi. Tra il 2022 e il 2023 in Italia si sono registrati 73 casi, di cui 70 a livello pediatrico. Anche in Europa si stanno moltiplicando casi simili. La legislazione italiana in termini di etichettatura si limita a dare indicazioni generiche senza però specificare i rischi legati al consumo. Per questo con la nostra proposta prevediamo che l’etichettatura dovrà essere inamovibile, indelebile e facilmente leggibile evidenziando i rischi per la salute per bambini, anziani e immunodepressi così come dovranno essere più chiare le informazioni ai consumatori da esporre nei punti vendita. La proposta affida ad un decreto ministeriale la definizione delle modalità per l’esposizione dei prodotti in commercio. Ci auguriamo - concludono - che questa proposta venga assegnata quanto prima alle commissioni competenti e approvata in tempi ragionevoli”.
Calendarizzare Pdl, avviare discussione
“Sul lupo come su altre specie faunistiche qualsiasi ragionamento non può prescindere dalle valutazioni e dalle indicazioni della scienza. Ed è in questo contesto che vanno inquadrate anche le problematiche di ordine sociale ed economiche che scaturiscono da una presenza eccessiva di una specie. Per le specie protette, che tali devono rimanere, anche se con classificazioni diverse sul piano della protezione, come nel caso del lupo, non si tratta di caccia, come pregiudizialmente si vorrebbe far credere, tantomeno di un favore ad una fantomatica lobby, ma di gestione ovvero della possibilità di interventi mirati che garantiscano equilibrio faunistico anche a tutela dello stesso lupo. In sede europea e alla Convenzione di Berna hanno utilizzato questi parametri sapendo peraltro che la decisione finale deve essere ancora presa. Per questo insistiamo sul fatto che in Italia il vero problema è rappresentato non tanto dai 3.300 lupi censiti , ma dagli oltre 500mila cani randagi presenti sul territorio che diventano ibridi accoppiandosi con il lupo arrecando un danno notevole alla biodiversità. Su questa problematica occorre intervenire con assoluta celerità riponendo le bandiere ideologiche che non servono a nessuno. La proposta di legge che come Pd abbiamo presentato alla Camera va in questa direzione e chiediamo che venga calendarizzata al più presto per avviare la discussione”.
Lo dichiarano Stefano Vaccari e Marco Simiani, capigruppo Pd nella commissioni Agricoltura e Ambiente della Camera.
Presentata Pdl per salvaguardare patrimonio
La deputata del Pd, Giovanna Iacono, ha depositato una proposta di legge d’iniziativa parlamentare per l’istituzione del Parco Nazionale dei Monti Sicani, un’area dall’alto valore ambientale, già ampiamente attestata sul piano scientifico, come convalidato da strumenti di tutela internazionale fin dal 1991. Interessa i comuni di Bivona, Burgio, Cammarata, Castronovo di Sicilia, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Giuliana, Palazzo Adriano, Prizzi, San Giovanni Gemini, Santo Stefano di Quisquina e Sambuca di Sicilia.
“La salvaguardia di quel patrimonio – spiega Iacono – non può essere lasciato alla sola competenza della Regione Sicilia che, di fatto, dopo la soppressione del parco regionale a seguito di una sentenza del Tar nel 2019, e la contestuale formazione di un comitato per la predisposizione di una nuova proposta di istituzione, non ha ancora concretizzato alcun provvedimento in merito.
I Monti Sicani rientrano nelle aree interne, zone caratterizzate da svantaggi geografici, sociali ed economici, ma ricchi di notevoli risorse ambientali, culturali e naturali, agro-alimentari, e hanno grandi potenzialità turistiche ed economiche. Aree per le quali la politica di coesione dell’Unione europea prevede strumenti finanziari per migliorare l’accessibilità, promuovere e sviluppare le attività economiche connesse al patrimonio esistente, incentivare l’uso delle risorse e incoraggiare il turismo sostenibile. Ritengo necessario estendere anche a essi i piani di politica nazionale ed europea per la loro tutela e valorizzazione. Per tutti questi motivi - conclude Giovanna Iacono - la mia proposta di legge intende istituire il Parco Nazionale dei Monti Sicani: esigenza giustificata dalla necessità di tutelare e valorizzare la straordinaria ricchezza naturalistica, paesaggistica, idrografica, archeologica e storica dei luoghi in questione, di dotarlo di una gestione e di contributi adeguati, dati dall’opportunità di entrare nella rete dei Parchi nazionali”.
“Chiediamo che venga incardinata il prima possibile nostra pdl“
Il governo abbandona a loro stessi i clienti vulnerabili, circa 3.400.000 persone che sono le più fragili nei mercati dell'energia e che si trovano nella situazione paradossale, dal 1° luglio, di pagare di più dei clienti non vulnerabili, di quelli che non hanno bisogno di un intervento di sostegno, che erano nel mercato a maggior tutela e, senza fare nulla, sono passati automaticamente al sistema a tutele graduali con un risparmio di circa 130 euro all’anno. La proposta del governo di introdurre la possibilità per i vulnerabili di scegliere il sistema a tutele graduali non risolve affatto il problema. Intanto perché demanda all'Arera di intervenire, ma poi ricordiamo che il sistema a tutele graduali è temporaneo, dura 3 anni, ed è completamente diverso rispetto alla maggior tutela.
Quindi, non solo non risolve nulla ma, visto che il sistema a tutele graduali nasce da aste competitive su base certa, espone i clienti da un lato ai ricorsi possibili degli altri operatori e, dall'altro, a che ci sia una rivalsa degli operatori sulla bolletta di chi ha scelto il mercato libero. Diremmo perciò che è un gran bel pasticcio. Il governo era a conoscenza di questa situazione fin dal marzo scorso, visto che lo aveva segnalato la stessa Autorità, ma non è intervenuto, non ha fatto niente. Oggi boccia il nostro l'emendamento che interveniva in maniera strutturale per consentire all'acquirente unico l'acquisizione di contratti a lungo termine, e quindi la possibilità di abbassare il costo dell'energia. Come Partito democratico abbiamo depositato una proposta di legge che chiediamo venga incardinata il prima possibile, così discuteremo e vedremo chi ha intenzione di risolvere in maniera definitiva il tema del sostegno ai clienti vulnerabili.
Lo afferma il capogruppo Pd in Commissione Attività produttive Vinicio Peluffo, intervenendo in Aula.
Calendarizzare subito nuova pdl che aggiorna quella del 1990
“Il 1 dicembre palazzo Montecitorio si illuminerà di rosso per ricordare la giornata mondiale per la lotta all’Hiv. Questo implica una responsabilità da parte del Parlamento: intanto superare la legge 135/90 per rispondere alle nuove esigenze nella lotta contro l'HIV e quindi calendarizzare e discutere al più presto la nuova legge, di cui da troppo tempo se ne parla; la seconda è quella di provvedere affinché tutti i cittadini possano fare dei test di verifica e puntare sulla prevenzione. Nel corso di questi anni la scienza e la ricerca ci hanno consegnato degli strumenti incredibili che hanno fatto si che la patologia da mortale qual era diventasse una patologia cronica che se ben seguita nel percorso terapeutico consente alla persona una speranza di vita equivalente a quella di chi non sia sieropositivo. È venuta però meno a nostro avviso l’attenzione verso l’AIDS e di conseguenza la prevenzione del contagio soprattutto fra i giovani. I dati oggi ci dicono un aumento della patologia ma soprattutto che viene diagnosticata in uno stato ormai troppo avanzato. È necessario quindi che nelle scuole e in altri ambienti di aggregazione venga fatta educazione e informazione. Dobbiamo fare un cambio culturale netto per la conoscenza e la prevenzione in tempi utili di questa patologia che anche se non fa più paura come negli anni ‘90 rimane comunque una grave patologia da seguire con attenzione”. Lo ha detto il deputato del PD membro della commissione affari sociali di Montecitorio Gian Antonio Girelli che ha partecipato alla conferenza stampa “Superare la legge 135/90 per rispondere alle nuove esigenze nella lotta contro l'HIV”, in cui varie realtà associative hanno chiesto la calendarizzazione in aula della riforma, sintesi di più prop
“Esprimo grande amarezza e delusione per la bocciatura di due emendamenti a mia prima firma che andavano nella direzione di assoluto buon senso, correttezza e giustizia. Avevamo semplicemente chiesto di punire i malviventi che entrano dentro casa tua, ti derubano e in più ti uccidono anche il cane o il gatto. Nello specifico avevamo chiesto di aumentare la pena di un terzo per il malvivente che commette un atto del genere, oltretutto di una crudeltà gratuita, come recentemente testimoniato da due tragici fatti di cronaca, che hanno suscitato una grande ondata di emozione collettiva.
Un emendamento a costo zero per lo Stato e di assoluto buon senso. Che ne pensa la presidente Meloni che ama molto il suo gatto? È d’accordo?”. Lo ha detto intervenendo in aula sul PDL reati contro gli animali Patrizia Prestipino Deputata Pd nonché garante dei diritti degli animali di Roma Capitale.
“Con l’altro emendamento bocciato - ha proseguito Prestipino - avevamo chiesto di punire chi rapisce un animale domestico. Già a luglio avevo scritto una lettera al prefetto di Roma in qualità di di garante per la tutela degli animali di Roma Capitale per chiedere una maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine sul furto di animali domestici, in casa o per strada. Abbiamo visto che ci sono dei veri e propri racket sul furto di animali domestici, che spesso non vengono neanche ritrovati oppure vengono ritrovati all’estero, malnutriti e maltrattati. Se non viene addirittura chiesto un riscatto”.
“La destra ancora una volta ha mostrato una totale insensibilità nei confronti di reati odiosi come quelli contro gli animali domestici, noncurante del numero sempre piu crescente di persone che ritiene che la violenza contro gli animali sia da sanzionare con pene chiare e certe, quelle che la destra oggi compatta ci ha negato”, ha concluso Patrizia Prestipino.
La legge di Bilancio presentata dal governo Meloni è l’ennesima ferita alla carne viva del paese, a quella parte più fragile che ogni giorno paga il prezzo di scelte scellerate, miopi e prive di prospettiva per la crescita. Lo sanno così bene che i parlamentari della maggioranza hanno presentato più di mille emendamenti e su tutti i temi.
Noi, come forze di opposizione abbiamo scelto di individuare alcuni aspetti più importanti per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini e delle imprese e abbiamo scelto di sottoscrivere congiuntamente emendamenti su questi temi:
1. Sanità pubblica: abbiamo chiesto l’aumento di 5,5 miliardi l’anno a decorrere dal 2025 del Fondo sanitario nazionale per l’assunzione di personale sanitario (2 miliardi); l’aumento delle retribuzioni per infermieri e medici (400 milioni); il potenziamento delle politiche di prevenzione (1 miliardo).
2. Congedi: abbiamo presentato emendamenti per il congedo paritario obbligatorio di 5 mesi e l’estensione ai lavoratori autonomi (2,3 mld); l’aumento dell’indennità di maternità al 100% (400 ml dal 2025); le modifiche al congedo parentale per l’obbligatorietà di un mese al padre.
3. Salario minimo: l’emendamento ripropone la pdl unitaria per un salario di 9 euro/ora.
4. Automotive: chiediamo il ripristino del fondo automotive tagliato dal Governo di 550 ml 2025, 800 ml 2026, 800 ml 2027.
5. Fondo per la ricostruzione EMILIA ROMAGNA: chiediamo l’immediato rifinanziamento del fondo per la ricostruzione nei territori di Emilia Romagna, Toscana e Marche colpiti da eventi meteo eccezionali.
Se il governo ha veramente a cuore le condizioni del paese reale, smetta di mentire agli italiani e approvi gli emendamenti unitari delle opposizioni.
Così in una nota i capigruppo Chiara Braga (Pd), Francesco Silvestri (M5s), Matteo Richetti (Azione), Luana Zanella (Avs), Riccardo Magi (+Europa).
“Se siamo qui oggi in Parlamento a fare la discussione generale sulla pdl ‘settimana corta’, è perché c'è stato un successo politico delle opposizioni. Perché questa legge unitaria di Pd, Avs e M5S secondo Fratelli d’Italia, doveva arrivare qui monca, cancellata da un emendamento soppressivo. Invece la legge è arrivata tutta intera in Aula e senza mandato al relatore. Durigon alla fine del dibattito ha fatto una cauta apertura sulla necessità di intervenire sull’orario di lavoro che corregge di fatto le dichiarazioni sbagliate della ministra Calderone. Significa che abbiamo fatto bene a insistere e a non consentire la cancellazione della legge. Siamo pronti naturalmente a vedere le carte se si fa sul serio e non si vuole mandare la palla in tribuna. Per noi la contrattazione è sempre stata il centro della nostra legge. C’è un punto però che non può essere rimosso: il legislatore deve fare il proprio mestiere, non inseguire gli istinti animali del mercato. E fare il proprio mestiere significa anche legiferare sulla settimana corta”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro
"Domani alla Camera arriva in discussione generale il disegno di legge unitario Pd-M5S e Avs sulla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Fratelli d’Italia voleva cancellarlo con un emendamento in commissione ma non ci è riuscita. La nostra legge arriverà in discussione senza mandato al relatore e così come l’avevamo scritta. E dunque la destra dovrà confrontarsi nel merito con la nostra proposta nelle aule parlamentari. Auspichiamo che lo faccia con spirito costruttivo: la sfida della settimana corta in ogni angolo d’Europa è all’ordine del giorno dei governi, anche di diverso colore politico. Aspettiamo anche dal governo italiano, che domani sarà in Aula, qualche parola in più. Perché finora ha taciuto e si è limitato a dire che sulla riduzione dell’orario di lavoro non intende intervenire. Noi porteremo le nostre ragioni nel dibattito pubblico. E siamo convinti che alla fine non potranno fare finta di nulla”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“Dopo mesi di audizioni in commissione, Fratelli d’Italia decide di cassare integralmente la nostra proposta di legge sulla riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario. Ci sono migliaia e migliaia di lavoratori che aspettano una risposta per conciliare meglio i tempi di vita e di lavoro e per scommettere su una qualità del lavoro diversa dopo anni di precarietà. Noi proveremo a bloccarli con tutti gli strumenti che sono nelle mani dei parlamentari. La destra non può fare sempre lo stesso gioco: ogni volta che c'è una proposta delle opposizioni, loro la cancellano. Non è così che si ripristina una dialettica normale in Parlamento”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“In Italia l’urbanistica è morta. Forse lo è in assoluto. L’urbanistica è organizzazione dello spazio fisico secondo principi che rispondono ad una visione della vita. Persa la visione. Ogni visione, l’urbanistica è morta. Galleggiamo tra relitti di slogan, falsità, illusioni, conformismo verbale. Il piano casa è diventato sinonimo di speculazione edilizia. In venti anni non ha prodotto mezza casa popolare”. Lo ha detto il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, durante il convegno “Progetto di futuro: in quali città e territori vogliamo vivere?”, che si è svolto alla Camera dei Deputati.
“La rigenerazione urbana ha spiegato l’ex sottosegretario all’Ambiente - è un trucchetto per fare edifici più belli nelle zone già pregiate dove il metro quadro ha valori stellari e può reggere i costi più alti delle innovazioni. Le città sono diventate e diventeranno in Italia luoghi infernali con gironi più crudeli laddove la povertà sociale e territoriale appare indomabile”.
“L’unico modo per dare sostanza a tante parole come ‘rigenerazione’, ‘sostenibilità’, ‘accessibilità’, ‘prossimità’, che oggi sono diventate vuote omelie - continua Morassut - è affrontare il nodo della fiscalità urbana. Chi ci mette le risorse per fare città più belle? Come finanzi l’edilizia sociale e dove la fai? Come finanzi il trasporto pubblico? Come mantieni lo spazio pubblico? Parliamo di sussidiarietà. Che non è una poesia. È lotta sociale. Equilibrio sociale. Tra soggetti diversi e classi diverse. Con interessi diversi che lo stato e le leggi devono regolare”.
“Diciamola chiara: il Italia - spiega ancora il deputato dem - gli oneri per le obbligazioni pubbliche delle trasformazioni territoriali arriva a mala pena al 5% del valore. In Europa oscilla tra il 20 e il 50. Qui le opere pubbliche le fa praticamente solo il pubblico. Quando può. In secondo luogo la rigenerazione urbana: in Italia, ha un carattere edilizio, puntuale. Invece deve essere un’azione integrata di comparti e pezzi di città e per farlo ci vogliono efficaci politiche incentivanti. Ma qui si dà il premietto di cubatura sul palazzetto. Come i piani casa che dal 94 si sono spammati in tutto il paese. Facciamo una legge seria, moderna, sul governo del territorio (che è cosa diversa e più ampia della rigenerazione urbana) che tolga di mezzo il vecchiume della 1150 del 42 ma ne conservi la filosofia di visone generale”.
“Purtroppo - conclude Morassut - sono discussioni che il sistema politico italiano e anche l’impresa italiana non sanno fare. Perché sono malati di miopia cronica. Si guarda la normetta, il ‘particulare’. Viva Guicciardini e abbasso Machiavelli, si potrebbe dire. Alla Camera una Pdl del Pd c’è. Se ne discuta. È una legge complessiva. C’è una proposta dell’Inu. Se ne discuta. Non facciamo più opera lirica, per favore”.
“Con l’approvazione alla Camera della proposta di legge sul Consorzio della Laguna di Orbetello, che ho presentato alla Camera dei deputati due anni fa, si conclude finalmente l’iter di un provvedimento che consentirà una tutela adeguata ed un continuo monitoraggio di un ecosistema fragile ma al tempo stesso prezioso per il nostro territorio”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio sul via libera, da parte della Commissione in sede Legislativa, della Pdl “Istituzione dell’Autorità per le lagune e le zone umide e disposizioni per la salvaguardia della laguna di Orbetello”. Il testo passerà ora al Senato per l’approvazione definitiva in legge.
“Questo risultato è frutto di un articolato lavoro della Commissione Ambiente e di tutti i colleghi. Ringrazio in particolare la vice Ministra Gava, il Presidente Mauro Rotelli ed il relatore del provvedimento Fabrizio Rossi, che ha condiviso con me tutto il percorso legislativo, oltre agli altri proponenti della legge (Francesco Battistoni e Ilaria Fontana) ed i capigruppo che hanno permesso con la loro firma di utilizzare la forma legislativa per la ratifica della legge. Grazie al Consorzio sarà possibile programmare una gestione efficiente della Laguna, prevenire e contrastare con maggiore efficacia le criticità emerse in questi anni a causa dei mutamenti climatici ed utilizzare le risorse naturali compatibilmente con lo sviluppo sostenibile locale”: conclude Marco Simiani.