09/04/2026 - 15:01

“La “lezioncina” sul valore della verità che Giorgia Meloni ha tenuto oggi in Parlamento, attaccando le opposizioni, è ridicola, penosa e fuori luogo. A pronunciarla è la stessa Presidente del Consiglio che, solo pochi giorni prima del referendum, paventava scenari con stupratori in libertà e figli strappati alle madri in caso di mancata approvazione della riforma”. cosi Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera commenta le parole con cui oggi Meloni ha attaccato le opposizioni sostenendolo che mentono ai cittadini.

“Sui temi della giustizia - prosegue Gianassi - alla Presidente del Consiglio sfugge lo strepitoso valore politico di ciò che è successo con il referendum e con quasi 15 milioni di italiani che le hanno voltato le spalle: da un lato afferma di rispettare il voto degli italiani, ma poi attacca gli italiani che non avrebbero compreso una riforma da lei stessa definita epocale. Purtroppo per lei, invece, gli italiani avevano capito benissimo e a furore di popolo le hanno detto No” conclude.

 

01/04/2026 - 21:15

"Nel 2024 il governo si era impegnato formalmente con un ordine del giorno approvato in Parlamento. È rimasto lettera morta"

"Le notizie apparse oggi sui giornali sulla Procura di Prato destano fortissima preoccupazione", dicono i parlamentari PD Christian Di Sanzo e Marco Furfaro.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha infatti respinto la richiesta del procuratore Luca Tescaroli di rafforzare l'organico della Procura. Una risposta che arriva mentre i fascicoli iscritti superano quota 12.000, le intercettazioni sono quadruplicate in tre anni e le complesse indagini sulla criminalità organizzata crescono senza sosta.

"Nordio ha detto no a Prato. Lo ha fatto il 12 marzo, con una lettera, come ricostruiscono i giornali, che vale più di mille discorsi" dichiarano Di Sanzo e Furfaro. "La destra governa da anni con la propaganda. Avevano promesso mari e monti. Oggi ci troviamo con qualcosa che assomiglia a un pesce d'aprile ma che nei fatti, purtroppo, non lo è. Da mesi sul tavolo del ministro c'era una richiesta concreta, documentata, firmata da un procuratore che lavora ogni giorno sulle mafie, sulla criminalità organizzata, sullo sfruttamento del lavoro. La risposta è no".

Da anni i deputati PD denunciano il progressivo deterioramento della giustizia a Prato. Nel gennaio 2024 la Camera approvò un ordine del giorno a prima firma Furfaro che impegnava il governo ad assumere personale amministrativo per il tribunale di Prato e a completare i lavori di ristrutturazione del Palazzo di giustizia. Quell'ordine del giorno è rimasto lettera morta. Non solo, da allora la carenza di organico amministrativo è peggiorata.

"Prato non è una procura qualunque" dice Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del PD di Prato. "È una procura che lavora sul principale distretto europeo del tessile, sullo sfruttamento dei lavoratori nel sistema del fast fashion, sulla criminalità organizzata italiana e straniera. Tescaroli e i suoi colleghi fanno un lavoro straordinario in condizioni insostenibili. Nordio poteva dare un segnale concreto. Ha scelto di non farlo".

"Dietro la propaganda della destra non c'è nulla" aggiunge Marco Furfaro. "Meloni, Nordio e i parlamentari della destra si riempiono la bocca con parole d'ordine sulla legalità e poi lasciano sola una procura impegnata in prima linea nella lotta alle mafie. È una scelta politica, non una questione tecnica".

"Il governo" concludono Di Sanzo e Furfaro "dovrà spiegare perché Prato è stata abbandonata. Le risposte non sono più rinviabili. Tutto questo si aggiunge alle mancate risposte sugli organici delle forze di polizia e degli ispettori del lavoro, figure fondamentali per supportare il lavoro della procura sul territorio".

 

28/03/2026 - 15:55

“La sospensiva della Corte d'Appello di Firenze non tocca la decisione sulla gestione futura, che spetta ai Comuni. Le amministrazioni hanno già deciso: gestione in house, attraverso Plures 100% pubblica, senza socio privato. La strada intrapresa è quella giusta e il percorso verso la ripubblicizzazione del servizio idrico va avanti. Per Prato questo significa una cosa sola: l'acqua resta un bene comune, gestito nell'interesse dei cittadini. Il contenzioso societario tra Acea e Plures si risolverà nelle sedi competenti, ma non cambia la volontà espressa dai territori. La cosa importante ora è che la transizione si compia nei tempi previsti, garantendo qualità del servizio e investimenti per le nostre comunità”.

Così Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente Pd Prato.

 

20/03/2026 - 19:45

“Siamo è in campo da settimane per spiegare le ragioni del No al referendum sulla legge Nordio. Una legge costituzionale pericolosa perché non migliora la giustizia per i cittadini, non accorcia i tempi dei processi, non affronta il problema degli organici nei tribunali. Fa un'altra cosa: mette a rischio l'indipendenza della magistratura, introduce il sorteggio per chi deve far parte del Csm e separa le carriere senza che questo porti alcun beneficio concreto a chi aspetta giustizia. Noi crediamo che la giustizia vada riformata, ma con serietà. Servono più magistrati, più personale amministrativo, più risorse per i tribunali. Qui a Prato lo sappiamo bene: il nostro Tribunale ha una carenza cronica di organico. Questo referendum non risolve nulla di tutto questo. Per questo chiediamo ai pratesi di andare a votare e di votare no. È una scelta che riguarda l'equilibrio tra i poteri dello Stato. Riguarda tutti”.

Così Christian Di Sanzo, deputato PD eletto in Nord e Centro America e segretario reggente del PD Prato.

 

19/03/2026 - 15:48

"Le misure cautelari disposte oggi dalla Procura di Prato confermano che la strategia giusta è una sola: non fermarsi al singolo laboratorio, ma indagare la filiera in tutte i suoi passaggi che traggono vantaggio da pratiche illegali. Lo sfruttamento non si ferma nel laboratorio, si alimenta lungo tutta la catena della committenza. Questa operazione dimostra cosa si ottiene quando Procura, Asl, Guardia di Finanza e Polizia Locale lavorano insieme. È l'approccio multilivello che chiediamo di rendere strutturale, ma servono più risorse e più personale ispettivo. Lo scudo penale per le capofiliera committenti che il centrodestra aveva introdotto nel Ddl PMI avrebbe messo a rischio questo tipo di strategie investigative.
Gli articoli introdotti avrebbero infatti permesso ai grandi committenti di proteggersi dietro una certificazione volontaria di facciata, scaricando ogni responsabilità lungo la catena dei subappalti. Lo scorso dicembre, con le opposizioni, i sindacati e la società civile, abbiamo ottenuto alla Camera la cancellazione di quella norma approvata al Senato. L'operazione di oggi conferma quanto fosse necessaria quella battaglia. Ma non basta fermare le norme sbagliate. Servono interventi strutturali: responsabilità solidale lungo tutta la filiera, tracciabilità obbligatoria dei subappalti, rafforzamento degli organici ispettivi e delle forze dell'ordine, protezione effettiva per chi denuncia".

Lo dichiara Christian Di Sanzo, deputato Commissione Attività Produttive e segretario reggente PD Prato.

 

16/03/2026 - 20:25

“Il ministro Nordio viene a Prato a fare comizi per il referendum. Ma i pratesi aspettano risposte su altro, in primis Tribunale e Carcere. Su questo non dice una parola. Prato non è una passerella elettorale. È una città che ha problemi reali e merita un ministro della Giustizia che li ascolti, non che venga solo quando c'è da raccattare qualche voto”.

Lo afferma Christian Di Sanzo, deputato e coordinatore reggente PD Prato.

 

14/03/2026 - 12:58

“I prezzi dei carburanti continuano a salire e, dopo essersi detti disponili a confrontarsi sulla proposta avanzata dal Pd e da Elly Schlein sulle accise mobili, dal governo filtra un assordante silenzio. Per giorni parole e nessuna scelta, mentre nel frattempo cittadini e imprese continuano a pagare il conto. E dopo due settimane ancora nessuna decisione. E nel frattempo l’aumento del costo dei carburanti, dei trasporti e dell’energia rimbalza sui beni di prima necessità, con ulteriore mazzata sulle famiglie. Invece di attaccare la magistratura, invece di parlare di stupratori e pedofili in libertà se vince il No, Giorgia Meloni ci dica cosa vuole fare per aiutare le famiglie e le imprese del nostro paese”. Così in una nota Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo Pd alla Caamera dei deputati e al Senato.

14/03/2026 - 12:45

"Meloni attacca i giudici ma non si occupa di bollette. Parla in maniera ignobile di libertà per gli stupratori ma dimentica che le persone stanno facendo i conti con l’emergenza della benzina. Parla di tavoli immaginari con le opposizioni ma non fa una cosa semplice: accogliere la proposta di Elly Schlein sulle accise mobili. Basta con la propaganda, c’è un paese che sta soffrendo a cui occorre dare risposte immediate di fronte a una emergenza generata dai suoi amici Trump e Nethanyahu". Lo dichiara in una nota Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.

12/03/2026 - 20:44

“Le parole pronunciate oggi da Giorgia Meloni sul referendum sulla giustizia sono gravi, allarmistiche e profondamente irresponsabili. Dire agli italiani che senza quella riforma avremo ‘stupratori in libertà’, ‘pedofili rimessi in strada’ o ‘figli strappati alle madri’ significa usare la paura come strumento di propaganda politica”. Lo dichiara Chiara Braga , capogruppo del Partito Democratico alla Camera.
“L’Italia non è il Far West e chi guida il governo dovrebbe evitare di descrivere il Paese in questi termini per giustificare una battaglia politica. Soprattutto perché Meloni è oggi la Presidente del Consiglio a legislazione vigente: se davvero ritiene che il sistema non garantisca sicurezza o giustizia ai cittadini, la responsabilità di intervenire spetta prima di tutto al suo governo”, prosegue Braga.
“Trasformare un confronto serio sulla giustizia in una campagna fondata su paure e caricature non aiuta i cittadini a capire i contenuti delle riforme e rischia solo di delegittimare istituzioni e magistratura. Servono serietà, equilibrio e rispetto per i fatti, non slogan apocalittici”, conclude Braga.

12/03/2026 - 14:31

"Spiace per l’agitazione di Rizzetto e Mazzetti, ma i fatti parlano chiaro. E stanno a zero. Gli esponenti della destra parlano sulla stampa e organizzano di tanto in tanto qualche passerella ministeriale in città, ma sono sempre stati assenti quando Prato, il distretto, le famiglie chiedevano risposte concrete. Parlano di giustizia e il Tribunale è senza un euro. Parlano di sicurezza e non ci sono nuove forze dell'ordine. Strumentalizzano le alluvioni e famiglie e imprese aspettano ancora rimborsi e ristori. Sulla città di Prato abbiamo presentato oltre 50 atti parlamentari. La destra, nel frattempo, è rimasta spaccata. Il punto vero è un altro: la maggioranza ha sistematicamente bocciato le nostre richieste di intervento - sostegni alla filiera produttiva, aiuti alle imprese e alle famiglie colpite dalle alluvioni. Su interrogazioni precise sullo stato di violenza, illegalità e sfruttamento che colpisce il territorio, molti ministri non hanno ancora risposto, così come sui ritardi ferroviari. Sul caro energia hanno prodotto un DL bollette completamente inefficace per le aziende pratesi, mentre i costi continuano ad aumentare. Più che attaccare l'opposizione, Rizzetto, Mazzetti e la destra, al potere da oltre tre anni, dovrebbero chiedere conto al loro governo delle risposte che mancano. Noi continueremo a portare in Parlamento i problemi della città e a pretendere soluzioni concrete”. Lo dichiarano Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale PD, e Christian Di Sanzo, deputato e coordinatore reggente del PD Prato.

11/03/2026 - 19:44

“Per il distretto non serve un commissario straordinario ma risorse, ispettori e responsabilità dei committenti”

“Oggi all'audizione delle Commissioni Giustizia e Lavoro della Camera, riunite per discutere delle condizioni di lavoro nel distretto tessile di Prato, eravamo presenti solo noi come deputati del territorio. La destra pratese e toscana era assente. È una storia che si ripete: quando arriva il momento di ascoltare chi quel territorio lo conosce davvero, la destra non c'è o parla solo sui giornali”.

Così Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale Pd, e Christian Di Sanzo, deputato e coordinatore reggente del Pd Prato.

“Chi oggi era in Aula - aggiungono - come il presidente della provincia Simone Calamai, ha detto una cosa semplice: sappiamo dove sta il problema. Filiere troppo lunghe, subappalti a cascata, committenti che non rispondono di quello che accade a valle. E uno Stato che vorrebbe controllare ma non ha gli uomini per farlo. Nella provincia di Prato gli organici dell'ispettorato non bastano. Servono più ispettori, più risorse per il tribunale e la procura, più personale nelle forze dell'ordine. Lo stesso Calamai è stato chiaro: il commissario straordinario non è la risposta che il territorio chiede. Quello che serve è un impegno strutturale: risorse stabili, responsabilità dei committenti lungo tutta la filiera, tracciabilità della produzione, protezione reale per i lavoratori che denunciano. Non un'emergenza da gestire: un sistema da rafforzare. Il governo - concludono - invece di pensare agli scudi penali, dovrebbe iniziare a mettere risorse su chi controlla e su chi tutela i lavoratori. Gli strumenti ci sono, la volontà pare di no”.

 

11/03/2026 - 15:16

“Per un territorio come il nostro, dove il distretto tessile è già sotto pressione da mesi, il segnale che arriva oggi dai panificatori si aggiunge a un quadro che conosciamo bene. Tessile, manifattura, artigianato lanciano da tempo lo stesso grido dall’allarme: la capacità delle piccole e medie imprese di reggere i costi energetici è al limite. Per chi lavora con forni accesi molte ore al giorno, con macchinari che non si possono spegnere, l'energia non è una voce del bilancio tra le altre. È la condizione stessa della produzione. Il decreto bollette arriva dopo mesi di annunci e con misure insufficienti. L'Italia nel 2024 ha pagato l'energia elettrica al prezzo più alto d'Europa. Veniamo da tre anni di scelte sbagliate: norme contraddittorie sulle rinnovabili, tagli alle comunità energetiche, indebolimento degli strumenti per l'efficienza energetica. Dovevamo ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili. Il governo ha fatto l'opposto, e oggi famiglie e imprese pagano il conto. Il problema di fondo è che questo decreto non cambia l'architettura del sistema: il prezzo dell'energia resta agganciato al gas, anche nelle ore in cui produciamo da fonti rinnovabili. Finché non si interviene su questo meccanismo, continueremo a inseguire l'emergenza. Le risorse per intervenire ci sono, e lo Stato le incassa già: dalle aste sulle emissioni e dai dividendi delle società energetiche partecipate. Potrebbero essere indirizzate verso una riduzione strutturale dei costi. I contratti di lungo periodo per le rinnovabili sono uno strumento giusto, ma il governo li ha inseriti con due anni e mezzo di ritardo. Un provvedimento di emergenza non sostituisce una strategia. Il PD le proposte concrete le ha avanzate in Commissione: un pacchetto di emendamenti che chiede al governo di sterilizzare le accise per calmierare i costi in bolletta, evitando che ricada su cittadini e imprese. Il governo si muova”.

Lo dichiara Christian Di Sanzo, deputato PD in Commissiona attività produttive della Camera, attuale coordinatore reggente del PD Prato.

 

06/03/2026 - 18:58

“Domani sarò a Prato, alla manifestazione “Mai più fascismi, mai più deportazioni”. E ci sarò perché Prato non si tocca. Il cosiddetto “Comitato Remigrazione e Riconquista”, nato da un’iniziativa di CasaPound, Veneto Fronte Skinheads, Rete dei Patrioti, manifesterà proprio domani nel centro della città. Marceranno per sostenere la “remigrazione”, che è una parola farlocca per non dire quella vera: deportazione di tutte le persone migranti. E lo faranno nello stesso giorno e nella stessa città dove, il 7 marzo 1944, i nazifascisti rastrellarono 133 lavoratori pratesi dalle fabbriche, dalle case, dalle strade.  Li rinchiusero nel Castello dell’Imperatore e li caricarono su vagoni piombati diretti a Mauthausen e al sottocampo di Ebensee. Ne tornarono 18. Centoquindici morirono nei lager. Vogliono parlare di deportazione nel giorno esatto in cui Prato ha subìto la deportazione. Dicono che lo fanno per la sicurezza. Ma è una bugia, perché la sicurezza vera è un’altra cosa. La sicurezza è lavoro regolare, contratti, controlli, legalità nelle filiere produttive. È case dignitose, scuole che includono, servizi sociali che non lascino soli né chi viene da lontano né chi è nato qui.
Sicurezza è spezzare lo sfruttamento che umilia tutti, italiani e stranieri, e che a Prato, nelle filiere tessili, è un problema reale, concreto, che non si risolve con le deportazioni ma con la legalità.
Chi sta dietro questa manifestazione non vuole risolvere niente. Vuole solo mettere le persone le une contro le altre, sciacallare sulla paura e creare un capro espiatorio.
Per questo domani sarò a Prato.
La Prato del 7 marzo 1944 ha resistito, ha lottato, non ha avuto paura. Ha pagato un prezzo spaventoso. E per ottantadue anni questa città ha onorato la memoria di quei 133 lavoratori deportati giurando “mai più”.
Domani quel “mai più” va detto di nuovo.
Perché il fascismo a Prato non ha mai avuto spazio. Non ce l’ha avuto 82 anni fa, non ce l’avrà domani, non ce l’avrà mai.

Così sui social il deputato democratico, Marco Furfaro.

 

23/02/2026 - 18:19

“Il governo e la maggioranza hanno respinto un ordine del giorno di buon senso che chiedeva di correggere una riforma sbagliata sulla classificazione dei Comuni montani e di dare tempi certi per i decreti attuativi. Con la nuova disciplina, basata su criteri puramente altimetrici e di pendenza, centinaia di enti rischiano di essere penalizzati e di perdere risorse fondamentali del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane. Dopo le proteste di parlamentari, Regioni e amministratori locali, l’esecutivo è stato costretto a rivedere parzialmente l’elenco, ma le criticità restano e il secondo decreto, decisivo per la ripartizione delle risorse, non è stato ancora emanato. È inaccettabile lasciare territori già fragili in questa incertezza”: così i deputati del Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè sull’ordine del giorno bocciato oggi.

“Pagano un prezzo altissimo anche molti Comuni della Toscana, con esclusioni pesanti nelle province di Livorno, Grosseto, Pisa, Firenze, Massa Carrara, Lucca, Arezzo, Siena e Prato. Parliamo di realtà che garantiscono servizi scolastici, sociosanitari e presidio del territorio in aree interne e disagiate. Con il nostro ordine del giorno chiedevamo di riconsiderare i termini e reinserire i Comuni penalizzati, evitando che il peso ricada sulle Regioni e aumentando le disuguaglianze territoriali. La destra ha scelto di dire no. Noi continueremo a batterci perché le comunità montane non vengano abbandonate”.

 

27/01/2026 - 16:53

"Senza consenso è sempre stupro": oggi le donne lo hanno urlato forte davanti al Senato dove si sta consumando il tradimento delle destre con la proposta di legge della senatrice Bongiorno che ha riscritto la legge sul consenso togliendo proprio il consenso. Un salto indietro di decenni anche rispetto alle sentenze della Cassazione. Un salto indietro che si consuma sulla pelle delle donne che subiscono violenza e non riescono a reagire   all’aggressione dello stupratore.
Un testo irricevibile a cui ci opporremo: meglio nessuna legge che questa legge". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

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