10/04/2026 - 11:19

I componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza RAI definiscono inaccettabile e sproporzionata la reazione del conduttore Bruno Vespa contro il deputato del PD, Peppe Provenzano, nella puntata di ieri di Porta a Porta. I democratici, pur non entrando nel merito del dibattito, chiedono alla RAI, azienda del servizio pubblico, una netta presa di distanza dai toni inaccettabili e sproporzionati usati da Vespa, che minano il ruolo imparziale della trasmissione. Comprendiamo il nervosismo nel governo dopo l’esito del referendum, ma non è accettabile da chi ricopre un ruolo nel servizio pubblico, concludono i dem.

09/04/2026 - 15:01

“La “lezioncina” sul valore della verità che Giorgia Meloni ha tenuto oggi in Parlamento, attaccando le opposizioni, è ridicola, penosa e fuori luogo. A pronunciarla è la stessa Presidente del Consiglio che, solo pochi giorni prima del referendum, paventava scenari con stupratori in libertà e figli strappati alle madri in caso di mancata approvazione della riforma”. cosi Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera commenta le parole con cui oggi Meloni ha attaccato le opposizioni sostenendolo che mentono ai cittadini.

“Sui temi della giustizia - prosegue Gianassi - alla Presidente del Consiglio sfugge lo strepitoso valore politico di ciò che è successo con il referendum e con quasi 15 milioni di italiani che le hanno voltato le spalle: da un lato afferma di rispettare il voto degli italiani, ma poi attacca gli italiani che non avrebbero compreso una riforma da lei stessa definita epocale. Purtroppo per lei, invece, gli italiani avevano capito benissimo e a furore di popolo le hanno detto No” conclude.

 

09/04/2026 - 12:50

"Oggi alla Camera Giorgia Meloni ha tentato un discorso da fiducia, senza chiedere la fiducia. Il suo è un libro dei sogni di una realtà che non esiste. Ignora le difficoltà reali delle italiane e degli italiani che non riescono più a fare la spesa perché i salari sono impoveriti, che non riescono a curarsi perché la sanità pubblica è allo sfascio, che non riescono neanche più a fare benzina perché il prezzo del carburante è alle stelle e i provvedimenti del governo sono meno di un pannicello caldo.
Ignora, Meloni, il messaggio chiaro e forte dei 15 milioni di no al referendum che le diceva anche di smetterla di essere vassalla di Trump e Netanyahu da cui, neanche questa volta, neanche davanti al disastro globale che viviamo, prende le distanze con nettezza e determinazione.
Ha accusato di nervosismo le opposizioni, ma il suo è stato un intervento pieno di livore e rabbia verso chi non sta con lei.
Come ha detto la segretaria Schlein, toccherà a noi risolvere i problemi delle italiane e degli italiani. Lo faremo nella prossima legislatura". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

08/04/2026 - 13:39

“La netta sconfitta al referendum ha segnato la crisi del Governo. Le principali riforme istituzionali sono naufragate — autonomia affossata, giustizia bocciata, premierato accantonato — e sul fronte economico i risultati sono ancora più deludenti, con produzione industriale ancora in calo, misure insufficienti e tardive per fronteggiare la crisi energetica e economica, sanità e lavoro senza risposte per i cittadini. Senza la spinta del PNRR, il Paese sarebbe già in recessione. Maggioranza e esecutivo sono alle prese con dimissioni, scandali e ombre inquietanti, mentre il Governo ha smesso di governare. Meloni dovrebbe prendere atto che questa legislatura è stato un grande fallimento. In questi anni non sono arrivati risultati concreti per gli italiani; nessuna riforma che ha portato benefici alle famiglie e imprese, solo tentativi di scassare le istituzioni. Si erano dichiarati pronti, si sono dimostrati incapaci. E sul piano internazionale la linea di appiattimento a Trump ha portato non solo caos globale ma anche a danni gravissimi per il nostro Parse. Vedremo se domani Meloni avrà l’umiltà di fare autocritica. La aspettiamo per capire se finalmente abbandonerà la propaganda e tornerà a occuparsi dei problemi degli italiani. Noi continuiamo anche dal fronte del lavoro parlamentare a costruire l’alternativa per il governo del Paese.” così la
capogruppo del Pd Chiara Braga nel suo intervento all’assemblea del gruppo alla Camera.

08/04/2026 - 12:47

“E il diritto di voto per i fuori sede? Studenti e lavoratori che sono costretti, per la distanza dal luogo di residenza, a non partecipare al voto.. Al Senato è ferma la proposta di legge, dopo che alla camera il governo ha chiesto la delega. Adesso la destra parla di inserire il provvedimento nella loro proposta di legge elettorale. Una riforma peggiore della legge esistente, che si può solo rifiutare, perché prevede un abnorme premio di maggioranza per chi raggiunge il 40% dei voti e prevede liste bloccate senza preferenze, alla faccia del potere degli elettori di scegliere i propri rappresentanti. Tanti giovani al referendum hanno votato ‘no’ anche per questa discriminazione che svantaggia la loro partecipazione al voto. La legge per il voto ai fuorisede va approvata, senza ricatti o manovre per modificare la legge elettorale in vigore” così il deputato democratico Virginio Merola.

 

02/04/2026 - 13:12

"Manca innanzitutto un posizionamento chiaro del nostro governo contro la guerra che sta dilagando in Medio Oriente e che sta mettendo in crisi tutta l'Europa e in particolar modo l'Italia, hub importante nel Mediterraneo sul piano della logistica e su quello energetico. Questo conto molto salato lo stanno pagando gli italiani. Il decreto sul gasolio ha abbassato l'aliquota per soli 20 giorni con effetto quasi nullo. Dopo il referendum questo governo non sa dove portare l'Italia. Già faceva molta fatica a guidarla prima. Adesso c'è una condizione di confusione tale che forse sarebbe meglio smettere con l'arroganza e iniziare ad ascoltare l'opposizione". Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Paola De Micheli, componente della commissione Attività produttive.

“Il decreto – spiega l’esponente dem - era già debole prima del referendum e lo è rimasto dopo. La settimana successiva al voto il governo si è presentato con qualche correttivo burocratico, senza metterci un soldo, senza ascoltare l'opposizione, senza avviare le riforme strutturali che servono davvero: riforme capaci di modificare la formazione del prezzo dell'energia, sia per le famiglie che per le imprese. Alcuni emendamenti approvati dalla maggioranza rischiano di far aumentare il costo della bolletta, spalmando oneri su tutti i cittadini. Qualcuno potrebbe ritrovarsi la bolletta più alta senza aver consumato più energia".

“Il Pd – conclude De Micheli - ha avanzato proposte concrete, in parte anche a costo zero: abbiamo chiesto una riserva di un terzo delle PPA per le piccole e medie imprese, lo scorporo dell'ETS dal prezzo marginale del gas, e il pieno utilizzo delle risorse già disponibili. Abbiamo circa 4 miliardi all'anno di proventi ETS e un extra gettito IVA di 4 miliardi e 300 milioni, fanno già 8 miliardi e 300 milioni. I primi 4 miliardi sarebbero obbligatoriamente da destinare alla transizione ambientale ed energetica, cosa che invece non viene fatta, ne vengono destinati solo 600-700 milioni".

 

01/04/2026 - 21:36

“Le dichiarazioni della Presidente del Consiglio, che dopo il referendum aveva assicurato ‘non coprirò più nessuno’, sono oggi smentite dai fatti. Con il voto della sua maggioranza in Ufficio di presidenza, Meloni si assume indirettamente una responsabilità grave: quella di nascondere agli italiani le ragioni per cui il governo ha liberato Almasri, uno spietato assassino, torturatore e trafficante di esseri umani”. Così Chiara Braga al termine dell’Ufficio di Presidenza della Camera che ha approvato a maggioranza, con i soli voti della maggioranza, uno ‘scudo processuale’ in favore di Giusy Bartolozzi, già capo di gabinetto del Ministro della Giustizia, dimessasi pochi giorni fa dopo gravi prese di posizione contro la magistratura e coinvolta nel procedimento sul caso Almasri. “Quella dell’ufficio di presidenza è una decisione grave e ingiustificabile – prosegue Braga – una exit strategy preconfezionata per evitare imbarazzi al governo e al tempo stesso allontanare Bartolozzi dal processo. Altro che ‘non coprirò più nessuno’ - viene da chiedersi chi sia stato coperto finora - questa è l’ennesima copertura politica per tutelare i propri compagni di viaggio, mentre si continua a negare al Paese la verità sul caso Almasri.” Così Chiara Braga, Presidente dei Deputati del Partito Democratico alla Camera.

01/04/2026 - 16:18

“Non sono bastati 15 milioni di ‘no’ per fermarsi anche su questa nuova riforma sbagliata? Non è bastato il chiaro segnale arrivato dagli italiani con il referendum? Pare proprio di no e il Governo insiste in una direzione diametralmente opposta alla volontà popolare”. Lo dichiarano in una nota
la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani insieme ai capigruppo nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato e in Antimafia, Federico Gianassi, Alfredo Bazoli e Walter Verini. “Come componenti del Pd nelle Commissioni Giustizia e
in Antimafia chiediamo al Governo di non proseguire con la legge delega sulla riforma della Corte dei Conti. Si tratta di un impianto che ripropone, sotto altra forma, la separazione delle carriere dei magistrati contabili, principio che i cittadini hanno respinto con nettezza”, proseguono i democratici. “La riforma, inoltre, presenta elementi fortemente critici: elimina le procure regionali accentrando le funzioni a Roma, con il rischio di indebolire il controllo diffuso sul territorio, e limita il risarcimento dei danni ai cittadini nei casi di colpa grave del dipendente pubblico o dell’amministratore. In particolare, sulla separazione delle carriere dei magistrati contabili e sulla gerarchizzazione degli stessi, è  incomprensibile e grave riproporre oggi ciò che il Paese ha già bocciato. Anche per questo riteniamo fondate e condivisibili le preoccupazioni espresse dall’Associazione dei magistrati della Corte dei Conti. Serve una immediata marcia indietro da parte del governo” concludono i democratici.

 

31/03/2026 - 19:26

“La maggioranza evidentemente non ha compreso il messaggio chiaro che gli italiani le hanno mandato con il referendum: le regole del gioco non si cambiano a strappi”. Così la capogruppo democratica in Commissione Affari Costituzionali della Camera, Simona Bonafè, risponde a Tg Parlamento alla vigilia della seduta che incardinerà la legge elettorale presentata dalla maggioranza. “L’apertura alle opposizioni che sentiamo tanto evocare in queste ore è solo di facciata - aggiunge - e lo confermano il testo presentato con il solo accordo tra i partiti di governo prima del referendum e i quattro relatori di maggioranza, che sembrano più interessati a controllarsi tra loro che al merito della proposta”.

31/03/2026 - 18:12

“Di male in peggio. Non curante dello sbaglio fatto con il primo decreto bollette qualche settimana fa, oggi il governo ha posto la fiducia su un nuovo decreto che di fatto non dà alcuna risposta concreta al caro energia. E ora, l’esecutivo annuncia un nuovo, ulteriore provvedimento che di fatto rende inutile la discussione che si sta facendo in Aula. Dopo le presentazioni in pompa magna alla vigilia del referendum, il governo allo sbando fa una clamorosa retromarcia che annuncia l’ennesimo fallimento nei confronti degli italiani”. Lo dichiara in una nota il deputato e capogruppo PD in Commissione Attività produttive, Alberto Pandolfo.

30/03/2026 - 17:00

“La legge elettorale ha a che fare con le regole del gioco e, proprio per questo, riguarda tutti. È un terreno su cui non sono accettabili forzature né tantomeno interventi calati dall’alto. Da Giorgia Meloni vediamo purtroppo il ripetersi dello stesso schema: dopo il tentativo della separazione, bocciato dai cittadini al referendum, si arriva oggi a una proposta di modifica della legge elettorale che appare il frutto esclusivo di un accordo tra i partiti di governo, senza alcun reale confronto con le opposizioni. Su questi temi serve responsabilità, non prove di forza a colpi di maggioranza” così Simona Bonafè, Vicepresidente del Gruppo PD e Capogruppo in Commissione Affari Costituzionali della Camera dove domani inizierà l’esame della riforma.

 

30/03/2026 - 11:10

“Errare humanum est, perseverare autem diabolicum. La maggioranza ci riprova con la legge elettorale, una legge elettorale non condivisa perché ha paura di perdere.
L’ennesima riforma non condivisa con le opposizioni, fatta a colpi di maggioranza, e questo sta iniziando a pesare anche sul giudizio dei cittadini sul governo Meloni.
La presidente Meloni è in grande difficoltà. Vorrebbe andare subito al voto, ma sa che il gradimento della maggioranza è in forte calo, non lo diciamo noi del Pd ma lo dicono i sondaggi dopo il clamoroso fallimento del referendum sulla giustizia. Per questo la maggioranza è in totale caos e stanno saltando le poltrone come birilli”. Lo ha detto Stefano Graziano, capogruppo pd in commissione difesa della Camera e vigilanza Rai, ospite di Rainews 24.

28/03/2026 - 14:15

“Abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, insieme ai colleghi Carè, Di Sanzo e Toni Ricciardi, per chiedere chiarezza sulle gravi anomalie emerse in occasione dell’ultimo referendum nella Circoscrizione Estero, Ripartizione America Meridionale, e in particolare tra gli elettori residenti in Venezuela”. Lo dichiara il deputato Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione Sud America.

“Secondo i dati ufficiali – spiega l’esponente dem – la partecipazione degli italiani in Venezuela è balzata dal 23,6 per cento delle ultime elezioni politiche al 36,6 per cento dell’ultima consultazione referendaria, in un contesto in cui la crisi economica, la diaspora crescente e le difficoltà delle comunicazioni postali avrebbero dovuto semmai ostacolare il voto dei nostri connazionali. Le percentuali di consenso poi, superiori al 90 per cento in molte sezioni, accentuano ulteriormente il sospetto di anomalie statisticamente significative, così come avvenuto in precedenti consultazioni, dove percentuali analoghe sono state oggetto di perizie da parte della magistratura. Per questa ragione chiediamo al governo di chiarire le modalità con cui sono state trasmesse, custodite e distrutte le buste contenenti le schede, di riferire se siano pervenute segnalazioni di irregolarità, come l’irrituale invito agli elettori da parte del Consolato di contattare direttamente il corriere postale privato e di precisare quali controlli siano stati effettuati dalle nostre autorità diplomatiche per garantire la segretezza del voto”.

“È indispensabile – conclude Porta – disporre una verifica ispettiva presso le sedi consolari competenti, acquisendo tutta la documentazione relativa al voto e valutando un eventuale perfezionamento che renda omogenee e soprattutto sicure le procedure del voto per corrispondenza. Garantire trasparenza, sicurezza e libertà del voto all’estero è una condizione indispensabile per tutelare la credibilità della nostra democrazia e i diritti delle comunità italiane nel mondo”.

 

28/03/2026 - 10:00

La sicurezza si costruisce investendo sulle forze dell'ordine e sulla prevenzione, non con il panpenalismo.

"Non riusciamo più nemmeno a tenere il conto di quanti interventi hanno fatto sul tema della sicurezza. E tra l'altro sono tutti interventi che non hanno raggiunto nessun obiettivo, anche perché in questi anni i reati sono aumentati, soprattutto quelli predatori e quelli violenti verso le persone. La percezione di insicurezza sta crescendo in maniera significativa. Dicono di essere i grandi difensori della sicurezza e gli amici delle forze dell'ordine e poi fanno esattamente il contrario. Il Pd sta recuperando terreno su questo tema, mettendo ogni giorno il governo di fronte alle proprie responsabilità. E i cittadini, ultimamente, stanno facendo esattamente la stessa cosa". Così il deputato Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico.

“Il governo – sottolinea l’esponente dem - ha cercato sistematicamente capri espiatori invece di affrontare il problema: un giorno è colpa dei sindaci del Pd, un altro dei governi precedenti, poi sono diventati responsabili i magistrati. Gli elettori hanno già rimandato al mittente questa accusa con il referendum, e spero che riusciremo a fare lo stesso con questo decreto, che continua a contenere le solite ricette che non funzionano: panpenalismo, aumento delle pene, nuovi reati. Cose che hanno dimostrato sul campo di non funzionare, ma su cui continuano a insistere probabilmente perché non hanno niente di meglio da dire".

"La sicurezza – conclude Mauri - si costruisce su due pilastri: la repressione del crimine e la prevenzione. Questo governo riesce nell'impresa straordinaria di non fare niente o di peggiorare la situazione su entrambi i fronti. Non mette risorse per aumentare il personale delle forze dell'ordine, che è sotto organico, e per migliorare le condizioni di vita di chi lavora per la nostra sicurezza. E dall'altra parte ha tagliato in maniera significativa le risorse ai comuni sulla spesa corrente, cioè quei soldi che servono per fare politiche sociali e di comunità, che sono la vera prevenzione".

 

28/03/2026 - 09:15

"In tema di politiche del lavoro l'opposizione riesce a fare sintesi e a presentarsi unita con proposte concrete. Dopo la sconfitta della maggioranza al referendum, è la dimostrazione che un'alternativa credibile sta prendendo forma". Lo afferma il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, intervenendo sull'esito del referendum e sulla risposta della maggioranza, sottolineando come l'opposizione stia invece costruendo un'alternativa credibile e concreta.

“La reazione del governo – aggiunge l’esponente dem - è però emblematica. Anziché dire 'fermiamoci un attimo, sediamoci e approviamo il salario minimo', la destra non ha trovato niente di meglio che presentare la legge elettorale. Cioè il modo in cui cercano a tavolino di non perdere le elezioni.

"È incredibile – conclude Scotto - quale sia la scala delle priorità di un governo che evidentemente pensa di più a mantenere il potere piuttosto che a risolvere i problemi di milioni di lavoratori. Lavoratori che hanno perso potere d'acquisto, che non riescono a fare la spesa e che sono condannati a una vita precaria".

 

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