16/01/2026 - 09:44

Da opposizioni lettera ai presidenti delle Camere “chiediamo incontro urgente, non garantita terzietà alla vigilia di referendum e elezioni”

Alla cortese attenzione
On. Lorenzo Fontana – Presidente della Camera dei Deputati
On. Ignazio La Russa – Presidente del Senato della Repubblica

Egregi Presidenti,
con la presente i sottoscritti capigruppo dei gruppi parlamentari di opposizione tornano a richiamare la Vostra attenzione sulla grave situazione di stallo istituzionale in cui si trova il Servizio Pubblico Radiotelevisivo italiano, con particolare riferimento all’impasse nella definizione della governance della Rai e al paralizzato funzionamento della Commissione parlamentare di Vigilanza.
Negli ultimi giorni i gruppi parlamentari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa hanno pubblicamente denunciato come la maggioranza abbia deliberatamente bloccato l’elezione del Presidente di garanzia della Rai e stia praticando un vero e proprio auto-ostruzionismo, disertando i lavori della Commissione di Vigilanza e impedendo l’esercizio delle sue funzioni istituzionali. Tale situazione ha di fatto paralizzato la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, con conseguenze gravi per il pluralismo, l’indipendenza e la correttezza dell’informazione.
Questo vero e proprio impasse istituzionale è inaccettabile e antidemocratico: rischiamo di chiudere un’intera legislatura senza che sia stata nominata una figura di garanzia nella Rai, un grave precedente di cui non vogliamo avere responsabilità e che denunciamo con forza. Tanto più che, come stiamo osservando quotidianamente, la Rai priva di adeguati organi di garanzia viene sempre più utilizzata come strumento di propaganda filogovernativa, invece di assolvere pienamente al ruolo di servizio pubblico previsto dalla Costituzione.
La gravità dello stallo è inoltre accentuata dall’avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali, in cui la mancanza di una governance di garanzia potrebbe avere impatti significativi sulla qualità e sull’equilibrio dell’informazione offerta ai cittadini e, di conseguenza, sul corretto svolgimento della competizione democratica.
Per queste ragioni, i capigruppo dei gruppi parlamentari di opposizione chiedono un incontro immediato con i Presidenti delle Camere, al fine di:
- Esaminare nel dettaglio le cause e gli effetti dello stallo istituzionale in atto nella governance della Rai;
- Definire le modalità per superare l’impasse e ripristinare il pieno funzionamento degli organi di controllo e garanzia del Servizio Pubblico Radiotelevisivo;

- Assicurare che la Rai possa operare nel pieno rispetto dei principi di pluralismo, indipendenza e trasparenza, così come previsto dalla legge e dalla Costituzione;

- Garantire la correttezza dell’informazione alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali.
Confidando nel Vostro tempestivo intervento per evitare un ulteriore deterioramento del ruolo della Rai e per tutelare la qualità dell’informazione pubblica nel nostro Paese, restiamo in attesa di un Vostro cortese riscontro.

Distinti saluti,

Chiara Braga
Riccardo Ricciardi
Luana Zanella
Maria Elena Boschi
Matteo Richetti
Riccardo Magi

Francesco Boccia,
Stefano Patuanelli,
Giuseppe De Cristofaro,
Raffaella Paita,
Marco Lombardo

 

15/01/2026 - 18:46

“Questo incontro nasce dall’esigenza di restituire centralità al confronto pubblico e al merito di una riforma costituzionale che è stata approvata senza un vero dibattito parlamentare e senza ascoltare le tante voci critiche che si sono levate nel Paese”.
Lo ha dichiarato l’On. Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico, intervenendo all’incontro pubblico di approfondimento sulla riforma della giustizia, promosso dallo stesso deputato e dal Centro Studi Civitas, che si è svolto a Lecce, a Palazzo De Pietro, alla presenza dell’On. Enrico Costa, dell’On. Federico Gianassi, dell’avv. Viola Messa e dell’avv. Giovanni Tarquini, con la moderazione del direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia, Rosario Tornesello e i saluti introduttivi del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lecce, prof. avv. Antonio De Mauro, dell’avv. Vincenzo Caprioli dell’organismo congressuale forense e dell’avv. Carlo Congedo, Presidente del Centro Studi Civitas.
“La maggioranza ha blindato il testo, respingendo ogni proposta emendativa e ignorando osservazioni fondate di natura tecnica e costituzionale. Per questo è fondamentale creare occasioni di discussione aperta, che consentano ai cittadini di comprendere davvero i contenuti e le implicazioni di una riforma che incide su un equilibrio delicatissimo del nostro ordinamento democratico”, ha spiegato Stefanazzi.
Nel suo intervento, il deputato dem ha criticato la riduzione del dibattito pubblico alla sola separazione delle carriere, sottolineando come molte delle criticità del sistema giudiziario italiano siano legate a carenze organizzative e responsabilità politiche, non risolte dall’impianto della riforma. “Sullo sfondo – ha aggiunto – emerge un’impostazione ideologica e una volontà di ‘regolare i conti’ con la magistratura, che rischia di aprire la strada a una pericolosa subordinazione del pubblico ministero al potere esecutivo”.
“Dopo anni di delegittimazione della politica, oggi si intravede il tentativo di colpire un altro potere dello Stato. Scelte come il sorteggio del CSM mettono in discussione i principi democratici sanciti dalla Costituzione e possono avere ricadute dirette sulle libertà civili e politiche dei cittadini”, ha concluso Stefanazzi, ribadendo l’importanza di un’informazione corretta e di un confronto serio in vista del referendum del prossimo marzo

 

15/01/2026 - 16:19

"Ben 500mila firme in meno di un mese, per un referendum su un tema molto tecnico come la controriforma della giustizia, senza megafoni mediatici, è un successo forse inaspettato. E' il segno che le cittadine e i cittadini uniti possono fare molto. Il governo non può fare finta di nulla davanti all'istanza che viene da questa mobilitazione e che chiede, almeno, di spostare la data del voto fissata in fretta e furia senza tenere conto della raccolta di firme nel tentativo di ostacolare la campagna per il "no".
Questa voce non può essere più ignorata". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

14/01/2026 - 13:36

“In attesa che il tribunale amministrativo si pronunci è importante firmare e continuare a far firmare. Raggiungere 500mila firme significa costituire il comitato promotore, significa avere spazi per informare, significa avere spazi sui media e significa soprattutto poter mettere i cittadini italiani nelle condizioni di esprimere un voto libero, consapevole e informato”. Lo dichiara Debora Serracchiani deputata e responsabile Giustizia del Pd.

09/01/2026 - 15:21

“Due ore e mezza davanti alla stampa e non abbiamo mai sentito la parola “sanità”, nemmeno per una delle tante promesse impossibili, nemmeno se nel 50 per cento dei comuni con meno di 5 mila abitanti manca il medico condotto; non abbiamo mai sentito la parola “povertà”, nemmeno di fronte alla fila di 400 metri a Natale per la mensa dei poveri a Milano. Il paese reale non interessa alla premier Meloni.
Sul caro vita la Presidente del Consiglio arriva a negare l’evidenza. Di fronte ai dati ufficiali che certificano il peso dell’inflazione su salari e pensioni, Meloni sostiene che le rilevazioni non mostrerebbero gli effetti delle sue misure per presunte “ragioni tecniche”: quando i numeri smentiscono la propaganda del governo, il problema non sono le politiche sbagliate, ma i dati stessi. Come se la realtà fosse sbagliata e non le scelte dell’esecutivo.
L’azione del governo si esaurisce in un repertorio ormai stanco di formule di rito come fossimo al primo anno di legislatura: “stiamo intervenendo”, “è in agenda”, “lo faremo”. Espressioni ripetute per mascherare l’inerzia di un esecutivo che non mette in campo risposte vere. Una conferenza stampa fatta per sopravvivere.
Per il resto è il solito repertorio, simpatie e comprensione delle scelte trumpiane, l’Unione europea non esiste, le spaccature nella maggioranza nemmeno, attacco alla magistratura in vista del referendum, risposte sicuritarie a qualsiasi problema: un mondo in cui ognuno se la deve cavare da solo in un paese più povero, più diviso e più spaventato, con imprese sempre più in difficoltà e stipendi sempre più bassi”. Così i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia e il capo delegazione dem a Bruxelles Nicola Zingaretti.
 

30/12/2025 - 13:03

“L’ennesima forzatura antidemocratica per provare ad anticipare la data del referendum. Con un ordine del giorno presentato da Fdi e approvato a notte fonda, dal contenuto del tutto incongruo durante la pessima sessione di bilancio, il governo si impegna a modificare il voto degli italiani all’estero. Con le procedure attuali, infatti, le operazioni di voto dovrebbero partire almeno 15 giorni prima che in Italia, con un lavoro preparatorio che renderebbe impossibile votare a marzo.  Conculcare il diritto di voto di 6 milioni di nostri connazionali, alla vigilia di una consultazione referendaria, precludendo qualsiasi reale informazione sul quesito, rappresenterebbe l’ennesimo vulnus democratico di un Governo impaurito dal possibile esito elettorale e accecato dagli interessi di parte” così una nota del responsabile Esteri del Pd, il deputato democratico Peppe Provenzano.

28/12/2025 - 17:00

“Quindici cittadini hanno lanciato una raccolta firme on line di cui tutti dobbiamo tener conto, soprattutto il Governo”.

Lo sottolinea Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del partito democratico, ricordando che, “come ha detto la segretaria Elly Schlein, la riforma Nordio non aiuterà i cittadini ad avere una giustizia più efficiente ed equa, ma è il tentativo della destra di indebolire l’indipendenza della magistratura e porsi al di sopra della legge. Qualsiasi ulteriore forzatura e accelerazione del Governo - conclude Serracchiani - rischierebbe di bypassare il diritto dei cittadini a esprimersi e di forzare strumenti istituzionali per obiettivi politici”.

 

22/12/2025 - 13:35

“Suscitano allarme le voci secondo cui il Governo potrebbe anticipare la data del referendum, incidendo direttamente sul diritto dei cittadini a informarsi e a formarsi un’opinione consapevole. Va ricordato che la riforma sulla separazione delle carriere è stata approvata dal Parlamento a maggioranza nella stessa versione predisposta dall’Esecutivo, senza margini di modifica o approfondimento, una procedura che rende particolarmente delicata ogni ulteriore compressione dei tempi democratici. Il Consiglio dei ministri non può diventare il luogo per blindare decisioni già prese che riducono il confronto a una semplice formalità.” dichiara il capogruppo democratico in commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi.

22/12/2025 - 13:15

“Sarebbe molto grave se oggi, in Consiglio dei ministri, il Governo tentasse un nuovo colpo di mano anticipando la data del referendum e incidendo direttamente sull’esercizio democratico. La separazione delle carriere è stata approvata in Parlamento a maggioranza nella stessa versione uscita da Palazzo Chigi, senza possibilità di modifica o confronto: una forzatura già di per sé inaccettabile. Se ai cittadini non venisse nemmeno garantito il tempo necessario per informarsi e farsi un’opinione consapevole, saremmo di fronte a una gravissima compressione degli spazi democratici. Il Consiglio dei ministri non può diventare il luogo in cui si blindano decisioni già prese”, dichiara la deputata democratica e responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

18/12/2025 - 18:26

“Dopo l’attivismo che abbiamo visto in questi giorni, il Governo arriva persino a presentare un emendamento sulla data del referendum, che il ministro Ciriani è stato costretto prima a smentire e poi a ritirare. Si tratta di un emendamento gravissimo, che rappresenta un atto di arroganza istituzionale e un tentativo evidente di aggirare le regole. È un fatto che desta grande preoccupazione: stiamo assistendo a una forzatura delle procedure democratiche. L’attivismo del Governo anche su questo delicato passaggio è il segnale evidente della difficoltà della presidente del Consiglio Meloni, preoccupata dal fatto che il ‘No’ continui a crescere nei sondaggi. Ci auguriamo che il Governo ora si fermi e che non forzi ancora una volta la legge”. Così la responsabile Giustizia del PD, la deputata Debora Serracchiani.

 

17/12/2025 - 18:37

“Apprendiamo che il ministro Salvini ha già fissato la data del referendum costituzionale al primo marzo. Una anticipazione preoccupante: non ci risulta infatti che questo rientri tra le prerogative del ministro dei trasporti. Una cosa è evidente: ancora una volta stiamo assistendo ad una forzatura delle regole. L’attivismo del Governo anche su questo delicato passaggio, è il segno della preoccupazione della destra che il no continui a crescere nei sondaggi. Ci auguriamo che si fermino e non forzino ancora una volta la legge” Così la responsabile giustizia del Pd, la deputata Debora Serracchiani commenta le anticipazioni sulla data che Salvini avrebbe fatto ieri in una riunione della Lega.

17/12/2025 - 13:26

"Bisogna riaccendere i riflettori sulla condizione del popolo saharawi e spingere la comunità internazionale a lavorare per una prospettiva di pace. E potrà essere una pace solida e duratura se si baserà sull’autodeterminazione dei saharawi, da 50 anni privati della loro terra.
È per questa ragione che oggi, al Comitato diritti umani della Camera, abbiamo audito la rappresentante in Italia del Fronte Polisario, Fatima Mahfud insieme a Nadia Conti e Valentina Roversi, rispettivamente presidente e vicepresidente della Rete Saharawi, Francesca Doria, Coordinatrice gruppo diritti umani della Rete Saharawi e Giulia Olmi, Coordinatrice di progetti per il popolo saharawi all’interno del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (CISP).
Con le nostre interlocutrici abbiamo parlato della condizione del Sahara Occidentale, occupato dal Regno del Marocco fin dal 1975, e della situazione dei diritti umani sia dei 170mila rifugiati nei campi del deserto algerino, sia dei saharawi che vivono nel territorio occupato dal Marocco.
Dopo numerose prese di posizione sia delle Nazioni Unite che della Corte europea di giustizia a favore dell’autodeterminazione del popolo saharawi e di un referendum per decidere il futuro del territorio attualmente occupato dal Marocco, una recente Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu mette invece alla base dell’avvio di negoziati di pace la proposta unilaterale di Rabat che prevede semplicemente l’autonomia del Sahara Occidentale all’interno del Marocco. Una prospettiva che come è noto non è condivisa dal Fronte Polisario.
Nel frattempo, si aggravano le condizioni di vita nei campi profughi algerini, dove si vive soltanto grazie ad aiuti internazionali che si riducono sempre di più. Nel territorio occupato dal Marocco continuano a consumarsi discriminazioni e repressione verso le voci che chiedono il rispetto dei diritti del popolo saharawi, in particolare giornalisti e attivisti.
Purtroppo l’opinione pubblica mondiale è all’oscuro di questa realtà anche perché i mezzi di informazione non si occupano del Sahara Occidentale.
In un momento in cui il diritto internazionale è sotto attacco, principi come l’autodeterminazione dei popoli devono tornare al centro dei dibattiti. Vale per i palestinesi, per i curdi  e vale anche per i saharawi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

16/12/2025 - 15:47

“Colpiscono e preoccupano le parole pronunciate oggi dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana sul referendum costituzionale. La terza carica dello Stato annuncia come certa la data di marzo, ben sapendo che la questione del calcolo dei termini e della definizione della data è tutt’altro che pacifica ed è oggetto, in queste settimane, di un evidente interventismo del Governo che spinge per un’anticipazione forzata. Che il Presidente della Camera si spinga a indicare apertamente marzo come data del referendum non è un fatto neutro. È una presa di posizione che rischia di legittimare una lettura politica e governativa di un passaggio che dovrebbe essere rigorosamente istituzionale e regolato dalle prerogative costituzionali, non da dichiarazioni anticipate. Ancora più sorprendente è sentire il Presidente del Parlamento parlare di “esercizio di democrazia” senza alcun riferimento al ruolo del Parlamento stesso, che su questa riforma è stato di fatto esautorato” così la deputata democratica, responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

 

15/12/2025 - 19:30

“È ora di smetterla con il vittimismo di chi, ogni giorno, si presenta come impossibilitato a fare ciò che vorrebbe. Governare significa assumersi responsabilità, non lamentarsi continuamente dei vincoli, dei pesi e dei contrappesi, che valgono per tutti. Meloni non è la prima Presidente del Consiglio della storia italiana e governare dentro le regole è sempre stato possibile. Non esiste un potere che pieghi il Paese ai desideri personali: esistono le leggi, chi le applica, chi le può modificare e chi può sottoporle a referendum. Questo è il sistema democratico. Se ne faccia una ragione. È tempo di spiegare i fallimenti, non di cercare alibi” così la democratica Debora Serracchiani risponde all’ennesimo post vittimistico di Giorgia Meloni. “Oggi se la prende con i giudici – conclude Serracchiani  - ma la lista dei suoi nemici immaginari è ormai molto lunga”.

05/12/2025 - 19:26

“É scandaloso che il governo voglia cambiare a ridosso del voto le regole di un referendum senza quorum, imponendo agli italiani all’estero il voto in presenza tramite decreto. Un metodo da regime sudamericano” così il vicepresidente del gruppo del Pd, Toni Ricciardi commenta la notizia secondo cui la maggioranza sta pensando a una norma per far votare in presenza, anziché per corrispondenza, gli italiani residenti all'estero e iscritti all'Aire in occasione del referendum confermativo sulla riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere dei magistrati’
“Le modalità di voto - aggiunge Ricciardi - si cambiano in Parlamento, non con forzature incostituzionali. Se questa ipotesi venisse confermata faremo appello al Presidente Mattarella: non si può ledere così il diritto di milioni di cittadini che spesso vivono a ore di distanza da sedi consolari e seggi. Strano che questa improvvisa urgenza di “trasparenza” non sia mai emersa per altri referendum, come quelli sul lavoro quando invece il quorum c’era. Chiediamo alla maggioranza di smentire questa notizia che sarebbe un vero e proprio attentato alla democrazia”, conclude Ricciardi.

 

 

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