20/05/2023 - 12:55

"Il Pnrr, per la giustizia italiana, è una sfida ma anche una straordinaria opportunità. Per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei tempi del processo, di abbattimento dell’arretrato e per rendere la giustizia più efficiente ed efficace, non è sufficiente solo intervenire sul processo, occorre intervenire anche sulla organizzazione dei servizi. Manca oltre il 50% dei dirigenti della giustizia ed il loro apporto per far funzionare le riforme è fondamentale. Occorre pertanto assumere nuove professionalità utilizzando le risorse finanziarie disponibili e stabilizzare chi già opera negli uffici giudiziari a partire da chi lavora nell’Ufficio per il processo. In questo senso va l’emendamento che insieme al collega Gianassi abbiamo presentato al dl Pubblica Amministrazione in discussione alla Camera. Non disperdiamo le risorse del Pnrr ma usiamole per l’innovazione organizzativa e la sfida digitale della giustizia italiana".
Così Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, a margine del 24° Convegno nazionale dei Dirigenti della Giustizia a Viterbo

10/05/2023 - 18:15

Tweet di Nicola Zingaretti, deputato Pd

Che senso ha dire "facciamo le riforme, riscriviamo insieme le regole, ma tanto se non siete d’accordo le decidiamo noi ugualmente"? Nelle democrazie occidentali chi ha la maggioranza governa, non comanda. Soprattutto quando si parla di regole.

10/05/2023 - 16:28

“Il Partito Democratico si è reso disponibile a dialogare con il governo sul tema delle riforme istituzionali, sia pur ponendo dei paletti chiari sul ruolo del Presidente della Repubblica e del Parlamento. Ma la volontà di confronto del governo dev'essere reale. Per questo motivo non è accettabile l'atteggiamento assunto finora dalla destra sulla proposta di autonomia differenziata avanzata dal ministro Calderoli, che per noi va assolutamente tolta dal tavolo. Non possiamo accettare la discussione su una riforma che spaccherebbe letteralmente il Paese, aumentando i divari tra Nord e Sud del Paese e tradendo il senso di unità nazionale previsto dalla Costituzione, ai danni di un Mezzogiorno che pagherebbe un costo enorme in termini sociali ed economici”. Così il deputato democratico Piero De Luca,  capogruppo in commissione Politiche Ue.

08/05/2023 - 12:41

L’intervento del governo su Opzione donna mostra un vero e proprio accanimento. Ed esiste un accanimento contro tutti i pensionati a quali era stato promesso in campagna elettorale di tutto, dalle pensioni minime a 1000 euro all’aumento delle possibilità di pensionamento anticipato. L’unica cosa che hanno ottenuto, invece, è stato il taglio delle pensioni. Pensavamo che il governo avrebbe convocato il tavolo con le opposizioni su questioni come il salario minimo o la situazione della sanità pubblica o della scuola o della natalità oppure delle infrastrutture e invece il solo tavolo di confronto con le opposizioni è quello sulle riforme. Sia chiaro, le riforme costituzionali sono straordinariamente importanti, ma ci domandiamo se il tavolo non venga fatto per nascondere le priorità più importanti e urgenti che riguardano la vita concreta delle persone e su cui il governo è assente. Noi oggi interveniamo su Opzione donna e non ci stancheremo di tornare su questa questione fino a quando non vedremo ristabiliti i diritti di chi ha lavorato per una vita intera.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd intervenendo alla Camera.

27/04/2023 - 14:58

Dichiarazione di Valentina Ghio, deputata Pd, nel corso del Question Time alla Camera

“Il partito democratico è fermamente convinto che le riforme e più in generale le regole di un sistema democratico non si possano fare a colpi di maggioranza, per altro con modalità non condivise, quasi di straforo, su una legge elettorale, come quella della elezione dei sindaci, che funziona benissimo dal 1993.” Così Valentina Ghio, deputata Pd, nel corso del question time di oggi alla Camera replicando al ministro per le riforme Maria Elisabetta Casellati, sul proposito della maggioranza di eliminare il ballottaggio nelle elezioni per i comuni con più di 15.000 abitanti.
“Un sistema elettorale –aveva in precedenza evidenziato la collega del gruppo Simona Bonafè - improntato  a principi autenticamente democratici”. “Se il percorso che il governo intende portare avanti è questo- ha aggiunto Ghio-  , prevedendo quindi la riduzione concreta della partecipazione democratica nella scelta del proprio sindaco  in un tempo di astensionismo crescente, noi del Pd faremo una battaglia di opposizione durissima in aula e fuori, insieme agli amministratori locali  che non condividono questa involuzione normativa. La risposta del ministro Casellati – ha concluso Ghio-  lascia ampi margini interpretativi. Non è emersa in modo chiaro ed inequivocabile dalle parole del ministro l’opinione del governo in merito all’esclusione della modifica di una legge elettorale che ha mostrato concretamente il suo funzionamento, dando solidi risultati in termini di democrazia e funzionalità”.

26/04/2023 - 17:58

Se, come è ormai del tutto evidente, il governo e la sua maggioranza considerano il Piano nazionale di ripresa e resilienza non una eccezionale opportunità di crescita e modernizzazione del Paese ma un fastidioso problema, non genera sorpresa il tentativo in corso dal giorno dell’insediamento di modificare e cancellare le riforme della giustizia, che è tra le condizionalità del Pnrr, riguardo ad efficienza della giustizia e ragionevole durata dei processi. Scelta incomprensibile e autolesionista tanto più che le riforme Cartabia, come proprio i dati del Ministero della Giustizia testimoniano definendoli “coerenti con gli impegni assunti con la Commissione ue”, sta dando risultati positivi sulla durata dei processi diminuita dell’11,8% nel settore civile e dell’10% in quello penale rispetto al 2019. Insomma, sono riforme che funzionano, si tratta di un settore che il ministro Fitto nemmeno ha ritenuto di citare nella sua informativa alla Camera, allora proprio non si spiega il motivo per cui la destra metta a rischio il raggiungimento degli obiettivi necessari ad ottenere le risorse del Pnrr. A meno che non si vogliano piantare le solite inaccettabili bandierine.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd

24/04/2023 - 12:48

"Gli annunci di Nordio non finiscono mai, nemmeno dopo la figuraccia internazionale del caso Uss.
Ancora una volta vengono lanciate a casaccio separazione delle carriere, abolizione di reati, intercettazioni da rivedere, senza che, dopo mesi di proclami, ci sia uno straccio di testo. Ma  soprattutto non c’è nulla di quello di cui ci sarebbe davvero bisogno e cioè attuare le "riforme Cartabia" che riguardano per l’appunto l’efficienza della giustizia e la ragionevole durata dei processi: il ministro doveva approvarne i decreti attuativi, nemmeno quello ha fatto. Ci dica poi dove è finito l’unico testo, quello sui crimini internazionali, approvato in Cdm ormai da oltre un mese e di cui si sono perse le tracce. Oppure, a proposito di certezza della pena, si preoccupi di spiegare agli italiani come pagare le sanzioni pecuniarie visto che non è stato licenziato il relativo decreto attuativo.
Ed anche sull'abuso di ufficio, dopo centinaia di interviste, non è nota la posizione del governo e della sua maggioranza. Quello che è certo, è che i sindaci chiedono una revisione complessiva del sistema delle responsabilità e su questo noi abbiamo presentato tre proposte di legge chiare che però giacciono a prendere polvere nei cassetti del Parlamento mentre si preferisce strumentalizzare le sacrosante esigenze degli amministratori. Insomma il solito minestrone pieno di contraddizioni, di ambiguità e di velleità".

Così Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd e i capigruppo in Commissione Giustizia di Camera e Senato Federico Gianassi e Alfredo  Bazoli

23/04/2023 - 13:43

La capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga a Sky tg 24 Agenda
“Eliminare il ballottaggio nell’elezione dei sindaci è una forzatura inaccettabile perché vuole cancellare una norma che funziona e garantisce ai cittadini di scegliere. E’ il modo in cui la destra si approccia alle riforme, un approccio di parte che non consente il confronto. Come abbiamo visto sul presidenzialismo e sull’autonomia differenziata. Siamo pronti alla mobilitazione per ridurre i divari e non ampliarmi, dalla sanità al welfare” ha concluso la capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati.

23/04/2023 - 13:18

La capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati a Skytg24 Agenda

 “Siamo molto preoccupati per il Pnrr e lo diremo a Fitto che finalmente sarà in Parlamento mercoledì. Assistiamo da parte della destra a una narrazione che cerca di costruire un alibi per l’incapacità di trovare soluzioni e rispondere ai problemi sollevati da più parti. La confusione sulla rinuncia ai fondi e la non chiarezza sulla revisione dei progetti rischia di paralizzare le risorse che servono per centrare gli obiettivi, primi tra tutti la riduzione delle diseguaglianze, la rivoluzione digitale ed ecologica, le iniziative per far ripartire il paese. Il Pnrr è il banco di prova del fallimento delle promesse politiche della destra: è un problema per la vita delle persone”.
 A proposito del cdm convocato per il 1 maggio sui temi del lavoro Chiara Braga ha replicato che “del lavoro bisognerebbe occuparsi ogni giorno. Invece a partire dalla legge di bilancio e poi dal Def questo governo non dà alcuna risposta: poco sul cuneo fiscale, sulla protezione del lavoro più povero e sulla precarietà, anzi c’è il rischio concreto di un allargamento delle maglie. Poco o nulla per favorire la natalità mentre si fanno condoni; nulla di fronte al grido di allarme lanciato da tutte le regioni sui tagli alla sanità. Dicevano di essere pronti e invece non lo sono nè su Pnrr né sulle altre riforme. Fanno finta di non vedere che la precarietà del lavoro si traduce in precarietà di vita”.

13/04/2023 - 13:53

“Che i consiglieri regionali di Forza Italia inveiscano ingiustificatamente contro il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, non ci stupisce affatto. Ma questa volta il tentativo di nascondere le responsabilità del governo nazionale sul ‘buco da 200 milioni’ della nostra sanità è più goffo che mai. E siccome la realtà dei fatti è materia ormai sconosciuta alla destra, guardare ai numeri che giustificano quel ‘buco’ aiuterà persino i consiglieri di Forza Italia a comprendere la questione nel merito.” Così, in una nota congiunta, i deputati del Pd pugliesi Ubaldo Pagano, Claudio Stefanazzi e Marco Lacarra.

“Nella sola annualità 2022 – prosegue la nota - senza perciò considerare tutto quello che la sanità pubblica continua a ereditare dal biennio della pandemia, l’SSR pugliese ha dovuto sopportare maggiori costi per circa 710 milioni di euro. Una cifra enorme per affrontare costi contingenti come il rincaro dell’energia (110 mln), l’aumento dell’inflazione (40 mln), il mancato finanziamento della legge sui risarcimenti per gli effetti avversi dei vaccini (20 mln) e tutte quelle spese per contrastare l’emergenza pandemica che non sono state coperte dal governo. Extra-costi, a cui si aggiungono le somme per il rinnovo del CCNL del personale sanitario (105 mln), per le stabilizzazioni del personale assunto durante il Covid (100 mln) e altri aumenti come il finanziamento della spesa farmaceutica e per i servizi socio-sanitari e territoriali. A fronte di questi 710 milioni di nuovi oneri, il governo Meloni ha stanziato appena 260 milioni di euro, poco più di un terzo rispetto al necessario. “Comprendiamo le necessità convergenti di nascondere le mancanze del governo e di attaccare la giunta regionale in assenza di argomenti validi. Ma parlare di presunti aumenti delle addizionali regionali, usando i ‘cittadini come bancomat’, dimostra la totale malafede di quella parte politica. La Puglia, peraltro, è tra le poche regioni d’Italia ad aver bloccato ogni aumento delle sue aliquote nel lontano 2013. E anche invocare oggi ‘la mano santa’ del Presidente Meloni è quantomeno intempestivo. Nella serata di ieri la Regione Puglia ha garantito una soluzione che scongiura qualsiasi aumento delle tasse, trovando nel proprio bilancio le somme necessarie a coprire il ‘buco’, nella colpevole inerzia e sorda indifferenza del governo nazionale.”

“Allora – conclude la nota – ci permettiamo di dare un consiglio non richiesto ai conterranei di Forza Italia. Per quanto poco stia dimostrando di contare Forza Italia nel dirigere la politica nazionale, farebbero prima e meglio a imporsi nelle sedi opportune, a Palazzo Chigi per esempio, per garantire più risorse alla sanità del Mezzogiorno, messa in ginocchio dalle scandalose riforme che Berlusconi & Co. attuarono quasi vent’anni fa. Ma, d’altronde, vanno compresi. Apparire sui giornali è molto più semplice che governare veramente il Paese.”

12/04/2023 - 17:43

Dichiarazione on. Simona Bonafe’, capogruppo Pd commissione Affari Costituzionali

“Le riforme istituzionali servono per dare risposte ai problemi del sistema: il Presidente della Repubblica è una figura imparziale e di garanzia costituzionale che svolge un ruolo fondamentale per il paese. La sua elezione diretta potrebbe quindi compromettere l’equilibrio stesso dei poteri e l’unità dello Stato. Le criticità sono altre ed evidenti: mi riferisco in particolar modo ad un processo legislativo che soprattutto negli ultimi anni è divenuto monocamerale di fatto e legato quasi esclusivamente all’abuso della decretazione d’urgenza del governo, mortificando proposte ed attività del Parlamento”. È quanto dichiara Simona Bonafè, capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali della Camera, intervenendo dopo l'audizione del Ministro per le riforme istituzionali Elisabetta Casellati.
“Le riforme poi, per essere realmente efficaci e capaci di modernizzare il paese, non possono ridursi ad uno strumento di propaganda del governo di turno, ma devono avere la più ampia condivisione possibile con le forze politiche”.

07/04/2023 - 17:20

“Ringrazio Elly Schlein per la scelta di confermarmi come responsabile delle Politiche dello sport per il Partito Democratico. Un grande partito come il nostro, principale forza di opposizione, ha il dovere di occuparsi con grande attenzione di un tema così sensibile, a maggior ragione alla luce delle imminenti riforme, quella che porterà lo sport nella nostra Carta costituzionale e quella che finalmente riconoscerà la dignità e i diritti di lavoratrici e lavoratori sportivi. Nascerà un dipartimento che guiderò con orgoglio e che si occuperà di sport in relazione a lavoro, salute, ambiente, parità di genere, disabilità, enti locali. Ci occuperemo dello sport di vertice come di quello per tutti, con un’attenzione particolare al Sud del nostro Paese. A breve proporrò alla segretaria i nomi delle persone a cui sto pensando per far nascere questo dipartimento”.

Lo dichiara il deputato dem, Mauro Berruto.

29/03/2023 - 10:30

“Ogni giorno apprendiamo notizie sempre più allarmanti sul Pnrr. Il Piano è fermo al palo. Il pagamento della terza rata è stato congelato e sui prossimi step del cronoprogramma di investimenti e riforme non c’è alcuna chiarezza da parte dell'esecutivo. Così come nessuna notizia arriva dal governo su eventuali modifiche che ha annunciato di voler apportare al Recovery Plan. Se a questo aggiungiamo anche il blocco da mesi dei Fondi di Sviluppo e Coesione al Sud, la situazione è davvero preoccupante. Il governo ha il dovere di informare il Parlamento e fare chiarezza su cosa sta facendo e cosa intende fare. Non gli consentiremo di sprecare questa occasione storica per l'intero Paese”.

Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue alla Camera.

21/03/2023 - 17:55

“La legge 81 del 1993, introducendo il meccanismo dell'elezione diretta dei sindaci, ha segnato una svolta epocale, che ha vinto la diffidenza dei cittadini verso la politica attraverso i volti, i programmi e i contributi dei sindaci che si potevano eleggere direttamente. Ha ridato senso e solidità alla politica. Da questo convegno noi proponiamo che vengano individuate alcune coordinate, un contributo concreto al processo riformatore che è in atto in Parlamento. Attualmente, fra incardinati e non, abbiamo depositati sette progetti di legge che vanno a modificare gli assetti di comuni, province, città metropolitane. A cui si affiancano la riforma sull’autonomia differenziata e le intenzioni di una riforma in senso presidenziale del Paese. C’è ora anche la proposta di alcune forze politiche che vuole abbassare la soglia per l’elezione dei sindaci al 40% al primo turno. Non si può pensare di trovare l’assetto più efficiente per dare risposte al Paese senza fare una discussione ordinata, perché livelli amministrativi, programmatori, funzioni, responsabilità, sono intrecciati. Oggi tra burocrazia e inefficienze mediamente per la realizzazione di un’opera attraverso gli atti amministrativi nei comuni occorrono 7 anni. I blitz per abbassare la soglia di elezione del sindaco al 40% al primo turno non solo ci preoccupano, ma scardinano la stessa legge 81 del ’93, che pur con limiti e difetti, oggi, dopo 30 anni, ha dato la maggiore stabilità e governabilità a un assetto (quello locale) del Paese. Le riforme devono essere incardinate attraverso due chiavi: la prima, che vi sia una discussione ordinata e non scomposta o stravagante o fatta per blitz per interessi politici di parte; la seconda, che non si operi nell’ottica dell’affermazione di un primato politico, ma considerando come gli effetti reali delle riforme possano dare risposte ai bisogni dei cittadini. Stiamo ragionando sull’architettura istituzionale del Paese non su cosa conviene a una parte politica”.

Lo ha detto il deputato del Pd e già sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, nel corso del convegno alla Camera ‘Una democrazia matura. I 30 anni dall'elezione diretta dei sindaci: stabilità e governabilità’.

15/03/2023 - 19:40

Dichiarazione di Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia Camera

“Nella discussione delle mozioni sul processo penale abbiamo ancora nuovamente evidenziato che agli annunci di maggioranza e governo non seguono atti, anche perché nel merito sono divisi come  in materia di abuso di ufficio dove c’è chi propone l’abrogazione e chi la riformulazione.”  Così Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia nel suo intervento in dichiarazione di voto sulle mozioni riguardanti il processo penale. “Noi pensiamo – ha proseguito Gianassi- che non servano approcci muscolari e divisivi ma occorre lavorare per dare piena attuazione alle riforme Cartabia, per una giustizia giusta e veloce nell’interesse dei cittadini.” Gianassi ha espresso soddisfazione per “aver ottenuto l’approvazione di un atto che impegna il governo a modificare l’articolo 50 del testo unico sugli enti locali per separare la responsabilità politica dei sindaci da quella amministrativa, evitando che i sindaci rispondano sempre di tutto quello che succede nelle loro città. Inoltre – aggiunge- vengono prorogate le norme in materia di esonero dalla responsabilità erariale che scadono a giugno e eliminate le norme nazionali che discriminano i sindaci rispetto a parlamentari e membri del governo per la sospensione in caso di sentenza di condanna in primo grado. Tutte proposte – ha concluso il parlamentare Dem-  già presentate dal Pd al senato a firma, tra gli altri, di Rossomando, Parrini, Bazoli e Verini e il cui iter è ancora fermo. Siamo dalla parte dei sindaci e andremo avanti in questa battaglia.”

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