“Per il Partito Democratico è fondamentale che il governo approvi rapidamente i decreti attuativi della legge delega in materia di spettacolo approvata alla fine della scorsa legislatura. Nei giorni scorsi in Aula alla Camera abbiamo presentato un question time al ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, proprio per conoscere l’orientamento dell’esecutivo. Purtroppo, in materia di cultura, stanno dando segnali molto preoccupanti, tenuto anche conto, viste le indiscrezioni, della totale assenza di investimenti in legge di bilancio". Lo ha dichiarato la deputata dem Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura, a Milano Music Week nel panel organizzato da Assomusica su Codice dello spettacolo, priorità, emergenze ed esigenze del settore del live music.
"Per noi - ha proseguito l'esponente Pd - si sarebbero dovute implementare le risorse destinate all'attuazione delle disposizioni contenute nella legge delega in fase di approvazione della manovra. Per questo, presenteremo un emendamento in sede di esame della legge di bilancio. E riteniamo che per l’attuazione delle deleghe sia indispensabile un coinvolgimento preliminare, urgente e massimo dei lavoratori. Si tratta di una tra le riforme di settore attesa da anni dai lavoratori dello spettacolo, che consente l'avvio di un nuovo welfare, centrale per la vita economica e culturale del Paese. Sono lavoratori che lo Stato non può dimenticare in alcun modo".
"Per noi la cultura - ha concluso Manzi - è condizione fondamentale per una democrazia e chi lavora in questo campo è benemerito e ha bisogno del sostegno delle Istituzioni. Chi sceglie di lavorare nella cultura, nella musica, nel teatro, va incoraggiato e aiutato economicamente nei momenti di vuoto lavorativo, che sono ordinari e tipici di questo mestiere. Nella legge ci sono le risorse per iniziare un lavoro. L'Inps è attrezzata per farlo. Il governo metta le risorse necessarie. Serve lavorare anche a norme di semplificazione delle procedure di realizzazione degli eventi.Inoltre, è indispensabile intervenire sulla questione dei consumi culturali. Proprio per questo ho presentato una proposta di legge per la Carta cultura dei lavoratori, per incoraggiare, oltre alle liste già legate a 18App, un più diffuso consumo culturale da parte di tutti”.
Nel Question time il Pd chiederà anche di implementare le risorse
“Il governo approvi in tempi brevi i decreti attuativi della legge delega in materia di spettacolo, la n.106 del 15 luglio 2022, approvata alla fine della scorsa legislatura”. E’ quanto chiederanno oggi, nel Question time alla Camera, i deputati del Pd , primi firmatari gli on.li Irene Manzi , Mauro Berruto, Matteo Orfini, Roberto Speranza, Nicola Zingaretti e Federico Fornaro. I parlamentari del Pd avanzeranno anche una proposta concreta al neo ministro della Cultura Sangiuliano: “implementare le risorse destinate all’attuazione delle disposizioni contenute nella legge delega in fase di approvazione della prossima legge di bilancio”.
“Si tratta – si legge nel testo dell’interrogazione a risposta immediata dei deputati del Pd - di una tra le riforme di settore attesa da anni dai lavoratori dello spettacolo, che consente l’avvio di un nuovo welfare, centrale per la vita economica e culturale del Paese”.
«Come promesso in campagna elettorale il governo Meloni ha iniziato la demolizione del PNRR iniziando dalla giustizia. La decisione del ministro Nordio è gravissima e compromette una delle riforme cardine per l’avanzamento del Piano e per la credibilità del nostro Paese in Europa. Questo governo inizia con le demolizioni e non con la costruzione. Una scelta cieca ed autolesionista che sarà pagata dagli italiani. È finirà per indebolire lo stesso governo». Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Il rischio di perdere i miliardi di euro di fondi del Pnrr, come avevamo più volte detto in campagna elettorale, si presenta purtroppo concretamente appena insediatosi il nuovo Governo di destra. Il rinvio dell’entrata in vigore della riforma della giustizia penale sarebbe un grave errore e un serio danno per il nostro Paese, in quanto significherebbe disattendere il cronoprogramma di riforme previsto e mettere in discussione l'effettiva attuazione del Pnrr. Il Ministro Nordio dovrebbe assicurare al di là di ogni dubbio che il suo Governo non intenda prendere questa pericolosa strada. Dopo gli annunci sul contante e le sconvolgenti misure Covid ipotizzate, di impronta no vax, un altro pessimo segnale potrebbe segnare l’avvio dell’esecutivo Meloni”.
Così il vice presidente del Gruppo Pd alla Camera Piero De Luca
“In sede di esame del DL Aiuti ter -in materia di istruzione tecnica e professionale- abbiamo presentato due emendamenti; con il primo vogliamo sostenere e ampliare l’offerta formativa erogata dai Centri provinciali di istruzione per gli adulti (CPIA) e, per questo, chiediamo che sia istituito uno specifico fondo con una dotazione di 40 milioni euro annui a decorrere dall’anno 2023.
Già nel nostro programma elettorale avevamo evidenziato la necessità di potenziare l’istruzione degli adulti e l’apprendimento permanente, l’emendamento presentato vuole sollecitare una specifica attenzione verso i CPIA rispetto ai quali vorremo avviare un lavoro complessivo in vista della presentazione di una proposta di legge tematica di riforma e valorizzazione della funzione svolta dai centri deputati all’educazione degli adulti .
Con il secondo emendamento vogliamo garantire l’effettiva attuazione delle riforme degli istituti tecnici e professionali, come previsto dal PNRR, con il finanziamento di uno specifico fondo con una dotazione di 15 milioni euro per l’anno 2022 e di 100 milioni annui a decorrere dall’anno 2023.
Per noi è sempre stato fondamentale il potenziamento dell’istruzione tecnica e professionale che può determinare un forte avvicinamento tra il mondo dell’istruzione a quello del lavoro. Vale la pena ricordare, in questo senso, la carenza di personale specializzato e la difficoltà delle imprese nella ricerca di personale tecnico qualificato. Per questo, riteniamo che sia necessario investire le risorse necessarie per garantire che innovazione, costruzione di reti territoriali, rafforzamento del raccordo tra scuola e mondo del lavoro e delle professioni, potenziamento dell’attività laboratoriale, non rimangano solo sulla carta”. Così in una nota le deputate del Pd, componenti della commissione speciale, Irene Manzi -anche responsabile scuola Pd— e Ilenia Malavasi e la responsabile istruzione, università e ricerca Manuela Ghizzoni