25/03/2026 - 19:07

Dimissioni della Santanchè arrivano tardi, troppo tardi per vicende che hanno gettato ombre non solo sulla persona ma anche sulla carica rivestita. Vicende che Giorgia Meloni ha coperto per troppo tempo, salvo cambiare idea quando le è tornato comodo. Una delle molte offese alle istituzioni che minano il patto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Un modo di fare e di intendere il ruolo pubblico che allontana dalla politica.

Ci sono voluti 14 milioni di no per chiudere questa pessima pagina.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

25/03/2026 - 17:25

“Daniela Santanchè deve dimettersi da tempo. Troppe le ragioni che giustificano il suo passo indietro. Non ultime le novità emerse ancora una volta dall’inchiesta di Report da cui oggi leggiamo ulteriori gravi fatti che non possono lasciare indifferenti la maggioranza di governo. Restiamo colpiti dal fatto che la Presidente del Consiglio non riesca ad ottenerne le dimissioni. Una vicenda davvero penosa”.

Così la responsabile giustizia del Pd, la deputata Debora Serracchiani.

 

25/03/2026 - 10:47

Subito dimissioni, sua permanenza pregiudica credibilità istituzioni

 

Una mozione di sfiducia alla Ministra Santanchè è stata depositata questa mattina alla Camera e sottoscritta da tutte le forze di opposizione. Di seguito il testo firmato da Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s), Luana Zanella (Avs), Matteo Richetti (Azione), Maria Elena Boschi (IV) e Riccardo Magi (+Europa).

 

“La Camera, premesso che:

– l’articolo 94 della Costituzione attribuisce a ciascuna Camera il potere di revocare la fiducia mediante mozione motivata;

– la responsabilità politica dei singoli ministri costituisce elemento essenziale del corretto funzionamento dell’Esecutivo e del rapporto fiduciario con il Parlamento;

considerato che:

– la Presidente del Consiglio dei ministri, con dichiarazione resa nel tardo pomeriggio del 24 marzo c.a. ha pubblicamente auspicato le dimissioni della Ministra del turismo Daniela Garnero Santanché;

– tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la Presidente del Consiglio e la Ministra, determinando una situazione di oggettiva incompatibilità con la permanenza in carica;

– la mancata assunzione di responsabilità mediante dimissioni volontarie, a fronte di una esplicita presa di distanza del vertice dell’Esecutivo, configura una grave anomalia istituzionale;

– tale situazione compromette la credibilità dell’azione di governo e arreca pregiudizio all’immagine delle istituzioni;

visto l'articolo 94 della Costituzione e visto l'articolo 115 del Regolamento della Camera dei deputati,

esprime la propria sfiducia alla Ministra del turismo, senatrice Daniela Garnero Santanchè, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni”.

 

24/03/2026 - 20:38

Chiediamo le dimissioni immediate della Santanchè. Se non vuole dare retta a noi, ascolti almeno la sua premier. In ogni caso presenteremo in  Aula una nostra mozione di sfiducia.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati

 

24/03/2026 - 19:12

"Le dimissioni di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi solo dopo la vittoria schiacciante del No al referendum non sono certo il segno di quanto il governo si preoccupi della decenza dei comportamenti dei suoi componenti. Se avesse vinto il Sì, sarebbero rimasti al loro posto? Perché si sono dimessi solo oggi?
Un cinico calcolo politico che gli italiani hanno capito benissimo, come dimostra il voto di ieri.
Cosa aspetta Meloni a chiedere le dimissioni della ministra Santanchè, come avrebbe dovuto fare già mesi fa?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

24/03/2026 - 18:55

"Le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, arrivate, tardivamente, dopo la sconfitta al referendum, dimostrano che persino nel centrodestra qualcuno ha ancora il senso delle istituzioni. Ma allora qualcuno spieghi agli italiani perché la ministra Santanchè è ancora al suo posto".
Lo dichiara il deputato Alberto Pandolfo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive.

"Santanchè – conclude Pandolfo - è sotto processo, eppure Meloni continua a tenerla in Consiglio dei Ministri. A questo punto la domanda è legittima: la Presidente del Consiglio ha qualcosa da nascondere? È questo il motivo per cui non riesce, o non vuole, obbligarla a dimettersi? Gli italiani meritano una risposta chiara".

 

24/03/2026 - 18:47

“Finalmente arrivano le dimissioni della Bartolozzi e di Delmastro, dimissioni tardive solo per meri calcoli politici, dimostratisi poi profondamente errati, da parte della maggioranza. I cittadini non sono stupidi e hanno capito che questo governo non fa altro che tattiche politiche per presenziare e occupare poltrone, ma non risolve i veri problemi. Inoltre è una vergogna avere un governo con ministri, sottosegretari e quant’altro indagati per reati penali gravi, che in qualsiasi altro Paese civile o contesto si sarebbero già dimessi da mesi. Attendiamo con ansia ora le dimissioni tardive, anche quelle, della Santanché, ma come si dice, meglio tardi che mai”. Lo dichiara Marco Lacarra, deputato Pd in commissione Giustizia della Camera.

23/03/2026 - 18:45

“Le italiane e gli italiani si sono espressi in maniera chiara bocciando sonoramente l’attacco di Giorgia Meloni e della destra alla Costituzione, ai padri e alle madri costituenti e all’indipendenza della Magistratura. È la sconfitta della Presidente del Consiglio che ci aveva messo direttamente la faccia”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla vittoria del no al referendum sulla giustizia.

“Il primo dato da sottolineare è una partecipazione al voto molto maggiore rispetto alle attese, un segnale positivo per la nostra democrazia - prosegue la deputata dem - Il secondo è che oggi, con ancora più vigore, si mostra con forza l’alternativa alla destra: una destra che sta governando male, che protegge i vari Delmastro e Santanché, che ha provato ad alterare gli equilibri tra i poteri dello Stato ma è stata bocciata dagli elettori”.

“Abbiamo fatto una grandissima campagna referendaria, partendo dalla Segretaria Schlein. Casa per casa, strada per strada, città per città, spiegando le ragioni e provando a mantenere la discussione sui temi, nonostante le bugie e gli attacchi da destra e anche dalla Presidente del Consiglio. Da qui in avanti c’è un vento nuovo che fischia nel Paese” conclude Gribaudo.

 

20/03/2026 - 15:33

“Dietro l’annuncio di voler andare avanti con la stessa squadra fino a fine legislatura emerge un quadro preoccupante. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che rivendicava ‘autonomia’ e affermava di non essere ‘ricattabile’, mostra invece difficoltà evidenti nel trarre le conseguenze politiche necessarie davanti a casi che in un qualsiasi altro Paese occidentale avrebbero portato alle immediate dimissioni da parte degli interessati.

I casi di Daniela Santanchè, Andrea Delmastro e Giusy Bartolozzi sollevano interrogativi seri sull’effettiva capacità di esercitare pienamente il proprio ruolo”.

Lo dichiara Andrea Casu, deputato del Partito Democratico, componente dell’ufficio di presidenza del gruppo.

“La vicenda Delmastro ha contorni inquietanti: è necessario che Giorgia Meloni prenda posizione subito e non dopo il referendum, perché è in gioco la dignità delle istituzioni e la credibilità del suo governo”.

 

10/02/2026 - 20:21

“La ministra Santanchè è indagata per la seconda volta per bancarotta. Vedremo come proseguiranno le indagini, ma la sua permanenza al governo è sempre più imbarazzante. Ricordiamo che una delle cose più gravi che, tuttora, le vengono contestate è l’uso improprio della cassa integrazione Covid in un momento difficile per il Paese. Prendeva i soldi ma faceva comunque lavorare i propri dipendenti. Quando ci fanno lezioncine sul merito e sulla competenza forse dovrebbero guardare innanzitutto in casa loro. E agire di conseguenza: per noi la Santanchè non dovrebbe stare più al governo da un pezzo”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

10/02/2026 - 18:44

“Siamo oltre l’imbarazzo. La permanenza di una ministra indagata era già inaccettabile; quella di una ministra plurindagata è un oltraggio alle istituzioni della Repubblica. Giorgia Meloni smetta di tergiversare e faccia ciò che da troppo tempo è necessario: chieda le dimissioni di Daniela Santanchè”. Così i componenti democratici della commissione attività produttive della camera, Alberto Pandolfo, Vinicio Peluffo, Paola De Micheli, Andrea Gnassi e Christian Di Sanzo.

28/01/2026 - 14:07

“I numeri del primo esame nazionale per le guide turistiche non sono una selezione di qualità, ma la certificazione del fallimento politico e amministrativo della Ministra Santanchè. Con appena 230 idonei su oltre 29 mila domande — un tasso di successo dello 0,7% — siamo davanti a un sistema che non funziona e che umilia migliaia di aspiranti professionisti. Il Ministero ha ignorato i gridi d’allarme delle associazioni di categoria e del Partito Democratico, preferendo un impianto d’esame nozionistico, mnemonico e del tutto scollegato dalle reali competenze richieste dal mercato. Un concorso che, dopo anni di attesa, abilita un numero così esiguo di nuovi professionisti non può essere considerato un successo amministrativo, ma piuttosto il segnale di un sistema che fatica a formare, aggiornare e rinnovare le competenze necessarie a valorizzare il patrimonio culturale nazionale. È inaccettabile che in un Paese dove il turismo genera il 13% del PIL, si affronti il ricambio generazionale con criteri enciclopedici invece di valorizzare i titoli universitari e le competenze linguistiche, conoscenza della storia italiana e dei suoi territori.”

“Con l’interrogazione depositata oggi chiediamo alla Ministra di rivedere immediatamente i requisiti di accesso e le modalità delle prove. Questa riforma, centrata su una figura di guida ‘generalista’ che calpesta le specializzazioni territoriali e il ruolo delle Regioni, rischia di abbassare gli standard dell’offerta culturale italiana e di spalancare le porte all’abusivismo. Non si può gestire un settore strategico per l’Italia con interventi propagandistici e una burocrazia cieca che blocca il lavoro invece di incentivarlo. La Ministra esca dall’isolamento, apra un confronto reale con i territori e le associazioni e rimedi a un bando che, allo stato attuale, rappresenta un danno economico e d'immagine per l’intero patrimonio nazionale: servono politiche industriali serie sul turismo, che sanno investire anche sul fronte dell’accoglienza e dei servizi e quindi sulle guide rustiche italiane. Non prove mnemoniche su siti marginali che escludono chi ha studiato per valorizzare l'Italia e le sue destinazioni.”

Lo dichiara Andrea Gnassi, deputato del Partito Democratico.

 

18/12/2025 - 13:00

“C’è una distanza siderale tra ciò che serve e ciò che è stato discusso: a questo Governo interessa fare solo i titoli, ma poi il contenuto non c’è. Con questo decreto la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici è vista come adempimento burocratico e non come diritto inalienabile”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sula Decreto Sicurezza sul Lavoro.“Hanno annunciato queste misure in pompa magna il primo maggio: badge elettronico, assunzioni degli ispettori, soldi e coperture in più. Tutto questo non c’è - prosegue la deputata dem - in compenso non manca il regalo, sulla pelle dei lavoratori, al settore turismo tanto caro alla ministra Santanchè. Si poteva e si doveva fare di più, perché la sicurezza non è retorica, non è propaganda: la sicurezza del lavoro deve essere la priorità di tutte e tutti. E invece ancora una volta si scelgono scorciatoie, anche bizzarre”.

“Per merito e per metodo questo decreto rappresenta un’occasione mancata. Un’offesa al confronto parlamentare, a chi ci ascolta da fuori e soprattutto a chi resta dopo una morte sul lavoro. Per queste ragioni il Partito Democratico vota contro, e aspettiamo in Parlamento le forze di maggioranza per discutere e votare insieme proposte che dimostrino, davvero, che su questo tema possiamo fare molto meglio di così” conclude Gribaudo.

 

03/12/2025 - 17:18

La villetta della presidente Meloni mascherata da abitazione modesta, il villone di Salvini acquistato a prezzi stracciati, il super-appartamento del sottosegretario Durigon, la villa della ministra Santanchè: chiederemo conto al Governo con interrogazioni parlamentari di tutti gli inquietanti interrogativi che le inchieste pubblicate dal domani stanno portando alla luce. Quello che però è già evidente è che questo Governo sta regalando agli italiani solo promesse tradite mentre l’unico “Piano Casa” effettivamente realizzato riguarda il Ministro Salvini e l’acquisto a prezzi stracciati della sua nuova villa”.

“Nella manovra, infatti, non sono previste le risorse che servono per affrontare l’emergenza abitativa, né oggi né nei prossimi provvedimenti.”
Lo dichiara il deputato democratico Andrea Casu. “Se il governo non avvia una politica seria, concreta e non ideologica sul tema della casa – prosegue Casu – le difficoltà delle grandi e delle piccole città resteranno irrisolte. Le chiacchiere stanno a zero: senza investimenti veri non si affronta l’emergenza abitativa che pesa su migliaia di famiglie.”

 

20/11/2025 - 11:21

“Non siamo di fronte ad un testo di semplificazione. Un testo di legge da 75 pagine, un dossier di 320 pagine non è semplificazione.
Il provvedimento nasceva con 33 articoli. Oggi arriva in Aula un altro provvedimento più che raddoppiato, 74 articoli di cui almeno la metà non sono stati adeguatamente discussi né al Senato né alla Camera, nelle commissioni competenti. Siamo di fronte a un testo sconfinato che viene presentato blindato, mortificando l’attività legislativa e il ruolo di tutto Parlamento.

Quanto nel merito, e mi riferisco all’articolo 11, la ministra Santanchè ha sbagliato ancora una volta a cercare di travestire in semplificazione una norma che serve solo a scippare i Comuni di scelte fondamentali per la mobilità. Il Pd vuole rispondere positivamente alle legittime esigenze delle strutture alberghiere senza però dare un calcio nel sedere ai sindaci e alle autonomie dei territori.

Non possiamo togliere qualsiasi prerogativa e autonomia ai sindaci e alle amministrazioni locali per condizionare le loro scelte solo in virtù delle norme nazionali. Vale per il carico scarico così come per i dehors: questo governo non può continuare a privatizzare porzioni di suolo pubblico a colpi di false semplificazioni!

Le norme non possono essere scritte contro chi poi le deve far applicare. Se l’Anci ci chiede di modificare delle norme, andiamo in quella direzione, cerchiamo insieme una modifica.

In questo modo il Governo getta la maschera. Non è per l’autonomia differenziata, ma solo per la differenziazione. E per avere i pieni poteri per decidere a livello nazionale come e chi differenziare. Il Governo Meloni dimostra che il suo unico obiettivo è poter decidere direttamente, al posto delle autonomie locali e comunali. E questo non va bene”. Lo ha detto in Aula Andrea Casu, deputato della presidenza del gruppo Pd alla Camera e vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, intervenendo sul ddl semplificazione.

 

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