«Nel condannare con fermezza ogni forma di violenza, non possiamo che criticare duramente le misure evocate dal Ministro Salvini, che mirano alla criminalizzazione del dissenso e ledono diritti fondamentali come quello di sciopero.
Salvini dimentica di essere il Ministro dei Trasporti e si sostituisce a quello dell'Interno Piantedosi, che non trova niente di meglio da fare che rilanciarne le parole.
Le dichiarazioni su leggi più severe contro le manifestazioni e addirittura sull’imposizione di cauzioni per gli organizzatori rappresentano un attacco diretto a chi si oppone alle scelte del governo, confermando l’approccio repressivo di questa maggioranza.
Salvini vuole trasformare la libertà di manifestare e scioperare in un privilegio riservato a chi dispone di mezzi economici. È evidentemente una vera e propria intimidazione.
Ci opporremo con forza a ogni tentativo di restringere la libertà di espressione e di protesta, difendendo i diritti democratici del nostro Paese. Difendiamo anche il diritto di manifestare contro di noi quando torneremo al governo. Perché per noi sopra a tutto c'è il rispetto dei diritti e la difesa della democrazia".
Lo dichiara, in una nota, il responsabile Sicurezza del Partito Democratico, Matteo Mauri.
“Condivido le paure dei sindacati e la necessità di chiarezza da parte del Governo: nella proposta di Bedrock ci sono briciole quando occorrerebbe un piano industriale serio”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla situazione dell’Ex Ilva.
“A rischio ci sono 7500 posti di lavoro e il silenzio del Governo è assordante - prosegue la deputata cuneese - Non è poi serio che le forze sociali abbiano appreso i contenuti delle offerte presentate per l'acquisto dell’Ex Ilva a mezzo stampa”.
“Appoggio quindi lo sciopero del 16 ottobre, con una particolare attenzione per la sede di Novi Ligure: dopo mesi e mesi di trattative e parole al vento, è ora di passare ai fatti, senza palliativi ma con soluzioni reali e nel rispetto di tutti i lavoratori e le lavoratrici” conclude Gribaudo.
“La scelta della dirigente dell’Istituto Leonardo di Agrigento di sanzionare gli studenti che hanno partecipato alla manifestazione a sostegno di Gaza e contro il genocidio del popolo palestinese, è lesiva del diritto costituzionale a manifestare e aderire a forme legittime e pacifiche di protesta.
Una scuola che reprime il dissenso e il diritto alla partecipazione contraddice il suo compito educativo. Invece di sanzionare, l’istituzione scolastica dovrebbe promuovere il dibattito critico, il confronto consapevole e il rispetto delle idee”. Così la deputata dem Giovanna Iacono, componente della commissione Cultura.
“Mi appello – conclude Iacono - al buon senso della dirigente scolastica, perché revochi la sanzione imposta e consenta il rientro libero degli studenti alle attività scolastiche.
Presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro Valditara perché ci spieghi le ragioni di questa decisione e per sollecitare a un impegno futuro che impedisca misure repressive analoghe, riconoscendo la legittimità della partecipazione studentesca alle manifestazioni democratiche e pacifiche. Ribadisco il bisogno urgente di una cultura scolastica che valorizzi la partecipazione democratica, il pensiero critico e la responsabilità civica. Sarebbe un segno di una comunità scolastica matura e che non teme il dissenso”.
“Oggi sono scesa anche io in piazza a Cuneo, al fianco del popolo palestinese e di chi oggi ha scelto di scioperare. È stata una manifestazione numerosa, bellissima, intergenerazionale, pacifica. Proprio dai bambini, da quello che stanno soffrendo a Gaza, parte questa indignazione che i potenti della terra devono comprendere”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ha aderito allo sciopero generale nella sua città, a Cuneo.
“Un'indignazione contro le barbarie, i crimini, le atrocità che si vedono ogni giorno in Palestina. Un'indignazione al fianco della Global Sumud Flotilla, insultata da un Governo che non vuole ascoltare - prosegue la deputata cuneese - Un'indignazione per restare umani, nonostante tutto, e provare ancora a cambiare il mondo”.
“È una giornata di mobilitazione nazionale. Sto vedendo tantissime città riempirsi di cortei pacifici che dicono una cosa chiara: siamo dalla parte giusta della storia” conclude Gribaudo.
"Salvini come ministro dei Trasporti blocca l'Italia ogni giorno con treni fermi, ritardi ed incidenti. Tra lui e chi decide di scioperare c'è però una differenza sostanziale: mentre i lavoratori rinunciano ad una giornata dei loro stipendi, Salvini utilizza il suo compenso esclusivamente per fare campagna elettorale ed insultare i cittadini che manifestano per la pace". Lo dichiara il deputato Pd Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
"Salvini come ministro dei Trasporti blocca l'Italia ogni giorno con treni fermi, ritardi ed incidenti. Tra lui e chi decide di scioperare c'è però una differenza sostanziale: mentre i lavoratori rinunciano ad una giornata dei loro stipendi, Salvini utilizza il suo compenso esclusivamente per fare campagna elettorale ed insultare i cittadini che manifestano per la pace". Lo dichiara il deputato Pd Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
“Lo sciopero di oggi dimostra un grande sentimento popolare di sostegno al popolo palestinese. Anche a Bologna un corteo molto partecipato. Per la pace, perché si fermi il massacro a Gaza di tante vittime innocenti, perché si liberino gli ostaggi, e si avvii un percorso che porti a due popoli e due stati. La presidente Melloni smetta di aizzare e tentare di ridurre la mobilitazione popolare a un problema di ordine pubblico: le frange che provocano scontri non rappresentano i contenuti della protesta popolare. Il governo riconosca lo Stato Palestinese se vuole davvero rappresentare l’Italia” così il deputato democratico Virginio Merola
"La grande partecipazione alle manifestazioni di oggi, in occasione dello sciopero generale per Gaza e la Flotilla, rappresenta una occasione straordinaria di democrazia. Ho partecipato questa mattina al corteo a Bologna. La criminalizzazione del dissenso, da parte della destra a partire dalla Presidente del Consiglio Meloni, è inaccettabile e segna una carenza evidente di cultura istituzionale. Come è inaccettabile irrridire le lavoratrici e i lavoratori che stanno esecitando un loro diritto costituzionale. Gli atti di violenza compiuti in questi giorni vanno condannati e contrastati con determinazione e senza ambiguità e non devono essere sottovalutati, ma non cancellano il grande valore democratico dei tantissimi che manifestano pacificamene. Sul piano della prospettiva politica ora è fondamentale sostenere la possibilità che finalmente si riapra un percorso di pace, verso la prospettiva dei due popoli e due stati". Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Oggi a Venezia ho partecipato allo sciopero generale in solidarietà con il popolo palestinese e con gli attivisti della Global Sumud Flotilla, illegittimamente arrestati dopo l’abbordaggio in acque internazionali. È stata una mobilitazione per Gaza, contro il genocidio in corso e per chiedere la liberazione immediata di chi ha avuto il coraggio di sfidare l’assedio portando aiuti umanitari. Di fronte a questa gravissima violazione del diritto internazionale, il governo Meloni resta immobile, incapace perfino di difendere i cittadini italiani coinvolti”.
Così la deputata democratica, Rachele Scarpa.
“Non solo: di fronte a una mobilitazione pacifica e democratica come quella di oggi - aggiunge - la destra al governo ha trovato il coraggio non per condannare i crimini di Netanyahu, ma per attaccare con parole oscene il diritto di sciopero, uno dei pilastri della nostra Costituzione. È un atteggiamento inaccettabile, che rivela non solo complicità politica sul piano internazionale, ma anche disprezzo per i diritti sociali e democratici nel nostro Paese. Lo sciopero di oggi -conclude - è stato la risposta migliore a chi vorrebbe silenziare le piazze. Siamo con Gaza, con gli attivisti della Flotilla e con chi difende la libertà e la dignità dei popoli. Non ci fermeremo finché non sarà posta fine ai crimini in corso e finché l’Italia non tornerà a essere dalla parte della pace, della giustizia e della legalità internazionale”.
“Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno provato in ogni modo a intimidire e a minacciare i manifestanti, bollando lo sciopero come illegittimo, arrivando persino a dire che i lavoratori avrebbero pagato personalmente le conseguenze della loro scelta. Ma la risposta dell’Italia è stata straordinaria”.
Lo dichiara Marco Furfaro, membro della Segreteria Nazionale PD e deputato, dal palco della manifestazione tenutasi a Piombino.
“Cortei e piazze piene, partecipazione come non si vedeva da tempo, un popolo che non si è lasciato intimorire da un governo che tenta di imbavagliare il dissenso.
Se Giorgia Meloni vuole davvero aiutare il popolo palestinese, la smetta di attaccare chi porta aiuti e solidarietà e abbia il coraggio di farlo con Netanyahu. Ma soprattutto, riconosca finalmente lo Stato di Palestina e la smetta di ostacolare ogni iniziativa europea per sanzionare Israele.
Il resto è solo squallido e pavido cinismo sulla pelle del popolo palestinese”.
“Invece di andare in tv ad attaccare ancora una volta le lavoratrici e i lavoratori il ministro Salvini venga in aula a rispondere a questa interpellanza sui conti che non tornano per il ponte sullo stretto e sui danni che il suo operato sta causando al Paese.
Non solo oggi ma ogni giorno per la crisi dei trasporti che solo lui e Giorgia Meloni fingono di non vedere gli italiani perdono visite mediche, giornate di lavoro, clienti e occasioni che attendevano da mesi e il Governo non sta facendo nulla per risarcirli. Evidentemente per il peggior ministro dei trasporti della storia disagi e disservizi sono un problema solo nei giorni di sciopero.
Invece di puntare il dito contro le lavoratrici e i lavoratori che rinunciano a una parte importante del proprio salario per esercitare un proprio sacrosanto diritto costituzionale che deve essere sempre difeso e rispettato cominci piuttosto a cercare i miliardi di euro che dovrà risarcire lui quando dovrà mettere le mani in tasca per rispondere del costo che dovremo sostenere come paese per la sua cartolina elettorale del ponte sullo stretto: un progetto che non sta in piedi come dimostrano le 5 pagine di rilievi della corte dei conti sulla delibera Cipess”. Lo ha detto in Aula in apertura di seduta Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della commissione trasporti, illustrando l’interpellanza urgente presentata del gruppo Pd a prima firma della capogruppo Braga a proposito del ponte sullo stretto.
Gli attacchi del governo al diritto di sciopero stanno superando il limite. Solo ignoranza politica e arroganza sconfinata possono portare ad attaccare i lavoratori che domani decideranno di aderire allo sciopero e che parteciperanno alle tante manifestazioni indette in tutta Italia. Gli scioperi non sono regalati, costano un giorno di stipendio e sono serviti a conquistare diritti e migliorare la vita di milioni di donne e uomini. Dovrebbe saperlo chi come Meloni viene da un quartiere operaio. Nel mondo reale funziona così, ma chi ha vissuto solo di politica non lo sa.
Così una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Sul licenziamento delle 211 lavoratrici e lavoratori della Yoox Net-a-Porter non si può accettare il fatto compiuto, annunciato con una semplice comunicazione da parte del colosso tedesco Lux Experience. I sindacati chiedono il ritiro della procedura e l’apertura di un confronto per trovare una soluzione. Tutte le istituzioni, a partire dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Bologna, sono a fianco dei lavoratori oggi in sciopero. E noi parlamentari del Pd daremo il nostro contributo nel confronto con il tavolo nazionale al Ministero. Le chiavi sono l’unità, la solidarietà e la partecipazione alle lotte promosse dai sindacati". Così in una nota il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze ed ex sindaco di Bologna.
"L'appello allo sciopero generale lanciato da Yair Golan, leader del principale partito della sinistra israeliana, è la dimostrazione che c'è un'Israele democratica che vuole la pace e rifiuta l'avventura in cui Nethanyahu vorrebbe precipitare Israele e Gaza." Lo ha dichiarato Piero Fassino Presidente del Comitato Medio Oriente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. "L'appello di Golan - sottolinea Fassino - indica quanto acuti siano i rischi per la democrazia israeliana e la necessità di reagire per difendere il patrimonio liberale e democratico della società israeliana" "E' un dovere morale e politico - conclude Fassino - sostenere chi in Israele, e anche a Gaza, si batte per la fine della guerra, la salvezza degli ostaggi, la salvaguardia della popolazione palestinese da una ecatombe e la ricostruzione di un percorso di pace"
Rai edulcora problemi e mette mordacchia a dissenso
“Ancora una volta la Rai, attraverso il TG1, sceglie di dipingere un Paese che non c’è. Nel servizio sul turismo, la narrazione è quella di un’estate da record, con agosto destinato a “fare il pieno” e un settore in salute. La realtà, invece, racconta altro.
Sempre più italiani rinunciano alle vacanze che sono diventate sempre più difficili da fare. Il potere d’acquisto è crollato: per molti, anche un ombrellone in spiaggia è diventato un lusso. Secondo il sindacato balneari, gli ombrelloni occupati sono il 15% in meno rispetto allo scorso anno. Gli albergatori si aspettano un calo di presenze, mentre Altroconsumo segnala che dal 2020 i prezzi delle strutture ricettive sono aumentati del 34%.
I salari, invece, scendono: -7,5% rispetto al 2021 (dati Ocse). Lo ha ammesso persino il presidente di Federalberghi, ricordando che “il turismo è legato alle buste paga”. E intanto i lavoratori del settore continuano a vivere nella precarietà, come dimostra lo sciopero dei bagnini a Rimini per stipendi troppo bassi.
La crisi è reale e riguarda centinaia di migliaia di famiglie, ma il servizio pubblico televisivo continua a edulcorare la situazione, prestando così la propria linea editoriale alla volontà del governo di mettere la mordacchia al dissenso e impedire un dibattito pubblico libero e pluralista.
Chiediamo una Rai realmente indipendente, che racconti il Paese per com’è e non per come il governo vuole farlo apparire. Salari, inflazione, precarietà e diritto alle vacanze non sono dettagli: sono la fotografia di un’Italia in difficoltà e meritano di stare al centro dell’informazione pubblica” così i componenti del Partito Democratico nella Commissione di vigilanza Rai.