“Il servizio pubblico o è plurale o non è servizio. Per esserlo nella pienezza della sua funzione deve avere investimenti certi e invece questo governo lavora per togliere risorse alla Rai per farla diventare una digital media company, ma noi aggiungiamo che questo deve avvenire nel rispetto del suo destino di servizio pubblico. Questa sottrazione di risorse mette a rischio la stessa sopravvivenza della Rai, viste le difficoltà dovute all’indebitamento precedente. Se a questo quadro preoccupante si aggiunge poi il crollo dello share dovuto agli errori sul Palinsesto, la difficoltà di pianificare il futuro si triplica”.
Lo dice il capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano, intervenendo all’iniziativa promossa dall’Usigrai a Napoli.
"Corsini non può restare un minuto in più in RAI. Ieri sera ad Atreju ha scelto di fare politica, attaccando Elly Schlein come dirigente di Fratelli d’Italia, ruolo incompatibile come dirigente del servizio pubblico. I vertici RAI pretendano le sue dimissioni o la degenerazione dell’Azienda in TeleMeloni sarà certificata“. Lo scrive su X il deputato dem Alessandro Zan.
“E’ opportuno prorogare fino a 1 gennaio 2025 l’utilizzo di mezzi Euro 2 ed Euro 3 (categorie M2 e M3) delle aziende del servizio pubblico locale che abbiano già concluso le gare di appalto per l’acquisto di veicoli non inquinanti o che dimostrino di averli già ordinati. Si tratta di una scelta di buon senso che evita che ritardi burocratici possano compromettere la continuità del servizio”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani.
“Il parco autobus del nostro Paese ha un'età media di quasi 12 anni rispetto ai 7 circa dello standard europeo, e più in generale, il settore dei trasporti è responsabile di oltre un quarto delle emissioni climalteranti nel nostro Paese, ed è il primo settore per emissioni, nonché l'unico che dal 1990 non le ha ridotte ma anzi aumentate del 3 per cento. Dare più tempo per perfezionare l’acquisto di mezzi green è giusto, concedere alibi a chi inquina e basta assolutamente no. Su questo tema il Pd presenterà un emendamento al prossimo Decreto Milleproroghe”: conclude Marco Simiani.
“Giù le mani da Rai Storia. Apprendiamo che ci sarebbe l’intenzione di chiudere il programma di Rai Storia ‘Storie Contemporanee’, programma dedicato alle ricerche più interessanti a cui stanno lavorando oggi gli storici e le storiche italiani che si dedicano all'approfondimento di quanto accaduto dalla Rivoluzione Francese ai nostri giorni. La ragione è da imputarsi a tagli di budget e si inseguono voci sulla possibile chiusura di altri programmi sempre dedicati alla memoria del Novecento e della storia della Repubblica antifascista. Vogliamo conoscere le intenzioni della Rai e se davvero non ci sono più risorse e spazio per preservare il lavoro di divulgazione storica che il servizio pubblico ha il dovere di promuovere e tutelare contro revisionismi e colpevoli amnesie storiche”.
Lo dichiara la deputata dem della commissione di Vigilanza Rai, Ouidad Bakkali.
“A questo proposito - aggiunge - come gruppo del Partito Democratico in Vigilanza Rai abbiamo presentato un’interrogazione all’Amministratore delegato nella quale chiediamo quali siano le ragioni che hanno portato alla decisione di non rinnovare il programma ‘Storie Contemporanee’ e quali altri programmi culturali del palinsesto pubblico rischiano lo stesso destino. Mentre identifichiamo nei Teatri pubblici chi grida ‘W l’Italia Antifascista’ nella più grande industria culturale italiana si rimpicciolisce sempre di più lo spazio dove si tramanda la memoria collettiva e si approccia con rigore scientifico la Storia della e i suoi protagonisti”.
"Salvini si preoccupi di garantire servizi efficienti"
La situazione dei trasporti ferroviari sulle linee Firenze – Borgo San Lorenzo e Firenze – Viareggio sta diventando sempre più difficile per migliaia di pendolari che quotidianamente percorrono quelle tratte. I disagi, iniziati in maniera più cospicua da dopo l’emergenza Covid, stanno dando vita ad un servizio pubblico ripetutamente compromesso da episodi di ritardi, cancellazioni e sovraffollamento. Come la tratta tra Marradi e Faenza, in cui il servizio è ancora effettuato con bus sostitutivi o la tratta Firenze – Viareggio dove fra Prato e Pistoia la circolazione è spesso impedita e i treni subiscono ritardi e cancellazioni quotidiani. Come sempre in queste situazioni a rimetterci sono e saranno i cittadini e i pendolari che si ritrovano a fare slalom tra le mille difficoltà e i mille imprevisti. Per questi motivi ho presentato un’interrogazione al ministro dei trasporti Matteo Salvini, un ministro che sa riempirsi la bocca di slogan ma che non è in grado di garantire i servizi di trasporto essenziali ed efficienti ai cittadini e alle cittadine che abitano, studiano e lavorano nel territorio.
Così il deputato del Pd Marco Furfaro.
“In commissione Trasporti abbiamo presentato oltre 200 emendamenti al nuovo codice della strada portato avanti dal ministro Salvini. Le nostre proposte intendono modificare il testo del governo che non esitiamo a definire lacunoso, perché non risolve i veri problemi legati agli incidenti e ai morti sulle strade, in gran parte dei casi riconducibili alla eccessiva velocità. Il governo agisce con misure spot, ovvero inasprendo le pene, ma non affronta la questione a monte. Anzi, strizza l’occhio a coloro che violano i limiti di velocità rendendo più complicata l’omologazione degli autovelox, uno degli strumenti più idonei a scoraggiare le folli corse nelle strade cittadine”.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, che assieme ai deputati Casu, Morassut, Ghio e Bakkalì, ha depositato oltre 200 emendamenti al nuovo codice della strada.
“Il testo – aggiunge – per altro non affronta adeguatamente il grande tema del garantire ai cittadini il diritto ad una mobilità sostenibile, attiva e sicura, ne' la questione del trasporto pubblico locale. Il governo, infatti, non prevede incentivi e agevolazioni volte a supplire le carenze di un servizio pubblico di trasporto, oggi non adeguato alle sfide poste dalla transizione ecologica nelle città”.
"Oggi i medici e il personale sanitario hanno deciso di dare un segnale forte contro lo scempio messo in atto sulla sanità pubblica. Hanno perso stipendio e una giornata di lavoro per manifestare contro un governo ipocrita che taglia il fondo sanitario nazionale, taglia le pensioni di medici e personale sanitario e non risolve nessuna delle grandi contraddizioni in cui si trova l’intero comparto. Dalle liste d'attesa alla carenza di personale, dalle enormi differenze territoriali all'assenza completa di medicina di prossimità.
È tutto inaccettabile, i medici e il personale sanitario sono stati la nostra prima fila durante la durissima battaglia contro il Covid e hanno pagato a volte anche con la vita. Il risultato è che ogni anno perdiamo professionisti che si spostano o all’estero o in strutture private con il rischio di abbassare la qualità del servizio pubblico e quindi di lasciare soli gli ultimi e le persone più in difficoltà. Per questo sono in piazza questa mattina, per questo con tutto il Partito Democratico siamo al fianco dei medici e del personale sanitario in questa battaglia, dentro e fuori dal parlamento. Perché è una battaglia per tutelare la professionalità di una categoria, ma è in primis una battaglia di democrazia". Lo dice Marco Furfaro, deputato Pd e componente della segreteria nazionale del Pd a margine della manifestazione del personale sanitario.
“Appena due anni fa li chiamavano eroi, riconoscevano il valore della presenza e del lavoro di medici, infermieri e operatori e operatrici del settore sanitario. Oggi la pandemia e quello che ci ha insegnato sembrano dimenticati da un governo che li umilia nella manovra finanziaria costringendoli ad un grande sciopero. Non è solo questione di soldi ma di condizioni di lavoro inumane, diventate insostenibili, di un riconoscimento pubblico che manca e che viene richiesto per lavorare in serenità e tranquillità, data la delicatezza del lavoro svolto. Siamo al loro fianco perché questa giornata in cui tantissime prestazioni rischiano di saltare sia un campanello d'allarme e induca il governo a cambiare presto rotta. Noi continueremo a lavorare per la dignità del lavoro, per difendere la sanità pubblica e tutelare il diritto alle cure di cittadini e cittadine. Il nostro Servizio Sanitario Nazionale non merita briciole, merita molto ma molto di più”.
Lo dichiara il deputato del Pd, Stefano Vaccari, segretario di presidenza della Camera.
“Nella contro manovra nazionale del Partito Democratico abbiamo chiesto di potenziare immediatamente il fondo per il Trasporto Pubblico Locale per migliorare il servizio per i cittadini e rinnovare i contratti dei lavoratori. Il Governo ha l’imbarazzo della scelta per indicare le coperture: dai sussidi ambientalmente dannosi, alle maggiori entrate iva garantite dall’aumento del costo dei carburanti fino agli 11 miliardi che sono stati trovati per il Ponte sullo Stretto. Quella che serve è la volontà politica di garantire il diritto alla mobilità di tutte e di tutti. La crisi dei trasporti non riguarda solo la Capitale ma tutte le città in particolare le più grandi e quelle che stanno come Roma e Milano realizzando i più grandi investimenti e richiede una mobilitazione nazionale a sostegno degli atti parlamentari che abbiamo presentato. L’assemblea di oggi ci consente di aprire un confronto anche nel territorio di Pisana Bravetta su questo tema cruciale, ringrazio per questo il Segretario Grassetti e tutto il Circolo PD insieme alla Presidente Pd Roma Tempesta, al Presidente di Municipio XII Tomassetti e al Presidente della Commissione Mobilità Zannola.
Così il deputato del Pd Andrea Casu.
“Quando era all’opposizione Giorgia Meloni non perdeva occasione per criticare con violenza e demagogia i rari click day effettuati, oggi che è al governo non fa che promuoverne. Qui però non è in gioco soltanto la continua incoerenza della Premier ma i diritti di milioni di cittadini che per poter accedere ai benefici previsti dalla legge devono continuamente tentare la fortuna come successo oggi per il bonus trasporti. Promuovere il servizio pubblico, anche attraverso risorse capaci di calmierare i prezzi, rappresenta una opportunità fondamentale per elevare la qualità della vita, proteggere l’ambiente e salvaguardare le tasche degli italiani. Tutto il contrario di ciò che sta facendo la destra. Il Partito Democratico presenterà nella Legge di Bilancio emendamenti per rendere strutturale il bonus trasporti”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
dichiarazione di Stefano Graziano capogruppo Pd in Vigilanza Rai in occasione dell’incontro Unirai
“Per noi c’è un tema enorme che riguarda la Rai: sia sul contratto di servizio sia, in particolare, per quanto riguarda il capitolo delle risorse. E inoltre, sbaglia vespa, l’Usigrai ha sempre difeso i diritti dei giornalisti Rai Un sindacato esiste se difende i lavoratori. E oggi quelli che sono a rischio sono i lavoratori della Rai perché questo governo da un lato vuole togliere le risorse con la riduzione del canone e dall’altro c’è un’azienda mal governata che perde share , pubblicità , che ha palinsesti sempre più rovinosi, con il risultato che oltre a crescere l’indebitamento netto ci troviamo che se mettono sulla fiscalità generale i 440 milioni che sono il frutto della riduzione del canone, tra un anno la Rai si ritrova ad essere come la nuova Alitalia. Il governo deve decidersi se vuole difendere oppure no il servizio pubblico .
“Il rapporto di Save the Children diffuso stamattina indica chiaramente, per l'ennesima volta, che in Italia c'è un problema di povertà educativa e povertà alimentare. I dati di questa mattina ci raccontano la necessità di interventi progressivi che arrivino poi al riconoscimento della mensa come un servizio pubblico essenziale da garantire uniformemente su scala nazionale. Un primo, significativo passo, sarebbe l'approvazione alla prossima Legge di Bilancio, di un emendamento che il Gruppo del Partito Democratico al Senato ha presentato, raccogliendo le sollecitazioni emerse anche questa mattina, proprio per costituire un fondo a contrasto della povertà alimentare a scuola da destinare ai Comuni, a favore di quelle famiglie che nel corso dell'anno scolastico non riescono a provvedere al pagamento delle rette previste per la fruizione del servizio di ristorazione scolastica ai propri bambini e alle proprie bambine. La mensa è un'occasione di socialità per i bambini e la garanzia di un pasto equilibrato e sano al giorno, è un'opportunità anche per implementare quello che è il servizio del tempo pieno a scuola. Può essere davvero un grande strumento di sostegno e di contrasto alla povertà alimentare e alla povertà educativa”. Così la deputata dem Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura e responsabile Scuola del Partito Democratico, durante la presentazione del policy paper di Save the Children e dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani "Mense scolastiche: un servizio essenziale per ridurre le disuguaglianze" diffuso in occasione di un evento di presentazione alla Camera dei Deputati.
“Reiteriamo una richiesta di informativa urgente al ministro Salvini, che ormai puntualmente ripetiamo dal 22 novembre. Il ministro Salvini è commentatore instancabile sui social ma su quanto è successo il 22 novembre sul Frecciarossa Roma-Napoli nessuna parola. Vogliamo sapere su quel Frecciarossa quale sia stato il protocollo attivato dal ministro e se ci sia stata una violazione, forse questa ancora più grave, dell'articolo 54 della Costituzione, ovvero invece di svolgere il suo ruolo con onore e disciplina si sia applicata arroganza, abuso e privilegio. Il ministro Salvini è molto reattivo quando si tratta di minacciare il diritto allo sciopero dei lavoratori del settore dei trasporti, perché rimane silente quando invece viene interrotto un servizio pubblico a favore dei cittadini? Davvero come ha detto il ministro Lollobrigida, tutti i cittadini possono fermare un treno in corsa a proprio piacimento? Da questo episodio del 22 novembre, probabilmente sulla porta dei treni italiani, ci sarà affisso il numero dell'amministratore delegato di Trenitalia”. Lo ha detto in Aula alla Camera la deputa dem Ouidad Bakkali, nel corso degli interventi di fine seduta.
“D'intesa con la segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, nell'ambito della delega Salute e sanità di Marina Sereni, mi è stato affidato un nuovo incarico nazionale su 'Giovani e Salute'. Grazie ad Elly e Marina per la fiducia accordatami. Pensiamo spesso al Servizio Sanitario Nazionale pubblico come qualcosa di più vicino alla popolazione anziana che a quella giovanile: eppure non è così, e sono tantissimi i temi attraverso cui possiamo trasmettere l’importanza del coinvolgimento delle generazioni più giovani nell’evoluzione e nella difesa della sanità pubblica”.
Lo dichiara la deputata democratica, Rachele Scarpa.
“Occorrerà innanzitutto chiedersi - aggiunge - cos’è salute, per i giovani? E che contributi preziosi può dare la nostra generazione nell’implementazione della salute collettiva? Penso al grande contributo avuto nel portare alla luce il diritto al benessere psicologico, e nell’evidenziare la sua profonda connessione con le condizioni materiali e con le prospettive di precarietà. Penso al grande tema della salute sessuale e affettiva, che è innanzitutto diritto a un’educazione completa, inclusiva e di qualità, a una contraccezione libera, accessibile e sicura, alla prevenzione, al grande tema del consenso. Alla salute come diritto anche delle persone queer e con corpi e identità non conformi. Al tema delicatissimo del contrasto ai disturbi alimentari e dell’educazione alimentare, o anche alla valorizzazione e alla tutela dei giovani professionisti del mondo della salute. Molte altre sono le sfaccettature del tema, attualissime, da affrontare, con coscienza della profonda intersezione del tema della salute giovanile con molte altre questioni. Penso - conclude - che il Partito Democratico, su questo terreno, abbia molto da dire, da sviluppare e da proporre, e non vedo l’ora di iniziare: sarò a disposizione, oggi ancora più di prima, per girare l’Italia nelle iniziative che nasceranno dai circoli e dal territorio su questi temi, e metterò tutta me stessa per favorire la massima partecipazione e l’elaborazione di campagne, proposte di legge, progetti su questi importantissimi temi”.
Approvato all’unanimità odg Graziano su revisione pensioni dei militari
"Bene l'approvazione all’unanimità del nostro ordine del giorno che prevede una revisione delle pensioni dei militari, che con il contributivo rischiano di avere delle pensioni da fame. Il nostro odg prevede delle modifiche del coefficiente di trasformazione applicabile alle pensioni "per vecchiaia" in modo da renderle più eque e aderenti agli attuali limiti di legge. In pratica andiamo ad intervenire con una norma di equità contributiva, disponendo l'equiparazione al coefficiente di trasformazione previsto per il pubblico impiego al momento dell'accesso al pensionamento per limiti di età". Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, Stefano Graziano, primo firmatario del provvedimento.
"Tali coefficienti - spiega Graziano -risultano fortemente penalizzanti per le categorie di personale per le quali sono previste età di pensionamento inferiori rispetto a quelle vigenti per i restanti lavoratori, fra cui proprio il comparto della Difesa, sicurezza e soccorso pubblico, poiché per il pensionamento "di vecchiaia" si hanno limiti diversi in base al grado rivestito. Ne deriva che, anche restando in servizio fino al limite massimo di età previsto da ciascun ordinamento, tale personale non riesce a raggiungere i coefficienti di trasformazione più favorevoli. Questa circostanza, aggravata dalla mancata istituzione di forme di previdenza compensativa, crea una situazione di estremo svantaggio per il personale militare e, alla luce di quanto detto, riteniamo un dato molto positivo che il Governo abbia dato parere favorevole al nostro odg perché in questo modo andiamo a compensare e a creare pensioni più eque anche per tutti i vari gradi dei dipendenti del comparto difesa, dopo una carriera professionale dedicata alla difesa dello Stato e dei cittadini", conclude Graziano.