Serve una riforma complessiva del trasporto merci italiano che consenta di intervenire su molteplici criticità, sulle priorità, le sfide e le opportunità del sistema. Grazie al Circolo PD Trasporto Merci, al fianco del Segretario Rocco Lamparelli e alla Presidente Carla Bozzini, è stato molto importante il confronto di ieri con le associazioni del settore e le organizzazioni sindacali presso la Città dell’Altra Economia di Roma, insieme a lavoratrici e lavoratori. Dobbiamo investire sempre più convintamente nella crescita intermodale per garantire opportunità e sviluppo a tutti i comparti del trasporto merci, integrandoli al meglio per rendere sempre più forte e competitiva la nostra economia, difendendo il destino di milioni di posti di lavoro. Per quanto riguarda le questioni specifiche dell’autotrasporto non sono più rinviabili gli interventi per rispondere alla carenza di autisti e alle conseguenze del caro carburante, accorciare tempi di pagamento e tempi di attesa in sosta fino a garantire incentivi necessari a non scaricare il costo della transizione ecologica e degli interventi per la sicurezza stradale sugli operatori, ma considerarli investimenti necessari per tutta la comunità. Infine l’urgenza condivisa di un’azione definitiva per debellare, anche grazie al ricorso alle nuove tecnologie, le infiltrazioni malavitose e la disapplicazione dei contratti per garantire finalmente legalità e sicurezza sul lavoro per tutte e per tutti. Se si fermano i trasporti, si ferma l’Italia e dall’opposizione siamo pronti a fare il massimo per impedirlo.
Così Andrea Casu, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera.
“E’ un dovere costituzionale e per il Legislatore un impegno intrinseco alle sue funzioni quello di promuovere attività lavorative e regolamentare – nel perimetro di riferimento – nuove figure a tutela del mercato, delle imprese e dei lavoratori.
Così vorrei che fosse per il recepimento, in Italia, di quella figura che già gli standard certificativi individuano sotto il nome di HSE (Health, Safety and Environment) manager, autoregolamentata con la UNI 11720:2018.
Il Manager HSE è quella figura professionale in grado di intercettare la domanda di quelle organizzazioni che vedono sempre più l’integrazione tra i temi della sicurezza sui luoghi di lavoro, della salute e dell’ambiente come la modalità più efficiente ed efficace per perseguire la conformità legislativa e le strategie aziendali, in una prospettiva di miglioramento continuo.
Dunque, una nuova professionalità all’interno del mondo aziendale deputata alla gestione complessiva e integrata dei processi e sotto processi in ambito sicurezza, privacy, salute e prevenzione del rischio.
Secondo la norma UNI 11720, il Manager HSE ha due “anime”: supporta l’organizzazione nella gestione operativa e nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi per i lavoratori, per l’ambiente e per il patrimonio aziendale, coerentemente con la legislazione vigente; definisce la strategia aziendale e imprenditoriale, analizzando anticipatamente i rischi per i lavoratori e per l’ambiente derivanti da scelte decisionali alternative.
Da qui un DDL scritto col supporto giuridico di Alessandro Parrotta ed ingegneristico di Rossella Parrotta per presentare un progetto legislativo completo, fattibile e fruibile per le imprese, facendo diventare la figura HSE volano per la crescita aziendale”. Lo ha detto il deputato del Pd, Nicola Carè, aprendo la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge a sua prima firma sul ruolo del manager Hse.
“Una figuraccia. Questo sarà per il ministro Lollobrigida e l’intero governo il ritiro della ‘famosa’ legge che avrebbe dovuto vietare la produzione e l’importazione della cosiddetta ‘carne coltivata o sintetica’. Apprendiamo infatti dalla stampa che il ministro ha già inviato al Mimit il ritiro della richiesta di notifica per approfondimenti. Il ministro ritira la legge perché la stessa sarebbe stata bocciata dalla Commissione Europea. Punto. Fine. Figuraccia. Perché la discussione, per come è stata svolta o non svolta nel nostro Paese, rimarrà solo un’altra, l’ennesima, occasione mancata. Anche per evitare una figuraccia internazionale, visto che della posizione del governo italiano sulla carna sintetica si è parlato molto a livello internazionale. Noi in commissione Agricoltura abbiamo presentato degli emendamenti volti proprio a rispettare le autorità europee a partire dall’Efsa che svolgono già un lavoro attento e dettagliato sulla sicurezza alimentare. Il rischio infatti è proprio quello di favorire, anche in questo settore l’importazione e dunque sfavorire il tanto decantato Made in Italy, anche e solo nella ricerca e nello studio su cui da sempre siamo avanguardia. Insomma nonostante tutto ci abbiamo provato a evitare al nostro governo la figuraccia che sta per fare agli occhi del mondo”.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
"Oggi è la giornata mondiale dell'alimentazione. Una ricorrenza che ci sollecita a mettere in fila alcune questioni fondamentali della nostra epoca. Problemi che parlano di disuguaglianze innanzitutto nell'accesso alle risorse, nella distribuzione, nella salute delle persone. La Fao ha voluto giustamente dedicarla all'acqua, nutrimento e vita, ma oggi sempre più preziosa perché sempre più a rischio a causa dei cambiamenti climatici e dunque di siccità e alluvioni, di inondazioni e innalzamento dei mari.
Per me, per noi, oggi sia occasione di un rinnovato impegno a batterci sempre, a partire dalla legge di bilancio, perché tante delle occasioni mancate di un governo pieno di slogan e povero di idee, possano trovare una strada. Perché un Paese come il nostro può diventare esempio e avanguardia nel mondo. Perché a partire dalle scuole e dalle famiglie si possa diffondere una cultura attenta alla salute e alla vita. Perché infine l'aumento dei prezzi e l'inflazione vengano fermati nel nome di un diritto universale alla vita". Lo dichiara in una nota il deputato dem Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera.
"Non è vero, come sostenuto dal ministro Lollobrigida - conclude la nota - che i poveri mangino meglio dei ricchi. È semplicemente una castroneria, una falsità. È invece importante che mangino tutti meglio perché ciò significherebbe un Paese più sano con meno problemi sanitari, meno liste d'attesa lunghe, meno persone che non si possono curare. Un Paese che riscopra e valorizzi le sue origini e che metta in campo l'innovazione che fa vivere meglio. Dedichiamo questa giornata a impegnarci per l'alimentazione e la vita. A partire dalla commissione Agricoltura, dove con i colleghi e le colleghe del Partito Democratico, rifuggendo da chiacchiere e propaganda tanto care alla destra, ci batteremo per affermare la strategia della transizione ecologica e un rapporto inscindibile tra sicurezza alimentare, qualità e uso della terra. Per sostenere al contempo la necessità che gli agricoltori e le agricoltrici possano continuare a svolgere il loro lavoro con un reddito dignitoso producendo assieme al cibo, futuro, vita, ambiente, biodiversità, economia, salute, sviluppo sostenibile e innovazione. Perché solo così si rafforza il vero Made in Italy nel mondo".
Oggi più che ieri c’è l’esigenza di tutelare la redditività delle imprese agricole spesso condizionate nella fase della produzione da processi biologici e da fattori meteorologici. Per questo come Gruppo Pd, insieme ai colleghi Stefania Marino, relatrice del progetto di legge, Antonella Forattini e Andrea Rossi, siamo intervenuti con una serie di proposte emendative alla Camera, approvate dalla Commissione Agricoltura, al decreto legislativo 198/2021, che consentono ora di mantenere in equilibrio la fissazione dei prezzi e il rapporto tra fornitori e grande distribuzione, con una più puntuale definizione dei costi di produzione. Mai più dunque prodotti acquistati sotto costo dalla grande distribuzione rispetto ai costi effettivi di produzione.
Al tempo stesso con gli emendamenti Pd si è stabilito che la definizione di parametri di sostenibilità ambientale sociale ed economica di un prodotto non può prescindere dal rispetto dei diritti dei lavoratori a cominciare dalla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Spetterà infine al Ministero dell’Agricoltura promuovere campagne divulgative e programmi di comunicazione istituzionale volti a favorire una corretta informazione del consumatore sulla composizione e formazione dei prezzi dei prodotti agroalimentari ivi compresi i prodotti freschi.
Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
"Ogni due giorni 5 persone escono da casa per andare al lavoro ma non non tornano più. Non è una fatalità. Muoiono di precarietà, di incertezze, di assenza di sicurezza, per avere un reddito, qualunque esso sia, pur di provare a vivere. Ecco dove intervenire per un Paese civile. Lo scrive sui social il deputato Pd Stefano Vaccari dell'Ufficio di Presidenza della Camera in occasione della 73esima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.
"Ancora un morto sul lavoro. Questa volta ad Oristano, un operaio edile di 50 anni. Nel primo semestre del 2023 il bilancio delle vittime è drammatico con 559 morti ed una media di 80 decessi al mese. Non ci si può abituare ai rilievi statistici. Queste tragedie sono la conseguenza di una complessiva precarietà che riguarda il mondo del lavoro. A norme rigorose sulla sicurezza debbono corrispondere monitoraggi e controlli adeguati. Al tempo stesso occorre fare una lotta serrata al precariato garantendo paghe dignitose sulla base anche di corsi di qualificazione e di attitudine per determinati lavori”. Lo dichiara il deputato dem Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.
"Contrastare la crisi - conclude Lai - significa pure garantire diritti e giustizia sociale. Basta piangere morti, un Paese civile deve saper prevenire le tragedie sul lavoro. Con la prossima manovra di bilancio si affrontino strutturalmente queste gravi problematiche”.
Siamo di fronte alla ennesima tragedia sul lavoro che colpisce la nostra città e la nostra Regione. Occorre una necessaria presa di coscienza da parte di tutte le istituzioni preposte. Per questo abbiamo condiviso con la presidente della commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro e sulla tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro Chiara Gribaudo, che presto si possa svolgere proprio in Campania una missione di questo organismo parlamentare per alzare il livello di attenzione su questa drammatica emergenza.
Così i deputati dem Marco Sarracino, responsabile Pd per la Coesione territoriale, e Arturo Scotto capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera.
Dichiarazione di Rachele Scarpa, deputata Pd
Ancora, ancora e ancora. L'elenco dei morti sul lavoro continua ancora ad allungarsi, ma le risposte non ci sono. Non basta Brandizzo, non basta sapere che a luglio le persone morte sul lavoro nel 2023 erano già 559, non basta sapere che gli incidenti sono aumentati di oltre il 4% rispetto al 2022: la sicurezza evidentemente non è una priorità.
Tutta la mia vicinanza alla famiglia dell'operaio morto in una cava nel trevigiano, per questa morte ingiusta. Bisogna investire subito in personale per l'ispettorato!
Salvini continua a precettare gli scioperi dei trasporti adducendo ogni volta una motivazione diversa. Una cosa è fissa: la sua avversione al diritto costituzionale dei lavoratori a scioperare che lui mette sistematicamente in contrapposizione con tutto il resto. Dimentica che i lavoratori l’astensione dal lavoro la pagano sottraendo risorse dal proprio salario. Non vanno in vacanza e non si fanno i selfie sulle ruspe. Salvini ha il dovere di rispondere a quelle rivendicazioni che riguardano anche le condizioni di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Presenteremo proposta di legge di modifica della 146/1990 sulla regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici. Il ministero e il sistema radiotelevisivo deve rendere noto al pubblico e agli utenti la piattaforma degli scioperi che riguardano i servizi pubblici essenziali e qualora sia decorso più di un anno dal mancato rinnovo dei contratti il Ministro ha l’obbligo di convocare le parti sociali per rispondere alla piattaforma dei sindacati. La trasparenza è la base di qualsiasi confronto democratico e Salvini non può sfuggire a questo principio sacrosanto.
Così Arturo Scotto, capogruppo del Pd in commissione Lavoro della Camera.
Il decreto che dovrebbe individuare le aree disponibili per l‘insediamento di impianti per energie rinnovabili appare confuso e inutile rispetto agli obiettivi che dovrebbe raggiungere. Criteri troppo ampi che lasciano di fatto tutto libero, rischio far west per l’agrivoltaico con regole più restrittive di quelle dei progetti già presentati senza che ci sia un indirizzo operativo, forti critiche dalla maggioranza delle regioni dopo che il documento è stato depositato in conferenza Stato Regioni venerdì scorso. Una sorta di vorrei ma non posso che dimostra quanto la strategia confusa di un Governo per grande parte negazionista climatico, populista e libertario nel suo profondo emerga quando occorre dare regole certe a cittadini e imprenditori.
Il rischio che si corre è che i progetti già presentati vadano oltre le deboli regole che sono definite nel decreto e che siano le commissioni ministeriali e regionali ad entrare in difficoltà. Nella scelta di aree disponibili o vietate, percentuali di aree agricole utilizzabili e sanzioni per chi non provvede a fare la sua parte. In più manca totalmente una strategia che riguardi l’eolico offshore che molti paesi europei hanno regolamentato, in qualche caso mettendo all’asta le disponibilità, non per fare cassa quanto per mantenere un controllo su impianti che possono porre problemi di sicurezza nazionale. Insomma, tanta confusione nel Governo e un rischio far west nelle rinnovabili sono la conseguenza naturale di un decreto scritto male nonostante un anno di lavoro governativo”. Lo dichiara Silvio Lai, deputato Pd della commissione bilancio della Camera.
Con la maggioranza di governo non ci divide lo sconcerto, il dolore e la rabbia per quello che accade sui luoghi di lavoro di un Paese che ha 3 morti al giorno secondo i dati Inail. Ci divide l’idea di un modello di sviluppo fondato su una competizione al ribasso su tutele, saliari e investimenti. Ci divide l’idea di un Paese che non scommette sulla qualità del lavoro, e pertanto non incrocia la modernità e non può parlare di giustizia sociale.
Siamo uniti contro gli infortuni sul lavoro, ma siamo divisi sulle ricette e sui tempi delle scelte che vanno operate. Voi avete dimostrato di avere altre urgenze molto discutibili. All’indomani della strage di Brandizzo non avete avuto la sensibilità di convocare un consiglio dei ministri e varare un decreto per assumere subito mille ispettori in più sul lavoro e aumentare i controlli. Voi siete quelli che hanno appena tolto mezzo miliardo sulla sicurezza delle tecnologie nelle ferrovie, che hanno cambiato il codice degli appalti e inserito subappalti a cascata e non avete detto una sola parola sul massimo ribasso anche nella pubblica amministrazione.
Se vogliamo cambiare insieme, cambiamo subito il codice degli appalti ed eliminiamo soprattutto nei settori più sensibili il ricorso ai subappalti a cascata. Questo è l’impegno che dovete prendere subito sulla sicurezza sul lavoro.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd della commissione Lavoro, intervenendo in Aula durante la dichiarazione di voto
“Facciamo fatica a comprendere le parole della ministra del Lavoro. Vediamo solo uno scaricabarile dinnanzi ad una verità fattuale: mentre avvengono nei luoghi di lavoro grandi tragedie, Marina Calderone ha allargato i subappalti a cascata. La bozza di accordo con le Regioni che prevede il taglio delle ore di formazione sulla sicurezza, peraltro non discussa neanche in Conferenza Stato-Regioni, sta circolando mentre è lei la ministra. Si tratta di una scelta che danneggia le lavoratrici e i lavoratori e testimonia il fatto che il governo non ha alcuna volontà di agire concretamente per contrastare le morti sul lavoro. L’esecutivo non manda alcun segnale che vada nella direzione di attuare una strategia nazionale di contrasto. Mentre la sicurezza dovrebbe essere in cima alle priorità, come ci ha ricordato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”.
Lo ha detto la deputata dem e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo, replicando in Aula alla ministra Marina Calderone nel corso del Question time alla Camera. Nell’illustrazione Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd, aveva chiesto al governo di “rivedere e correggere la bozza di accordo con le Regioni, non solo per non pregiudicare il livello di formazione dei lavoratori, ma per renderla sempre più appropriata e al passo con l’evoluzione della ricerca scientifica e tecnologica”.
Ha destato scalpore e sconcerto la notizia della brutale uccisione di due mucche presso l’istituto tecnico agrario “Emilio Sereni” di Roma. Ignoti mediante una balestra avrebbero colpito i due animali determinandone la morte con il grave ferimento di un terzo animale;
- Una delle due mucche, di razza pregiata, addirittura sarebbe stata macellata sul posto, come si apprende dalle cronache. Si tratta di un Istituto ubicato in un comprensorio difficile della città al confine del quartiere di Tor Bella Monaca e che si è distinto negli anni per molti progetti di legalità e di avvio al lavoro degli studenti. Sappiamo essere prevista la visita del Ministro dell'istruzione in occasione della inaugurazione dell’anno scolastico. Non è la prima volta che si verificano atti a danno della scuola che risulta essere sprovvista di un impianto di videosorveglianza.
Chiediamo al ministro di sapere quali iniziative intenda assumere il governo per aumentare gli standard di sicurezza dell’istituto, tutelandolo rispetto ad episodi così gravi e ad atti vandalici, che, purtroppo, si sono ripetuti nel tempo, che ne turbano la serenità e l’ordinato svolgimento della vita scolastica.
Così il deputato del PD Andrea Casu, che ha presentato un'interrogazione al Ministro dell’istruzione.
"Questa mattina all' Aeroporto di Bologna abbiamo partecipato alla manifestazione di Cgil, Cisl e Uil in occasione dello sciopero generale per la sicurezza sul lavoro.
È molto importante che le organizzazioni sindacali unitariamente indichino ancora una volta questa priorità.
Tutti sono chiamati a fare la loro parte. Servono interventi normativi, in particolare sui subappalti. Serve la cultura della sicurezza sul lavoro. Servono controlli più continuativi ed efficaci". Così i deputati democratici Andrea De Maria e Virginio Merola.