06/03/2026 - 18:58

“Domani sarò a Prato, alla manifestazione “Mai più fascismi, mai più deportazioni”. E ci sarò perché Prato non si tocca. Il cosiddetto “Comitato Remigrazione e Riconquista”, nato da un’iniziativa di CasaPound, Veneto Fronte Skinheads, Rete dei Patrioti, manifesterà proprio domani nel centro della città. Marceranno per sostenere la “remigrazione”, che è una parola farlocca per non dire quella vera: deportazione di tutte le persone migranti. E lo faranno nello stesso giorno e nella stessa città dove, il 7 marzo 1944, i nazifascisti rastrellarono 133 lavoratori pratesi dalle fabbriche, dalle case, dalle strade.  Li rinchiusero nel Castello dell’Imperatore e li caricarono su vagoni piombati diretti a Mauthausen e al sottocampo di Ebensee. Ne tornarono 18. Centoquindici morirono nei lager. Vogliono parlare di deportazione nel giorno esatto in cui Prato ha subìto la deportazione. Dicono che lo fanno per la sicurezza. Ma è una bugia, perché la sicurezza vera è un’altra cosa. La sicurezza è lavoro regolare, contratti, controlli, legalità nelle filiere produttive. È case dignitose, scuole che includono, servizi sociali che non lascino soli né chi viene da lontano né chi è nato qui.
Sicurezza è spezzare lo sfruttamento che umilia tutti, italiani e stranieri, e che a Prato, nelle filiere tessili, è un problema reale, concreto, che non si risolve con le deportazioni ma con la legalità.
Chi sta dietro questa manifestazione non vuole risolvere niente. Vuole solo mettere le persone le une contro le altre, sciacallare sulla paura e creare un capro espiatorio.
Per questo domani sarò a Prato.
La Prato del 7 marzo 1944 ha resistito, ha lottato, non ha avuto paura. Ha pagato un prezzo spaventoso. E per ottantadue anni questa città ha onorato la memoria di quei 133 lavoratori deportati giurando “mai più”.
Domani quel “mai più” va detto di nuovo.
Perché il fascismo a Prato non ha mai avuto spazio. Non ce l’ha avuto 82 anni fa, non ce l’avrà domani, non ce l’avrà mai.

Così sui social il deputato democratico, Marco Furfaro.

 

06/03/2026 - 17:20

“Troppo spesso il lavoro delle donne non è solo meno pagato, ma anche più instabile, più discontinuo, più vulnerabile. Non basta dire che l’occupazione è cresciuta, quando a crescere è anche l’instabilità e la precarietà. I dati parlano chiaro e ringrazio ANMIL per lo studio prezioso che ci presenta oggi”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, partecipando all’iniziativa organizzata da ANMIL alla Camera, in occasione della giornata internazionale della donna dal titolo “Donne e precariato: una scelta imposta”.

“Colpisce in particolare il dato sugli infortuni in itinere: per le lavoratrici rappresentano il 23,3% degli incidenti totali e il 39% di quelli mortali - ha proseguito la deputata dem - È un dato che parla anche delle difficoltà di conciliazione tra vita e lavoro e del carico familiare che continua a gravare soprattutto sulle donne”.

“Abbiamo norme avanzate in materia di salute e sicurezza sul lavoro: il problema non è la mancanza di leggi, ma la loro applicazione. Servono più controlli, più prevenzione, più cultura della sicurezza. Ma serve anche un cambiamento culturale profondo e delle scelte politiche che siano veramente in favore delle donne, a partire dai congedi, dai salari e da un welfare statale idoneo per conciliare la vita privata e lavorativa” ha concluso Gribaudo.

 

05/03/2026 - 12:33

“É un dovere essere dove si ricorda chi va a lavorare e non torna a casa, perché ci impone di non togliere lo sguardo e di non aspettare la prossima tragedia per occuparci di sicurezza sul lavoro. È una memoria attiva, soprattutto nei confronti di un uomo che ha sacrificato la propria vita nel tentativo di trarre in salvo i colleghi, finché non ci sarà giustizia”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, oggi a Napoli all’Istituto Tecnico Industriale "A. Righi" nel quartiere di Fuorigrotta, dove si è tenuta la cerimonia di svelamento della targa commemorativa dedicata a Vincenzo Garzillo, morto sul lavoro nella strage della centrale idroelettrica di Bargi mentre tentava di dare l’allarme. L’evento è in occasione della Giornata cittadina per la sicurezza sul lavoro.

“Intitoliamo un laboratorio scolastico a un morto sul lavoro e questo non è un atto simbolico - ha proseguito la deputata dem - Rappresenta invece la volontà ferma delle istituzioni, che su questo tema devono muoversi insieme e senza bandiere politiche per migliorare la situazione, di ribadire che la sicurezza non è un costo ma il pilastro fondante della dignità del lavoro”.“Lo dico qui, in una scuola, a questi ragazzi e a queste ragazze: la cultura della sicurezza e la formazione sono fondamentali. Lo dobbiamo a loro, ai lavoratori e alle lavoratrici di domani, di proseguire oggi su questa strada affinché tragedie come quella di Bargi non avvengano più” ha concluso Gribaudo.

 

 

02/03/2026 - 12:01

“Non è possibile che nell’arco di poche settimane all’ex Ilva di Taranto l’ennesimo operaio muoia sul lavoro. Anche stavolta ci troviamo davanti a una ditta in appalto, dove magari il risparmio sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro viene prima della vita delle persone. Va fermata questa spirale inaccettabile”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

26/02/2026 - 19:20

“Nel testo del Dl sicurezza è grave la totale assenza del trasporto pubblico locale e del trasporto aereo. Nel settore dei trasporti servono interventi in grado di garantire la sicurezza come diritto fondamentale per tutte le lavoratrici e i lavoratori, dobbiamo puntare sulla prevenzione oltre che sulla repressione, garantire il presidio umano stabile delle stazioni, tecnologie per la sicurezza, diritto di autotutela del personale, formazione e cultura della sicurezza, oltre al rafforzamento normativo delle tutele legali, assicurative e psicologiche dei lavoratori, come indicato dal manifesto per la sicurezza ferroviaria presentato unitariamente dai sindacati del settore ferroviario nell’audizione in Parlamento del 5 febbraio. Su questi punti specifici siamo pronti al confronto con il Governo, nell’interesse di tutte le lavoratrici e i lavoratori in prima linea ogni giorno per garantire il diritto alla mobilità e di tutti i cittadini. Questa riflessione non può e non deve limitarsi a singoli interventi spot ma garantire un’azione di sistema più ampia che deve necessariamente riguardare anche le lavoratrici e i lavoratori del TPL, a partire dall’ascolto delle loro istanze, per questo abbiamo chiesto che anche i sindacati del settore possano essere auditi al più presto. L’esclusione del TPL da tutte le misure previste nel testo del dl sicurezza, nonostante il lavoro portato avanti unitariamente da sindacati e parti datoriali in attuazione del protocollo per la sicurezza, è un segnale grave. Il Governo non può continuare a ignorare le continue aggressioni e il pericolo che subiscono ogni giorno oltre 110 mila autoferrotranvieri e internavigatori e il personale del trasporto aereo a cui devono essere garantite le stesse tutele dei loro colleghi ferrovieri”
Lo dichiarano in una nota il senatore e responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture Pd, Antonio Misiani e il deputato dem e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu.

 

 

25/02/2026 - 17:59

“Qual è la valutazione sull’affidabilità industriale, finanziaria e ambientale del soggetto acquirente Flacks Group e quali sono le condizioni a tutela dell’interesse pubblico in caso di ingresso dello Stato nel capitale? Quali tutele ambientali e sanitarie vengono assicurate a cittadini e lavoratori? Come si intende garantire la piena tutela dei livelli occupazionali con prospettive di lavoro stabili e dignitose? Come si vogliono tutelare le imprese creditrici e l’intero indotto? Non si ritiene necessario garantire la massima trasparenza sull’intera operazione di cessione degli stabilimenti ex Ilva di Taranto, Genova, e Novi Ligure, assicurando il coinvolgimento delle istituzioni territoriali, delle parti sociali e delle comunità locali, e salvaguardando l’unitarietà industriale del gruppo, ora Acciaierie d’Italia?”.

Sono le domande contenute nell’interpellanza parlamentare al ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica e al ministro delle Imprese e del Made in Italy firmata dalle deputate e dai deputati, Francesca Viggiano, Federico Fornaro, Valentina Ghio e Albero Pandolfo.
“E’ necessario avviare con urgenza - scrivono i parlamentari dem - un confronto istituzionale strutturato e calendarizzato con Flacks Group al fine di acquisire e rendere pubblici: il piano industriale dettagliato; il piano occupazionale e le garanzie per i lavoratori diretti e dell’indotto; il piano ambientale, il piano vincolante di eliminazione delle fonti fossili e di bonifica del sito; il cronoprogramma degli investimenti e le relative coperture finanziarie”.

 

19/02/2026 - 19:08

“Le parole del Comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, sulla grave carenza di organico che affligge l’Arma, sono chiare e preoccupanti. Un sotto organico di oltre 10 mila unità compromette la piena operatività dell’Arma e, come ha evidenziato lo stesso Comandante generale, condiziona le unità operative di tutte le organizzazioni funzionali, già oggi chiamate a sostenere un carico di lavoro molto rilevante e in costante crescita". Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.

“È esattamente ciò che denunciamo da tempo: la riduzione di personale nelle Forze dell’Ordine, che - prosegue l’esponente dem - negli ultimi anni si è aggravata e riguarda non solo i Carabinieri, ma anche la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza e la Polizia Penitenziaria. Lo facciamo perché siamo seriamente preoccupati per l’efficienza delle nostre forze di polizia, per le condizioni di lavoro degli operatori e per la crescente domanda di sicurezza che arriva dai cittadini”.

«Purtroppo il governo Meloni – conclude Mauri – continua a fare tante promesse al comparto sicurezza, ma non ne mantiene nessuna. Di fronte a parole così autorevoli non c’è stato alcun segnale di ravvedimento dal governo, solo fastidio. Lo stesso atteggiamento che questo esecutivo riserva a chiunque abbia il coraggio di dire la verità. Meloni ignora addirittura l'allarme accorato lanciato dal Comandante dei Carabinieri”.

 

19/02/2026 - 12:29

Quando si tratta di sicurezza sul lavoro, proviamo costantemente a costruire un’alternativa di significato che non siano solo parole vuote. Servono strumenti culturali per arrivare alle vite delle persone e l’arte è uno strumento di eternità che ci permetterà di ricordare la vicenda di Luana D’Orazio”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta della condizioni di lavoro in Italia, durante la conferenza stampa di presentazione di Elle come Luana, tributo teatrale alla giovane donna morta sul lavoro nel 2021, tenutosi questa mattina alla Camera.

“Prima di tutto serve interrompere quella narrazione che ci parla di lavoro nero e poi di morti bianche: è una deresponsabilizzazione di quanto accaduto - ha proseguito la deputata dem - Siamo in una fase di referendum: più che di sorteggi e attacchi alla Magistratura sarebbe meglio occuparsi dei problemi reali della Giustizia e di dare risposte a chi resta, perché è tristemente noto che troppi processi di morti sul lavoro cadono in prescrizione e non viene assicurata una verità”.

“In questa occasione voglio ringraziare ancora una volta Emma Marrazzo, la madre di Luana, e continuo a essere a disposizione per provare a dare risposte a chi resta, sperando di farlo con disciplina e onore come dice la nostra Costituzione” ha concluso Gribaudo.

 

19/02/2026 - 12:28

Approvati due emendamenti PD. Ora il Governo dia le risposte attese sul lavoro portuale e convochi il tavolo su fondo pensionamenti”

“Esprimo soddisfazione per l’approvazione dei miei due emendamenti che prorogano per il 2026 le misure previste dall’articolo 199, a sostegno di lavoro e mprese che operano nei porti,  e intervengono sul bonus portuale. Strumenti fondamentali per garantire continuità occupazionale e operatività in un settore strategico per il Paese. La mancata proroga avrebbe messo diverse aziende in una condizione di seria difficoltà, con ripercussioni dirette sull’occupazione e sulla tenuta del sistema portuale.
Ora però il Governo deve attivarsi con urgenza sulla tutela e sulla sicurezza del lavoro portuale come chiedono sindacati e associazioni, a partire dalla convocazione del tavolo promesso ormai da mesi per lo sblocco del fondo destinato all’anticipo pensionistico dei lavoratori portuali. Occorre inoltre avviare con determinazione il percorso per il riconoscimento del lavoro portuale come lavoro usurante: su questo tema giacciono in Parlamento diverse proposte di legge, tra cui una a mia prima firma, che attendono di essere discusse. Dopo il voto sugli emendamenti servono atti concreti per dare risposte attese da tempo da lavoratrici, lavoratori e imprese del settore”, dichiara la vicepresidente del Gruppo PD alla Camera Valentina Ghio.

 

18/02/2026 - 13:39

“La proposta di legge a prima firma Ghio mira da un lato alla sicurezza degli spostamenti per ciclisti e pedoni, e dall'altro lato ad mobilità più sostenibile. A fronte dei ritardi e dell’inadeguatezza del governo sull’utilizzo dei fondi del Pnrr sulla mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, e dell’elevatissimo numero di incidenti stradali, questo testo offre un contributo decisivo sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile e sull’impatto che questi temi hanno sulla qualità della vita nelle grandi città.

C’è poi anche un investimento legato all'approccio culturale delle nuove generazioni che sono sempre pronte ad accogliere spunti sulla mobilità sostenibile e dobbiamo considerare anche il tema della fruizione turistica nelle varie regioni. C’è un’alta richiesta da parte di giovani e turisti ad utilizzare mezzi sostenibili come la bicicletta, e in commissione abbiamo fatto un grande lavoro in questa direzione”. Lo ha detto Anthony Barbagallo Deputato Pd e capogruppo in commissione trasporti della camera, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della proposta di legge della Deputata del PD Valentina Ghio sulla sicurezza stradale per tutelare pedoni e ciclisti.

 

18/02/2026 - 09:49

Ritardi Salvini acclarati, subito i cantieri

“È stato finalmente approvato il progetto esecutivo della “Complanarina” di Modena con le modifiche e i finanziamenti necessari. I ritardi accumulati dal Ministero delle Infrastrutture tra prolungati silenzi, conflitti con Società Autostrade e i continui rinvii sono documentati. Oggi Salvini tenta di attribuirsi impropriamente meriti per un traguardo che, in realtà, è stato più volte sollecitato direttamente dal Sindaco Mezzetti, attraverso iniziative del  Consiglio Comunale di Modena, nostre interrogazioni parlamentari, a sostegno della mobilitazione costante e determinata di cittadini, imprese e gli altri amministratori del territorio modenese”.

Così il deputato Pd e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Ora - aggiunge - attendiamo la firma e il testo del decreto, auspicando che l’annuncio non resti solo verbale e strumentale. Il completamento dell’opera, che collegherà direttamente la tangenziale sud al casello di Modena Sud sull’A1, rappresenta infatti un intervento strategico. Consentirà di alleggerire il traffico sulla Vignolese e su via Gherbella, intervenendo su snodi critici della viabilità e migliorando in modo concreto la qualità della circolazione.
Si tratta di un’infrastruttura attesa da tempo, che risponde a esigenze reali del territorio. Un risultato che non può essere ricondotto alla firma tardiva di un singolo decreto, ma che è frutto di un lavoro collettivo, tecnico e amministrativo, del gestore Società Autostrade, spesso silenzioso, ma determinato che ha coinvolto enti locali, progettisti, funzionari e rappresentanti istituzionali a ogni livello. Le opere pubbliche soprattutto quelle viarie non sono trofei da esibire. Per questo il nostro impegno continuerà a essere quello di vigilare affinché i cantieri vengano aperti e chiusi nei tempi previsti, le risorse siano utilizzate con trasparenza e l’intervento produca i benefici annunciati in termini di sicurezza, fluidità del traffico e qualità della vita. I modenesi - conclude - meritano infrastrutture efficienti, non narrazioni autocelebrative”.

 

09/02/2026 - 18:02

«La ratifica della Convenzione bilaterale tra Italia e Marocco in materia di sicurezza sociale non è più rinviabile. Parliamo di uno strumento di giustizia e di civiltà che riguarda centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che contribuiscono ogni giorno alla crescita del nostro Paese». Lo dichiara Ouidad Bakkali, deputata della Repubblica italiana intervenendo a Rabat al convegno “Verso una convenzione bilaterale di sicurezza sociale tra Italia e Marocco”.

«La comunità marocchina è una delle più numerose, radicate e integrate in Italia – prosegue Bakkali –. Oltre 410 mila persone vivono e lavorano regolarmente nel nostro Paese, versano contributi, sostengono il sistema produttivo e quello previdenziale, ma rischiano di non vedere riconosciuti i diritti maturati nel corso della loro vita lavorativa».

«La Convenzione firmata nel 1994 e mai ratificata dall’Italia – sottolinea la deputata – rappresenta un vuoto normativo che produce effetti concreti e profondamente ingiusti: impossibilità di totalizzare i periodi contributivi, perdita di anni di lavoro regolarmente versati, esclusione dalle prestazioni previdenziali. Una disparità di trattamento che non ha alcuna giustificazione giuridica o tecnica».

«Il sistema previdenziale si fonda su un patto di fiducia – aggiunge Bakkali –: i contributi non sono una tassa, ma un diritto sociale differito. Senza una prospettiva previdenziale certa, quel patto si rompe e il lavoro regolare perde di significato. È anche per questo che la piena attuazione della Convenzione è uno strumento essenziale per contrastare il lavoro nero e rafforzare la legalità contributiva».

«Il Marocco ha già stipulato accordi analoghi con numerosi Paesi europei – conclude Bakkali –. E l’Italia ha appena concluso l’accordo sullo stesso tema con l’Albania. Ratificare la Convenzione significa garantire parità di trattamento tra lavoratori, continuità contributiva, portabilità dei diritti e rafforzare la cooperazione tra i due Paesi. È una scelta di responsabilità istituzionale che migliora la qualità del nostro mercato del lavoro e rende il sistema previdenziale più equo e sostenibile.

Di questo tratta la risoluzione a prima firma Gribaudo e sottoscritta anche da me e che speriamo possa trovare un dialogo positivo con i componenti della maggioranza in commissione lavoro ed esteri>>.

 

09/02/2026 - 16:42

“Salvini evoca il far-west, ma il suo governo non fa niente per potenziare gli organici della polizia. L'assalto di questa mattina al portavalori sulla superstrada Brindisi-Lecce è stato un fatto gravissimo. Le immagini rimandano immediatamente alla mente le scene drammatiche di un film. Con la grande differenza che la paura che ha attraversato chi è stato suo malgrado testimone è stata paura vera. Ed è la stessa che si vive sempre più spesso in molte Regioni italiane e in quel territorio, particolarmente preso di mira in questi ultimi anni. Come ha più volte denunciato il deputato democratico Stefanazzi depositando 11 interrogazioni rivolte al Ministro Piantedosi, ma rimaste tutte senza risposta. In questa occasione fortunatamente non ci sono state vittime. Ma sarebbe bastato pochissimo per trovarsi di fronte a una tragedia. Basta vedere i fori di proiettile che hanno perforato il parabrezza della macchina dei Carabinieri che sono coraggiosamente intervenuti. A loro va il nostro plauso e il nostro sincero ringraziamento per il lavoro quotidiano a difesa dei cittadini e la determinazione con cui hanno affrontato il pericolo”. Così il responsabile sicurezza del Pd, il deputato Matteo Mauri che sottolinea come sia “fondamentale rafforzare gli organici delle forze di polizia per garantire un adeguato presidio del territorio e il potenziamento dei reparti investigativi”.

 

05/02/2026 - 10:41

"La sicurezza dei giovani passa anche attraverso ciò che accade sui social network, che oggi rappresentano l’ambiente in cui ragazze e ragazzi si incontrano, si informano, costruiscono relazioni e interpretano ciò che accade nella società".

Con queste parole la deputata democratica Marianna Madia, prima firmataria della proposta di legge bipartisan presentata alla Camera e al Senato sulla regolazione della presenza digitale dei giovani, interviene alla vigilia del Consiglio dei Ministri che, secondo quanto si apprende, approverà oggi sia un decreto sia un disegno di legge in materia di sicurezza, che saranno poi discussi rispettivamente al Senato e alla Camera.

"Per questo motivo – prosegue Madia – se il Governo non presenterà all’interno di questi provvedimenti una norma concreta sulla presenza digitale dei giovani, annunciamo fin da ora la presentazione di un emendamento sia al decreto sia al disegno di legge, che ricalcherà esattamente il contenuto della proposta bipartisan Madia/Mennuni, arrivata in Senato a un passo dall’approvazione prima dello stop voluto da Giorgia Meloni. Una proposta firmata anche da autorevoli esponenti della Lega e frutto di un lungo confronto con la Commissione europea".

"Arrivati a questo punto – sottolinea la deputata – tutti i partiti dovranno prendersi le proprie responsabilità. Stiamo assistendo a un balletto inqualificabile da parte della maggioranza: annunci di nuove proposte identiche a quelle già sottoscritte e discusse, improvvise frenate che, da comunicati mai smentiti, arrivano direttamente dalla Presidente del Consiglio".

"Intanto negli altri Paesi le leggi vengono approvate, mentre noi, che grazie a un lavoro serio e trasversale della Commissione Infanzia e Adolescenza eravamo arrivati primi, rischiamo di trovarci ultimi. Alla maggioranza dico: invece di presentare tanti testi uguali, fatene approvare uno".

"I nostri emendamenti – conclude Madia – saranno il vero banco di prova. Chiederemo la massima convergenza, perché sarà lì che si vedrà quali partiti intendono davvero rispettare gli impegni presi e affrontare un tema estremamente delicato, già oggetto di regolamentazione in tutta Europa. L’Italia rischia di arrivare per ultima: sarebbe una grave responsabilità della maggioranza e del Governo Meloni, oltre a una grande occasione persa per il Paese".

Lo dichiara Marianna Madia, deputata del Partito Democratico e prima firmataria della proposta di legge bipartisan sulla regolazione della presenza digitale dei giovani sulle piattaforme social.

 

30/01/2026 - 16:58

«Sulla riforma del sistema ferroviario il Governo continua a procedere per annunci, smentite e indiscrezioni di stampa. Ma il luogo del confronto non sono i giornali: è il Parlamento».
Lo dichiara Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e Vice Presidente della Commissione Trasporti, intervenendo in Aula con un’interpellanza urgente sulla riorganizzazione del sistema ferroviario nazionale.

«Da mesi – sottolinea Casu – emergono ipotesi di riforma che incidono in modo profondo sulla governance del settore, sulla concorrenza nel trasporto regionale e Intercity, sulla gestione del materiale rotabile e sull’utilizzo delle risorse del PNRR. Si parla della nascita di una Rosco pubblica esterna al gruppo FS, della separazione tra proprietà dei treni ed esercizio del servizio e persino della possibile scissione della rete Alta Velocità secondo il modello RAB. Scelte di questa portata non possono essere calate dall’alto né inserite per decreto in singoli provvedimenti senza aprire un serio confronto pubblico sul futuro del nostro sistema ferroviario».

«Le preoccupazioni sono concrete – aggiunge – riguardano la prospettiva industriale del settore, la continuità del servizio pubblico, la qualità e la sicurezza dei trasporti, oltre alle condizioni di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori. L’avvicinarsi delle gare per i servizi regionali e Intercity, senza un quadro chiaro sugli investimenti e sul contratto di servizio oltre il 2028, rischia di alimentare incertezza e frammentazione».

«Per questo chiediamo chiarezza: quali sono le reali intenzioni del Governo, quali i tempi, quale il cronoprogramma. E soprattutto chiediamo un coinvolgimento pieno e preventivo del Parlamento, delle Commissioni competenti e delle rappresentanze sindacali. Serve un ciclo di audizioni trasparenti, in cui Governo, vertici di FS e parti sociali si confrontino apertamente».

«Il trasporto ferroviario è un servizio pubblico essenziale e un asset strategico per la coesione territoriale e la transizione ecologica del Paese. Proprio per migliorarlo – conclude Casu – serve un confronto vero, non riforme annunciate e smentite a mezzo stampa. Il Parlamento deve tornare ad essere il luogo delle decisioni».

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