10/12/2025 - 14:03

Per la casa il governo fa poco: in questi tre anni abbiamo assistito all’annuncio di numerosi “piani casi” che si sono tradotti in un nulla di fatto. Non c’è programmazione e non c’è impegno per venire incontro alla trasformazione delle esigenze abitative del paese: niente sul fronte dell’edilizia residenziale pubblica, nulla per incentivare l’affitto concordato, niente per sostenere la morosità incolpevole.

Per questo non sorprendono i dati emersi dalla ricerca Censis-Federproprietà che parlano di 8 milioni e mezzo di case inutilizzate in Italia. Il governo ha agito solo per drammatizzare l’esecuzione degli sfratti, senza voler vedere la crescita delle situazioni di difficoltà di molte famiglie, per la perdita del posto del lavoro o l’aumento del costo della vita, ma nulla ha prodotto per prevenire il fenomeno e garantire la protezione degli inquilini più fragili e il diritto dei proprietari ad avere il pagamento degli affitti dovuti.

Quando si parla di casa, il governo se ne occupa per sanatorie e condoni come nel caso dell’ultimo decreto sull’edilizia, ma nel frattempo ha bloccate tutte le iniziative legislative per incentivare l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza degli immobili e che vengono incontro alle direttive europee.

Si è scelto poi di non affrontare la questione degli affitti brevi che molto incidono sulla vita delle nostre città, bloccando le iniziative dei Sindaci: è una questione dirompente che richiederebbe interventi diretti sia a tutela dei cittadini che degli affittuari.

Il Partito democratico è disponibile – a iniziare dalla legge di bilancio su cui abbiamo avanzato proposte concrete– per un confronto con tutte le forze di politiche per costruire soluzioni che vadano nell’interesse soprattutto di piccoli proprietari e affittuari: la casa è un bene troppo prezioso per essere solo l’ennesimo strumento di propaganda.

 

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

04/12/2025 - 14:30

 Presentata una nuova interrogazione a ministro Piantedosi

 “In Puglia stiamo assistendo a una recrudescenza criminale che non ha precedenti negli ultimi anni. A farne le spese sono i cittadini, le comunità locali e l’intero sistema economico regionale, costretto a convivere con un clima di insicurezza crescente.” Lo dichiara Claudio Stefanazzi, deputato salentino del Partito Democratico, annunciando la presentazione dell’ennesima interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Interno sulla recente ondata di assalti esplosivi ai bancomat che sta colpendo l’intera regione – con particolare intensità nel Salento – e che nei soli ultimi due mesi ha fatto registrare almeno 23 episodi, uno ogni tre notti.
“Da settimane – afferma Stefanazzi – bande criminali dotate di ordigni, cariche esplosive o mezzi meccanici pesanti assaltano sportelli bancari e postali senza alcun timore. Parliamo di colpi violenti, rapidi, organizzati, che devastano interi edifici, costringono alla chiusura filiali e uffici postali, isolano comunità intere e mettono a rischio la vita delle persone. È un fenomeno che interessa tutti i territori, dalle aree rurali alle zone industriali, passando per i piccoli comuni, spesso privi di un adeguato presidio delle forze dell’ordine.”
Il deputato ricorda che già numerosi atti ispettivi sono stati depositati nel corso della legislatura per denunciare l’escalation criminale in Salento, dagli attentati alle attività commerciali alle intimidazioni contro amministratori locali, fino agli assalti agli sportelli Atm. “È una realtà che da tempo segnalo – insiste il dem – perché i segnali di una riorganizzazione delle reti criminali sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. Eppure, il Ministro Piantedosi non ha ritenuto di rispondere a nessuna delle interrogazioni presentate finora. Un silenzio istituzionale che fa un rumore assordante e descrive fedelmente il totale disinteresse di questo Governo per la Puglia e per il Mezzogiorno”.
“Non possiamo permettere – conclude Stefanazzi – che in Puglia e nel Salento si consolidino zone franche in cui le bande criminali agiscono indisturbate. Le forze dell’ordine sono chiamate ogni giorno a svolgere un lavoro immane perché gli organici sono ridotti al lumicino. Il Governo ha il dovere di garantire sicurezza ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori e alle istituzioni locali. Non servono slogan: servono uomini, mezzi, coordinamento e risposte immediate. La Puglia e il Salento meritano rispetto e protezione”.

 

04/12/2025 - 12:51

“Il confronto aperto, pubblico e diretto tra lavoratori, imprese e istituzioni è fondamentale per acquisire piena consapevolezza della portata dei rischi e delle opportunità connessi alle straordinarie trasformazioni che stiamo attraversando, anche nel settore della logistica.
Per questo ringrazio Rocco Lamparelli e il Circolo Pd Trasporto Merci, insieme a tutti i partecipanti e ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle associazioni datoriali e delle aziende del settore che hanno confermato la loro presenza all’appuntamento Il futuro del sistema logistico tra intelligenza artificiale e sostenibilità, che si svolgerà a Roma venerdì 5 dicembre alle ore 16.30 presso la Città dell’Economia, a Testaccio”.

Dichiara Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera:
“Recenti studi hanno mostrato che nel 2024 in Italia quasi un annuncio di lavoro su cinque riguardava il settore della logistica: un dato che conferma quanto il ruolo strategico di questo comparto cresca giorno dopo giorno e quanto sia necessario accrescere la consapevolezza politica sull’importanza di questo tema.
Oggi più che mai non possiamo limitarci a subire passivamente i cambiamenti: dobbiamo creare luoghi e spazi di confronto politico all’altezza della sfida, capaci di orientare lo sviluppo delle rivoluzioni che stiamo vivendo per difendere insieme la dignità e la sicurezza del lavoro, sostenendo al tempo stesso la crescita e la competitività dell’Italia e dell’Europa”.

 

03/12/2025 - 19:04

"Con il voto di oggi la Camera ha mandato un segnale chiaro: l’Italia non può permettersi ulteriori ritardi sulla transizione energetica del proprio patrimonio edilizio. L’approvazione del nostro ordine del giorno impegna finalmente il Governo a recepire integralmente la direttiva “Case Green”, garantendo un quadro certo e coerente con le indicazioni espresse all’unanimità dalla Commissione Ambiente nella recente indagine conoscitiva. Si tratta di un passaggio necessario per dare sicurezza a cittadini, imprese e amministrazioni locali e per allineare il paese agli obiettivi europei di efficienza energetica e decarbonizzazione": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera sulla discussione della Legge Europea.

"Accogliamo comunque questo risultato con moderata soddisfazione, il lavoro non finisce qui: vigileremo affinché gli impegni assunti si traducano in misure concrete, stabili e realmente efficaci. Le politiche che riguardano la qualità della vita delle persone e la lotta ai cambiamenti climatici richiedono continuità e serietà. Il Parlamento oggi ha fatto la sua parte; ora il Governo dimostri la stessa responsabilità nell’attuazione": conclude.

 

03/12/2025 - 14:51

“In vista dello sciopero generale del 12 dicembre ho partecipato al dibattito organizzato dal sindacato, perché non esiste visione di futuro, nel mondo del lavoro e non solo, senza mettere al centro la cultura della sicurezza”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, all’evento organizzato da Cgil Fillea per il lancio della rivista Costruire.

“La prevenzione gioca un ruolo fondamentale, così come le tecnologie che possono realmente aiutarci nel miglioramento delle condizioni e sulla sicurezza - ha proseguito la deputata - Né è un esempio il badge di cantiere, e voglio ringraziare le parti sociali che hanno svolto un grande lavoro sul tema, come qui a Roma dove lo hanno inserito nel protocollo con il Comune per i lavori pubblici”.

“Il Governo pone poca attenzione a questa tematica importante, ad esempio con la recente proposta del rientro dell’INL nel Ministero del Lavoro. Ne è una ulteriore dimostrazione l’insufficienza del Decreto Sicurezza, che speriamo si possa migliorare, anche con un passaggio alla Camera, ma ne dubito perché ormai questo Governo ha costruito il monocameralismo  di fatto anche se su questi temi servirebbe più ascolto del Parlamento” ha concluso Gribaudo.

 

01/12/2025 - 12:22

“Grazie a Nicola Zingaretti e Pierfrancesco Maran per l’occasione di condividere i risultati del lavoro che stiamo portando avanti anche alla Camera dei Deputati per rendere l’Italia protagonista e non solo spettatore pagante della rivoluzione della guida autonoma. Senza scelte e investimenti che ci consentano di costruire al più presto campioni europei in grado di sviluppare progetti su larga scala in questo settore cruciale per il futuro della mobilità, della sicurezza, del lavoro e delle politiche industriali l’Italia e l’Europa saranno condannati alla totale dipendenza dai colossi che negli Stati Uniti e in Cina stanno facendo passi da gigante. Dopo l’iniziativa avviata a Milano lo scorso giugno e la sottoscrizione dell’appello firmato da oltre 60 sindaci la scorsa settimana è arrivato un segnale importante e unitario anche dal Parlamento con l’approvazione all’unanimità di 4 risoluzioni di differenti forze politiche di maggioranza e opposizioni. Come partito democratico ci siamo battuti perché al fianco degli impegni condivisi per la modifica degli aspetti anacronistici del codice della strada e la costruzione del “Piano nazionale” in linea con gli orientamenti europei insieme alle imprese del settore tecnologico, della mobilità collettiva e dell’automotive vengano subito coinvolti anche tutti i sindacati comparativamente più rappresentativi delle lavoratrici e lavoratori in tutti gli ambiti coinvolti dalle possibili applicazioni della guida autonoma per orientare

l’evoluzione di questa tecnologia nell’orizzonte della valorizzazione del fattore umano in tutte le fasi dei nuovi processi e della

salvaguardia dei posti di lavoro. Adesso chiediamo al Governo di dare seguito al più presto a tutti questi impegni fondamentali: L’Italia deve essere locomotiva delle scelte necessarie a garantire che le innovazioni nella mobilità e nella logistica restino sempre al servizio delle persone, ma per farlo non possiamo limitarci ad aprire la porta per comprare da altri le tecnologie dobbiamo costruire in Europa un mercato unico che abbia le dimensioni e la forza per indirizzarne lo sviluppo”

Dichiara Andrea Casu Deputato Pd e Vice Presidente della Commissione Trasporti intervenendo a Roma all’iniziativa “Guida autonoma: capire per guidare dall’Italia il futuro”

26/11/2025 - 17:06

“Ho ascoltato la ministra Calderone ma dissento. Ciò che serve ora sono i controlli e non degli interventi che rischiano solo di essere dichiarazioni di intenti. Le inchieste che si susseguono nel settore della moda sulle condizioni vergognose di lavoro e sulle indagini per caporalato ci danno un’immagine chiara: non è questo il momento per avviare la filiera certificata, con cui le aziende possono essere escluse da controlli sulla sicurezza e la salute con certificazioni di enti privati, pagati per effettuarli”

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e Presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, a margine del Question Time sulla filiera della moda.

“Sarebbe, invece, il momento di aumentare i controlli e l’attenzione su quel settore per difendere i diritti e le tutele di lavoratori e lavoratrici che, soprattutto nella catena di appalti e subappalti, si trovano in condizioni disumane, con condizioni salariali e di sfruttamento fuori dalla realtà - prosegue la deputata dem - Non solo: da difendere ci sono anche le imprese serie, che rispettano le regole e che seguono le indicazioni, dalla concorrenza sleale”.

“Al Governo chiedo, da parlamentare e da presidente della Commissione, un atto di responsabilità: c’è in gioco la salute e la sicurezza di migliaia di lavoratori e lavoratrici” conclude Gribaudo.

 

25/11/2025 - 10:37

“Sono dalla parte degli ispettori e le ispettrici del lavoro, che oggi sono scesi in piazza in tutta Italia e soprattutto sotto al Ministero del Lavoro. L’INL è un ente fondamentale per la prevenzione e la cultura della sicurezza sul lavoro, occorre preservarlo e garantire tutele e diritti a chi svolge un compito così importante”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’Inchiesta sulle condizioni di lavoro.

“Quello che chiedono è prima di tutto rispetto della figura professionale, troppo spesso dimenticata nonostante i solenni annunci fatti dal Governo dopo gravi infortuni sul lavoro, a cui non seguono mai azioni concrete per potenziare e rendere funzionale l’ente - prosegue Gribaudo - Sappiamo che ci sono addirittura difficoltà a coprire i posti messi a bando, segnale che indica come alle competenze, professionalità e responsabilità di queste lavoratrici e lavoratori non corrisponda un sufficiente riconoscimento”.

“Modernizzazione della struttura informatica, forme di welfare aziendale, trattamento economico adeguato, superamento della logica svilente dei numeri nelle attività di vigilanza per tornare ad un approccio più incentrato sulla qualità: ci chiedono un intervento immediato, che potrebbe essere inserito nel Decreto Sicurezza sul Lavoro, che così com’è è insufficiente per contrastare nel concreto le morti e gli infortuni” conclude Gribaudo.

 

25/11/2025 - 08:54

Sala stampa della Camera dei deputati, martedì 25 novembre – ore 13:00

Si terrà oggi, 25 novembre, alle ore 13:00, presso la Sala stampa della Camera dei deputati, la conferenza stampa di presentazione del Corteo Nazionale NO PONTE in programma a Messina il 29 novembre.
L’iniziativa è promossa da un fronte ampio e trasversale: oltre 80 associazioni, comitati, partiti e movimenti che negli anni hanno espresso un impegno costante contro il progetto del Ponte sullo Stretto e per un modello di sviluppo reale, sostenibile e fondato sui bisogni dei territori. Durante la conferenza stampa saranno illustrati i contenuti politici della mobilitazione, alla luce anche dei recenti rilievi e dinieghi della Corte dei Conti, che hanno messo in evidenza criticità rilevanti del progetto:
* assenza di coperture finanziarie certe,
* rischi di squilibrio nella spesa pubblica,
* elementi progettuali non definiti o incoerenti,
* timori fondati sui potenziali impatti economici, ambientali e sociali,
* incertezza sui tempi, sulla sicurezza e sulla governance dell’opera.

Si tratta di osservazioni che confermano quanto comitati, cittadini ed esperti denunciano da anni: il Ponte non è una priorità, non è una soluzione ai problemi strutturali del Sud e rischia di assorbire risorse fondamentali per infrastrutture realmente necessarie – dalla messa in sicurezza del territorio al trasporto pubblico, dai collegamenti ferroviari alla manutenzione ordinaria e straordinaria.

Il corteo del 29 novembre sarà dunque una grande manifestazione nazionale, aperta a tutti e tutte, per ribadire una visione alternativa: sviluppo, lavoro, mobilità, tutela dell’ambiente e sicurezza del territorio non si costruiscono con mega-opere irrealistiche, ma con investimenti concreti, verificabili e sostenibili.

 

24/11/2025 - 17:17

Sala stampa della Camera dei deputati, martedì 25 novembre – ore 13:00

Si terrà domani, 25 novembre, alle ore 13:00, presso la Sala stampa della Camera dei deputati, la conferenza stampa di presentazione del Corteo Nazionale NO PONTE in programma a Messina il 29 novembre.
L’iniziativa è promossa da un fronte ampio e trasversale: oltre 80 associazioni, comitati, partiti e movimenti che negli anni hanno espresso un impegno costante contro il progetto del Ponte sullo Stretto e per un modello di sviluppo reale, sostenibile e fondato sui bisogni dei territori. Durante la conferenza stampa saranno illustrati i contenuti politici della mobilitazione, alla luce anche dei recenti rilievi e dinieghi della Corte dei Conti, che hanno messo in evidenza criticità rilevanti del progetto:
* assenza di coperture finanziarie certe,
* rischi di squilibrio nella spesa pubblica,
* elementi progettuali non definiti o incoerenti,
* timori fondati sui potenziali impatti economici, ambientali e sociali,
* incertezza sui tempi, sulla sicurezza e sulla governance dell’opera.

Si tratta di osservazioni che confermano quanto comitati, cittadini ed esperti denunciano da anni: il Ponte non è una priorità, non è una soluzione ai problemi strutturali del Sud e rischia di assorbire risorse fondamentali per infrastrutture realmente necessarie – dalla messa in sicurezza del territorio al trasporto pubblico, dai collegamenti ferroviari alla manutenzione ordinaria e straordinaria.

Il corteo del 29 novembre sarà dunque una grande manifestazione nazionale, aperta a tutti e tutte, per ribadire una visione alternativa: sviluppo, lavoro, mobilità, tutela dell’ambiente e sicurezza del territorio non si costruiscono con mega-opere irrealistiche, ma con investimenti concreti, verificabili e sostenibili.

 

24/11/2025 - 14:03

Tre morti in Polesine in meno di un mese e’ agghiacciante

“Tre morti sul lavoro in meno di un mese in una realtà di dimensioni limitate come il Polesine costituiscono un dato semplicemente agghiacciante. Indignarsi non basta, serve mobilitarsi e andare a mettere in atto tutte le contromisure necessarie ad affrontare questa vera e propria strage”.

Così Nadia Romeo, rodigina, deputata del Pd. Dopo l’ennesimo infortunio sul lavoro, con esito mortale, avvenuto ieri a Rovigo.
“Leggiamo di un lavoratore - aggiunge Romeo - che ha perso la vita e che lascia una moglie e quattro figli, minori. Ancora una volta un marito e un padre che, uscito per andare al lavoro, non tornerà mai più. Non è più possibile andare avanti così. Occorre in primo luogo un aumento del personale ispettivo degli Spisal, l’ufficio delle aziende sanitarie che si occupa di sicurezza sul lavoro. Ma non solo. E’ necessario promuovere una vera e propria cultura della sicurezza sul lavoro, fare capire a tutti gli attori che non stiamo parlando di fastidiose ‘pastoie’ normative, ma di accorgimenti e disposizioni che salvano la vita, perché, a volte, basta un attimo perché accada l’irreparabile, perché si spenga una vita e perché una famiglia resti senza punti di riferimento e, spesso, senza reddito. E’ necessario puntare sulla formazione e su un costante aggiornamento – conclude la deputata dem polesana – non è pensabile che, nel nostro ‘piccolo’ Polesine, in meno di un mese tre vite siano andate perse nel corso di quella che dovrebbe essere una attività ordinaria e, soprattutto, sicura come lavorare”.

 

21/11/2025 - 12:19

Sala stampa della Camera dei deputati, martedì 25 novembre – ore 13:00

Si terrà Martedì 25 novembre alle ore 13:00, presso la Sala stampa della Camera dei deputati, la conferenza stampa di presentazione del Corteo Nazionale NO PONTE in programma a Messina il 29 novembre.
L’iniziativa è promossa da un fronte ampio e trasversale: oltre 80 associazioni, comitati, partiti e movimenti che negli anni hanno espresso un impegno costante contro il progetto del Ponte sullo Stretto e per un modello di sviluppo reale, sostenibile e fondato sui bisogni dei territori.

Durante la conferenza stampa saranno illustrati i contenuti politici della mobilitazione, alla luce anche dei recenti rilievi e dinieghi della Corte dei Conti, che hanno messo in evidenza criticità rilevanti del progetto:

* assenza di coperture finanziarie certe,
* rischi di squilibrio nella spesa pubblica,
* elementi progettuali non definiti o incoerenti,
* timori fondati sui potenziali impatti economici, ambientali e sociali,
* incertezza sui tempi, sulla sicurezza e sulla governance dell’opera.

Si tratta di osservazioni che confermano quanto comitati, cittadini ed esperti denunciano da anni: il Ponte non è una priorità, non è una soluzione ai problemi strutturali del Sud e rischia di assorbire risorse fondamentali per infrastrutture realmente necessarie – dalla messa in sicurezza del territorio al trasporto pubblico, dai collegamenti ferroviari alla manutenzione ordinaria e straordinaria.

Il corteo del 29 novembre sarà dunque una grande manifestazione nazionale, aperta a tutti e tutte, per ribadire una visione alternativa: sviluppo, lavoro, mobilità, tutela dell’ambiente e sicurezza del territorio non si costruiscono con mega-opere irrealistiche, ma con investimenti concreti, verificabili e sostenibili.

 

18/11/2025 - 19:35

“È inutile che la Presidente del Consiglio denunci pubblicamente che il meccanismo dei Flussi non funziona e crea illegalità se poi non fa niente per cambiarlo. Questa era l'occasione buona per iniziare a superare la Bossi-Fini, di cui i Flussi sono la logica conseguenza. E invece ancora una volta alle parole non sono seguiti i fatti”. Lo ha detto in Aula alla Camera, il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, annunciando il voto contrario de Gruppo dem al decreto Flussi.

"Sono sempre più frequenti – ha proseguito l’esponente Pd - tra l'altro, i casi di persone arrivate in Italia legalmente per lavoro e finite senza contratto a causa di truffe o tempi amministrativi troppo lunghi. A chi è stato ingannato o si trova senza più il datore di lavoro, il governo non offre alcuna via d’uscita: li spinge direttamente nell’irregolarità. È un'assurdità che abbiamo provato a risolvere ma dall'altra parte non abbiamo trovato nessuna disponibilità al dialogo. E’ chiaro a tutti che la Lega continua ad usare il tema migratorio solo per costruire consenso sulla pelle delle persone, sostenendo una visione che riduce i lavoratori stranieri a una manodopera senza diritti. Non è politica migratoria: è la logica del nemico alle porte”.

Mauri ha inoltre stigmatizzato alcuni ordini del giorno approvati dalla maggioranza che hanno l'obiettivo di rendere più difficili i ricongiungimenti familiari: “Una decisione assurda e demagogica, perché i ricongiungimenti hanno una funzione sociale stabilizzante, favoriscono la coesione, riducono i conflitti e risponde anche ai problemi demografici del Paese. Come Italia abbiamo la necessità – ha concluso - di una politica migratoria rigorosa ma umana, che favorisca integrazione e legalità, ma il governo di fare esattamente l’opposto".

 

17/11/2025 - 12:52

“I dati diffusi da Milena Gabanelli sul Corriere della Sera delineano una realtà allarmante: aumento dei furti (+3 %), delle violenze sessuali (+7,5 %) e delle rapine (+1,8 %) nel 2024 rispetto all’anno precedente.

Allo stesso tempo, emerge che le forze dell’ordine risultano cronicamente sottodimensionate: la Polizia di Stato ha un’organico mancante di oltre 11.000 unità e analoghe lacune riguardano anche i Carabinieri e la Guardia di Finanza.

Non è più accettabile che le nuove fattispecie di reato vengano contrabbandate per misure di sicurezza effettiva, quando poi mancano le risorse operative e gli strumenti applicativi.

Il Governo dovrebbe presentare un Piano Nazionale serio e strutturale di rafforzamento della sicurezza urbana: più forze dell'ordine, vigili, più tecnologia, più investimenti di riqualificazione urbana nelle aree a rischio, più reti sociali, culturali e di formazione per un lavoro serio di prevenzione che manca completamente.

Il governo metta da parte la propaganda securitaria che si rivela vuota ed inefficace, e inizi ad occuparsi davvero di come rendere più sicure le condizioni di vita dei cittadini nei nostri quartieri ”. Lo dichiara Piero De Luca della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

 

12/11/2025 - 14:16

Teniamo alta l'attenzione sui diritti dei lavoratori
Dopo la presentazione a Torino, la Proposta di Legge Griseri Prisco arriva a Firenze: questa mattina, mercoledì 12 novembre, è stata infatti illustrata l’iniziativa a Casa Rider, dove la prima firmataria e Onorevole Chiara Gribaudo ha dialogato con Roberta Turi, segretaria nazionale di Nidil Cgil, Mattia Chiosi, della segreteria Nidil Cgil Firenze con delega ai rider, e Dario Danti, assessore al Lavoro di Firenze.ì

L’obiettivo della legge è quello di sospendere le consegne e tutelare economicamente i rider nei giorni di emergenza climatica.
Pioggia torrenziale, caldo estremo, vento, eruzioni vulcaniche: lavorare non deve significare rischiare la vita. L’immagine che ha acceso la legge è quella descritta da uno degli ultimi articoli scritti dal giornalista di Torino Paolo Griseri, che pochi giorni prima di mancare descrisse le condizioni di lavoro dei rider durante l’alluvione di Bologna, a ottobre 2024. Contemporaneamente, si è scelto di dedicare la legge anche ad Antonio Prisco, rider e sindacalista di Nidil CGIL.


“Vogliamo aumentare tutele e diritti dei rider. Una proposta già bocciata dal Governo, che ancora una volta sceglie di non tutelare sicurezza e diritti sul lavoro, ma noi andiamo avanti perché i riders vanno tutelati - così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico - Una proposta per me molto importante non solo nel merito, ma anche perché è dedicata alla memoria di un grande giornalista e di un sindacalista pioniere della gig economy che hanno lottato per questi temi. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione sul tema: la proposta è stata depositata quasi un anno fa, ora attendiamo la calendarizzazione per la discussione in Parlamento”.

“La proposta di legge Griseri–Prisco rappresenta un passo importante nella direzione che come NIdiL CGIL indichiamo da tempo: riconoscere che i rider sono lavoratrici e lavoratori veri, non numeri dentro un algoritmo. Il diritto alla sicurezza non può essere una variabile dipendente dal meteo o dai profitti delle piattaforme, ma un principio universale del lavoro - ha detto Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil - I risultati della nostra ultima inchiesta nazionale parlano chiaro: questo è un lavoro pagato poco, costoso da svolgere e privo di tutele effettive. Ogni giorno migliaia di persone pedalano o guidano per consegnare beni essenziali, ma restano senza ammortizzatori sociali, senza copertura in caso di malattia o di allerta meteo. Le battaglie legali degli ultimi anni – da Palermo a Torino, da Milano a Firenze – hanno già stabilito che chi lavora sotto il controllo dell’algoritmo deve essere riconosciuto come lavoratore subordinato, con diritti e sicurezza garantiti. Ora è tempo che anche il legislatore ne tragga le conseguenze, superando definitivamente il cottimo e costruendo un sistema di tutele universali, a partire proprio dalle situazioni di rischio climatico. Con questa proposta, la politica può e deve colmare un vuoto che i rider non possono più sopportare da soli”.

“Per la tutela dei rider, come sindacato da mesi stiamo spingendo sulla contrattazione nazionale, avendo contribuito a produrre una piattaforma coi rider. Nel mentre, vigiliamo sul percorso di recepimento della direttiva europea sul lavoro mediante piattaforma - così Mattia Chiosi, Nidil Cgil Firenze - Rileviamo che il vulnus dell'applicazione dell'autonomia senza le tutele del lavoro subordinato ha esteso una stortura macroscopica sulla salute e la sicurezza sul lavoro, specie di fronte alle emergenze maltempo e alle ondate di calore, spingendo il rischio a carico dei rider al massimo livello. Vanno bene le ordinanze regionali che sono state messe in campo, ma senza integrazione salariale siamo di fronte alla scelta tra salute e salario, quindi ben venga la proposta Prisco-Griseri se integrata in un percorso teso a modificare le condizioni inaccettabili dei rider, non solo attraverso la normativa ma anche e soprattutto attraverso la contrattazione collettiva”.

"Nonostante i passi avanti fatti proprio a Firenze, più di un anno fa, con l'apertura di 'Casa Rider'  - ha ricordato l'assessore al lavoro Dario Danti - a livello nazionale tanti impegni sono rimasti solo sulla carta e oggi i rider continuano ad essere lavoratori di fatto alla mercè di un algoritmo. Questa legge sarà una conquista non solamente sociale e sindacale ma di civiltà. Firenze è sempre stata vicina ai lavoratori, le politiche per il lavoro e il reddito sono centrali per questa amministrazione e sono uno dei tratti distintivi della sindaca Funaro e della sua giunta. Non dimentichiamo che la nostra città ha un protocollo appalti tra i più avanzati d'Italia. Da marzo 2024, dopo l'approvazione di due apposite delibere, il salario minimo di 9 euro è applicato in tutti gli appalti nei quali il Comune è stazione appaltante".

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