11/12/2024 - 17:01

Davvero surreale l’audizione del ministro Urso davanti alle commissioni Industria di Camera e Senato. A due anni dal suo insediamento ha presentato le linee guide per le politiche industriali contenute in un libro verde da sottoporre a consultazione per redigere un libro bianco. Il ministro poteva svegliarsi prima e non quasi a metà del suo mandato. I numeri parlano chiaro: la produzione industriale italiana è in costante flessione. A settembre secondo l’Istat c'è stato il ventesimo calo consecutivo dello 0,4% rispetto ad agosto, una riduzione di quattro punti su base annua che nei primi nove mesi del 2024 presenta un bilancio in rosso del 3,4%. Mentre le esportazioni nei primi otto mesi del 2024 hanno registrato un decremento dello 0,6% in termini tendenziali. Nella proposta del ministro manca una visione del ruolo dell'Italia a livello europeo per dare vita ad una nuova stagione di politiche industriali necessarie per sostenere la competitività della manifattura europea ed italiana, capace di essere protagonista della doppia transizione ecologica e digitale. L'iniziativa del governo italiano in Europa deve caratterizzarsi con la richiesta di fondi di accompagnamento e di sostegno nella transizione. A livello nazionale l'azione del ministro Urso è stata particolarmente deleteria sulle politiche industriali: transizione 5.0 si sta rilevando un clamoroso boomerang visto che degli oltre 6 miliardi a disposizione della digitalizzazione e dell’efficientamento energetico per le imprese ad oggi sono state raccolte richieste per soli 99 milioni di euro, a causa dei clamorosi ritardi dei decreti attuativi e della loro enorme complessità. Sul settore automotive il ministro Urso è responsabile del taglio in legge bilancio dell'80% del fondo destinato al comparto dal governo precedente. Più che proclami e amene consultazioni il ministro Urso si adoperi per sbloccare immediatamente i fondi transizione 5.0 e per reintegrare il fondo automotive.
Così in una nota congiunta il deputato dem Vinicio Peluffo e il senatore dem Andrea Martella.

20/11/2024 - 16:26

“Quali sono i correttivi che il governo vuole adottare per assicurare la fruibilità per le imprese degli incentivi previsti dal piano Transizione 5.0? Dei 6,3 miliardi di euro per sostenere la transizione del sistema produttivo verso un modello di produzione efficiente sotto il profilo energetico, sostenibile e basato sulle fonti rinnovabili, solo 99 milioni, l'1,6%, sono stati devoluti alle imprese che hanno chiesto incentivi. Tutto questo è dovuto al ritardo nell'emanazione dei decreti attuativi e alla complessità per accedere agli incentivi. Altro che semplificazione! Ormai non si contano più le segnalazioni di imprese e delle associazioni di categoria che denunciano difficoltà di interpretazione e di accesso a questi fondi. Cosa sta facendo il governo?” Così Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione attività produttive alla Camera illustrando la sua interrogazione al ministro Urso nel question time sulla Transizione 5.0.

20/11/2024 - 16:12

“Dalle parole del ministro Urso, le colpe delle complicazioni assurde per accedere al piano Transizione 5.0 sono della Commissione europea come se ci fosse qualche funzionario di Bruxelles che mette le mani dentro i nostri decreti attuativi. Il governo è colpevole del ritardo con cui ha predisposto i meccanismi del piano determinando problemi per le imprese all'accesso. State andando alla cieca e non permettete di calibrare gli investimenti delle imprese per ottenere gli incentivi”.  Così la deputata dem Paola De Micheli in replica al ministro del Made in Italy nel question time sui correttivi per accelerare gli incentivi alla Transizione 5.0.

“Non siete amici delle imprese e non volete realizzare per davvero la Transizione 5.0. Per voi sembra sia meglio che i 6 miliardi vengano investiti in qualcosa d’altro. Ma sia chiaro che se le risorse non arriveranno alle imprese, il nostro sarà l'unico Paese che non ha aiuti pubblici per realizzare la transizione”, conclude De Micheli.

21/10/2024 - 16:39

Interrogazione Dem su ritardi e burocrazia, Ministro contestato ad Assolombarda

I deputati del Partito Democratico hanno presentato un'interrogazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, riguardo al Piano Transizione 5.0, che, a causa dell’inefficienza del governo, si sta trasformando in un grande flop. L'interrogazione è firmata dal capogruppo democratico in Commissione Attività Produttive della Camera, Vinicio Peluffo, e dai dem, Paola De Micheli, Cristian Di Sanzo e Andrea Gnassi.
Nel testo, i democratici riconoscono l’importanza di un “Piano che mette a disposizione delle imprese, nel biennio 2024-2025, 12,7 miliardi di euro per sostenere la transizione del sistema produttivo verso un modello di produzione più efficiente, sostenibile e basato su fonti rinnovabili”. Tuttavia, denunciano “decreti attuativi tardivi e sbagliati e la complessità delle procedure di accesso stanno bloccando risorse molto attese e investimenti decisivi per il nostro Paese come evidenziato oggi nel corso dell’incontro con Assolombarda, dove il Ministro Urso è stato pubblicamente contestato su questo tema. La responsabilità di questo flop è tutta politica – concludono i democratici – e ricade sul Ministro Urso, a cui abbiamo chiesto oggi, per l’ennesima volta, di rendere pubblici i necessari correttivi che il governo intende mettere in campo per consentire alle imprese di accedere ai fondi e accelerare la transizione del sistema produttivo nazionale.

02/10/2024 - 17:50

Su politiche industriali nessuna idea né iniziativa”

L’audizione del ministro Urso è l’ennesima occasione mancata. Chissà se il suo nuovo annuncio sulla riforma dell’amministrazione straordinaria farà la stessa fine del riordino del settore della distribuzione dei carburanti, annunciato in pompa magna da mesi e non ancora deliberato dal cdm. Sui costi dell’energia, che è il problema qui ed ora delle industrie italiane, si rimanda ad un programma nucleare ancora tutto da inventare, come a dire ne riparliamo tra dieci anni e nel frattempo il governo rende impossibile la vita a chi vuole installare impianti da fonti rinnovabili. Il decreto transizione 5.0 è un percorso ad ostacoli che rende difficile l’accesso a fondi derivanti dal Pnrr e quindi a scadenza breve. Ma è soprattutto sulle politiche industriali che non ci siamo, nessuna idea e nessuna iniziativa, a partire dal livello europeo, dove è fondamentale mettere a disposizione risorse e strumenti per accompagnare la doppia transizione ecologica e digitale. Ne va della capacità competitiva dell’Italia e dell’Europa e su questo deve sentirsi forte e chiara la voce del governo, che anche oggi non si è sentita.

Così in una nota il capogruppo democratico nella commissione Attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo

12/06/2024 - 18:15

“Il governo nazionale guidato dalle destre e le istituzioni locali amministrate dalla Lega non hanno alcuna sensibilità e attenzione per il distretto calzaturiero di Vigevano e della Lomellina, che rappresenta un polo di eccellenze che genera il 7,3 per cento del valore aggiunto sul totale dell'industria pavese. Regione Lombardia non dà seguito all’accordo quadro di sviluppo del 2022 sull’utilizzo dei sostegni economici. Mentre l’esecutivo Meloni non rende disponibili misure, già finanziate dai governi precedenti, o perché mancano i decreti attuativi, mi riferisco ad esempio a Transizione 5.0, oppure stanzia risorse irrisorie, come previsto dalla legge sul Made in Italy che all’articolo 11 stanzia misure per la transizione verde e digitale nel comparto della moda pari a soli 15 milioni di euro. Poca cosa se pensiamo che il settore solo a Pavia fattura centinaia di milioni e conta migliaia di addetti. Ma soprattutto il governo ha scelto di fare ammuina su una nostra precisa richiesta, quella di istituire e convocare un tavolo di crisi con tutte le parti in causa presso il ministero delle Imprese e del made in Italy, a cominciare da Regione Lombardia, per assicurare la sostenibilità produttiva e la salvaguardia dei livelli occupazionali del distretto calzaturiero di Vigevano”.

Così Vinicio Peluffo, capogruppo democratico in commissione Attività produttive alla Camera, e Silvia Roggiani, della Presidenza del Gruppo Pd, replicano alla risposta del governo all’interrogazione rivolta al ministro delle Imprese e del made in Italy.

18/04/2024 - 12:36

“Le imprese che investono nella transizione ecologica vanno sostenute, non umiliate e prese in giro come sta facendo questa destra che non è ha ancora capito come i mutamenti climatici rappresentino un rischio determinante anche per la nostra economia. E’ quindi da deprecare l’atteggiamento del governo che aveva annunciato di inserire nel Decreto Pnrr anche gli impianti a biomasse tra gli investimenti in beni materiali previsti dal Piano Transizione 5.0 per poi, come al solito, cambiare idea all’ultimo momento. Questa norma però, non solo non è stato approvata, ma è stato addirittura inserita in una riformulazione di un emendamento del governo che però non ha alcuna attinenza con le finalità della proposta originaria: si tratta di un atteggiamento offensivo non solo per la stessa dignità del Parlamento e delle sue prerogative legislative ma anche nei confronti delle imprese del settore che andrebbero valorizzate e non trattate con questa superficialità e dilettantismo. Abbiamo tentato di riproporre questa misura con un ordine del giorno, anche questo però respinto”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani intervenendo oggi, giovedì 18 aprile in Aula, nel corso della discussione del decreto Pnrr.

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