“Il caro carburanti rischia di ‘affondare’ anche i collegamenti marittimi. Mentre il governo è immobile e silente rispetto alla mancanza di cherosene che rischia di lasciare a terra gli aeroplani già da maggio, anche i traghetti da e per le Isole, maggiori e minori, potrebbero restare all’ancora. E’ questo il grido di allarme lanciato dagli armatori di fronte all’aumento vertiginoso del costo del carburante. Se continua così, senza interventi per calmiere i costi, terranno ferme le navi pagando i costi dell’equipaggio. E’ a rischio la mobilità e i collegamenti da e per le isole ma anche l’imminente stagione turistica”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia e capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.
“E’ necessario un intervento urgente – prosegue – da parte del governo sia per calmierare il costo del carburante al fine di garantire la continuità territoriale via mare. Ma come Pd chiederemo anche di prevedere agevolazioni straordinarie, come ad esempio il credito di imposta, per andare incontro alle maggiori spese sostenute da marzo in poi proprio per il carburante”.
“L’inchiesta di Report sul caso EDI e i dati sui 7 milioni di elettori italiani, insieme a quelli che abbiamo e che mostrano l’exploit di partiti e personaggi più antieuropeisti in coincidenza con l’elezione di Donald Trump e durante fasi elettorali, dice una cosa molto seria: su questi meccanismi va fatta piena luce”. Lo dichiara Marco Furfaro, deputato Pd e membro della segreteria nazionale.
“Non è un tema tecnico per addetti ai lavori. Qui c’è di mezzo la tenuta democratica. Già nei mesi scorsi una ricerca dell’Università di Urbino aveva evidenziato come tra il 2022 e il 2024 gli algoritmi di Meta avessero compresso la visibilità della politica istituzionale, mentre cresceva la propaganda estremista, antieuropeista e filorussa”.
“Per questo serve trasparenza vera. Alla Camera, in Commissione Trasporti, si sta discutendo di come regolare gli algoritmi. Il Partito Democratico ha presentato una proposta di legge a mia prima firma su questo, chiedo alla maggioranza di discuterne insieme e approvare velocemente un testo che permetta di non falsare le regole. Perché il gioco deve essere pulito per tutti. E quando la sfera pubblica viene piegata da algoritmi opachi, il problema non riguarda una parte: riguarda la democrazia”.
“Dal governo continuano i silenzi sulla carenza carburante. Martedì scorso abbiamo pure chiesto informativa urgente, ma nulla. Passano i giorni e la situazione peggiora: il Governo chiarisca immediatamente come intende affrontare le criticità legate alla disponibilità dei carburanti negli aeroporti italiani, in un contesto segnato dallo shock energetico e dalle tensioni in Medio Oriente”. Lo afferma Anthony Barbagallo, capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera.
“È indispensabile – prosegue – garantire certezze agli operatori di una filiera strategica, con particolare attenzione al trasporto aereo e alla piena operatività degli aeroporti italiani, che rappresentano un’infrastruttura essenziale per la mobilità del Paese”.
Barbagallo sottolinea come “le recenti tensioni sul fronte dell’approvvigionamento abbiano già evidenziato segnali di criticità nella disponibilità di carburante avio in alcuni scali, con conseguenti misure di gestione e attenzione operativa da parte della filiera, in un quadro che resta in evoluzione”.
“L’avvicinarsi del periodo estivo, con l’aumento della domanda legata alla mobilità e ai flussi di passeggeri, rende ancora più urgente un’azione coordinata e preventiva per evitare criticità nel sistema aeroportuale e nella gestione dei rifornimenti”.
“Serve una attenzione permanente da Palazzo Chigi – conclude – con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, per assicurare un monitoraggio costante, una regia unitaria e un confronto stabile.”.
Anthony Barbagallo, Capogruppo PD – Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.
“Nello stesso giorno in cui la presidente Meloni non ha mai citato la parola 'trasporti' nella sua informativa alla Camera, viene certificato che del futuro delle lavoratrici e dei lavoratori del settore non le importa davvero nulla con l'approvazione dell'articolo 22 del Dl Pnrr e le ingiustificate bocciature degli emendamenti e dell'odg che abbiamo presentato come Partito Democratico per chiedere di garantire la clausola sociale nazionale, la sicurezza e i diritti di tutto il personale che opera nei servizi ferroviari Intercity”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu.
“Abbiamo portato in Parlamento le preoccupazioni espresse unitariamente dai sindacati – sottolinea l'esponente dem - in occasione dell’incontro dello scorso 10 marzo tra il Ministero e FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL-Trasporti, UGL-Trasporti, FAST-Confsal e ORSA-Ferrovie. Il Governo non può continuare a fare finta che non servano clausole sociali nei bandi di gara per garantire la continuità occupazionale e l'applicazione del CCNL del settore mobilità al fine di prevenire fenomeni di dumping. Occorre mettere nero su bianco meccanismi di controllo degli obblighi contrattuali, nonché degli standard di qualità e sicurezza del servizio previsti nei contratti di servizio, insieme ai percorsi formativi obbligatori per il personale per l'adeguatezza professionale e i necessari livelli di sicurezza del sistema ferroviario”.
“Davanti all'ennesimo no da parte del Governo alle richieste di tutti i sindacati è sempre più chiara la volontà di Meloni e Salvini di andare avanti voltando completamente le spalle alle lavoratrici e ai lavoratori del settore”, conclude Casu.
“Nel suo discorso in Aula Giorgia Meloni in quasi 7000 parole non ha mai pronunciato la parola trasporti. Eppure le scelte di questo Governo stanno trascinando il trasporto pubblico locale in una crisi sotto agli occhi di tutti. Gli ultimi dati Eurostat testimoniano che il nostro paese ha un indice del 68%, quasi sette italiani su 10, che non utilizzano mai il trasporto pubblico locale. In Europa peggio di noi c’è solo Cipro e il Governo continua a boicottare il settore: non solo ci sono stati tagli nell'ultima manovra, ma anche i ritardi nell’erogazione del fondo nazionale e ancora a tutt’oggi mancano le risorse e gli interventi per affrontare l'aumento dei costi dei carburanti e garantire il rinnovo dei contratti e la sicurezza per lavoratrici e lavoratori. Di fronte a tutto questo c'è la totale assenza di Giorgia Meloni e del ministro Salvini, che hanno completamente lasciato nel dimenticatoio il trasporto pubblico locale. Come Partito Democratico insieme alle altre forze di opposizione continueremo a incalzare il Governo per costringerli ad ascoltare il grido di dolore di Regioni, Imprese, Enti Locali e Sindacati ed affrontare in Parlamento le difficoltà che vivono ogni giorno
"Annuncio il voto contrario del Partito Democratico sulla fiducia a questo decreto Pnrr. Un voto contrario netto. E sia chiaro: non è un voto contro il Pnrr, è un voto contro il modo in cui questo governo lo ha gestito. Perché oggi possiamo dirlo senza tema di essere smentiti: il Pnrr, per come è stato condotto, è diventato in larga parte un'occasione perduta". Lo ha detto in Aula alla Camera Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio, intervenendo in dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto.
"Un'occasione perduta per il Mezzogiorno – ha proseguito l’esponente dem - che doveva ricevere il 40% delle risorse e che invece ha visto interventi insufficienti persino a evitare l'ampliamento dei divari. Un'occasione perduta per giovani e donne, indicati come priorità e poi tra i primi a essere sacrificati. Un'occasione perduta per rafforzare la pubblica amministrazione. Questo decreto non rilancia il Pnrr: ne gestisce la fase finale. È un decreto di fine corsa. Il suo cuore politico non è una visione degli investimenti, ma un 'salvare il salvabile'. State allungando la gestione, non completando il lavoro. Il decreto è un omnibus che contiene tutto, Pnrr, coesione, sanità, scuola, giustizia, trasporti, previdenza, industria e questo non è un caso: quando un decreto contiene tutto, significa che manca una linea politica chiara. Il risultato è sempre lo stesso: meno trasparenza, meno controllo parlamentare, più opacità”.
“E intanto – ha concluso Lai - scaricate sui territori il rischio dei fallimenti: Palazzo Chigi annuncia, i Comuni pagano. ANCI denuncia definanziamenti, i sindaci segnalano interventi sociali a rischio. Sulla sanità non governate, contabilizzate. Sulla politica industriale siete assenti: avete tolto 5 milioni al CNR già in sofferenza. E con l'articolo 30 vi riservate la gestione di oltre 1,5 miliardi accantonati, riallocati con un Dpcm senza criteri chiari, senza coinvolgimento del Parlamento, senza trasparenza. State costruendo un fondo significativo per fare politica di bilancio fuori da qualsiasi controllo parlamentare. Questo decreto segna un arretramento politico. Il Pnrr doveva lasciare un'eredità: una pubblica amministrazione più forte, riforme realmente attuate, una capacità stabile di governo dello sviluppo. Questo salto non c'è stato. Era un'occasione storica e non è stata pienamente utilizzata".
“L’intervento ferroviario inerente all’interramento della linea Porrettana a Casalecchio di Reno è una priorità per il territorio ed un'opera di valore nazionale. Ricordo che a cura di Rfi è prevista la parte di sistemazione del tratto di linea ferroviaria Bologna-Pistoia, in corrispondenza della fermata di Casalecchio di Reno, con l'interramento di un tratto di linea ferroviaria in affiancamento all’interramento stradale della SS64 ‘Porrettana’ (a cura di Anas). I benefici per il territorio della realizzazione di questa parte dell’opera del più vasto nodo ferro-stradale sono noti: il miglioramento della regolarità della circolazione ferroviaria e della sicurezza stradale e ferroviaria, la ricucitura del tessuto urbano interessato dall'attraversamento della linea ferroviaria storica Pistoia-Bologna, il miglioramento della viabilità stradale esistente, la predisposizione della sede ferroviaria per un futuro raddoppio potenziamento dell’infrastruttura. Ho presentato un’interrogazione parlamentare al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’effettiva volontà del governo di finanziare e completare l’opera, ritenuta dalla comunità territoriale strategica, ma da considerarsi fondamentale in un contesto più largo di organizzazione e pianificazione degli interventi per migliorare la rete ferro-stradale di un’area vasta”.
Così Andrea De Maria, deputato Pd.
“Sulla situazione dei carburanti negli aeroporti italiani non servono minimizzazioni, ma chiarezza e responsabilità. Dopo la nostra richiesta di informativa al governo, sono arrivate rassicurazioni da parte di Enac, secondo cui non ci sarebbe alcuna emergenza. Ma restano elementi di preoccupazione che non possono essere liquidati con leggerezza, considerando che il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz è stato nuovamente bloccato”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, deputato e capogruppo Pd in commissione Trasporti.
“Il rischio – sottolinea l’esponente dem – è che il livello del dibattito scenda a polemiche superficiali, mentre serve un confronto serio e trasparente su un tema che riguarda il funzionamento del Paese. Chiediamo al governo a che punto sia realmente la situazione e se siano stati avviati confronti con le compagnie aeree, con gli aeroporti e con le associazioni di settore. Ad oggi non arrivano risposte da chi dovrebbe darle, a partire dai ministri competenti, Salvini e Urso. Per questo ribadiamo la richiesta che il governo venga al più presto in Aula a riferire”.
“Non si tratta di alimentare allarmismi - conclude Barbagallo - ma di prevenire rischi che potrebbero avere conseguenze serie. Parliamo di un settore strategico, con impatti su mobilità, turismo, imprese e cittadini. Il confronto parlamentare è indispensabile per affrontare situazioni complesse e individuare soluzioni efficaci. Purtroppo, su questo, come su altri temi, il governo continua a sottrarsi al confronto, mentre noi chiediamo responsabilità, trasparenza e risposte concrete nell’interesse del Paese”.
“Chiediamo un’informativa urgente al governo, in particolare ai ministri Salvini e Urso, sulla grave situazione legata alla carenza di carburanti negli aeroporti italiani. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, sono già diversi gli scali coinvolti: Milano Linate, Treviso, Bologna, Venezia, Brindisi e Reggio Calabria. Il contesto internazionale, con l’aumento del costo del cherosene, sta già producendo effetti sulle compagnie aeree, che stanno trasferendo i rincari sui passeggeri, tra aumenti dei prezzi e nuovi costi aggiuntivi”. Lo ha detto in Aula alla Camera Anthony Barbagallo, deputato e capogruppo Pd in commissione Trasporti.
“Ma il dato più preoccupante – ha aggiunto l’esponente dem – è che, secondo le prime stime, le scorte potrebbero esaurirsi nel giro di cinque settimane. Una prospettiva allarmante, soprattutto perché coincide con l’avvio della stagione turistica, quando aumentano voli e presenze. Il rischio è una congiuntura molto grave: aumento dei costi, esaurimento delle scorte e crescita della domanda. Una situazione che potrebbe bloccare la vita ordinaria del Paese, con danni evidenti non solo per il turismo, ma anche per famiglie, imprese e sistema produttivo”.
“Per questo – ha concluso Barbagallo - chiediamo al governo quali contromisure intenda adottare e se abbia già avviato un confronto con aeroporti e compagnie aeree. È necessario sapere se siano stati coinvolti i rappresentanti del settore e quali iniziative si intendano mettere in campo. Di fronte a una situazione così delicata serve un intervento immediato e, se necessario, un provvedimento d’urgenza condiviso con il Parlamento”.
“L’allarme che viene dalle organizzazioni e associazioni che rappresentano agenti di commercio e consulenti finanziari - Fnaarc - Fiarc – Usarci – Anasf – Fisascat – Federagenti Cisal - Uiltucs - Ugl-Terziario - non può rimanere inascoltato.
Agenti di commercio e consulenti finanziari sono infatti particolarmente colpiti dall’incremento dei prezzi dei carburanti. Come essi stessi hanno rappresentato nella lettera inviata alla Presidente Meloni e al ministro dei trasporti Salvini, il loro lavoro richiede una continua mobilità, con consumi di carburante molto rilevanti. L’andamento dei prezzi che si sta determinando a seguito della guerra nel Golfo rischia di mettere a rischio la sostenibilità economica della loro attività.
È quindi importante che queste categorie non vengano lasciate indietro, rispetto ad altre già destinatarie di interventi di sostegno adottati dal governo o a cui il governo sta pensando.
Per queste ragioni presenteremo un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di intervenire con urgenza, per ricomprendere agenti di commercio e consulenti finanziari fra i soggetti destinatari di interventi di sostegno, riconoscendo il loro ruolo alla stabilità del tessuto economico nazionale in questa fase particolarmente critica”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Pd, Maria Cecilia Guerra, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera e Vinicio Peluffo, vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera.
“A oltre dieci mesi dalla nostra prima richiesta, reiterata più volte attraverso interrogazioni, question time e una lettera indirizzata al Presidente della Camera Lorenzo Fontana, abbiamo finalmente ricevuto la relazione degli ispettori del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’operato dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Un’attesa ingiustificata che conferma quanto fosse necessario fare chiarezza”, dichiarano i deputati PD Valentina Ghio, Luca Pastorino e Alberto Pandolfo, che hanno ricevuto oggi la risposta del MIT dopo oltre dieci mesi dalla richiesta.
“Il documento consegnato oggi - proseguono - contiene elementi che non possono essere sottovalutati e che aprono interrogativi rilevanti sulle modalità di gestione adottate, in particolare per quanto riguarda i rapporti concessori e il rilascio delle licenze. Gli stessi ispettori parlano di “molteplici elementi documentali” che rendono opportuna una revisione prudenziale degli atti, a partire dalla verifica di eventuali conflitti di interesse nei procedimenti concessori più rilevanti. Significativa è la valutazione finale degli ispettori, che invitano a verificare la sussistenza dei presupposti per la costituzione di parte civile nei procedimenti penali in corso, anche alla luce della vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ex presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Una possibilità che l’Autorità portuale, pur potendola esercitare a tutela dei propri interessi economici e reputazionali, non risulta aver intrapreso”.
“Resta infine una questione politica e istituzionale che non può essere elusa: per oltre dieci mesi non è stato dato seguito alle prerogative dei Parlamentari della Repubblica, che avevano formalmente richiesto accesso a documenti rilevanti senza ricevere risposte nei tempi dovuti. Un comportamento che rappresenta un vulnus nel rapporto tra istituzioni e Parlamento. Per queste ragioni continueremo a monitorare con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda e a incalzare il Governo affinché si faccia piena luce su quanto emerso, garantendo trasparenza, legalità e corretto funzionamento di un’infrastruttura strategica per il Paese”, concludono.
“La risposta del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla nostra interrogazione per chiedere al governo di quantificare il danno causato all’economia nazionale con l’introduzione per 3 mesi del contributo nazionale da due euro sui piccoli pacchi extra Ue, inserita nella legge di Bilancio e sospesa solo dopo la battaglia politica e parlamentare che abbiamo portato avanti insieme a operatori e lavoratori, è veramente preoccupante e ci costringe a rafforzare e rilanciare la nostra iniziativa politica per chiedere di cancellare una norma che rappresenta un tradimento del governo contro la logistica italiana. L’esecutivo non solo non risponde, dimostrando di non aver minimamente compreso qual è l’ammontare economico del problema che è stato generato, nonostante i crolli nei volumi nell'aeroporto di Malpensa negli altri scali nazionali e i dati forniti da tutte le organizzazioni di settore. La cosa più grave è che continua a non ammettere l’errore, ma afferma che siamo di fronte solo a ‘un rinvio tecnico per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici’. Quindi, la notizia è che il governo non sta minimamente considerando un dietrofront definitivo e dal 1 luglio 2026 il contributo nazionale potrebbe sommarsi agli interventi comunitari, danneggiando tutto il comparto già alle prese con le gravi difficoltà della crisi energetica. Serve un intervento immediato prima che i danni che solo Meloni Salvini e Giorgetti non riescono a vedere continuino a crescere”.
Così Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della commissione Trasporti, replicando alla risposta del governo al question time in commissione presentato insieme ai deputati dem Barbagallo, Bakkali, Ghio, Morassut e Roggiani, prima firmataria degli emendamenti segnalati e dell’Odg Pd accolto in occasione della conversione del Mille proroghe.
Raccogliamo il grido di allarme che arriva con forza dall’intero comparto del trasporto passeggeri, messo in grave difficoltà dall’impennata dei costi del carburante. Come evidenziato dalle principali associazioni di categoria, il settore dell’autotrasporto persone – che garantisce servizi essenziali come il trasporto pubblico locale, scolastico, sociale e turistico – rischia di essere lasciato indietro rispetto ad altri comparti già destinatari di misure di sostegno. Si tratta di una situazione non più sostenibile: senza interventi immediati, il rischio concreto è quello di aumenti dei costi per cittadini e famiglie, riduzione dei servizi e indebolimento competitivo delle imprese italiane. Per queste ragioni abbiamo già presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di intervenire con urgenza, estendendo anche al trasporto passeggeri le misure straordinarie adottate per fronteggiare il caro carburanti. Rivolgiamo quindi un appello al Governo affinché si dia rapidamente una risposta concreta a un settore strategico per la mobilità, la coesione sociale e l’economia del Paese. Non si possono abbandonare le imprese che ogni giorno garantiscono il diritto alla mobilità di milioni di cittadini, senza un correttivo immediato saranno gli studenti a pagare il prezzo più altro degli errori del Governo Meloni con servizi indispensabili che rischiano di saltare già durante il periodo pasquale, a partire dalle gite scolastiche e il trasporto per la fine dell’anno scolastico.
Lo dichiarano Antonio Misiani, senatore del Partito Democratico, responsabile Economia della segreteria nazionale, e Andrea Casu, deputato del Partito Democratico, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.
“Le lavoratrici e i lavoratori della navigazione interna devono avere gli stessi diritti di tutti i loro colleghi che lavorano ogni giorno per garantire il trasporto pubblico sulla terraferma. Grazie al primo firmatario Jonatan Montanariello insieme al capogruppo Giovanni Manildo e a tutte e tutti i consiglieri regionali che l’hanno sottoscritta, per l’iniziativa promossa oggi a Venezia insieme alle rappresentanze sindacali per presentare la proposta di legge per il pieno riconoscimento del carattere usurante del lavoro degli internavigatori. Un’ingiustizia che deve essere corretta al più presto e contro cui il Partito Democratico è pronto a battersi a livello nazionale al fianco del Circolo PD Mobilità e Trasporti di Venezia e tutto il Coordinamento Nazionale dei Circoli della Mobilità del PD. Porteremo la questione in Parlamento, incalzando il Governo Meloni e i Ministri Salvini e Calderone ad aprire gli occhi e intervenire immediatamente per impedire che nel tpl possano continuare a esserci lavoratrici e lavoratori di serie b dal punto di vista previdenziale.”
“Sul grande capitolo della scuola il lavoro delle opposizioni ha prodotto in questi anni atti parlamentari e proposte concrete che, purtroppo, hanno trovato spesso un muro da parte della maggioranza. Abbiamo avanzato proposte sul welfare studentesco a partire dai costi che famiglie e studenti sostengono per libri e trasporti, e interventi per rafforzare i Patti educativi di comunità, strumenti fondamentali per garantire più tempo pieno e ampliare l’offerta formativa. Parliamo di esperienze che in molte citta’ del nostro Paese hanno già trovato applicazione concreta, grazie alla collaborazione tra scuole, enti locali e terzo settore. Sono tutte proposte che abbiamo cercato di portare all’attenzione del ministero dell’Istruzione, con emendamenti, mozioni e atti parlamentari”. Lo dichiara Irene Manzi, deputata del Partito Democratico e capogruppo in commissione Cultura.
“Purtroppo – sottolinea l’esponente dem – con risultati molto limitati, perché la maggioranza continua a sottrarsi al confronto su temi centrali come quello dell’istruzione. Il governo preferisce imboccare la strada più facile degli slogan o degli interventi annunciati a mezzo stampa, invece di costruire soluzioni strutturali. Lo vediamo anche nelle dichiarazioni più recenti del ministro Valditara di fronte a fatti gravi e drammatici: si insiste su risposte esclusivamente penalistiche, quando servirebbe invece una strategia educativa di lungo periodo, fondata sulla prevenzione”.
“La scuola – conclude Manzi – non può essere lasciata sola. Serve un’alleanza forte tra scuola e famiglia, le due principali agenzie educative, per sostenere docenti, studenti e genitori che oggi si trovano spesso in difficoltà. Solo così si possono affrontare davvero le criticità del sistema educativo”.