15/01/2026 - 12:41

"Una pace giusta e duratura per noi è fondamentale. Il Pd lo ha sempre detto con chiarezza e senza ambiguità che sostiene l'Ucraina senza se e senza ma, che vogliamo una pace duratura e questo non è possibile senza una posizione chiara e unitaria dell'Europa.
Oggi il ministro Crosetto lo vedo più solo dentro la maggioranza. La Lega ha usato grandi parole di freddezza nei confronti di Crosetto, provando a mettergli il guinzaglio. Oggi fuori dal Parlamento c'è il flash mob di Vannacci contro all'aiuto all'Ucraina. La presidente Meloni attende i diktat dell'amico Trump. Ecco c'è una tale confusione e ambiguità dentro alla maggioranza che è davvero difficile sostenere quel che ha detto Crosetto oggi. La posizione della maggioranza è ambigua e quindi debole. Altrimenti ci dicano chiaramente qual è la posizione unitaria verso l'Ucraina. La Meloni ci dica dove vogliono arrivare Trump e Putin rispetto all'Europa. C'è un lavoro di distruzione dell'Europa e questo è un punto politico che manca nella relazione di Crosetto e che è necessario capire per avere più Europa e una pace duratura nel tempo. Vorremmo anche sapere che intenzioni ha il Governo sulla Groenlandia, altro punto non pervenuto". Lo ha detto in Aula Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, intervenendo in discussione generale sulle comunicazione del ministro della Difesa Guido Crosetto sull’invio di armi all'Ucraina.

13/01/2026 - 19:54

“Le dichiarazioni di Donald Trump contro l’accordo commerciale con Canada e Messico e contro le auto prodotte fuori dagli Stati Uniti colpiscono direttamente anche Stellantis e l’intera filiera automotive, fortemente integrata tra Usa, Messico e Canada, con possibili ricadute sull’industria e sull’occupazione in Italia. Di fronte a questo scenario, dal governo Meloni non arriva alcuna presa di posizione. Un silenzio ancora più grave se si considera che l’esecutivo ha annunciato la convocazione, a fine mese, del tavolo automotive senza però presentare una strategia chiara o un’idea industriale credibile. Stellantis, che produce sia in Messico che in Canada, ha già annunciato investimenti negli Stati Uniti, ma questo non è sufficiente a mettere al riparo una filiera globale e integrata dalle spinte protezionistiche americane. Continuare a tacere significa accettare un progressivo indebolimento del sistema industriale italiano. L’appiattimento sui capricci americani fa male all’Italia. Serve una linea chiara a difesa dell’industria e del lavoro”. Così Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera.

 

09/01/2026 - 15:21

“Due ore e mezza davanti alla stampa e non abbiamo mai sentito la parola “sanità”, nemmeno per una delle tante promesse impossibili, nemmeno se nel 50 per cento dei comuni con meno di 5 mila abitanti manca il medico condotto; non abbiamo mai sentito la parola “povertà”, nemmeno di fronte alla fila di 400 metri a Natale per la mensa dei poveri a Milano. Il paese reale non interessa alla premier Meloni.
Sul caro vita la Presidente del Consiglio arriva a negare l’evidenza. Di fronte ai dati ufficiali che certificano il peso dell’inflazione su salari e pensioni, Meloni sostiene che le rilevazioni non mostrerebbero gli effetti delle sue misure per presunte “ragioni tecniche”: quando i numeri smentiscono la propaganda del governo, il problema non sono le politiche sbagliate, ma i dati stessi. Come se la realtà fosse sbagliata e non le scelte dell’esecutivo.
L’azione del governo si esaurisce in un repertorio ormai stanco di formule di rito come fossimo al primo anno di legislatura: “stiamo intervenendo”, “è in agenda”, “lo faremo”. Espressioni ripetute per mascherare l’inerzia di un esecutivo che non mette in campo risposte vere. Una conferenza stampa fatta per sopravvivere.
Per il resto è il solito repertorio, simpatie e comprensione delle scelte trumpiane, l’Unione europea non esiste, le spaccature nella maggioranza nemmeno, attacco alla magistratura in vista del referendum, risposte sicuritarie a qualsiasi problema: un mondo in cui ognuno se la deve cavare da solo in un paese più povero, più diviso e più spaventato, con imprese sempre più in difficoltà e stipendi sempre più bassi”. Così i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia e il capo delegazione dem a Bruxelles Nicola Zingaretti.
 

09/01/2026 - 11:42

"L'omicidio di Renee Nicole Good a Minnepolis da parte della polizia anti-immigrazione di Trump, segna inequivocabilmente il declino della democrazia statunitense. L'assoluzione preventiva di Trump e l'immunità proposta dal vicepresidente Vance per l'agente dell'Ice che l'ha uccisa mentre lei, a bordo della sua auto, cercava di allontanarsi, sono la legittimazione della violenza e della repressione armata nei confronti di chi, pacificamente, contesta le politiche di Washington. Non a caso il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha duramente condannato l'accaduto e chiesto all'Ice di lasciare la città perché la sua presenza genera solo disordine.
Renee Nicole Good era una poetessa descritta da tutti come una donna gentile e amorevole che aveva a cuore le persone. Ed era lì per questo, quando è stata brutalmente uccisa dall'Ice: per monitorare le attività degli agenti anti-immigrazione nel suo quartiere. Un'attività che non costituiva alcuna minaccia e, di certo, non classificabile come "terrorismo interno", come ha dichiarato Kristi Noem, Segretaria per la sicurezza nazionale del governo.
Trump e il suo governo stanno trascinando gli Usa sull'orlo del precipizio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

05/01/2026 - 10:20

“E’ molto grave che il governo italiano, ieri con la Presidente Meloni e oggi con il Ministro Tajani, consideri legittima la violazione della sovranità di uno Stato e il sequestro del suo Presidente, dando anche credito alla tesi della presunta minaccia costituita dal narcotraffico, quando lo stesso Trump, nella sua conferenza stampa, ha chiarito che il principale obiettivo fella sua azione illegale è costituito dalle risorse petrolifere del Venezuela.
In questo modo si legittimano aggressioni militari e colpi di Stato, è sufficiente quindi, secondo quanto affermato da Tajani, intravedere una qualsivoglia minaccia per i propri interessi per aggredire un altro Paese. Sarebbe una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti anche la Groenlandia con i suoi 56.000 abitanti? Si creano così i presupposti per la  legge della giungla in cui a prevalere sono i più forti dal punto di vista militare, stracciando il diritto internazionale che lo stesso ministro Tajani ebbe a definire “importante fino ad un certo punto”.
Il governo dovra’ rispondere di fronte al Parlamento di queste sue inaccettabili e pericolose prese di posizione” così la deputata democratica, Laura Boldrini.

 

04/01/2026 - 15:02

"L'azione militare statunitense in Venezuela viola il diritto internazionale, rappresenta un precedente molto pericoloso per gli equilibri internazionali e peraltro viene rivendicata esplicitamente come occasione per sfruttare il petrolio venezuelano. Trump poi ha chiaramente delegittimato l' opposizione democratica a Maduro, che in questi anni si è battuta coraggiosamente contro il regime. Servirebbero parole forti e chiare dell'Italia e dell'Unione Europea che ancora una volta non abbiamo ascoltato. La subalternità a Trump non fa il bene del nostro Paese e dell'Europa". Così in una nota Andrea De Maria, deputato PD.

04/01/2026 - 13:02

“L'azione militare di Trump in Venezuela rappresenta un'aggressione a uno Stato sovrano che calpesta le fondamenta del diritto internazionale e della nostra stessa Costituzione. La condanna del Partito Democratico rispetto al regime brutale di Maduro, con le gravi violazioni di diritti umani in Venezuela, è sempre stata netta e decisa. E tuttavia, questo non giustifica l'aggressione militare di Trump, in violazione della sovranità nanzionale del Venezuela e della Carta Onu. La democrazia non si esporta con violenza, bombe o aggressioni".
Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione affari europei.
"L'attacco militare di Trump - sottolinea il parlamentare dem - non ha alcuna base legale e rischia di legittimare altre azioni unilaterali che smantellano le sedi multilaterali, creano caos e destabilizzazione, avallando l'uso della forza come nuovo principio dell'ordine mondiale in luogo della legalità internazionale. La posizione del governo italiano, volta giustificare l'azione di Trump, è completamente sbagliata. Così come è inaccettabile la timidezza registrata a livello europeo. È necessario uno scatto di coraggio". "L'UE si mostri unita con i suoi governi e le istituzioni, per condannare la violazione del diritto internazionale, difendere il pricipio che la diplomazia prevalga sulle armi e chiedere il ripristino della legalità internazionale anzitutto attraverso il coinvolgimento immediato del Consiglio di sicurezza”, conclude De Luca.

03/01/2026 - 18:29

"Esprimiamo grande preoccupazione per quanto sta avvenendo in Venezuela. Chiediamo che il Governo italiano trovi la capacità di pronunciare parole ben diverse da quelle che abbiamo letto, parole nette e coerenti con la storia del nostro Paese a difesa del diritto internazionale violato dall’attacco unilaterale e illegittimo voluto da Trump, a sostegno degli organismi multilaterali e delle ragioni della diplomazia. E che lavori per garantire la sicurezza dei nostri connazionali in Venezuela e la liberazione di Alberto Trentini e degli altri detenuti politici. La condanna che sempre abbiamo espresso, con atti parlamentari e prese di posizione nette verso il regime di Maduro e la sua violazione sistematica dei diritti umani, non giustifica in alcun modo quanto avvenuto in queste ore. Per questo chiediamo un’informativa al Governo in Parlamento sulla situazione in Venezuela e sulle sue preoccupanti conseguenze sul piano globale". Così in una nota al termine della Segreteria, i capigruppo PD alla Camera e al Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia.

03/01/2026 - 11:57

“L’attacco di Trump contro il Venezuela è un precedente pericoloso e deplorevole. Il regime di Maduro è brutale e per questo abbiamo sempre sostenuto l’opposizione venezuelana. Oggi il sistema di regole internazionali che ha finora evitato guerre su scala globale è ancora più fragile. Quando si afferma la forza dell’aggressione brutale ogni paese del mondo è più esposto” così sui social la vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Lia Quartapelle.

30/12/2025 - 11:09

"Il 2025 è stato senza dubbio un anno di lotte. Il piano della pace, dei diritti umani, della tutela del diritto internazionale e degli organismi sovranazionali è stato sicuramente il più impegnativo. Abbiamo visto minare alle sue fondamenta quel sistema di regole che ci siamo dati, volontariamente, dopo la Seconda Guerra Mondiale e che è stato un faro nella gestione delle tensioni e nella difesa dei diritti umani nel mondo. I tentativi di delegittimare la Corte penale internazionale e le sanzioni imposte ai suoi giudici, ne sono un esempio lampante". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, in un'intervista a L'Unità.
"Il genocidio a Gaza, come la continua annessione di fatto dei territori occupati della Cisgiordania da parte di Israele, e la sostanziale complicità a tutto questo orrore di gran parte dei governi segnano un passaggio drammatico che non deve trasformarsi in un punto di non ritorno. Per questo le piazze di tutto il mondo, anche italiane, si sono riempite di milioni di persone che hanno protestato contro le azioni criminali del governo israeliano e contro l’inerzia dei nostri governi - sottolinea Boldrini -. Come Comitato diritti umani della Camera, abbiamo ascoltato testimonianze di associazioni e ong che si occupano dei diritti del popolo palestinese. Organizzazioni sia palestinesi sia israeliane, insieme a ong italiane che operano in quei territori da ben prima del 7 ottobre 2023.
Ma abbiamo portato alla Camera anche le testimonianze sulle violazioni dei diritti umani in Iran, ascoltando la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, in Afghanistan, Egitto, Tunisia, Sudan e altri paesi.
Il prossimo anno l’impegno in solidarietà al popolo palestinese e per la sua autodeterminazione non cesserà". "Continueremo a batterci contro le violazioni dei diritti umani in ogni luogo dove questo accade - garantisce la deputata dem -. E per la pace, a partire dall’Ucraina dove le trattative, nonostante gli annunci del presidente americano, sembrano ancora arrancare, mentre l’Ue si accontenta di un ruolo marginale lasciando tutto nelle mani di Trump e Putin. Non staremo a guardare mentre il mondo alza vertiginosamente la spesa per il riarmo a scapito di sanità, scuola pubblica, welfare, pensando che la deterrenza la faccia la forza, come dice Meloni, e non la diplomazia, il dialogo, la mediazione com’è stato, almeno in Europa, per 70 anni".
"E continueremo a batterci per il salario minimo, la difesa dei posti di lavoro e una sanità pubblica che sia in grado davvero di rispondere alle esigenze di cura di chi ha bisogno perché la salute è un diritto, non un privilegio - conclude -. Insomma, nel 2026 il Pd sarà ancora in prima linea su tutti questi temi, in parlamento, nelle piazze e sui territori".

28/12/2025 - 18:00

"Siamo contari alla impostazione complessiva della legge di bilancio. Che non sostiene lo sviluppo e non investe sul lavoro e sull'equità sociale. Per quanto riguarda le spese della difesa riteniamo si debba investire sulla sicurezza del Paese e sulle nostre forze armate, impegnate peraltro in tante missioni di pace. Siamo però nettamente contrari ad una corsa incontrollata al riarmo, che vedrebbe il nostro Paese ed i singoli Stati europei subalterni alle priorità della Amministrazione Trump. La strada deve essere un' altra: quella di una politica comune di difesa europea, che davvero garantisca la sicurezza e l'autonomia dell'Europa".

Così Andrea De Maria, deputato PD, intervenendo in dichiarazione di voto in Commissione Difesa alla Camera.
 

 

22/12/2025 - 17:01

“La maggioranza riesuma il ddl 'caccia selvaggia' e con un ennesimo emendamento alla legge di bilancio, cambia ancora la legge 157 che tutela la fauna selvatica e regola l'attività venatoria. E lo fa a colpi di blitz e forzature, chinata com’è alle assurde richieste della lobby armiero-venatoria. Così si regalano biodiversità e natura alla caccia privata, consentendo alle aziende faunistico venatorie di operare a fini di lucro e trasformandole in un vero e proprio parco giochi per ricchi per sparare a piacimento, aziende per il divertimento di figli dei potenti come Trump jr, mentre le aree protette sono sempre più derubricate, lottizzate e sempre meno finanziate nonostante la loro prioritaria funzione di conservazione e tutela della biodiversità”. Così in una nota congiunta le deputate PD, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Questa legge di bilancio non solo dunque dimentica il lavoro, la salute, la scuola, l’ambiente ma sfregia anche le norme attuali a protezione della natura in nome di un imprecisato guadagno per pochi, ricchi e spregiudicati distruttori della biodiversità, che faranno profitto su un bene che appartiene a tutto il paese, la fauna selvatica” concludono Evi e Prestipino.

22/12/2025 - 11:32

"Il governo israeliano ha approvato altre 19 colonie in Cisgiordania. Colonie che, per il diritto internazionale, rimangono illegali, come ha stabilito la Corte internazionale di giustizia. Israele è in mano ai ministri estremisti che portano avanti il processo di annessione della Cisgiordania sia tramite l'esercito, sia tramite l'azione violenta dei coloni che godono di una totale impunità. Un regime del terrore messo in atto dal governo Netanyahu che opprime i palestinesi che vivono da sempre in Cisgiordania a cui vengono sottratte con la forza le case, le terre, le greggi e ogni bene. Gli obiettivi sono chiari: costringere i palestinesi ad andarsene, appropriarsi delle loro terre e impedire la nascita dello Stato di Palestina.Tutto questo accade nel silenzio assoluto della comunità internazionale, complice dei crimini commessi dal governo Netanyahu non solo in Cisgiordania, ma anche a Gaza. L'avvio del piano Trump, cosiddetto di pace, ha fatto sì che si spegnesse l'attenzione del mondo sulla Striscia. Ma a Gaza i palestinesi continuano a morire uccisi dall'Idf, dalla fame e dagli stenti. Gli aiuti rimangono fuori dai valichi per volere delle autorità israeliane che non ne consentono l’accesso, mentre le persone tentano disperatamente di sopravvivere in tende distrutte che non reggono la pioggia e non proteggono dal freddo.La pace a Gaza non c'è e in Cisgiordania regna la violenza. Ma il mondo si gira dall’altra parte rivelando tutta l'ipocrisia di chi dice "due popoli e due stati", ma non fa nulla perché questo accada". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

18/12/2025 - 15:55

“Giorgia Meloni arriva al Consiglio europeo in una posizione di grande debolezza e subalternità. Altro che patriottismo: il rischio concreto è che l’Italia venga relegata a portavoce delle posizioni americane, mentre la maggioranza è spaccata su tutto”. Così Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri del Pd.

“Abbiamo – evidenzia l’esponente dem - un vicepremier, Tajani, che sta a parole dalla parte dell’Europa, un altro, Salvini, che è apertamente schierato con la Russia di Putin ed elogiato dal Cremlino. Meloni ha tentato di costruire un ponte tra le due sponde dell’Atlantico, ma quel ponte è crollato in modo indecoroso, come quello sullo Stretto di Messina. L’Italia rischia di abbandonare la sua collocazione storica di protagonista dell’integrazione europea per finire nelle retrovie. Meloni oggi si fa paladina dell’unanimità, del diritto di veto che Orban e i nazionalisti usano per bloccare l’Europa e danneggiare l’Italia. Con questa logica, non avremmo mai avuto il Next Generation EU e i 200 miliardi del PNRR che oggi tengono in piedi la nostra economia. Giorgia Meloni, in tutti questi anni, concretamente, che cosa ha portato a casa? Niente”.

“Le aperture di Trump a Putin e il prospettarsi di una resa mascherata per l’Ucraina hanno alimentato la recrudescenza di Mosca. Siamo i primi a denunciare limiti e ritardi dell’Unione, ma è in Europa che dobbiamo fare la nostra battaglia per costruire una pace giusta ed evitare che la fine della guerra coincida con la fine dell’ordine internazionale basato sulle regole. Purtroppo – conclude Provenzano – vediamo una maggioranza divisa, con Salvini che si fa portatore in Europa della propaganda e degli interessi della Russia di Putin. Così l’Italia non è più protagonista, ma diventa marginale”.

 

18/12/2025 - 13:04

“Secondo quanto scrive Politico l’amministrazione Trump avrebbe fatto pressione sui governi amici in Europa per bloccare l’uso degli asset russi per l’Ucraina. Meloni smentisca con le decisioni questa indiscrezione visto che ieri in Parlamento è stata reticente”. Così una nota della vicepresidente della commissione esteri della Camera, la deputata democratica Lia Quartapelle.

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