“Accogliamo con favore il test dell'app europea per la verifica dell’età online, un primo passo concreto per proteggere i minori nell’ambiente digitale. È fondamentale però che l’Italia non si limiti a sperimentare soluzioni tecniche, ma intervenga anche sul piano normativo. Serve una legge nazionale che stabilisca un’età minima di accesso a internet e ai social network. Solo così possiamo garantire ai nostri bambini e ragazzi una reale tutela dai rischi online, dalle dipendenze digitali ai contenuti inappropriati, dal cyberbullismo ai contatti indesiderati” così Marianna Madia, deputata del Partito Democratico.
“Oggi, con la sentenza di primo grado sul processo “Angeli e Demoni”, si chiude una vicenda che ha profondamente segnato il nostro territorio dal luglio del 2019. Dopo anni di attesa, possiamo finalmente affermare che la giustizia ha fatto il suo corso, distinguendo i fatti dalle narrazioni distorte. Esprimiamo soddisfazione per l’esito del processo, che ha portato all’assoluzione della quasi totalità degli imputati, con l’eccezione di due condanne con pena sospesa. La verità giudiziaria conferma ciò che in molti, conoscendo la realtà dei nostri servizi sociali e del tessuto istituzionale, hanno sempre sostenuto: il racconto pubblico è stato spesso alterato, strumentalizzato e usato per fini politici, senza riguardo per la verità e senza successo duraturo. A uscire feriti da questa vicenda non sono solo le persone coinvolte ingiustamente – la cui dignità oggi viene in parte restituita – ma soprattutto i più fragili: i minori. Vittime due volte, prima degli eventi oggetto d’indagine e poi dell’esposizione mediatica e politica che ha trasformato il dolore in polemica. Ribadiamo la nostra fiducia nella magistratura, che oggi ha restituito un quadro più giusto e umano dei fatti. Ora, è necessario ricostruire la fiducia, rafforzare la tutela dei minori e difendere con ancora più determinazione i principi fondamentali della nostra comunità: verità, giustizia e rispetto. È anche arrivato il momento che chi ha irresponsabilmente strumentalizzato chieda scusa” così il deputato democratico Andrea Rossi commenta le assoluzioni molte delle quali con formula piena "perchè il fatto non sussiste” che hanno demolito il castello accusatorio del processo Angeli e Demoni’ sugli affidi di minori a Reggio Emilia.
Due italiani su tre dicono ok a regolamentazione uso social per minori
“Riteniamo interessante lo studio commissionato dalla Fondazione Belisario in merito al dibattito pubblico attivato con il ddl per la tutela dei minori nella dimensione digitale e sulla possibilità di introdurre delle regolamentazioni e limitazioni sull'utilizzo degli smartphone da parte di bambini e adolescenti. In base all’interessante sondaggio effettuato, tale decisione incontrerebbe l'approvazione di buona parte della popolazione. Due italiani su tre (il 67,1%), infatti, si dichiarano favorevoli all'introduzione di una legge che vieti l'uso degli smartphone per i ragazzi sotto i 14 anni. Le preoccupazioni a riguardo sono tante e interessano vari aspetti della vita quotidiana: dalla riduzione della socialità ai problemi legati alla salute mentale come ansia e depressione, passando da un'eccessiva dipendenza tecnologia ai problemi nello sviluppo cognitivo e nello studio, senza trascurare i rischi di incorrere in fenomeni di cyberbullismo e i problemi per la sicurezza personale. Preoccupazioni che vengono associate in larga misura anche all'utilizzo dei social network. Oltre l'80% della popolazione, infatti, ritiene che questi nuovi media abbiano delle importanti responsabilità nei fenomeni di violenza e isolamento che coinvolgono i ragazzi. E' necessario, dunque, educare gli adolescenti ad un uso consapevole di smartphone e tecnologia e, in questo contesto, giocano un ruolo importante sia la scuola in sé sia la collaborazione con le famiglie. Un motivo in più per portare a termine con determinazione e velocemente il nostro disegno di legge per la tutela dei minori nella dimensione digitale” lo dichiarano Marianna Madia (Pd)e Lavinia Mennuni (Fdi) componenti della commissione bicamerale infanzia e prime firmatarie della proposta bipartisan che mira a regolamentare l'uso dei social media per i minori attraverso la verifica dell’età e l’impiego di baby influencer.
“La sicurezza sul lavoro è una cosa seria. Lo afferma la deputata dem Cecilia Maria Guerra, responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico, intervenendo nel dibattito pubblico sui referendum promossi in materia di diritti del lavoro e cittadinanza, con particolare attenzione al quarto quesito, dedicato alla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro.
“Il grosso degli incidenti sul lavoro – spiega l’esponente dem – si verifica lungo la catena degli appalti e dei subappalti. E perché accade? Perché si scelgono spesso imprese che offrono minori garanzie in termini di sicurezza e magari pagano anche meno i lavoratori. Questo sistema è inaccettabile”.
La deputata Pd sottolinea quindi la necessità di introdurre meccanismi di responsabilità solidale: «Chi affida un appalto deve rispondere della qualità dell’impresa a cui assegna il lavoro. Deve essere responsabile in solido del pagamento dell’indennizzo al lavoratore che subisce un incidente. L’indennizzo, almeno, deve essere certo”.
«Per questo – conclude Guerra – dobbiamo votare sì a tutti i referendum, ma in particolare al quarto, quello sulla sicurezza sul lavoro. Perché la vita e la dignità dei lavoratori non possono essere sacrificate sull’altare del risparmio o dell'efficienza a tutti i costi”.
Bene che la Commissione Ue abbia annunciato il lancio a luglio di una nuova app per verificare l'età degli utenti online e rafforzare la tutela dei minori sui social. Anche noi come PD riteniamo che la protezione dei minori in rete sia una priorità assoluta. Così come la questione della battaglia contro il far west derivante dall'anonimato digitale. La rete non è da demonizzare, anzi, ormai è parte integrante della nostra vita quotidiana con tante opportunità. Ma è doveroso rispettare un’età di ‘maturità digitale’ così come porre un argine ai rischi legati alla diffusione dei contenuti illegali, di violenza, odio, diffamazione, hate speech, disinformazione, che si alimentano oggi anche grazie alla sensazione di impunità on line. Serve un bilanciamento tra la libertà di espressione e la tutela della dignità e delle persone, con particolare riguardo alle fragilità dei più giovani.
“Oggi alla Camera, su proposta dei vicepresidenti Ascani e Rampelli, è stato proiettato il terzo episodio della serie britannica Adolescence, che racconta con realismo il rapporto dei giovani con i social e la rete, aprendo interrogativi importanti sui rischi legati a un accesso illimitato dei minori al web. Da questa consapevolezza nasce la proposta di legge che ho presentato insieme alla senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni, con l’obiettivo di garantire una maggiore protezione ai minori online. Una proposta bipartisan che introduce l’obbligo di verifica dell’età da parte delle piattaforme, l’innalzamento dell’età minima per l’accesso ai social, un sistema semplice e immediato di segnalazione per bambini e ragazzi, la regolazione dei baby-influencer, il rispetto della privacy e il superamento dell’attuale modello basato sulla cessione dei dati personali dei più giovani. Il testo nasce dal lavoro svolto nella Commissione infanzia e adolescenza, con l’intento di tutelare chi ha più bisogno di protezione, e richiede un’azione rapida e condivisa. Dalle parole è ora necessario passare ai fatti: accelerare l’approvazione di questa proposta significa permettere al Parlamento di agire con responsabilità e tempestività, mettendo davvero al centro i diritti e la sicurezza dei più giovani. Non c’è più tempo da perdere” così la deputata democratica Marianna Madia componente della commissione infanzia e adolescenza e prima firmataria della proposta alla Camera.
“Prendiamo atto dell’istituzione di un gruppo di lavoro a Palazzo Chigi sul disagio giovanile: si tratta di un passo importante, ma non sufficiente. È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Ci aspettiamo ora che si approvi la proposta di legge bipartisan per tutelare i bambini e i preadolescenti dalla rete e dai social, in coerenza con quanto affermato oggi dalla Presidente del Consiglio. Non è una battaglia di parte. Di fronte a fenomeni sempre più allarmanti, serve una risposta urgente e condivisa. I dati, i segnali, gli allarmi ci sono tutti. Intervenire è responsabilità di tutti. Non possiamo più dire che non sapevamo: è un dovere verso bambini, preadolescenti e le loro famiglie” così la deputata democratica Marianna Madia (PD), componente della commissione bicamerale infanzia, che ha promosso insieme alla senatrice Lavinia Menunni (FdI) una proposta di legge bipartisan volta a garantire una maggiore tutela dei minori nell’accesso ai contenuti e ai servizi digitali. Il provvedimento prevede l’introduzione di un’età minima obbligatoria e l’obbligo, per i fornitori di piattaforme online, di adottare sistemi affidabili di verifica dell’età.
“Tutelare bambini e adolescenti dai rischi della rete” è l’appello lanciato, in occasione della Giornata mondiale contro la pedopornografia e la pedofilia, dalla deputata democratica Marianna Madia (PD), che ha promosso insieme alla senatrice Lavinia Menunni (FdI) una proposta di legge bipartisan volta a garantire una maggiore tutela dei minori nell’accesso ai contenuti e ai servizi digitali. Il provvedimento prevede l’introduzione di un’età minima obbligatoria e l’obbligo, per i fornitori di piattaforme online, di adottare sistemi affidabili di verifica dell’età. “La digitalizzazione rappresenta una risorsa fondamentale da sostenere – sottolinea Madia – ma è necessario riconoscerne anche i rischi, soprattutto per i più giovani. Il fenomeno dell’esposizione precoce a contenuti inappropriati o pericolosi è in aumento, anche a causa della carenza di strumenti efficaci di controllo. Attualmente – spiega la deputata – la verifica dell’età al momento dell’iscrizione è spesso limitata a una semplice autodichiarazione da parte dell’utente, facilmente aggirabile anche da chi non ha ancora raggiunto l’età minima richiesta. È indispensabile colmare questo vuoto normativo per garantire una reale protezione dei minori sul web e sui social network. L’obiettivo della proposta è duplice: da un lato, promuovere un uso consapevole e sicuro delle tecnologie digitali da parte dei minori; dall’altro, responsabilizzare le piattaforme e i fornitori di servizi online affinché implementino sistemi di verifica dell’età solidi e non eludibili. La proposta di legge – conclude Madia – è attualmente in discussione al Senato ed è stata già incardinata anche alla Camera: la sua approvazione urgente rappresenterebbe un primo, importante passo verso un ambiente digitale più sicuro per bambini e adolescenti”.
Giovedì 10 aprile alle ore 14.30, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, si terrà una conferenza stampa per la presentazione di tre proposte di legge che affrontano in modo complementare le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale, con particolare attenzione alla tutela dei diritti. Saranno presenti le deputate Anna Ascani, Chiara Braga, Marianna Madia e il deputato Piero De Luca, firmatari delle proposte. Nel corso dell’incontro verranno illustrate: la PDL n. 2212 Ascani e Braga, che introduce una disciplina sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito elettorale, per garantire trasparenza, correttezza e tutela del processo democratico; la PDL n. 1863 Madia, incentrata sulla tutela dei minori nell’uso degli strumenti digitali, con misure volte a garantire un ambiente online più sicuro per bambini e adolescenti; la PDL n. 2266 De Luca, relativa alla rimozione di contenuti illegali dalla rete Internet, con l’obiettivo di rafforzare la protezione degli utenti e combattere la diffusione di materiale illecito online. Le tre proposte si inseriscono in un quadro di iniziativa parlamentare che intende affrontare con responsabilità e visione le implicazioni sociali, democratiche e legali della rivoluzione digitale.
Info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it
Giovedì 10 aprile alle ore 14.30, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, si terrà una conferenza stampa per la presentazione di tre proposte di legge che affrontano in modo complementare le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale, con particolare attenzione alla tutela dei diritti. Saranno presenti le deputate Anna Ascani, Chiara Braga, Marianna Madia e il deputato Piero De Luca, firmatari delle proposte. Nel corso dell’incontro verranno illustrate: la PDL n. 2212 Ascani e Braga, che introduce una disciplina sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito elettorale, per garantire trasparenza, correttezza e tutela del processo democratico; la PDL n. 1863 Madia, incentrata sulla tutela dei minori nell’uso degli strumenti digitali, con misure volte a garantire un ambiente online più sicuro per bambini e adolescenti; la PDL n. 2266 De Luca, relativa alla rimozione di contenuti illegali dalla rete Internet, con l’obiettivo di rafforzare la protezione degli utenti e combattere la diffusione di materiale illecito online. Le tre proposte si inseriscono in un quadro di iniziativa parlamentare che intende affrontare con responsabilità e visione le implicazioni sociali, democratiche e legali della rivoluzione digitale.
Info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it
“È veramente un peccato, un’occasione persa. Abbiamo, grazie ai nostri componenti della commissione cultura al Senato, contribuito in modo sostanziale al documento che impegna il Governo su alcune riforme del calcio. Siamo stati propositivi e abbiamo votato favorevolmente su temi che riguardano la necessità di un piano per gli stadi, per i settori giovanili, per il calcio femminile, per un credito d’imposta per chi vuole investire sul calcio. Purtroppo però quel documento, che poteva essere votato all’unanimità, si svela per ciò che vuole essere: il via libera per il ritorno della possibilità di sponsorizzazioni e pubblicità delle scommesse sportive, tema sul quale non retrocederemo mai di un passo rispetto alla nostra contrarietà. Non espungere quel passaggio dal testo è una forzatura per la quale saremo molto curiosi di conoscere le reazioni di Giorgia Meloni, in passato sempre pronta a sottolineare la sua stessa e assoluta contrarietà sul tema, con decine di perentorie e inequivocabili dichiarazioni. La ludopatia non è un gioco e l’attenzione (soprattutto la tutela dei minori) rispetto al fenomeno delle scommesse sportive non è, per il Partito Democratico, negoziabile” così il responsabile nazionale sport, il deputato democratico, Mauro Berruto.
“Le scuole devono essere luoghi sicuri e inclusivi, dove ogni attività educativa rispetti rigorosi criteri scientifici e pedagogici. Per questo, insieme alla consigliera regionale Francesca Zottis, abbiamo deciso di intervenire sul caso Teen Star, un’associazione i cui corsi di educazione affettiva e sessuale hanno sollevato preoccupazioni in molte comunità scolastiche, da San Donà di Piave a Caorle fino a Torino. Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare e una regionale per chiedere trasparenza e maggiore controllo su queste attività educative”. Lo dichiarano in una nota congiunta la deputata Rachele Scarpa e la consigliera regionale Francesca Zottis, entrambe del Partito Democratico.
“Le proteste di genitori, insegnanti e opinione pubblica dimostrano quanto sia necessario garantire che i corsi proposti nelle scuole da associazioni esterne rispettino i principi di inclusività, scientificità e tutela dei minori. È inaccettabile che temi così delicati siano trattati in modo approssimativo o non conforme agli standard educativi. È nostro dovere vigilare affinché le scuole siano luoghi di crescita e rispetto, e non di divisione o disagio,” prosegue Scarpa.
Le interrogazioni, presentate in Parlamento e nel Consiglio regionale del Veneto, chiedono al Governo e alla Giunta regionale di verificare le modalità di accreditamento e monitoraggio di associazioni come Teen Star e di assicurare che le attività educative extrascolastiche rispettino i diritti dei minori e i principi costituzionali di pari opportunità.
“Questo è un impegno che riguarda tutte le istituzioni, a ogni livello,” concludono Scarpa e Zottis.
Dichiarazione on. Nicola Care’
“L’Australia ha vietato i social media agli under 16 con una legge votata da tutto il parlamento. In Italia, il Pd ha già depositato una proposta legislativa per affrontare l'emergente problema dell'accesso dei minori ai social media in Italia. Ispirandosi alla recente legge approvata in Australia, ci impegniamo a promuovere misure simili nel nostro Paese. Il 47% dei giovani italiani tra i 10 ed i 24 anni sarebbe favorevole a una limitazione dello smartphone fino ai 14 anni e dei Social media fino ai 16. E se questo concetto è più accettabile per chi quell'età l'ha già raggiunta, fa riflettere che sia d'accordo anche 1 su 3 fra chi ci deve ancora arrivare come rivela l'annuale indagine condotta dall'Associazione Nazionale Di.Te. (Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo Di.Te.) in collaborazione con il portale studentesco Skuola.net.
La legge australiana, approvata con largo consenso parlamentare, rappresenta una delle più severe normative a livello mondiale contro i social media, imponendo alle aziende di adottare misure efficaci per impedire ai giovani di creare account. Questa iniziativa è un passo importante per proteggere i nostri giovani dai rischi associati all'uso delle piattaforme social. Il disegno di legge che abbiamo presentato in Italia in senato a prima firma Menunni e Malpezzi e alla Camera Madia, mira a velocizzare l’iter legislativo e garantire un ambiente online più sicuro per i nostri ragazzi tutelando così i minori e promuovendo una maggiore responsabilità da parte delle piattaforme social.” Così Nicola Carè deputato Pd eletto all’estero e residente in Australia.
“Voi state immaginando di colpire le madri che commettono dei reati, ma non capiamo la ratio, perché con la mano sinistra colpite la rea e con la mano destra colpite anche i minori, che sono sottoposti a tutela universale. Nel momento in cui avete la capacità di individuare etnicamente chi colpire, state facendo eugenetica, voi decidete scientificamente quale etnia vada colpita”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo Pd, durante l’esame dell’emendamento che prevede la sospensione della pena per le detenute madri e le donne in gravidanza.
“Collega Pittalis – ha aggiunto Ricciardi rivolgendosi al deputato di Forza Italia, vicepresidente della commissione Giustizia - capisco la posizione politica di Forza Italia, ma a un certo punto dovrete decidere che fare perché se siete al governo non vi potete identificare come il partito del diritto postumo, postdatato. Quando sei al governo hai l'onere e il dovere e l'onore di governare e di disciplinare la norma nell'immediato. Non puoi assumere una posizione sulla stampa e dire che sei contrario e poi a un certo punto piegarti alla ragione del potere. Perché se è così, voi dovete avere il coraggio di dire che siete un partito liberale, che siete un partito di centrodestra, che siete l'elemento più moderato di questa maggioranza, ma che, purtroppo, siete vittime dell’estrema concezione del diritto di questa maggioranza. E noi le daremo solidarietà, a Lei e a tutto il gruppo di Forza Italia”.
“Piena solidarietà alla procuratrice per i minorenni di Palermo, dottoressa Claudia Caramanna, che ha subito l’ennesimo vile atto intimidatorio. Certo che porterà avanti con determinazione l’opera di lotta alla mafia e tutela della legalità attraverso il contrasto alla devianza minorile, confido che le sia garantita piena sicurezza affinché possa svolgere serenamente il suo prezioso lavoro a servizio dello Stato di diritto e del bene comune”. Così in una nota, il deputato Peppe Provenzano, membro della segreteria nazionale del Partito democratico e componente della Commissione nazionale antimafia.