Salvini insiste con una menzogna: non esiste alcun riscontro tra aumento delle aggressioni alle donne e immigrazione. Non è che se ripeti più volte una bugia diventa una verità. E non diventa vera nemmeno se a sostenerla è la Presidente del consiglio. È solo una menzogna più grave, falsa e razzista.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Una vera cultura contro il patriarcato e contro la violenza sulle donne si costruisce con l’educazione all’affettività. Lo confermano i dati preoccupanti diffusi oggi da Save the Children. Un adolescente su tre è d’accordo con la tesi che la violenza possa essere provocata dal comportamento o dall’abbigliamento di una ragazza. Uno su cinque ha confermato che in una relazione può anche scapparci uno schiaffo. Davanti a queste interviste il Governo dovrebbe fare una sola cosa, smettere di costruire stereotipi contro gli stranieri e avviare un grande piano educativo nelle scuole mettendo al centro le emozioni, la sessualità ed il supporto psicologico ai minori. Nei giorni scorsi la risposta a un governo che nega l'esistenza del patriarcato è arrivata forte e chiara dalle migliaia di donne che hanno riempito le piazze del nostro Paese. Ora serve fare di più, lo Stato deve essere protagonista in questa sfida culturale”. Lo afferma in una nota la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza.
“Ci troviamo difronte a un ddl debole riguardo alla rimozione degli ostacoli regolatori dell'apertura dei mercati, la promozione della concorrenza, la tutela dei consumatori e insufficiente per le aspettative di famiglie. Il governo resta sordo davanti a miglioramenti richiesti dal Pd sulla messa a gara delle concessioni autostradali ed è totalmente insufficiente sui Dehors, dove assistiamo alla proroga per un altro anno dei provvedimenti emergenziali e si elimina il principio dell’assunzione di responsabilità da parte di Sindaci e amministrazioni locali”. Così il deputato dem, Andrea Casu, vicepresidente in Commissione Trasporti alla Camera intervenendo sulla legge per il mercato e la concorrenza.
“Sul tema del trasporto pubblico non di linea ancora una volta si spreca l’occasione per sanare le ingiustizie nelle sanzioni e garantire un servizio pubblico più efficiente al servizio di tutti i cittadini. Il Governo getta la maschera e dimostra ancora una volta come l’obiettivo non sia affatto contrastare l’abusivismo ma rendere letteralmente impossibile il lavoro da parte di migliaia di operatori del settore NCC che chiedono solo di poter lavorare onestamente e invece si scontrano quotidianamente con interventi punitivi e persecutori da parte dell’attuale governo come abbiamo visto con l’assurdo obbligo dell’attesa dei 20 minuti tra un servizio e l’altro”, conclude Casu.
“Nessuna scusa, la violenza degli uomini contro le donne è da combattere, con leggi ben applicate, con maggiori fondi per le case delle donne e per la prevenzione. La violenza sessuale ed economica, le discriminazioni di salario e di carriera, la cultura maschilista sono inaccettabili” così il deputato democratico Virginio Merola.
“Per la prima volta un video che vede partecipi anche gli uomini. Una realtà terribile, questa. Tutti hanno il dovere di vigilare, denunciare e punire! Se io non voglio, tu non puoi. 365 giorni l’anno.
#25novembre
#giornatainternazionalecontrolaviolenzasulledonne”. Lo scrive sui suoi profili social Patrizia Prestipino, deputata Pd, condividendo il video della Fondazione Una Nessuna Centomila.
“Il 25 novembre ci consegna purtroppo una vera e propria emergenza sociale: un fenomeno che colpisce tutto il paese e contro il quale siamo chiamati ogni giorno a non abbassare la guardia perché la sola repressione non basta ed è l’educazione a fare la differenza. La prevenzione ed il rispetto devono partire innanzitutto dalle scuole, ma non può prescindere un ruolo attivo delle famiglie”. Lo dichiara il deputato del Pd, Marco Simiani.
“I dati anche nei nostri territori sono allarmanti e mostrano un preoccupante aumento delle violenze sessuali denunciate in numerose province del sud-est della Toscana, tra cui Grosseto, Siena e Arezzo. In particolare, nella provincia di Livorno si segnala un incremento significativo. Tuttavia, il dato più allarmante riguarda il grossetano, dove le denunce per violenze sessuali su minori di 14 anni sono più che raddoppiate in un solo anno, passando da 4 a 11”, aggiunge il dem.
“Purtroppo, la visione del ministro Valditara, che ha affermato che il patriarcato sarebbe stato ‘sconfitto per decreto’ e che le violenze sessuali sarebbero in aumento a causa dell’immigrazione, risulta non solo errata ma pericolosa. La cultura patriarcale è ancora profondamente radicata in Italia dove la violenza di genere, che si manifesta tra le mura domestiche, sul luogo di lavoro o in altri contesti, continua a essere un fenomeno sommerso. Come Partito Democratico, continueremo a impegnarci per garantire un sostegno concreto a chi subisce violenza, per finanziare maggiormente i centri antiviolenza, decostruendo al contempo gli stereotipi di genere che sono alla base di una cultura patriarcale e sessista, per promuovere nei fatti l'educazione alla parità di genere. Non è più sufficiente dire alle donne di denunciare: occorre comprendere davvero il loro punto di vista e cambiare la narrazione sulla violenza commessa dagli uomini. Possiamo farlo solo tutte e tutti insieme, non in una sterile lotta tra generi, ma nella comprensione chiara di chi agisce e chi subisce, intervenendo quindi sui modelli culturali”, conclude Marco Simiani.
Educazione, cura e applicazione leggi
“Ogni anno in questa giornata (per la verità non solo oggi) mi sento in colpa, terribilmente in colpa. Perché la violenza sulle donne è sempre ad opera di un uomo. Un uomo, come me e come il ministro Valditara, come tutti noi. Alle sue folli affermazioni durante la presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin sul patriarcato che non esiste e la colpa della violenza agli immigrati clandestini lascio rispondere i dati: l’Istat che ci dice che la maggioranza delle violenze sulle donne avviene in casa per opera del partner e il ministero degli interni che dice che il 93,9 per cento dei femminicidi è compiuto da italiani”.
Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Allora - aggiunge -non cerchiamo capri espiatori, non facciamo finta di dimostrare un’attenzione pelosa al tema solo in prossimità di questa giornata, agiamo, come abbiamo chiesto di fare come Partito democratico con una serie di proposte concrete che parlano di educazione e di cura, di relazioni, di leggi che vanno applicate e rispettate e fatte applicare anche attraverso la formazione obbligatoria degli operatori e delle operatrici, perché questa violenza bisogna conoscerla per combatterla e perché essendo incastonata nella nostra cultura patriarcale la dobbiamo combattere a partire da noi e dalla nostra sottovalutazione.
Allora - conclude - attenzione ai segnali, attenzione a quello che vediamo e sentiamo, perché questo è il patriarcato. E il patriarcato uccide”.
Prima è stereotipo di genere, controllo e manipolazione. Poi diventa violenza psicologica e infine fisica. Un processo che va fermato subito sostenendo chi ha il coraggio di raccontare, chi chiede aiuto, chi denuncia. Occorrono risorse, supporto ai centri antiviolenza, personale formato tra gli operatori e nella magistratura. E contemporaneamente vanno educati i giovani uomini al rispetto e le giovani donne alla consapevolezza di sé, educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Voltarsi dall’altra parte o sottovalutare rende tutti responsabili. Per questo chiediamo al governo un impegno serio nella lotta alla violenza di genere. Non bastano panchine e tricolori, bisogna agire 365 giorni l’anno.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Come Partito democratico abbiamo voluto presentare una norma che individua l'assenza di consenso come elemento caratterizzante della violenza sessuale. Proprio in vista della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, vogliamo che il Parlamento si esprima e prenda una posizione su una norma fondamentale nella prevenzione e nel contrasto della violenza contro le donne, mettendo al centro il consenso come libera manifestazione della volontà della persona, che deve rimanere tale e immutato durante l'intero svolgersi dell'atto sessuale e che è sempre possibile, in qualsiasi momento e con ogni forma, revocare. Una norma fortemente voluta da molte associazioni e tra queste Amnesty International, che da sempre combattono contro il pregiudizio che addebita alla donna la responsabilità della violenza sessuale. Con la nostra proposta di modifica dell’articolo 609-bis del codice penale, il principio che vogliamo affermare è che qualsiasi atto sessuale senza consenso deve essere punito.
Così le deputate del Pd Laura Boldrini, prima firmataria della norma, e Michela Di Biase relatrice del provvedimento.
La maggioranza impedisce alla Camera l’esame delle mozioni che impegnano il governo in iniziative concrete di contrasto alla violenza contro le donne. Vogliono nascondere le parole indecenti del Ministro Valditara e la copertura da parte della Premier Meloni e al tempo stesso oscurare i loro ritardi sull’attuazione degli impegni che servirebbero per contrastare il fenomeno orribile del femminicidio che solo nel 2024 ha fatto 96 vittime, donne uccise da mariti, fidanzati e conviventi della stessa nazionalità.
È così che intendono celebrare la giornata mondiale del contrasto alla violenza di genere fissata dall’Onu per il 25 novembre: rinviando il confronto in parlamento alle calende greche.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"La maggioranza si dimostra inqualificabile: pur di nascondere gli imbarazzi derivanti dalle dichiarazioni del Ministro Valditara, e oggi della premier Meloni, la Camera ha approvato, contro il volere delle opposizioni, il rinvio della discussione sulle mozioni per il contrasto alla violenza sulle donne a dopo il 25 novembre. Premier e ministri stanno avvelenando il clima politico rifiutandosi di riconoscere che la cultura patriarcale e' l'ostacolo da superare con l'educazione, e la maggioranza butta la palla in tribuna e rimanda a data da destinarsi la discussione su soluzioni concrete per contrastare questo dramma sociale che vede una donna uccisa ogni tre giorni” così la vice presidente del gruppo del Pd alla camera, Valentina Ghio.
"Con un colpo di mano vergognoso la maggioranza ha rinviato alla settimana prossima la discussione sulle mozioni contro la violenza sulle donne prevista per oggi. Significa che il 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, passerà nel silenzio della Camera dei Deputati.
Una scelta disarmante che dimostra la poca considerazione che questa maggioranza, quella della "prima donna presidente del Consiglio", ha di un tema così grave. Ma la cosa più incredibile sono le motivazioni avanzate dalla presidente della Commissione femminicidi Semenzato secondo cui poco contano le ricorrenze e le date internazionali perché di violenza contro le donne si deve parlare sempre. E questo è esattamente quello che fa l'opposizione: ne parliamo sempre, presentiamo proposte di legge, mozioni, risoluzioni. Ma tutto viene bocciato o boicottato da una maggioranza di ultra destra a cui della sicurezza delle donne e del loro benessere non interessa nulla. Lo ha dimostrato, per altro, l'imbarazzante intervento del ministro Valditara ieri alla presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin che ha voluto legare la violenza contro le donne alla presenza dei migranti nel nostro Paese, oltre ad aver negato la matrice patriarcale di questa piaga sociale.
Non è rimandando ad altre date la discussione che fermerete la nostra battaglia per e con le donne". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Coordinatrice dell'intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità
"Il rinvio della discussione delle mozioni contro la violenza sulle donne a dopo il 25 novembre rappresenta un grave precedente che segnala l'assenza di volontà, da parte della maggioranza, di portare avanti in Parlamento soluzioni concrete per contrastare violenza e femminicidi e di considerare questa una priorita’ Questo atteggiamento indegno dimostra l’incapacità di riconoscere la responsabilità della cultura patriarcale che, evidentemente, continua ad albergare tra le fila della maggioranza e nel governo che ha dato prova di grave incompetenza nelle dichiarazioni di ieri di Valditara e di oggi di Meloni e Salvini. Come fanno a guardare in faccia le donne italiane con questa leggerezza?” così la capogruppo democratica nella commissione contro i femminicidi, Sara Ferrari.
“Il mancato obiettivo di una mozione bipartisan è un’ulteriore ferita che rallenta il già faticoso percorso verso l’adozione di efficaci azioni di contrasto alla violenza di genere”. Così Antonella Forattini, deputata Pd e componente della commissione di inchiesta sul Femminicidio, commentando la mozione sulle iniziative in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, depositata da Pd, AVS, IV e Azione.
“Non bastano - ha concluso Forattini - le statistiche sui femminicidi, uno ogni tre giorni, a segnalare l’irrilevanza delle soluzioni fin qui adottate: non è risolutivo l’approccio giustizialista concentrato esclusivamente sulla punizione del reato, lenta e non sempre certa. Occorre soprattutto garantire protezione e sicurezza economica alle vittime e serve formare ed educare all’affettività e alla parità di genere. Questi i principali temi su cui la mozione intende impegnare il governo. Ma le dichiarazioni del ministro Valditara che, nel giorno in cui si presentava la Fondazione intitolata a Giulia Cecchettin, ha affermato che il patriarcato non esiste e che i responsabili della recrudescenza dei femminicidi sono gli immigrati irregolari, concetto ripreso oggi dalla premier Meloni, hanno fatto venir meno le condizioni, faticosamente costruite, per una mozione unitaria. Mozione che chiede inoltre, in funzione delle misure da adottare, l’aggiornamento costante delle statistiche, secondo le quali l’80% dei femminicidi in Italia è commesso da italiani, come accertato dall'Istat. La negazione delle reali cause della violenza di genere, che affondano nel patriarcato e nell’arcaica legge del più forte, non potrà che aggravarla. Avanti di questo passo, per tutte le donne si prospettano tempi difficili”.