10/02/2026
Toni Ricciardi
Casu, Manzi, Forattini, Viggiano, Curti, Romeo, Porta, Di Sanzo, Simiani
2-00770

 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, per sapere – premesso che:

   da un po' di tempo si assiste alla crescita di accessi al sito internet https://semplita.com, sito di assistenza completa per le pratiche che riguardano gli italiani all'estero;

   suddetto sito opera in cinque Paesi europei e principalmente Regno Unito, Svizzera e Germania;

   ricevuto diverse segnalazioni da parte di connazionali i quali avrebbero usufruito dei servizi, a pagamento, con il beneficio di saltare le note liste d'attesa;

   per fare un esempio, siamo a conoscenza tramite testimonianze dirette che per un rinnovo di passaporto o di Cie dove generalmente i tempi di attesa sono ricompresi tra 3 e 5 mesi, sarebbero state risolte nel giro di appena 15 giorni;

   l'elemento particolare che suscita curiosità nella navigazione del sito è che non vi è riferimento ad alcuna persona fisica, tranne nel blog un soggetto firma gli articoli;

   a riprova di quanto richiamato in premessa alla voce «contattaci» vi è un solo numero di telefono cellulare senza che sia riferito ad una funzione né apicale né di segreteria;

   alla voce «chi siamo» invece di rinvenire un organigramma si legge testualmente «Gestiamo le pratiche per te, verificando la documentazione e occupandoci dei rapporti con gli uffici competenti.»;

   tra i servizi offerti vi sono: iscrizione all'Aire, aggiornamento account Aire, richiesta passaporto italiano, richiesta passaporto urgente, attivazione SPID, carta di identità elettronica, richiesta codice fiscale, trascrizione matrimoni, trascrizioni nascite, cittadinanza per matrimonio;

   tutti questi servizi sono a pagamento;

   l'unica preoccupazione evidente e richiamata in ogni pagina del sito è quella di sollevare l'utente da qualsiasi preoccupazione assicurando il fatto che ad occuparsi della burocrazia saranno loro;

   anche sulla pagina Facebook non vi sono riferimenti a persone fisiche o ad uffici e sedi legali –:

   se il Governo risulti essere a conoscenza di quanto riportato in premessa;

   se sappia chi sono gli erogatori di tali servizi a pagamento e se comunque, per quanto di competenza, si tratti di attività regolari;

   se risulti essere a conoscenza di eventuali legami interni alle varie sedi consolari nei Paesi nei quali opera il sito che consentono di accorciare i tempi di attesa saltando impropriamente le liste presenti;

   quali iniziative intenda intraprendere con urgenza, al fine di garantire la massima trasparenza e legalità nella gestione delle suddette pratiche trattandosi di un portale che si occupa di dati sensibili di nostri connazionali.

Seduta del 27 febbraio 2026

Illustrazione di TonI Ricciardi, risposta della Sottosegretaria di Stato per gli Affari esteri, replica di TonI Ricciardi

TONI RICCIARDI, Grazie, Presidente. Sottosegretaria Tripodi, ci troviamo qui, questa mattina, perché mi è stata segnalata, in presa diretta, per conoscenza diretta, una vicenda che riguarda, come giustamente annunciava il Presidente Rampelli nel titolo e nella premessa, l'esistenza di un sito internet, che rappresenta una società privata, che offre assistenza e consulenza ai nostri connazionali che vivono all'estero. Il sito sottolinea, con chiarezza, che loro operano ormai da anni principalmente in 5 Paesi – tra cui il Regno Unito, la Germania e la Svizzera (stiamo parlando di tre comunità tra le principali comunità di italiani e italiane nel mondo) - e offrono tutta una serie di servizi che vanno dai passaporti, alle trascrizioni di matrimonio, fino alle trascrizioni di nuove nascite, CIE e quant'altro. E tutti questi servizi vengono erogati in base a dei corrispettivi di cui c'è tutto un tariffario.

La cosa che, più di tutte, ha suscitato perplessità è - come primo punto - il fatto che, navigando il sito e vedendo anche le pagine social di questa società, noi non troviamo nessun riferimento a nessun indirizzo e nessun riferimento a responsabilità, a persone giuridiche o a società. Troviamo semplicemente una e-mail e un numero di cellulare (cellulare italiano).

La cosa che, più di tutte, ha destato la mia attenzione è stata il fatto che, per racconti diretti di cittadine e cittadini che ne hanno usufruito, questi, con questa intermediazione (pagando per servizi che di solito non si pagano, che sono gratuiti), praticamente hanno avuto la possibilità di saltare le famigerate liste d'attesa. Come lei sa, Sottosegretaria, in alcuni consolati, soprattutto quelli interessati anche da questo atto di sindacato ispettivo, a volte le attese per gli appuntamenti per una CIE o per un passaporto variano dai 4 ai 6 mesi: non perché ci sia l'incompetenza o la mala volontà delle sedi diplomatiche e consolari, ma perché la richiesta e la pressione sono tante, i dipendenti a disposizione sono quelli che sono e quindi, naturalmente, c'è una procedura che si rallenta.

Ora, da questo punto di vista, io sono qui, questa mattina, a chiedere al Governo le seguenti risposte: primo, se sa chi sono gli erogatori di tali servizi; secondo, se questa procedura è ritenuta dal Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, e in generale dal Governo italiano, legale, e se, soprattutto, al Governo risulti o conosca l'esistenza di legami interni alle varie sedi consolari nei rispettivi Paesi che consenta, in un certo qual modo, di accorciare le tempistiche. Soprattutto, Sottosegretaria Tripodi, ringraziandola per la presenza questa mattina, vorremmo sapere che cosa intende fare il Governo rispetto a questa vicenda.

MARIA TRIPODISottosegretaria di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale. Grazie, Presidente. Ringrazio l'onorevole Ricciardi. Il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale segue con costante attenzione il fenomeno degli intermediari privati che offrono a pagamento assistenza ai connazionali per la gestione delle pratiche consolari.

Il portale richiamato nell'interpellanza (Semplita) sembrerebbe operare soprattutto in Europa con la gestione di un soggetto privato che, su delega del connazionale, utilizzerebbe le credenziali personali di quest'ultimo per accedere alle piattaforme istituzionali Fast-It e Prenot@mi: programmi che gestiscono la trattazione delle pratiche consolari rigorosamente in ordine cronologico, nel rispetto dell'articolo 12 del DPR n. 62/2013.

Quanto ai tre Paesi indicati dall'onorevole interpellante - Regno Unito, Svizzera e Germania - a seguito di un ulteriore approfondimento fatto, non si ha evidenza di segnalazioni specifiche da parte dell'utenza sul caso in questione. Le sedi diplomatico-consolari nell'area monitorano costantemente e in maniera proattiva le citate piattaforme per prevenire fenomeni di rivendita di appuntamenti. A titolo di esempio, il Consolato generale d'Italia a Londra pubblica i tempi di attesa di Fast-It sul sito istituzionale. Gli appuntamenti su Prenot@mi vengono resi disponibili secondo un calendario trasparente e predeterminato, con rilascio quotidiano di nuove disponibilità. Sono previsti controlli a campione e incrociati sulle prenotazioni, comprensivi della verifica degli accessi, degli orari e degli indirizzi IP.

L'attività di prevenzione, monitoraggio e controllo si esplica anche a livello centrale. Il Ministero degli Esteri è fortemente impegnato nel rafforzamento dei sistemi informatici per contrastare eventuali abusi.

La progressiva migrazione sul Polo Strategico Nazionale di tutti i portali relativi ai servizi consolari contribuirà, peraltro, a creare un'infrastruttura di sicurezza ancora più stabile, con l'obiettivo di ridurre ulteriormente gli spazi per intermediazioni improprie e garantire la piena tutela dei dati personali.

Abbiamo inoltre da tempo avviato una mirata campagna informativa per ribadire la totale estraneità del Ministero e della Rete ai servizi di intermediazione privati e per richiamare l'attenzione degli utenti sull'importanza di accedere direttamente alle piattaforme istituzionali, scongiurando costi aggiuntivi e la condivisione di dati personali con agenzie private.

In conclusione, voglio rassicurare l'onorevole interpellante che continueremo il costante monitoraggio sul corretto uso degli applicativi ministeriali al fine di migliorare ulteriormente l'erogazione dei servizi consolari, assicurando trasparenza e legalità.

Ciò in linea con la recente riforma del Ministero fortemente voluta dal Ministro Tajani, che ha messo al centro del suo mandato il rafforzamento dei servizi ai cittadini e alle imprese. La riforma ha previsto, tra l'altro, l'istituzione di una Direzione generale dedicata allo sviluppo delle infrastrutture informatiche, alla digitalizzazione e alla sicurezza cibernetica, a dimostrazione del carattere prioritario e centrale che il tema riveste nell'azione quotidiana del Ministero degli Affari esteri.

TONI RICCIARDI, Grazie, Presidente. Guardi, con senso di profonda amarezza, umana e personale, per la gentilezza che contraddistingue il lavoro della Sottosegretaria Tripodi, io mi dichiaro completamente, totalmente e profondamente insoddisfatto. Mi spiego.

Mi dispiace, Sottosegretaria, ella non mi ha risposto a nessuna delle domande poste: “vedremo, faremo, stiamo facendo”. Questa interpellanza chiedeva di capire cosa stesse accadendo. Perché, guardate, la società segnalata ha un tariffario pubblicato in piena trasparenza e lo leggo, Presidente Rampelli, perché qua bisogna che ci capiamo un attimo in questo Paese.

Punto primo: si chiedono 75 euro per l'iscrizione AIRE, che è gratuita. Si chiede di pagare 75 euro per prendere un appuntamento per i passaporti, che è l'unico documento che noi diamo seduta stante a un connazionale, e questo accade in consolati dove aspetti 5, 6, 7 mesi anche solo per trovarlo il buco nel sistema Prenot@mi. Per una CIE - sentite e tremate - ci vogliono 75 euro e 25 euro per ogni persona aggiuntiva (si fa pacchetto famiglia). Cento euro per l'assistenza per la trascrizione dell'atto di matrimonio (dove c'è pure la consulenza, la traduzione, la legalizzazione) e - nientepopodimeno che - 250 euro per la trascrizione della nascita di un figlio, esattamente nel momento in cui l'anno scorso, il 20 maggio del 2025, questo Governo, ed esattamente il Vicepremier e Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani, ha segnato una delle pagine più buie del rapporto istituzionale del Governo con le proprie comunità all'estero, bloccando la trasmissione automatica della cittadinanza.

Ora, Presidente, io qui non le sto portando esempi dell'America Latina, con tutto il rispetto che io porto per qualsiasi Paese dell'America Latina e del mondo, io le sopportando fattispecie che stanno accadendo in Europa, nel cuore dell'Europa, dove noi abbiamo comunità radicate e stanziate. La verità, Sottosegretaria Tripodi: lei ha richiamato la riforma del Ministro Tajani sul MAECI. Quella riforma, che noi abbiamo avversato con forza, ha dentro un paragrafo che spiega tutto qual è la visione, purtroppo, di questo Governo: la privatizzazione dei servizi consolari. Sottosegretaria, io mi sarei aspettato un'assunzione di responsabilità da parte di questo Governo e non “spallucce” facendo finta che nulla stesse accadendo, perché quello che sta accadendo con i servizi consolari, che voi volete privatizzare, accade già con i visti. Sottosegretaria, ma se in Cina ci sono società, che hanno commesse da parte della Repubblica italiana, che operano sui visti - il costo di un visto è 90 euro -, queste società vendono fast track, lo speedy boarding, vendono il servizio business e a domanda a queste società: scusate, ma il timbro di visto chi lo mette? Lo mette il funzionario, il dipendente del consolato? Sì, e allora mi spiegate voi come fate a garantire il fast track di quella procedura pagata il doppio o il triplo rispetto al costo ordinario, quando il funzionario è lo stesso? E come fa il funzionario a decidere se mette prima il timbro sulla pratica ordinaria da 90 euro o su quella da 150?

Sottosegretaria, la fattispecie gliela presento pubblicamente: una cittadina disperata di una certa età che non sapeva come arrivare ai servizi consolari, con il passaparola entra in contatto con questa società pagando 350 euro - e dico 350 euro -, ed esattamente in 15 giorni riesce ad avere le Cie per sé e per tutta la famiglia, e con l'aggiunta che il giorno prefissato non le andava più bene e le hanno anche spostato il giorno prefissato. Allora delle due l'una, perché o lei mi viene qui a dire che state facendo i dovuti accertamenti e che verificherete che cosa accade, oppure io debbo immaginare che sarà stata opera dello Spirito Santo che questa società ha avuto la capacità in un consolato, dove aspetti sei mesi per un appuntamento per la Cie, ad ottenere l'appuntamento nell'arco di 15 giorni per quattro persone due volte. E anche sul sistema Prenotami, Sottosegretaria, voi sapete benissimo alla Farnesina che ci sono i sistemi di intelligenza artificiale che intervengono e riescono a carpire le procedure di appuntamento, e allora, da questo punto di vista, non è che noi dobbiamo avere la centrale della sicurezza cibernetica domani mattina, ma noi dovremmo avere un intervento strutturato che sottolinei la difficoltà che c'è e che intervenga in termini di sicurezza, perché la vendita degli appuntamenti ai consolati è prassi costante da troppo tempo e non va bene, Sottosegretaria. Questa cosa non è più accettabile, e per giunta voi avete nel cassetto una soluzione depositata da 10 anni! Allora delle due l'una, noi vi stiamo chiedendo da tempo -sono oltre 10 anni - che c'è la possibilità di attivazione di una convenzione con degli organismi riconosciuti, monitorati e controllati dalla Repubblica italiana, che sono i patronati, contro i quali voi crivellate un giorno sì e l'altro pure. E allora non riesco a capire: i patronati non sono titolati perché, probabilmente, il patronato pensiero non è eccessivamente allineato, mentre le società private che speculano e lucrano sulla difficoltà dei cittadini, invece sì.

Allora, Sottosegretaria Tripodi, ringraziandola per l'umana disponibilità - e ci mancherebbe pure -, però io la invito a continuare a monitorare questa vicenda e a verificare quali saranno i passi che si dovranno fare perché guardate, se una Repubblica come la nostra, noi siamo l'Italia, non siamo l'ultimo Paese del globo, ma se un Paese come l'Italia non è in grado, dal punto di vista formale, istituzionale, con la diaspora che vive e con oltre 7 milioni di cittadini iscritti all'AIRE di poter garantire, tra le mille difficoltà che ci sono, e ci mancherebbe pure, risposte adeguate da parte dello Stato e si deve affidare a soggetti privati che lucrano e speculano sulle difficoltà umane di queste persone, noi riteniamo che questo sia un atto grave, gravissimo e continueremo a monitorare intransigentemente la vicenda affinché si possa addivenire a chiarimenti e a soluzioni che portino a riconquistare il valore reputazionale della Repubblica.

Io conosco ambasciatori, consoli, dipendenti e usceri dei consolati che fanno i salti mortali per star vicino alle persone, perché quando tu eroghi un servizio da parte della Repubblica italiana non stai erogando un servizio di parte, ma lo stai erogando come Nazione, e utilizzo non a caso un termine tanto caro alla sua Presidente del Consiglio. E allora, evidentemente, se vogliamo rispettare questa Nazione, se vogliamo rispettare il tricolore che sventola in ogni angolo di questo globo, dobbiamo preoccuparci che lo Stato e la Repubblica italiana faccia lo Stato e che non si svenda e che non venda, per l'interesse di pochi, i propri servizi a soggetti privati che, con i servizi pubblici, non c'entrano assolutissimamente nulla.