A.C. 2212-A
Grazie, Presidente. Come stiamo vedendo in questa campagna elettorale - diciamo con risultati altalenanti - esistono regole stringenti che riguardano i giornali e le televisioni e la par condicio. Sappiamo però che quelle stesse regole che di fatto ci consentono di avere delle garanzie a tutte e a tutti, ai social non si applicano e sono inapplicabili per certi versi. Sappiamo anche però, Presidente, che il 75 per cento degli italiani e delle italiane sono attivi sui social e da qualche anno sappiamo che gli italiani che si informano sul web hanno superato numericamente quelli che si informano sui giornali e sulle televisioni.
Guardate, è un dato che attraversa le generazioni: non sono solo i più giovani, non è soltanto la Gen Z. Nel frattempo dal 2022 è arrivata l'intelligenza artificiale nella sua forma generativa sempre più potente e già oggi - lo sapete e lo sappiamo bene, perché tutti vediamo quello che sta succedendo - rende di fatto impossibile distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è e influenza le dinamiche del consenso, perché di fatto influenza le dinamiche con cui la libera informazione funziona e sulla base delle quali poi si determina l'espressione del consenso.
Facendo così la democrazia si indebolisce e chissà tra un anno cosa sarà capace di fare questa tecnologia. Faccio due esempi di due parti diverse di questo emiciclo: ricorderete sicuramente il video fake che ritraeva l'onorevole Donzelli, autorevole esponente di Fratelli d'Italia, pronunciare parole che mai aveva detto contro un giornalista, un video che circolò moltissimo e ci volle molto tempo perché circolasse altrettanto la notizia che quel video, che pure ritraeva quel deputato con la sua voce e con la sua gestualità, era effettivamente falso.
Passando di qua, solo qualche giorno fa - ho già avuto modo di denunciarlo - addirittura una eurodeputata della Lega sui suoi profili social pubblicava un'immagine della segretaria del Partito Democratico in un abbraccio con il sanguinario Khamenei, che ovviamente non c'è mai stato, che ovviamente era un fake. Nel corso di questa campagna referendaria sono sicura che se ci fermiamo un attimo ciascuno di noi avrà in mente un contenuto di questo tipo, da qualunque parte esso provenga.
Allora mi viene detto: “Ma delle regole già ci sono. Abbiamo introdotto con il DDL n. 132 del 2025 il reato di deepfake”. Vi pare che stia funzionando, colleghe e colleghi? La risposta ce l'avete davanti, ce l'avete sui vostri smartphone: no. E non funziona perché affinché un reato penale venga effettivamente perseguito ci vuole tempo e il tempo di una campagna elettorale è molto più veloce, non siamo in grado di intervenire con quello strumento lì.
Mi viene detto: “Ma c'è il DSA”. Certo che c'è il DSA, certo che è uno strumento importantissimo, meno male che c'è il DSA dell'Unione europea. Ma di nuovo: guardando i vostri smartphone vi pare che abbia risolto il problema legato strettamente alle competizioni elettorali? La risposta è no, anche perché le competizioni elettorali nazionali sono proprio l'ambito di stretta sovranità che voi, che siete i sovranisti per eccellenza qui dentro, dovreste rivendicare come tale.
Allora io non capisco perché - di fronte a questo dato che evidenzia un vuoto legislativo chiaro, è chiaro che questo è un problema oggi, che c'è un inquinamento del meccanismo con cui i cittadini si informano - la maggioranza non ha proferito parola, perché non c'è una proposta di legge presentata da voi su questo tema, perché non c'è un emendamento firmato dalla maggioranza su questo tema? Io purtroppo una risposta me la sono data e vorrei essere smentita da voi, colleghe e colleghi: io credo che una parte di voi sia convinta di essere favorita da questo tipo di funzionamento del sistema, credo che sia questo il tema.
Colleghi, potrebbe anche sembrare vero in certi momenti che sui social accade questo, che c'è una spinta, però attenzione vi do due dati. Il primo viene dall'Università di Urbino, che collezionando quello che è successo dalle elezioni europee in poi e andando ad analizzarlo ha dimostrato che le pagine estremiste, cioè quelle che fanno riferimento a partiti e a gruppi politici che sono fuori da questo emiciclo, hanno avuto più visualizzazioni di tutte le pagine dei parlamentari che fanno riferimento all'arco di questo emiciclo. Vi rendete conto della sproporzione che c'è, di quello che sta succedendo lì dentro e che arriverà anche su di voi, colleghe e colleghi? Perché questo è il flusso nei social.
Secondo dato che vi do e sul quale vi invito a riflettere: Zuckerberg, Musk e Bezos qualche anno fa li consideravate degli odiosi progressisti, li consideravate delle persone che appoggiavano i democratici negli Stati Uniti d'America; oggi vi sembrano i più grandi alleati di Trump. Vi do una notizia: sono imprenditori e stanno lì perché lì vedono un guadagno e, quindi, in questo momento sponsorizzano le destre, lì e qui, perché vedono un vantaggio. Perché sponsorizzano i contenuti contro l'Unione europea? Per fare in modo che chi si oppone alle regole dell'Unione europea abbia un consenso.
Colleghi, però questo flusso può cambiare e non è possibile che la nostra democrazia debba dipendere dalle opinioni di 3 o 4 imprenditori americani che si posizionano lì. Non è possibile, non è giusto! E vi ripeto: il vento cambia; arriveranno le elezioni di midterm, qualcosa cambierà lì. Volete rendervi conto del rischio che corriamo soltanto quando vedrete cambiare il flusso? Io credo che sia grave. Nessuno di noi qui ha contribuito direttamente a fondare la Repubblica di cui celebriamo gli ottant'anni, ma tutti noi - i più anziani, i più giovani, quelli che sono alla prima, alla quarta, alla quinta legislatura e così via - abbiamo ricevuto con le elezioni un compito: preservare la democrazia, proteggerla.
Ed io posso dirvi che, senza una legge su questo tema, la democrazia sarà più fragile (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)! Sarà più fragile, colleghe e colleghi.
Oggi vi assumete una responsabilità grave e - peggio - lo fate nel silenzio, senza discutere, senza metterci la faccia, senza spiegare perché assumete questa posizione.
Colleghi, non lasciate che la testardaggine ottusa di qualche membro del Governo condizioni il parere del Parlamento. Ho sentito tante e tanti di voi dirmi, in privato, che una legge serve. Ditelo qui! Votate di conseguenza. Non abbiate paura di rispondere al mandato parlamentare e al popolo che vi ha eletti.
Qualcuno di voi si dice populista con orgoglio: questo è il momento di dimostrare che è al popolo che rispondete e non all'ottusità di qualche membro del Governo. Anzi, abbiate il coraggio di richiamare il Governo alla propria responsabilità.
Per me c'è sempre tempo per fermarsi. C'è tempo per legiferare su questo. Oggi, possiamo dimostrare insieme che il Parlamento esiste ancora e, quando serve, sa compiere il suo dovere. Fate il vostro dovere, colleghe e colleghi. Facciamolo insieme. Io vi assicuro che faremo fare un passo in avanti a una democrazia che, così, rischia davvero di sfracellarsi, e sarà un danno per tutti, non certo per una parte