A.C. 2823-A
Grazie, Presidente. Grazie al relatore e al presidente della Commissione ambiente, ai colleghi e alla Sottosegretaria qui presente. Discutiamo questo provvedimento, il DL Maltempo, in una fase storica molto particolare. Noi ci troviamo, ormai in maniera ciclica, a discutere e a ragionare di provvedimenti emergenziali che riguardano gli eventi catastrofali legati proprio al cambiamento climatico. Io parto proprio da questo, perché andiamo a discutere un evento che riguarda un disastro importante - che ha riguardato non solo la Sicilia, la Sardegna, la Calabria, ma anche la Basilicata -, un evento importante, molto potente dal punto di vista dell'intensità, non solo per un periodo, che non riguardava solamente un evento, ma più eventi che riguardavano proprio un'intera ondata di maltempo che è durata qualche giorno, che ha creato danni importanti.
È ormai un susseguirsi di situazioni che ricadono ogni anno, periodo e, soprattutto, riguardano il nostro territorio, tutta l'Italia. Questo credo sia uno degli elementi più importanti che noi dovremmo osservare, anche dal punto di vista delle azioni che devono essere poi conseguenti affinché questi eventi non si ripetano. Darò alcuni dati, perché credo quando ho sentito anche l'onorevole Lampis spiegare il testo del decreto credevo, speravo che ci fosse una minima premessa, proprio sui cambiamenti climatici, visti gli eventi che oggi si stanno susseguendo, anno dopo anno.
Noi abbiamo registrato dal 2010 al 2025 oltre 2.600 eventi estremi legati al cambiamento climatico con impatti veri sul territorio. Vi do alcuni dati: nel 2010 ci sono stati circa 35 eventi importanti; nel 2015, 50; nel 2020, 188, nel 2025, 376. Come vedete, stanno aumentando questi eventi, vuol dire che non c'è più tempo. Vuol dire che dobbiamo assumere decisioni diverse, non solo quelli emergenziali, che sono giuste, sono atti di responsabilità che comunque un Governo, un Parlamento deve prendere, ma dobbiamo pensare a come prevenire questi eventi.
Ecco perché l'idea continua di rivedere quelle direttive e quei regolamenti comunitari in cui si chiede chiaramente un cambio di passo per quanto riguarda le emissioni da fonti - in questo caso emissioni che oggi danno un serio e concreto pericolo all'intero Paese -, ma soprattutto noi abbiamo bisogno di legare assolutamente la nostra azione politica sulle azioni che dovrebbero, in questo caso, diminuire le emissioni di anidride carbonica in aria.
Anche perché noi abbiamo chiaramente dei dati, che sono emersi anche alla COP, nell'ultima COP, non solo in Europa, ma anche nel nostro Paese, dove ormai nelle città si assume sempre di più un aumento delle percentuali di calore, soprattutto nei periodi estivi. Oggi mi sembra che si sia discusso anche in Commissione, nelle varie audizioni, del rischio del cambiamento climatico e della possibilità, in questo caso, di vedere delle situazioni che hanno sostenuto e hanno portato avanti anche alcuni esperti, dicendo chiaramente che questi mesi sono stati caldissimi, come quello di marzo, e che anche quest'estate sarà un'estate torrida, che non porterà sicuramente beneficio non solo all'ambiente, ma anche alla salute umana.
Ecco perché credo che sia importante definire una strategia che riguardi, innanzitutto, la prevenzione, e su questo vorrei che il Governo assumesse non solo in maniera compiuta gli indirizzi comunitari, ma che chiaramente abbandonasse tutte quelle rivisitazioni e quei negazionismi che ci sono sistematicamente nell'ambito della discussione parlamentare e del dibattito politico. Io ho sentito, proprio in questi giorni, nel confronto con i vari commissari europei, partiti del centrodestra che hanno detto chiaramente che dobbiamo assolutamente abbandonare l'idea del Green Deal.
Credo che questa sia una scelta sbagliata, che deve essere assolutamente rimandata al mittente, ma dobbiamo in questo avere contezza delle azioni che dobbiamo fare come Parlamento, soprattutto anche negli aspetti emergenziali. Io ho visto, in Commissione, un dibattito che poteva avere risvolti diversi - lo dico con grande franchezza, anche nel rispetto del lavoro dei colleghi - perché credo che noi potevamo fare molto di più, vista l'entità dei danni che ci sono nelle due isole e nella Calabria. Ci sono state alcune dichiarazioni come quella della regione Sicilia, per la sola Sicilia si parla di danni di oltre 1 miliardo e 600 milioni, così come in Calabria ci sono stati danni che superano, a sentir dire il presidente Occhiuto, oltre il miliardo, così in Sardegna, sicché si parla di un evento molto esteso, che ha ripercussioni vere non solo dal punto di vista turistico, ma nella vita quotidiana e sociale di molti cittadini.
Ecco perché la vostra azione doveva essere molto più concreta, molto più dettagliata, molto più profonda nell'ambito anche delle scelte. Faccio un esempio: per le sospensioni, in questo caso, per quanto riguarda i mutui, per quanto riguarda le tasse. Il regime fiscale logicamente è stato interrotto, ma per un periodo molto limitato, si parla di ottobre. Noi volevamo che questa sospensione durasse e noi abbiamo fatto emendamenti proprio per 6 mesi, addirittura un anno in più, perché pensavamo e pensiamo che oggi ci possa essere, anche più tardi, nella discussione che faremo sugli emendamenti che abbiamo presentato in Aula, la possibilità di estendere questa sospensione, perché credo, perché crediamo che serva un aiuto concreto a queste popolazioni, a queste imprese e a questi cittadini, che oggi hanno subito danni concreti e devono essere supportati proprio per quanto riguarda i pagamenti, perché ottobre è vicino ed eventi come questi hanno bisogno di essere assorbiti nel tempo, hanno bisogno di essere assorbiti in un periodo molto più esteso, molto più lungo.
Ecco perché uno dei temi che noi porremo anche più tardi in Aula sarà quello dell'estensione, portando la data di scadenza a oltre il 2026, perché pensiamo che sia giusto. Altro elemento di discussione sono gli aiuti che riguardano tutta la ricostruzione per quanto riguarda il sistema infrastrutturale e stradale. Guardate, il Ministro Musumeci ha detto: oggi si parla di emergenza, poi parleremo di ricostruzione. Ecco, io credo che questo sia uno degli aspetti forse sbagliati perché abbiamo bisogno di dare a quelle infrastrutture, alle infrastrutture della Sicilia, della Sardegna e della Calabria che sono state danneggiate, subito una risposta.
Ecco perché noi abbiamo fatto un emendamento, lo abbiamo ripresentato, per dare risorse non solo nel 2026, nel 2027, utilizzando, si parla di 900 e 800 milioni, i soldi che oggi sono stati destinati al ponte sullo Stretto. Guardate, quei soldi oggi sono inutilizzati, inutilizzati! Noi abbiamo bisogno di poterli utilizzare perché abbiamo bisogno di sistemare le infrastrutture stradali, quelle idriche, le frane, tutto il sistema che riguarda anche il dissesto idrogeologico dell'area. Non si possono tenere ferme risorse che in questo caso sono lì, in attesa di cosa ancora non sappiamo, perché non c'è un processo da parte del MIT che porta a un avanzamento anche dell'opera o soprattutto a una progettazione reale, perché oggi non c'è nessun progetto esecutivo.
Non si possono tenere lì i soldi che ogni anno i cittadini versano per poter determinare un'opera che oggi non ha nessun elemento di certezza. Ecco perché investire, fare un investimento di sviluppo e soprattutto di necessità nell'ambito di due o tre regioni importanti, come la Calabria, la Sicilia e la Sardegna, noi lo riteniamo assolutamente indispensabile. Altro elemento che riguarda il decreto è la scelta, per noi incomprensibile, incomprensibile, che riguarda lo spostamento della struttura ItaliaMeteo da Bologna a Roma.
Noi pensiamo che sia assolutamente un atto, come dire, troviamo una parola che possa in questo caso garantire, insomma, la sobrietà, però possiamo dire assolutamente inopportuno, inopportuno, perché a oggi a quella struttura si sono dedicati risorse, esperienze, rapporti importanti con università, capacità di poter rafforzare e creare progetti che potessero e che possano in questo caso garantire delle previsioni certe o comunque un rapporto certo non solo con la scienza, ma soprattutto anche con gli enti locali, con le strutture che oggi hanno quei rapporti che poi ci servono per poter garantire anche alcune sicurezze verso cittadini.
Ecco, spostarla da Bologna credo che sia stato un vero furto perché non si può senza una chiara indicazione o comunque concertazione con la regione Emilia-Romagna, che ha dedicato risorse, e soprattutto con il comune di Bologna, che ha dato, comunque, sostanza a una progettualità negli anni. Credo che questo spostamento sia assolutamente imbarazzante. Ecco perché noi abbiamo presentato degli emendamenti proprio in Aula e cercheremo di difendere la permanenza della struttura ItaliaMeteo a Bologna, perché crediamo che spostarla sia assolutamente sbagliato.
Un altro aspetto che noi vogliamo evidenziare anche nell'ambito delle difficoltà che ci sono riguardo alle imprese. Guardate, noi abbiamo chiesto una deroga concreta per quanto riguarda i costi che oggi hanno le imprese per quanto riguarda le assicurazioni degli eventi catastrofali. Su questo punto avete fatto veramente una scelta sbagliata, non solo perché potevate assolutamente derogare, ma, a parte questo, ma si può oggi votare contro i nostri emendamenti, quando poi fate un emendamento in cui disponete risorse per quelle imprese che non hanno stipulato un'assicurazione per eventi catastrofali?
Ecco, credo che questo sia il massimo, cioè voi avete aggirato il problema, senza derogare. Potevate tranquillamente derogare. Questo credo che sia un errore assoluto, anche di normale relazione comunque non solo con l'opposizione, ma con i cittadini.
Cioè, qualcuno è più furbo dell'altro? Avete coperto chi non ha pagato? Qui bisogna equiparare anche chi oggi, comunque, si è impegnato dal punto di vista delle risorse e paga l'assicurazione e voi comunque date ugualmente le risorse a chi ha ricevuto un danno, perché non si è assicurato. Detto questo, noi anche qui abbiamo presentato emendamenti per poter mettere chiaramente in gioco una partita che ancora, secondo noi, non è chiusa.
Oggi, dopo che sono state tagliate le risorse per il dissesto idrogeologico in tutti questi anni, quando si poteva tranquillamente trovare una programmazione attraverso un accordo con tutto l'Emiciclo e si poteva assolutamente finanziare, attraverso un accordo fra le parti, l'investimento nel dissesto idrogeologico in Italia, voi cosa avete fatto? Avete fatto una bella assicurazione. Questo è sbagliato. Anzi, un'assicurazione che non copre neanche tutti i danni. Un'assicurazione che oggi non copre le bombe d'acqua e le mareggiate. Vi immaginate voi uno stabilimento balneare che si deve assicurare per una cosa che non è coperta? È una cosa assurda. Così come un'azienda agricola che si deve assicurare per un evento che di fatto può assolutamente creare un danno, ma che l'assicurazione non copre. È una cosa assurda. Anzi, c'è anche il carico sopra, perché sul premio che ogni cittadino paga come imprenditore c'è anche un altro aspetto, ossia è aggiunto il 21,5 di tasse. Questa è una tassa occulta. Occulta! Anche qui ne discuteremo poi anche dopo nel dibattito parlamentare del decreto, per quanto riguarda gli emendamenti, dove noi diremo queste cose in maniera chiara. I cittadini e le cittadine poi giudicheranno come è stata disposta, nei provvedimenti anche passati, una scelta che oggi, secondo noi, è veramente imbarazzante, quando, invece, la nostra idea era quella di poter lavorare perché si potessero attuare le direttive comunitarie e i regolamenti per poter dare delle risposte concrete alla qualità dell'aria e alla possibilità di poter avere un efficientamento energetico degli edifici e per poter riuscire a portare in fondo la direttiva “Case green”, la possibilità di poter lavorare sulla fruibilità del trasporto pubblico locale, la possibilità comunque di poter gestire tutto il tema del cambiamento climatico e dell'adattamento al clima e la possibilità di lavorare sul dissesto idrogeologico.
Oggi il ReNDiS dice chiaramente che, se mettessimo insieme tutti i progetti legati al dissesto idrogeologico, oggi si parlerebbe di circa 24 miliardi. Ventiquattro miliardi sono tanti? Sì. Noi ne abbiamo già spesi oltre in tutti gli anni Duemila, oltre i 24 miliardi. Dobbiamo fare un'attenta programmazione, visto che oggi il 95 per cento del nostro territorio è fragile e a rischio idrogeologico. Noi dovevamo assolutamente riuscire, attraverso la programmazione, a far capire a tutti che questa è una priorità e insieme si poteva mettere mano. Poi la cosa veramente importante era riuscire a dotare anche le imprese di incentivi per poter riuscire anche qui a trovare soluzioni, perché gli eventi catastrofali fossero gestiti in base anche ai lavori legati alla regione costiera, alle marine e alla portualità che oggi, in gran parte, è stata distrutta, specialmente in Sicilia, visto quell'evento così forte di gennaio. Ecco perché si può gestire in maniera diversa il tempo. Si possono gestire in maniera diversa le risorse. Si possono gestire in maniera diversa anche le azioni. In questo momento il Governo Meloni sta facendo altro. Sta facendo altro! Poi io posso anche, in questo caso, fotografare alcune scelte degli emendamenti, su cui noi ci siamo anche astenuti, perché quando si destinano le risorse è sempre un beneficio per alcuni luoghi.
Però, non si capisce come mai si fa per alcuni e per alcuni no. Oggi sto vedendo alcuni emendamenti di alcuni colleghi, anche degli altri partiti, visto che ieri in Commissione è stato votato un emendamento da 15 milioni di euro per la regione Calabria, per Reggio Calabria e alcune zone limitrofe. Tutto legittimo, ci mancherebbe altro, ma anche qui certe scelte, se si devono fare, anche nel rapporto con i cittadini, non devono tener conto di chi le propone, ma attraverso una discussione parlamentare. Oggi questa scelta, che è stata fatta anche su alcuni punti, si chiama in un altro modo. Non si chiama supportare, non si fa supporto. Si chiama, in questo caso, scorciatoia per poter dare risorse, perché lì, in quel luogo, ci sono le elezioni fra pochi mesi.
Ecco perché io spero e credo che nella discussione parlamentare si possano riuscire a trovare quegli elementi anche per poter dare un parere positivo o comunque di astensione a questo decreto, perché oggi in Commissione questo nostro supporto non lo avrete, ma non perché siamo irresponsabili o perché non riconosciamo il lavoro che fate e che facciamo ogni giorno, ma perché oggi questa vicenda segna anche il rapporto con i cittadini non solo dell'Italia, ma soprattutto del Sud.