Ambiente
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RISORSE NECESSARIE MA NON SUFFICIENTI
Con 122 voti favorevoli, 76 astenuti e nessun voto contrario, la Camera ha approvato il cosiddetto decreto Maltempo, contenente misure urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della regione Calabria, della regione autonoma della Sardegna e della regione Sicilia, nonché ulteriori misure urgenti per fronteggiare la frana di Niscemi e di protezione civile.
Il PD ha scelto di astenersi perché, pur contenendo molte criticità, il provvedimento stanzia comunque circa 390 milioni da qui al 2030 per le emergenze dei territori colpiti. Risorse che i cittadini e le imprese di quei territori aspettavano da mesi, e che sono rimaste bloccate per troppo tempo a causa dei ritardi e delle incapacità del Governo Meloni.
Il ciclone Harry si è abbattuto il 16 gennaio sulle coste della Sicilia, della Calabria e della Sardegna e a metà aprile non un euro era arrivato nelle casse dei comuni colpiti, in una situazione che è diventata ogni giorno più critica, sia da un punto di vista economico che sociale.
Questo provvedimento rappresenta, dunque, un primo passo necessario ma certamente non sufficiente.
Purtroppo il Parlamento si trova ormai a dover discutere, in maniera ciclica, di provvedimenti emergenziali che riguardano eventi catastrofali legati al cambiamento climatico. Eventi climatici sempre più violenti che si abbattono sull’Italia provocando danni ingenti e talvolta purtroppo vittime.
È ormai un susseguirsi di situazioni che si ripetono ogni anno, e che riguardano tutto il territorio nazionale. Secondo gli studi di Legambiente gli eventi climatici estremi negli ultimi 13 anni sono stati oltre 1.500, uno ogni tre giorni. Parliamo di grandinate eccezionali, inondazioni, trombe d’aria, siccità, frane, ondate di calore.
Anche il decreto Maltempo, infatti, si muove esclusivamente per cercare di tamponare l’emergenza. Ed è rivelatore il modo con cui il Governo ha respinto quasi tutte le proposte del PD e delle altre opposizioni, in un atteggiamento di sordità e chiusura che è ancor più sbagliato di fronte a fenomeni di tale portata, che riguardano tutti i cittadini. Sarebbe servito confrontarsi sul merito, cercando di valorizzare i contributi di tutte le forze politiche, e invece, ancora una volta, questo è mancato.
Il PD ha presentato circa ottanta emendamenti in Commissione e quasi cinquanta in Aula, ma sono stati quasi tutti respinti. Proposte che si sono fin da subito concentrate su tre aspetti: ristori, coperture per le imprese con le garanzie dovute e sospensione delle scadenze contributive e fiscali.
Il PD ha chiesto di utilizzare le risorse stanziate per il ponte sullo Stretto, quei 918 milioni attualmente fermi, per finanziarie il ripristino e la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, ferroviarie e portuali danneggiate, e per finanziare un fondo per il contrasto al dissesto idrogeologico e per la difesa del suolo. Ma la risposta del Governo è stata sempre no.
Grave, inoltre, che il decreto abbia smantellato ItaliaMeteo, trasferendo la sua sede da Bologna a Roma, e costringendo al trasferimento i lavoratori. Il Pd ha presentato numerosi emendamenti con l’obiettivo di evitare il trasferimento dell’Agenzia dal Tecnopolo di Bologna a Roma.
La Segretaria del PD, Elly Schlein, dopo aver incontrato alcuni ricercatori di ItaliaMeteo, ha detto che “questo è sostanzialmente un licenziamento mascherato. La volontà di destituire un team di ricerca che lavora su questioni strategiche per il nostro Paese è una scelta sbagliata, che il Governo non si è neanche sprecato a spiegare".

