Il Governo italiano tuteli i 55 cittadini italiani a bordo e chieda il rilascio immediato degli attivisti.
La storia si ripete. Come sei mesi fa, di notte, con droni, bombe sonore e flashbang: ieri notte, a mille chilometri da Gaza, in acque Sar greche, un'azione di pirateria da parte di Israele ha colpito la Global Sumud Flotilla.
Ventidue barche fermate, attivisti attaccati con laser e armi da assalto semiautomatiche, 175 di loro ora su navi militari israeliane dirette verso Israele. Non è un fatto normale: è un atto di pirateria internazionale senza precedenti.
In Aula abbiamo posto alcune domande al Governo: condanna o no questa azione? Tutela o no i 55 cittadini italiani a bordo? Per quale motivo non è stata inviata una fregata militare a scortare quelle navi, quando era già noto il rischio di un intervento israeliano?
Inoltre, è accettabile che la portavoce della Commissione dell’Unione Europea si sia limitata a sconsigliare la missione, senza muovere un dito per evitare quello che era già scritto? Anziché chiedere a Israele di rimuovere il blocco illegale nelle acque di Gaza, si dice agli attivisti di stare a casa.
Il Mediterraneo è casa di tutti, e chiunque voglia portare aiuti umanitari di fronte a un genocidio ha il diritto di navigarci. Non sta naufragando la Flotilla: sta naufragando la dignità dell'Europa.
