Economia

ROMA CAPITALE: BENE I MAGGIORI POTERI MA AL MOMENTO MANCANO LE RISORSE E UN QUADRO CHIARO

30/04/2026

Con 159 voti a favore, 33 voti contrari e 55 astenuti, la Camera ha dato il primo via libera alla riforma costituzionale che attribuisce maggiori poteri a Roma Capitale.

Il PD ha scelto di astenersi. Pur concordando da tempo, infatti, sulla necessità di dotare Roma degli strumenti e dei poteri adeguati alla sua condizione di capitale d’Italia, il PD ha sottolineato in Aula i ritardi e le mancanze del Governo, alla base della scelta del voto di astensione.

Per prima cosa, l'Esecutivo ha tentato, già dal momento in cui fu approvato un testo base in Commissione, di appropriarsi dell'intera paternità della riforma, facendone uno strumento di propaganda. Un atteggiamento contrario a un sereno proseguimento del confronto, anche perché una riforma costituzionale dovrebbe avere ampi caratteri condivisi per essere riconosciuta da tutti gli italiani. 

La seconda è che il testo del disegno di legge prevede l'attribuzione a Roma di facoltà legislative in 11 materie e che, nella relazione, prevede la parallela e contestuale approvazione, prima della quarta lettura delle due Aule, di una legge ordinaria che definisca in maniera puntuale i poteri e soprattutto le risorse attraverso le quali quelle nuove funzioni possano davvero essere esercitate. Ma questa legge ordinaria, al momento di questo primo voto sul disegno di legge costituzionale, non è all’attenzione del Parlamento.

Qualsiasi intervento normativo che aumenti i poteri di Roma Capitale, per essere efficace, deve, parallelamente, definire un quadro certo e chiaro delle risorse necessarie per l'esercizio di quei poteri. Se infatti, già a legislazione vigente, servirebbe colmare un gap significativo per sostenere le funzioni di una Capitale particolarmente complessa quale è Roma, a maggior ragione l'attribuzione di potestà legislative ulteriori rende la questione delle risorse ancor più essenziale, al fine di evitare che il nuovo assetto istituzionale risulti inefficace, se non addirittura controproducente.