Discussione generale
Data: 
Lunedì, 9 Maggio, 2022
Nome: 
Andrea Casu

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Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e onorevoli colleghi, con questa mozione il Partito Democratico torna a porre l'attenzione del Governo e dei ministeri competenti sulla peste suina africana, una malattia virale che sta colpendo i suini domestici e quelli selvatici, causando livelli di mortalità elevatissimi che arrivano a sfiorare il 100 per cento. Un vero e proprio flagello, come sanno purtroppo benissimo gli allevatori sardi, costretti da anni a fronteggiare questo virus e con cui, ogni giorno, sono chiamati a combattere un sempre crescente numero di allevatrici ed allevatori anche nel resto del territorio nazionale. Una malattia non pericolosa per gli esseri umani, ma letale per i suini in quarto fortemente resistente nell'ambiente e nei prodotti contaminati.

Voglio ringraziare le prime firmatarie della mozione, la capogruppo del Partito Democratico nella XIII Commissione agricoltura, Antonella Incerti, e la capogruppo nella XII Commissione affari sociali, Elena Carnevali, insieme alle parlamentari e ai parlamentari Avossa, Cappellani, Cenni, Critelli, Frailis, De Filippo, Ianaro, Lepri, Pini, Rizzo Nervo e Siani, per l'impegno sempre profuso su questo tema e per avermi offerto l'occasione di intervenire oggi, in Aula, a pochi giorni dal primo caso di peste suina africana registrato anche a Roma. Questo virus, infatti, si muove con continuità, ma è capace di compiere veri e propri sbalzi e trasferire la malattia anche a centinaia di chilometri, come dimostra il primo caso di peste suina rilevato a Roma, confermato dal commissario straordinario Angelo Ferrari, che ha attivato immediatamente - insieme alla regione Lazio, che ringrazio - la task-force di controllo.

Già all'inizio dell'anno 2022, con i primi casi verificatisi in Piemonte e in Liguria, e a seguito dell'ordinanza del 13 gennaio, adottata dal Ministero della Salute d'intesa con il Ministero delle Politiche agricole, che disponeva il divieto di attività venatoria all'aperto nelle aree interessate, il Partito Democratico, sia in Commissione che in quest'Aula, aveva sollecitato misure e interventi urgenti, sia di contenimento che di sostegno a questo comparto. Un comparto che - sia per il numero di aziende e allevamenti (più di 28 mila, di cui l'80 per cento della produzione nazionale aderenti ai circuiti DOP), che per fatturato (3 miliardi di euro per la fase agricola e 8 miliardi di euro per quella industriale) - rappresenta uno dei volani dell'economia nazionale. Un settore che sta vivendo, peraltro, nella fase complessa che stiamo affrontando, nuove criticità, legate all'aumento dei costi della produzione, delle materie prime e dell'energia. Si aggiunge la preoccupazione che, nonostante le misure di biosicurezza dei nostri allevamenti suinicoli siano molto elevate, un'eventuale espansione dell'epidemia sul territorio nazionale potrebbe avere ripercussioni pesanti sul patrimonio zootecnico suino, con danni ingenti anche sulla salute animale.

Alcune misure importanti sono arrivate. Il decreto-legge n. 4 del 2022 ha previsto ristori per 50 milioni, introducendo fondi finalizzati a tutelare gli allevamenti suinicoli dal rischio contaminazione del virus e a indennizzare gli operatori della filiera danneggiati dal blocco delle movimentazioni ed esportazioni di prodotti trasformati. Il decreto-legge n. 9 del 2022 ha stabilito ulteriori misure. Grazie ad un nostro emendamento nel “Milleproroghe” si è estesa l'erogazione di benefici e contributi stanziati nel “decreto Cura Italia” anche alle aziende agricole nelle aree colpite dalla peste suina africana. E ancora, la conseguente ripartizione, da parte del Ministero delle Politiche agricole, del fondo di parte capitale per gli interventi strutturali e funzionali in materia di biosicurezza per il controllo e la diffusione della peste suina africana, con un finanziamento pari a 15 milioni di euro. Sono misure significative, ma chiediamo che vengano ulteriormente rafforzate, anche con maggiore sinergia tra le parti interessate e i diversi rami dell'amministrazione pubblica a livello nazionale, regionale e locale, sia per rafforzare i meccanismi di controllo e gestione della fauna selvatica, che per integrare le diverse competenze che fanno capo a sanità, agricoltura e ambiente.

In particolare, con la nostra mozione chiediamo che si diano nell'immediato più risorse alla filiera suinicola italiana, che siano sostenute le regioni più colpite e le aziende agricole gravate dalle perdite del patrimonio zootecnico e dagli oneri di contenimento fattivo, per aiutarle a fronteggiare i costi derivanti dall'allestimento delle recinzioni necessarie. Inoltre, chiediamo: che l'Unione europea intraprenda azioni per cofinanziare la eradicazione della peste suina africana; che si rafforzi l'attività negoziale per giungere a regole condivise per i Paesi che non riconoscono il principio di regionalizzazione; che ci sia un sostegno per le nostre aziende nell'export, fortemente danneggiato anche dalla concorrenza di altri Paesi produttori; una politica più stringente e serrata di gestione e controllo della fauna selvatica. Gli strumenti di prevenzione adottati non si stanno rivelando particolarmente efficaci. Dobbiamo dirlo chiaramente anche in quest'Aula: è proprio sulle zampe della fauna selvatica che cammina il virus ed arriva a colpire gli allevamenti.

Le immagini dei cinghiali che passeggiano indisturbati fino al cuore delle nostre città, fino al cuore della capitale, sono l'emblema di questo fallimento: un fallimento che non riguarda solo la salute pubblica e il decoro, che non preoccupa solo le famiglie delle nostre città, che vedono interi branchi di cinghiali passeggiare indisturbati fin di fronte alle scuole, che non colpisce solo la nostra agricoltura con la devastazione di campi raccolti. Con la diffusione incontrollata della peste suina africana si sta attentando, in maniera sempre più incisiva, anche al nostro patrimonio zootecnico, ovvero un settore fondamentale per la nostra economia e uno dei fiori all'occhiello della produzione agroalimentare italiana. Per questa ragione è necessario un impegno deciso da parte di tutte le istituzioni, per garantire finalmente un'azione decisa e risolutiva, che sia in grado di affrontare, gestire e controllare un fenomeno che si è aggravato durante gli anni della lotta che abbiamo combattuto contro il COVID e che dovremo dimostrare di saper risolvere nel mondo oltre la pandemia. Nella direzione di questi obiettivi va la mozione che presentiamo oggi in discussione generale, insieme all'impegno di tutto il gruppo del Partito Democratico.