"La notizia che a Ilaria Salis siano stati concessi gli arresti domiciliari è un sollievo. Ed è la dimostrazione che quella della famiglia, dei legali e di tutti coloro che in questi mesi sono stati al fianco di Ilaria non era una richiesta né assurda né infondata.
Ilaria Salis può finalmente riabbracciare i suoi familiari, ma non è finita qui. Il governo si assicuri che la nostra concittadina possa avere un processo giusto e che non diventi il capro espiatorio per soddisfare le posizioni di ultra destra dei supporter di Orbàn". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"Dopo più di due anni dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, centinaia di migliaia di morti, città distrutte, migliaia di bambini ucraini rapiti e deportati, non si può continuare a sostenere l'Ucraina nello stesso modo, solo inviando armi. Perché questa strategia non ha funzionato". Così Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo, ospita oggi a L'aria che tira su La7. "Putin continua ad avanzare verso Kharkiv e l'Ucraina ha un serio problema di mancanza di soldati. Bisogna potenziare il dialogo e aprire un varco a negoziati di pace e mi auguro che questo accada nella Conferenza che si terrà in Svizzera a giugno - ha sottolineato Boldrini-. Finora l'Europa ha solo inviato armi senza impegnarsi sul piano diplomatico perché iniziasse un necessario processo di pace. Abbiamo lasciato il ruolo di negoziatore ad Erdogan, ma deve essere l'Europa a farlo, insieme alla Cina e alle altre potenze globali in grado di incidere. E' chiaro che nessuna delle due parti, adesso, intende cedere nulla: la pace non è mai stata facile da raggiungere, i negoziati spesso sono frustranti e necessitano molta determinazione da parte della comunità internazionale che però deve cimentarsi, questo sforzo non si può più rimandare".
"Sento che la Polonia è pronta ad ospitare armi nucleari nella zona di confine e che Putin ne ha portate in Bielorussia. Rischiamo che la situazione ci sfugga del tutto di mano: il 2023 è stato l’anno in cui la spesa militare nel mondo ha raggiunto l’enorme cifra di 2.443 milioni di dollari, la più alta dalla Seconda Guerra mondiale - concluso la deputata dem -. E non possiamo sottovalutare il rischio di un conflitto nucleare perché sarebbe, senza alcun dubbio, la fine dell'umanità".
"Oggi sono stata all'Università di Padova dove ero stata invitata per una lectio magistralis sui diritti umani. Questa mattina, però, le studentesse e gli studenti hanno deciso di unirsi alla protesta che sta attraversando le università di mezzo mondo, piantando delle tende nel cortile dell'Ateneo per chiedere la fine del massacro a Gaza e un immediato cessate il fuoco.
Insieme al Prof. Mascia, che aveva organizzato la giornata, abbiamo deciso dunque che era giusto cambiare il programma. La lectio si è trasformata in un bellissimo incontro con studentesse e studenti. Un'assemblea molto partecipata, in cui è stato possibile confrontarsi e dialogare. Ho proposto di rimandare la lectio ad un altro momento perché ritengo sia doveroso ascoltare le voci delle ragazze e dei ragazzi e la loro posizione su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza e aprire con loro una comunicazione costruttiva.
Ringrazio il prof. Mascia per l'invito, per l'organizzazione e per avere voluto aprire questo momento di scambio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Chiediamo che l'Italia ripristini i finanziamenti a Unrwa come hanno già fatto la gran parte degli stati donatori e anche la Commissione europea. Il viceministro Cirielli ha sostenuto in Aula di avere "prove dettagliate" del coinvolgimento di Unrwa con l'attentato terroristico del 7 ottobre e solo due giorni fa ha ribadito "mai più commistioni con organizzazioni terroristiche". Quali documenti ha? Perché una commissione indipendente, guidata dall'ex ministra francese Catherine Colonna, ha stabilito che le prove, invece, non esistono. E su quali basi la Striscia di Gaza non è più inclusa nell'elenco dei luoghi destinatari dei progetti dell'Agenzia italiana di Cooperazione allo sviluppo, implementati dalle Ong italiane? Nell'ora più buia per la popolazione palestinese che vive a Gaza, il governo italiano si defila e abbandona più di due milioni di persone della Striscia, ma anche tutti i profughi palestinesi che vivono in Cisgiordania, Libano e Siria per i quali il lavoro di Unrwa è insostituibile e di vitale importanza. E non sarà "Food for Gaza" a salvare la situazione.
Così Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Non condivido i metodi di chi impedisce ad altri, chiunque siano, di parlare: lo trovo sbagliato e quindi mi dissocio dalle modalità che non hanno permesso alla ministra Roccella di fare il suo intervento. Questo episodio avviene a poche ore dalla notizia dell'avvio di un procedimento disciplinare contro Serena Bortone, colpevole di aver reso nota l'eliminazione del monologo sul 25 aprile che Scurati avrebbe dovuto leggere nel suo programma. Un provvedimento che ha tutta l'aria della ritorsione verso una giornalista che ha denunciato una censura. Oggi è la ministra Roccella a parlare di "censura" per la contestazione di un gruppo di studentesse e studenti nei suoi confronti durante gli Stati Generali della Natalità.
E' successo anche a me di essere contestata, come in democrazia può capitare a chi ha un ruolo pubblico, ma non ho mai parlato "censura".
E' una confusione pericolosa che si fa: la censura, quella vera, è quella che il potere esercita sul dissenso, mentre il dissenso è l'unica possibilità nelle mani di chi il potere non ce l'ha di fare sentire la propria voce. Chiaramente permettendo a chiunque di esprimere il proprio pensiero. Il governo deve mettere in conto di essere contestato e accettarlo senza ogni volta gridare alla censura". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Giorgia Meloni, pur di raccontare agli italiani di aver fatto diminuire i flussi migratori, non solo è disposta a elargire fondi dei contribuenti a regimi autocratici e violenti come quelli egiziano e tunisino, ma anche inserire questi Stati nell'elenco dei cosiddetti ‘Paesi sicuri’”.
Lo dichiarano il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, e la deputata Laura Boldrini, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Se - aggiungono - come si legge nel decreto del ministero degli Esteri, un Paese è considerato sicuro ‘sulla base dell’applicazione della legge all’interno di un sistema democratico’ chiederemo al ministro Tajani di spiegare secondo quali criteri l’Egitto possa rientrare in questa definizione, un Paese che tiene in carcere almeno 60mila dissidenti, attivisti, sindacalisti e oppositori. Questo fa il paio con le nuove disposizioni di Enac (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile), di diretta competenza del ministro Salvini, secondo cui gli aerei delle Ong non potranno più alzarsi in volo sul Mediterraneo per individuare eventuali imbarcazioni in difficoltà, dare l'allarme e salvare le vite di chi è a bordo. Una decisione cinica che mette a rischio la sopravvivenza di migliaia di uomini, donne e bambini, come accade già a causa del decreto Piantedosi che impedisce alle navi umanitarie di intervenire per più di un soccorso alla volta. L'ennesimo tentativo di smantellare un sistema di monitoraggio e salvataggio che la società civile ha messo in atto per compensare le mancanze dello Stato. Per Meloni e Salvini - sottolineano Boldrini e Provenzano - la priorità non è evitare i naufragi, ma ostacolare i salvataggi delle Ong. Per questo, presenteremo un'interrogazione al governo”.
"Nella nuova lista dei paesi cosiddetti "sicuri" il governo ha inserito anche l'Egitto. Chissà cosa ne pensa la famiglia Regeni che proprio in queste settimane è in tribunale ad ascoltare come gli ufficiali dell'esercito del "paese sicuro" hanno depistato le indagini sull'assassinio di Giulio. Un paese è considerato sicuro “sulla base dell’applicazione della legge all’interno di un sistema democratico” si legge nel decreto del ministero degli Esteri.
Giorgia Meloni sta stringendo patti con autocrati e dittatori a cui chiede una sola cosa: bloccare i migranti con ogni mezzo. In cambio di denaro e di aiutarli a rifarsi un'immagine. E così, dopo la Tunisia anche l’Egitto diventa “sicuro”, un paese governato da un presidente diventato tale dopo un colpo di stato, nel 2013, che mette oppositori, difensori dei diritti umani e sindacalisti in carcere, com'è successo a Patrik Zaki per qualche post sui social. Le carceri egiziane, vale la pena ricordarlo alla premier, sono piene di persone che hanno osato manifestare e si oppongono al regime: sono circa 60mila.
Quale sarà il prossimo promosso tra i "paesi sicuri"? La Libia dei campi di detenzione dove le persone vengono stuprate, picchiate, e torturate?
Come si può arrivare a tanto?" Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Ho firmato i referendum della CGIL perché vogliamo un lavoro tutelato, un lavoro che sia dignitoso, un lavoro che sia stabile e anche che sia sicuro. Perché basta morti sul lavoro, basta licenziamenti illegittimi e anche basta questi contratti a termine che durano tutta la vita. Questi sono i motivi per cui ho ritenuto giusto, oggi, andare alla sede della CGIL di Roma e del Lazio, con il segretario Natale di Cola, per firmare i quattro quesiti proposti dalla CGIL". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Nella notte l'esercito israeliano è entrato a Rafah, al sud della Striscia di Gaza e ha piantato la bandiera israeliana sul versante palestinese del valico al confine con l’Egitto. Questo dopo che, poche ore prima, il governo non aveva riconosciuto l’accordo per il cessate il fuoco presentato da Qatar e Egitto, che Hamas ha accettato. Netanyahu, concentrato sulla sua sopravvivenza politica, continua l’opera di annientamento del popolo palestinese, che gli consente di rimanere al potere". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
"Incaprettato, per 13 minuti, bloccato sull'asfalto con un ginocchio sul collo, come morì George Floyd. Il trattamento violento e brutale a cui la polizia della Florida ha sottoposto Matteo Falcinelli, studente italiano negli Usa per un master, è inaccettabile e le conseguenze devastanti. Il ragazzo avrebbe anche tentato il suicidio e ha riportato gravi lesioni. A lui e alla sua famiglia, che chiede giustizia, la mia solidarietà e la mia vicinanza.
Il Pd chiede al governo italiano di riferire subito alle Camere e di condannare in tutte le sedi opportune questa gravissima violazione dei diritti umani ai danni di un giovane italiano.
Qualsiasi siano state le circostanze che hanno portato all'arresto, neanche il peggior criminale merita un trattamento così disumano e degradante". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Non passa giorno che non arrivi una notizia che fa capire quanto inadeguato e a rischio sia il progetto del Ponte sullo stretto di Messina tanto caro a Matteo Salvini. Il Comitato scientifico e il Ministero dell’ambiente lo hanno messo nero su bianco evidenziando centinai di criticità. Si può pensare un ponte sotto cui non passano le navi? Salvini, può. E questo governo arriva a concepire una spesa di 15 miliardi di soldi pubblici per una follia simile, mentre si allungano le liste d’attesa della sanità pubblica, molte scuole cadono a pezzi e alle lavoratrici e ai lavoratori si dà un contentino di 100 euro lordi, ma l'anno prossimo. Mancette elettorali e un ponte costosissimo, inutile e fatto male: questa è la politica del governo Meloni". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"In Italia, una donna su quattro è disoccupata: uno dei tassi più alti d'Europa. Avere un figlio è ancora la ragione principale per cui si lascia il lavoro, perché mancano gli asili e le strutture private sono troppo care. Il 21 per cento delle donne con lavoro stabile, guadagna appena 15mila euro l'anno (contro il 6 per cento degli uomini). Il lavoro povero in generale, di uomini e donne, è una vera e propria piaga sociale ed è ancora più drammatica al Sud.
Non servono mancette, misure spot né, tanto meno, spaccare il Paese in due abbandonando il Meridione con la scellerata autonomia differenziata: serve un'Italia coesa e solidale, servono misure strutturali, servono asili e strutture per l'infanzia, serve il salario minimo legale. Per questo, dopo il vergognoso affossamento voluto dalle destre in Parlamento, ieri Pd, Avs e M5S hanno depositato una legge di iniziativa popolare per il salario minimo a 9 euro l'ora. Raccoglieremo centinaia di migliaia di firme, insieme alle altre opposizioni: non si può trasformare l'Italia nella patria del lavoro povero. Perché sotto 9 euro l'ora non è lavoro: è sfruttamento". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Il caporalato è un fenomeno che riguarda il Paese intero e contro il quale bisogna usare tutti gli strumenti già previsti dalla legge 199 del 2016. Per questo oggi siamo venuti a Piombino, con il segretario del PD di Piombino Fabio Cento e il segretario del PD Piombino - Elba - Val di Cornia Simone de Rosas, al centro di accoglienza straordinaria "La caravella" dove vivono 67 migranti sfruttati nei campi, alcuni per meno di un'euro l'ora. I caporali sono stati arrestati, ma per agire non possiamo aspettare la prossima indagine: bisogna prevenire". Lo dichiarano i deputati del PD Laura Boldrini e Marco Simiani.
"Il governo non faccia finta di niente puntando il dito sulle vittime invece che sui carnefici.
Si adoperi per l'implementazione della legge 199 coinvolgendo anche le prefetture, l'INPS e tutti gli enti interessati. Risponda alle interrogazioni del PD e spieghi come intende fronteggiare questa piaga sociale", concludono Boldrini e Simiani.
"C'è un vero e proprio accanimento di questo governo nel volere spaccare l'Italia, aumentare le disuguaglianze e rendere il Paese irrilevante anche sul piano internazionale. A questo punta il combinato disposto tra l'autonomia differenziata e il premierato. Uno scambio interno alla maggioranza per il quale tutti pagheremo un prezzo altissimo.
Il ministro Calderoli realizza il sogno di una vita: abbandonare il Sud al proprio destino. Del resto, la Lega Nord nasce secessionista e tale è rimasta nonostante i tentativi di maquillage di Salvini.
L'Italia sarà ridotta a venti piccoli stati semi-indipendenti e del tutto ininfluenti sullo scenario globale perché per avere un peso a livello internazionale serve un sistema paese forte e coeso.
Nell'Italia-spezzatino le opportunità di ciascuno dipenderanno dalla regione in cui si nasce, non dalle proprie capacità.
Al Sud la vita sarà sempre più difficile perché mancheranno i servizi o saranno fortemente carenti. E nella foga di colpire il tanto odiato Meridione, il ministro Calderoli non calcola che questo provocherà la totale congestione delle Regioni del Nord a cui tutte e tutti si rivolgeranno per potere avere sanità, scuola e trasporti.
Questa riforma è una iattura per chiunque. Anche le imprese non vogliono una giungla in cui ogni Regione ha regole diverse. Un danno per l'economia che spingerà gli investimenti altrove.
Quindi la domanda è: con l'autonomia differenziata l'Italia sarà più debole o più forte? Senza dubbio più debole e meno competitiva. Un progetto scellerato contro cui non smetteremo di batterci in ogni modo possibile". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
Domani, 25 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, l'on. Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, si recherà a Civitella in Val di Chiana dove il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parteciperà alla celebrazioni e alla commemorazione delle 244 vittime civili del terribile eccidio nazista del 18 giugno del 1944.
Nel pomeriggio si sposterà a Siena per prendere parte agli eventi organizzati dalla Provincia in occasione dell'80esimo anniversario della liberazione della città toscana che avvenne il 3 luglio del 1944.