“La zona Logistica semplificata della Toscana attende da mesi di essere istituita. L’area, già individuata dalla Regione, potrebbe sviluppare molte potenzialità di crescita dei territori, soprattutto della Costa su cui si concentrano i poli di crisi industriale. La Zls metterà infatti in sinergia i porti di Livorno, Piombino, Marina di Carrara e Portoferraio, gli interporti di Guasticce e Prato oltre all’aeroporto di Pisa. Da oltre 6 mesi abbiamo depositato alla Camera una interrogazione per capire i ritardi ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta; ad oggi sappiamo soltanto che per istituirla occorre un apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri mai emanato. Evidentemente per Giorgia Meloni questo atto non è una priorità, visto che ancora nessuno ha risposto alla nostra interrogazione alla Camera dei Deputati”: è quanto dichiarano i deputati Pd Marco Simiani, Emiliano Fossi, Simona Bonafè, Laura Boldrini, Federico Gianassi, Marco Furfaro e Christian Di Sanzo. Questo appello è condiviso e sostenuto anche dai senatori del Partito Democratico Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.
Oggi il Governo Meloni ha dato parere contrario all’utilizzo di 4,6 miliardi del NextgenerationEU per la costruzione di nuovi asili nido.
Quando diciamo che non basta essere donna per rappresentare gli interessi delle altre donne intendiamo questo: la prima Presidente del Consiglio diventa una svolta storica se si occupa del benessere delle donne.
Una femminista non lo avrebbe mai fatto.
Tweet di Laura Boldrini, deputata Pd
Oggi in Commissione Esteri, di cui faccio parte, è andata in scena una situazione eloquente: dovevamo votare la ratifica del #Mes e nessuno – dico nessuno – della maggioranza si è presentato, neanche il rappresentante del #Governo. Grave non avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità.
"In ogni altro Paese europeo, dopo quanto emerso in una importante trasmissione televisiva, una ministra avrebbe subito dato la propria versione dei fatti. Oppure si sarebbe immediatamente dimessa, per essere libera di difendersi e per non arrecare imbarazzo al Governo. Santanchè invece tace. E con lei tace anche la Presidente del Consiglio Meloni. Non funziona così: il silenzio non aiuta a diradare le ombre". Lo scrive su Twitter la deputata dem Laura Boldrini.
«Per il Governo la Tunisia è un Paese sicuro», ha esordito la deputata del Partito Democratico Laura Boldrini rivolgendosi oggi all’Esecutivo in Commissione Esteri. «Un’affermazione azzardata e improvvida. Il presidente tunisino Kaïs Saïed ha ormai accentrato nelle proprie mani tutti i poteri: ha sciolto il Parlamento e il Consiglio della Magistratura, ha fatto arrestare sindacalisti, esponenti e leader dell’opposizione, ha incitato all’odio razziale contro i migranti subsahariani accusati di programmare una “sostituzione etnica”. Ciò nonostante, il nostro Governo ci viene a dire che chi proviene da un Paese così, in cui si sta costruendo una vera e propria dittatura, non avrebbe ragione per chiedere la protezione internazionale perché proveniente da un paese di origine sicuro? Ma ci credete davvero?»
La deputata dem ha poi sottolineato: «La realtà è che non volete vedere questa stretta autoritaria perché siete ossessionati da un’unica cosa: che vengano fermati i migranti, costi quel che costi. E per ottenere questo risultato la Presidente del Consiglio è andata a Tunisi per ben due volte nel giro di una settimana, a implorare l’autocrate Saïed di bloccare i migranti prima che partano. E chi se ne importa se tra quelli che vogliono lasciare la Tunisia ci sono persone che per le loro idee vengono arrestate e portate in carcere o cose anche peggiori. Ma che Paese stiamo diventando?»«La presidente Meloni si è impegnata addirittura a mediare con il Fondo Monetario Internazionale, ad agire da “ambasciatrice” di un autocrate: e questo sarebbe difendere la dignità dell’Italia?» ha aggiunto Boldrini. Per poi proseguire: «La Presidente del Consiglio e diversi esponenti del suo partito hanno più volte detto che finalmente non si va più a Bruxelles con il cappello in mano. A Bruxelles non si dovrebbe andare con il cappello in mano e a Tunisi invece sì? E si va con il cappello in mano a pregare il presidente Saïed di essere ancora più duro con le persone che vogliono fuggire da quel Paese per raggiungere l’Italia e l’Europa».
Laura Boldrini ha infine concluso: «Quella che sta compiendo il governo Meloni è una scelta di campo che volta le spalle alle opposizioni democratiche, ai sindacalisti e agli attivisti dei diritti umani che si aspettavano dall’Italia un sostegno per ripristinare lo Stato di diritto. Ma badate che anche i dittatori passano, e quando la Tunisia cambierà e tornerà alla democrazia, quelli che oggi stanno soffrendo si ricorderanno di essere stati traditi dal Governo di un Paese, l’Italia, che ha dato man forte a chi negava loro libertà e benessere. Altro che patriottismo. State svilendo la storia e la dignità del nostro Paese».
La Nazione di Melonia si accanisce contro i bambini delle coppie omogenitoriali. A Padova la Procura – basandosi sulla circolare del ministro Piantedosi – ha impugnato definendoli «illegittimi» gli atti di nascita di 33 bambini e bambine figli di due madri. Minori a cui hanno deciso di togliere una mamma.
E la Camera ha portato in discussione la legge di Fratelli d’Italia che vuole rendere la Gestazione per Altri reato universale: impresa insensata e strumentale, visto che una pratica non può essere universalmente perseguita se ci sono Paesi nei quali è regolata da leggi e dunque lecita (nel caso della GPA, Stati Uniti, Regno Unito, Portogallo, Canada, Belgio e altri ancora). Con la conseguenza che figli e figlie verrebbero esposti a un marchio di infamia.
Perché a Melonia si segue l’esempio di Polonia e Ungheria, democrature di riferimento, che irrompono nella vita delle persone e la fanno a pezzi. A questi Crociati del terzo millennio ci opporremo sempre, in Parlamento e nelle piazze.
Lo scrive su Twitter la deputata del Pd Laura Boldrini.
Elly Schlein in Direzione ha proposto un forte rilancio della presenza e dell’iniziativa del Pd, una stagione di mobilitazione su contenuti chiari di opposizione alla politica del governo Meloni e di proposte alternative.
Il danno peggiore che il Pd può fare a sé stesso è quello di tradire nella pratica quotidiana la grande aspettativa che con le primarie si è riversata su di noi.
Quindi dobbiamo andare avanti, senza tentennamenti, su una linea di rinnovamento profondo del partito e di svolta nei contenuti, che metta al centro i diritti sociali e civili, il lavoro, l’ambiente e la lotta contro ogni forma di discriminazione.
C’è un fatto incontrovertibile: la destra ha vinto facendo la destra, noi possiamo vincere se facciamo la sinistra.
Abbiamo due essenziali missioni da compiere: tornare a rappresentare le persone che vivono il disagio sociale e che non ci hanno più votato, e unire tra loro le forze di opposizione per preparare l’alternativa alla destra.
Se è così, allora è giusto essere presenti ovunque si denunci il problema della precarietà, del lavoro povero e delle ingiustizie sociali e ovunque ci sia una forza di opposizione – ieri i Cinquestelle domani altri – che scende in piazza, che costruisce occasioni di mobilitazione contro le politiche di questo esecutivo.
Al Governo della precarietà e delle diseguaglianze, che vuole ancora di più dividere il Paese, si risponde con un’opposizione unita e combattiva. E il Pd deve lavorare per questo.
«Siamo tutte e tutti convinti di essere parlamentari e cittadini di un grande Paese come l’Italia, ma in realtà oggi siamo qui per discutere l’ultimo provvedimento della Nazione di Melonia». Così ha esordito la deputata del Partito Democratico Laura Boldrini, intervenendo oggi alla Camera nel corso della discussione generale sulla proposta di legge Varchi, voluta da Fratelli d’Italia per introdurre l’universalità del reato di Gestazione per Altri.
«Melonia è quella Nazione dove ci troviamo a vivere oggi», ha proseguito Boldrini, «un posto dove si respinge invece di accogliere, dove si stringono patti e alleanze con autocrati e dittatori, dove si tolgono sostegni economici a chi è in difficoltà, dove si sottraggono diritti anziché estenderli. È una nazione, quella di Melonia, che vive di propaganda politica e dove, in nome di quella propaganda, si fanno le leggi. Ed è pura propaganda, adesso, la crociata per rendere la GPA, la Gestazione per Altri, reato universale. È paradossale che questa crociata venga scatenata in un momento in cui la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia dell’Unione Europea sottolineano che il nostro Paese continua a violare il diritto di figlie e figli di coppie omogenitoriali a essere riconosciuti all’anagrafe, nel rispetto del prevalente interesse del minore. Ma questo vale per l’Italia, non per Melonia, dove invece si vorrebbe appunto rendere perseguibile il reato di GPA anche nei casi in cui la gestazione per altri venga effettuata in uno Stato nel quale questa pratica è regolata da leggi, e dunque non è un reato. Diamo una notizia ai governanti di Melonia», ha sottolineato la deputata dem, «per punire un’azione compiuta all’estero, quell’azione deve essere reato anche nel Paese in cui è stata commessa. Com’è possibile perciò ipotizzare che debba essere reato universale una condotta che in altri Stati è legale e regolata? E com’è possibile ipotizzare di rendere la GPA reato universale quando la pena detentiva attualmente prevista è quella della reclusione da tre mesi a due anni? Un tempo che non è minimamente paragonabile a quello previsto per reati considerati riprovevoli e universalmente perseguibili, come per esempio quelli di genocidio, terrorismo, mutilazioni genitali femminili o traffico di organi umani».
Boldrini si è poi soffermata su cosa accadrebbe ai bambini e alle bambine se l’universalità del reato di GPA passasse: «Se dei cittadini italiani rientrassero in Italia con i figli nati regolarmente all’estero da Gestazione per Altri, secondo le leggi di quel Paese e con un certificato di nascita che è un atto ufficiale, sarebbero sottoposti a processo e in caso di condanna il bambino o la bambina verrebbero allontanati dalla coppia. La verità è che si vogliono porre ostacoli di ogni genere alle coppie LGBT. È la deriva ideologica “alla polacca”, che intende affermare la legittimità di un solo modello di famiglia comprimendo pesantemente i diritti e la dignità dei minori. La Destra, infatti, continua a raccontarci la maternità surrogata come una “pratica LGBT” e vuole punirla come tale, quando invece a farne uso sono in maggioranza coppie eterosessuali. 9 coppie su 10, secondo le statistiche. La proposta di legge Varchi inasprisce la perseguibilità della Gestazione per Altri esponendo bambini e bambine a un marchio d’infamia, come nati da un crimine universale e, in quanto tale, esecrabile. Come dovrebbero sentirsi questi figli e queste figlie?»
Ha poi concluso Laura Boldrini: «Chiunque creda nello Stato di diritto, al di là di come la si pensi sulla Gestazione per Altri – che è una pratica già da tempo vietata in Italia, sulla base di una scelta nazionale e non di un vincolo internazionale –, ha il dovere di dire no a questo provvedimento, perché si tratta di pura propaganda visto che il reato non potrà diventare universale per il solo fatto che questa legge lo avrà stabilito. Bisogna dire no a una norma che è soltanto un obbrobrio giuridico legato alla pericolosa idea di “Stato etico” che da Melonia si vorrebbe estendere all’intero globo terracqueo. L’Italia ha una tradizione di cultura giuridica garantista e liberale, e noi faremo di tutto per preservarla».
Di fronte a quella che appare essere la più grande tragedia del mar #Mediterraneo – circa 650 morti al largo del Peloponneso, di cui almeno 100 bambini – tutti i Paesi bagnati dal Mare Nostrum dovrebbero sentire il dovere di proclamare il #luttonazionale. Così come sarebbe opportuno esporre a Bruxelles la bandiera a mezz’asta.
Sarebbe un gesto di umanità e di rispetto verso i tanti che hanno perso la vita e giacciono nel fondo di un mare che è europeo. E anche verso le loro famiglie, alle quali rivolgo il mio più sentito cordoglio.
Basta morti nel Mediterraneo. L’#UE lanci subito una missione europea di #ricercaesoccorso.
“Sono 110, finora, i superstiti di una imbarcazione carica di migranti partita da Tobruk, in Libia, e andata a fondo stavolta nelle acque a sudovest del Peloponneso, in quello che già si delinea come il più grande naufragio avvenuto nel Mediterraneo orientale.
La Grecia, proprio come ha fatto l’Italia in occasione della tragedia di Cutro, non ha soccorso quel peschereccio stipato di 750 persone, fra cui moltissime donne con bambini, rendendosi così complice dell’ennesima strage. Pochi i cadaveri recuperati finora. I corpi di centinaia di persone si sono inabissati nel profondo del mare e nessuno andrà a recuperarli per restituirli alle famiglie, che non avranno neanche una bara sulla quale piangere.
Una sciagura di proporzioni enormi, che oltre alle espressioni di cordoglio dovrebbe suscitare nelle istituzioni europee la ferma volontà di predisporre una missione navale di monitoraggio e soccorso
E invece, niente di tutto questo accade. Siamo davanti al fallimento dell’umanità se l’Europa, anziché agire nel rispetto dei suoi valori fondativi, punta tutto sulla «difesa» delle frontiere e seguita a respingere, a ignorare la richiesta di aiuto e di protezione di chi fugge da guerre, persecuzioni e povertà.
La linea della «difesa» dei confini genera morti, e non offre soluzioni praticabili a una gestione razionale del fenomeno migratorio.
Per quanto ancora si continuerà a seguire questa fallimentare impostazione?”. Lo scrive Laura Boldrini, deputata Pd, su twitter.
Intervista a Fanpage di Laura Boldrini, deputata Pd
Laura Boldrini considera un errore la scelta di concedere a Silvio Berlusconi un riconoscimento importante come il lutto nazionale: “Non possiamo condividere il fatto che venga rappresentato ora come un padre della nazione, una persona che peraltro chiese al Parlamento di certificare che Ruby era la nipote di Mubarak. Noi rispettiamo il lutto, ma non potete chiederci anche di aderire a una rappresentazione agiografica del personaggio”, ha detto a Fanpage.it.
"Se ne è andata oggi Flavia #Franzoni, donna di valore che ha dedicato tanto impegno alle politiche e ai servizi sociali. Sono vicina a Romano #Prodi e ai figli in questo momento per loro così doloroso". Lo scrive su Twitter la deputata dem Laura Boldrini.
Tweet di Laura Boldrini deputata Pd
Nessuna istituzione italiana o europea può ignorare la violazione delle libertà democratiche e dei diritti umani che sta avvenendo in #Tunisia a opera di un autocrate che incoraggia l’odio razziale.
I valori fondanti dell’#UnioneEuropea sono appunto democrazia, libertà e rispetto dei diritti umani. Proprio quei principi che il presidente tunisino #Saïed sta calpestando.
Post su Fb di Laura Boldrini deputata Pd
Stamattina ho partecipato con grande piacere a una bella iniziativa a Rondine, un borgo secolare a poca distanza da Arezzo.
In questo posto, un tempo abbandonato, è stato avviato negli anni Novanta uno straordinario progetto di recupero che unisce la salvaguardia del patrimonio architettonico e ambientale all’impegno sociale e civico. Perché qui è stata fondata una Cittadella della Pace, dove giovani provenienti da Paesi in conflitto fra loro – o che si sono combattuti in passato – vengono ospitati per un percorso di studi volto al rifiuto della guerra e dell’odio come mezzi per la risoluzione dei problemi. Ragazzi e ragazze fino a ieri «nemici» si ritrovano a convivere, a confrontarsi, a mettere da parte l’odio, per portare poi a casa, una volta rientrati, il seme della riconciliazione. Divenendo ambasciatori di pace.
Proprio «riconciliazione» è stata la parola chiave dell’incontro di questa mattina. Con i giovani e le giovani di Rondine ho parlato anche di ciò che le donne possono fare in tal senso, del loro significativo ruolo e di come troppo spesso non sono messe in condizione di operare.
A Rondine Cittadella della Pace si costruiscono ponti per abbattere i tanti muri eretti dalla politica dell’odio. È un’esperienza che tutte le amministrazioni pubbliche dovrebbero riprodurre e diffondere nei territori come esempio di buona pratica. Avendo ben chiaro un presupposto: con l’odio stiamo tutti peggio, ma si può sempre trovare un modo per conoscersi e capire le ragioni degli altri.
Post su Instagram di Laura Boldrini, deputata Pd
Stamattina, insieme al segretario provinciale del PD di Arezzo, Francesco Ruscelli, ad alcuni sindaci del Valdarno, il segretario provinciale della Cgil e la segretaria della Fimcisl Arezzo sono stata in visita allo stabilimento Fimer di Terranuova Bracciolini, per dare sostegno agli oltre 300 dipendenti che hanno occupato la fabbrica per provare a salvare centinaia di posti di lavoro. Uno stabilimento in cui tre quarti del personale sono donne.
Sì, perché lo spettro che si aggira sulle loro teste ha un nome: fallimento. E questo malgrado l'azienda produca componenti per impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica elettrica che sono un mercato fiorente vista la necessità che abbiamo oggi di investire nell'energia pulita. Eppure, la proprietà della Fimer non si è dimostrata all'altezza di gestire questo patrimonio. Dunque c'è bisogno di un cambio di gestione che consenta l'immediata ripresa della produzione così da smaltire la lunga lista di commesse e ordini. E paradossale che un'azienda florida e con grandi potenzialità debba trovarsi in questa azienda florida e con grandi potenzialità debba trovarsi in questa condizione. Il personale ha deciso di occupare la fabbrica per non abbandonarla : è un pezzo della loro vita , in cui hanno lavorato anche i loro genitori . Un posto che ha dato sostegno a intere famiglie . Non vanno lasciati soli . Non li lasceremo soli.