“Concentriamoci sulle vere esigenze che stanno a cuore ai cittadini”“Riteniamo sbagliata l’iniziativa di riaprire la questione della separazione delle carriere.Per due motivi. Il primo, con la riforma Cartabia il tema è stato già affrontato dal parlamento che ha realizzato una separazione di fatto concedendo un solo passaggio nel corso della carriera. Servirebbe allora monitorare gli effetti della nuova norma per verificare se gli obiettivi importanti che si poneva sono stati raggiunti senza riaprire un tema che per sua natura si presenta da sempre divisivo. In secondo luogo, la giustizia ha bisogno concentrare energie, sforzi e investimenti in risorse umane, formazione, edilizia, abbattimento della burocrazia per velocizzare il processo e assicurare i diritti dei cittadini. Su questo dovrebbe lavorare il governo e su questo invece sta perdendo tempo e occasioni”.
Lo dichiarano la vice capogruppo del Pd alla Camera Simona Bonafé e il capogruppo in commissione Giustizia Federico Gianassi.
“Le gravissime offese di esponenti di Fratelli d’Italia non riusciranno a cancellare il grande scandalo Donzelli-Delmastro. Anche dal mal riuscito tentativo di Nordio di difendere Donzelli è stato confermato che Delmastro e Donzelli hanno avuto accesso e diffuso relazioni riservate del Dap. Addirittura scopriamo che la stessa relazione inviata dal Dap era accompagnata dall’avvertimento della riservatezza. Difendere Donzelli e scaricare il Dap da parte di Nordio non porterà a una fine diversa da quella già scritta per questa storia. La fine è ovvia a tutti: Donzelli e Delmastro hanno gravemente sbagliato e si devono dimettere, perché non possono restare un secondo di più in ruoli chiave e strategici per la sicurezza nazionale e per la lotta a mafia e terrorismo. Meloni non può più fare finta di niente. Gli interessi del Paese vengono prima di quelli di Fratelli d’Italia”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi.
“La macchina del fango messa in moto da fratelli d’Italia si ritorce contro di loro.
È incredibile che Fratelli d’Italia, anziché chiedere scusa agli italiani perché due loro importanti dirigenti rivelano notizie sensibili e riservate con l’obiettivo di colpire gli avversari politici indebolendo così la lotta contro mafia e terrorismo, attacchi gli esponenti del partito democratico con insinuazioni vergognose. È a tutti chiaro il clamoroso imbarazzo che coinvolge fratelli d’Italia che sta mostrando al Paese quanto sono inadeguati ad assumere funzioni di governo. Ma delegittimare, manganellare, offendere la prima forza dell’opposizione è segno di barbarie che respingiamo e respingeremo con forza. Il fango che stanno provando a gettare contro i democratici si ritorce contro di loro e non salverà Donzelli e Delmastro che non hanno alternativa alle dimissioni”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia di Montecitorio.
“Nordio non ha potuto difendere il sottosegretario Delmastro e il vicepresidente del copasir Donzelli per la divulgazione delle informazioni sensibili e riservate di ieri. E anche se ha preso tempo l’esito dell’indagine da lui avviata è ovviamente scontato: Nordio non potrà mai sostenere che il sottosegretario può fornire a terzi informazioni riservate e che i parlamentari hanno presso il ministero della giustizia libero accesso alle informative delicatissime del Dap per poi divulgarle.
I fatti ormai sono chiari: i due hanno diffuso informazioni delicatissime e riservate e ciò è stato fatto per usarle come clava contro il principale partito di opposizione nel dibattito politico.
Più dignitoso per Delmastro e Donzelli a fare subito un passo indietro senza sottoporsi a questa umiliante e prolungata esposizione. Tanto noi non arretreremo di un millimetro e andiamo fino in fondo a questa vicenda”.
Lo dichiara il capogruppo in commissione Giustizia Pd alla Camera Federico Gianassi
Dichiarazione di Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia
L’on. Donzelli ha oggi ha dichiarato che Cospito, detenuto al 41 bis, ha avuto colloqui con detenuti mafiosi, anch’ essi detenuti al 41 bis e ne ha divulgato il contenuto. Come ne è venuto a conoscenza? A quale titolo le ha divulgate? Chiediamo che il ministro Nordio chiarisca con urgenza in parlamento tali affermazioni, il cui contenuto è in possesso esclusivo del ministero della Giustizia. Vogliamo sapere perché l’on Donzelli le ha pubblicamente divulgate, mettendole nella disponibilità di tutti, persino degli afferenti alle organizzazioni degli stessi detenuti a cui ha fatto riferimento. Con ciò, di fatto, aggredendo il regime del 41 bis a cui sono sottoposti quei detenuti e che impedirebbe loro di comunicare e portare messaggi all’esterno. Inoltre, Donzelli ci ha fatto sapere che detenuti al 41 bis, che non possono avere rapporti tra di loro, in realtà tra loro parlottano e il Ministero ne è a conoscenza. Oltre ad avere sostenuto falsità nei confronti degli esponenti Dem per la loro visita di carattere umanitario in carcere a Sassari e ad avere alimentato insinuazioni calunniose contro il PD. Tutte dichiarazioni gravissime per le quali chiediamo al ministro Nordio di riferire subito in parlamento . Vogliamo che il paese sappia perché e da chi Donzelli ha avuto quelle notizie e perché le ha divulgate”.
“Enrico Costa, intervenendo nella trasmissione Tagadà, su la Sette, ha detto che la legge “Orlando” sulle intercettazioni, il D.lgs 51 del 2019, entrata in vigore definitivamente con il Decreto del 2019, peggiorerebbe l’impianto normativo precedente, questo perché permetterebbe la pubblicazione sul sito delle ordinanze cautelari in versione integrale contenenti le intercettazioni in fase di indagine. Gli ricordo, invece, che le norme in vigore prevedono che nell'ordinanza del giudice che concede la misura cautelare possono essere riprodotti solo i brani essenziali, sunti, delle comunicazioni intercettate, che risultino necessari a sostenere la richiesta del PM o a motivare la decisione del giudice, e che, ovviamente, a garanzia del diritto alla difesa, i difensori possono esaminare gli atti e le registrazioni, ma non estrarre copia, nonché che i dati sensibili, come stabilito anche dal Garante della Privacy, e quelli non ritenuti essenziali, vengono oscurati anche negli atti ormai non più coperti da segreto, e che le trascrizioni delle intercettazioni avverranno solo davanti ad un giudice, nel confronto delle parti anche per escludere quelle irrilevanti .
Le attuali norme sulle intercettazioni stanno dando ottimi risultati, garantiscono un buon punto di composizione tra le esigenze investigative e di contrasto alla criminalità e quelle relative al diritto alla riservatezza e al diritto di difesa, come stanno dimostrando anche le audizioni in corso al Senato: il Garante della Privacy, ad esempio, ha, tra le altre cose, evidenziato come dal 2020 ad oggi l’Autorità non abbia segnalato nessun abuso nell’uso delle intercettazioni”. Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Giustizia Federico Gianassi.
I deputati del Pd: “L’imposta di soggiorno, per come disciplinata dalla legge italiana, non può essere utilizzata a favore di un museo statale come gli Uffizi che gode di autonomia finanziaria”
“Il direttore Eike Schmidt si occupi, come bene sta facendo, della direzione del sistema museale e lasci le scelte politiche al Comune di Firenze”. A dirlo sono i deputati Pd eletti nella provincia di Firenze Emiliano Fossi e Federico Gianassi.
“L’imposta di soggiorno, per come è disciplinata dalla legge italiana, serve a sgravare le comunità locali dei maggiori costi determinati dalla massiccia presenza di turisti, che utilizzano i servizi della città, e, quindi, non può essere utilizzata a favore di un museo statale come gli Uffizi che gode di autonomia finanziaria e di notevoli entrate economiche generate dal costo dei biglietti.
Costo dei biglietti che, tra l'altro, lo stesso museo ha deciso di alzare ai livelli massimi di tutto il mondo - sottolineano Fossi e Gianassi - Invitiamo il ministro Sangiuliano, che ha detto di avere a cuore la città di Firenze per il suo valore culturale universale, a garantire una piena cooperazione istituzionale tra il ministero e l’amministrazione comunale, assicurando che il comportamento e le dichiarazioni del direttore Schmidt, in quanto funzionario dello Stato, non sconfinino in un ambito politico e, comunque, in quello dell’autonomia dell’amministrazione fiorentina”.
"Sussistono posizioni contraddittorie del Governo sulla Giustizia. Avete richiamato l'importanza di fare investimenti sul carcere e avete fatto con la manovra di bilancio tagli sull'amministrazione penitenziaria. Avete detto che avreste limitato le intercettazioni e impedito l’estensione del diritto penale ma avete creato un nuovo reato, il cosiddetto Dl anti-rave, con più carcere e più intercettazioni e ora si parla di un nuovo reato per imbrattamenti.
Troppe incoerenze anche sulla riforma Cartabia tra esponenti del governo che dicono di difenderla senza se e senza ma e altri che la ritengono inutile e dannosa. Le contraddizioni sono anche all'interno del Governo, la Presidente Meloni ha detto che la sicurezza dei cittadini si consegue con più carcere, ma il ministro Nordio ha espresso posizione opposta e cioè meno carcere e più misure alternative. Nonostante gli annunci, idee e azioni sono discordanti. Viene poi completamente dimenticato il lavoro già fatto dal Parlamento. La nostra posizione è invece che le riforme approvate devono essere attuate con un impegno forte da parte del governo anche attraverso il monitoraggio sul successo di quelle riforme rispetto ad obiettivi importanti. Non c’è quindi bisogno di agitare temi divisivi portando indietro di anni le lancette dell’orologio. Su intercettazioni, prescrizione, separazione delle carriere, obbligatorietà c’è da attuare le riforme fatte.
Guardiamo al futuro e a una giustizia giusta al fianco dei cittadini, senza sollevare inutili scontri che non B servono a niente e che noi respingiamo.
Nella nostra agenda restano prioritari gli investimenti sul Pnrr e noi saremo sentinelle vigili perché siano spesi presto e bene; gli investimenti sull'ufficio del processo; occorre contrastare lo scandalo dei suicidi, delle cattive condizioni delle carcerie e valorizzare la giustizia riparativa.
Infine, tutela vera dei sindaci partendo dalle nostre proposte su chiarezza di separazione dei poteri politici e tecnici degli amministratori locali, le modifiche del testo unico degli enti locali che aiutano gli amministratori locali a lavorare in sicurezza. Il governo non li strumentalizzi, noi siamo al loro fianco". Lo ha detto in Aula il deputato del Pd, Federico Gianassi, intervenendo in dichiarazione di voto sulla giustizia in Aula.
Giustizia: Gianassi (Pd) con odg Costa su prescrizione nessun ritorno alla riforma Orlando ma delega al governo per cancellare la Cartabia
“Non si prospetta affatto un ritorno alla riforma Orlando ma una delega in bianco al governo in materia di prescrizione che non possiamo accettare. Impossibile per noi fidarsi di un governo e di una maggioranza di cui siamo convintamente all’opposizione e che sui temi della giustizia dimostra di assumere scelte sbagliate e contraddittorie come sta avvenendo in queste ore in aula alla camera dove, dopo avere detto attraverso le parole del ministro Nordio di volere meno carcere e meno intercettazioni, fanno muro per approvare un decreto che prevede più carcere e più intercettazioni.
Parliamoci chiaro, l’attacco è alla riforma Cartabia che è già intervenuta e doverosamente per superare la pessima norma Bonafede che il Pd ha sempre contrastato e che invece fu approvata con il voto della Lega. Davvero, prima ancora le norme Cartabia abbiano dispiegato i loro effetti il Governo vuole cancellarle? Eppure i primi effetti sono positivi e vanno nella direzione auspicata della riduzione dei tempi dei processi.
Per fare cosa poi? L’ennesima modifica della prescrizione in pochi anni? Per rischiare di compromettere le risorse del PNRR connesse al complesso delle riforme in materia di giustizia?”.
Lo dichiara il capogruppo democratico in commissione Giustizia alla Camera Federico Gianassi.
“Dopo l’episodio avvenuto al Beccaria di Milano, tutti gli esponenti della maggioranza e del governo di destra si sono affannati nell’assicurare un cambio di passo per affrontare il tema dell’emergenza carcere e giustizia. Noi però stiamo ai fatti: con la Legge di bilancio sono state tagliate le risorse per questo fondamentale comparto. Avevamo presentato un emendamento alla manovra per ripristinare le risorse al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, cancellando contestualmente i tagli fatti dal governo, ma la nostra richiesta non è stata accolta. Nella lunga notte dell’approvazione della manovra abbiamo di nuovo presentato un ordine del giorno per impegnare il governo a ripristinare le risorse per la giustizia al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma l’atto ha ricevuto parere contrario dal governo ed è stato respinto dalla maggioranza. Basta, dunque, con le inutili chiacchiere. Ciò che conta sono i fatti. Il governo smentisca sé stesso, come è già più volte avvenuto in queste settimane, e ripristini le risorse necessarie. Altrimenti è meglio un più decoroso silenzio”.
Così la presidente del Gruppo Pd alla Camera, Debora Serracchiani, e il capogruppo dem in commissione Giustizia, Federico Gianassi.
Dichiarazione di Debora Serracchiani, capogruppo Pd e Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia
“Stiamo trovando un muro da parte della maggioranza ma continueremo a batterci affinchè il testo venga cambiato”.
Così Debora Serracchiani, capogruppo Pd e Federico Gianassi, capogruppo del Pd in commissione Giustizia, in merito al decreto Giustizia in discussione alla Camera.
“Oggi sono stati bocciati gli oltre cento emendamenti presentati dalle opposizioni – hanno commentato Serra e Gianassi-, che aggiungono: “non c’è disponibilità di modificare un testo che critichiamo duramente, dal nuovo reato per raduni musicali - che con più carcere e più intercettazioni contraddice la linea Nordio- alle preoccupanti misure per il Covid che rinviano le sanzioni per chi non ha rispettato le regole sui vaccini.
Ci batteremo fino in fondo affinchè la maggioranza recepisca le nostre proposte e modifichi il testo”, hanno concluso Serracchiani e Gianassi.
Inammissibile emendamento Pd per proroga
“Il nostro emendamento alla Legge di bilancio che impediva la chiusura delle sezioni distaccate dei tribunali delle Eolie e dell’Isola d’Elba è stato ritenuto inammissibile. Questa decisione mette a rischio sedi di particolare importanza per la funzionalità della giustizia. Le sezioni di Lipari e di Porto Ferraio interessano infatti rispettivamente gli altri comuni e delle Eolie e gli 8 comuni dell’Elba. Il nostro emendamento aveva l’obiettivo di prorogarne per il momento di un anno la chiusura. Come Partito democratico proseguiremo certamente questa battaglia in tutte le sedi parlamentari”.
Così il capogruppo democratico in commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi.
“La chiusura delle sezioni di distaccate dei tribunali delle Eolie e dell’Isola d’Elba va assolutamente evitata. Si tratta di sedi di particolare importanza per la funzionalità della giustizia. Le sezioni di Lipari e di Porto Ferraio interessano infatti rispettivamente gli altri comuni e delle Eolie e gli 8 comuni dell’Elba. Ci saremmo aspettati, dopo vari annunci, un intervento del governo che però non c’è stato. Per questo abbiamo presentato un emendamento alla legge di Bilancio con l’obiettivo di prorogarne per il momento di un anno la chiusura. Emendamento di cui sono primo firmatario e sottoscritto dai colleghi dem della commissione Giustizia e dagli eletti in Toscana e in Sicilia”. Così il capogruppo democratico in commissione Giustizia Federico Gianassi.
Dichiarazione di Debora Serracchiani, presidente gruppo Pd e Federico Gianassi capogruppo Pd in commissione Giustizia.
Siamo preoccupati per l’impostazione data dal ministro Nordio nel tracciare stamane in commissione alla Camera le linee programmatiche del suo ministero.
In particolare, dal ministro sono emerse tante contraddizioni e posizioni che reputiamo divisive e che rischiano di fare della giustizia solo un terreno di scontro. Il rischio è di tornare indietro negli anni, quando invece la giustizia ha bisogno di guardare al futuro con capacità innovativa valorizzando quanto è stato fatto con le riforma Cartabia. Anche stamane il ministro della Giustizia ha ribadito di essere contro l’ampliamento della sfera penale, che l’esecuzione della pena non può essere solo in carcere e che devono essere limitate le intercettazioni. Osserviamo però che il primo provvedimento, il cosiddetto decreto rave, crea un nuovo reato, prevede il carcere e l’uso delle intercettazioni. Una contraddizione totale, tanto da creare fibrillazioni nella stessa maggioranza, come dimostrano i tanti emendamenti presentati da Forza Italia.
Nordio sembra mosso prevalentemente dal desiderio di introdurre temi identitari, come la separazione delle carriere, l’attacco alle intercettazioni, il superamento dell’obbligatorietà dell’azione penale. Eppure, non sono stati citati i tanti passi in avanti fatti nella scorsa legislatura con la riforma Cartabia su questi temi. L’attacco alle intercettazioni sembra rivolto più allo strumento, che alle violazioni della norma. Troviamo in definitiva pericoloso, come fa Nordio, alimentare un terreno di scontro.
Apprezziamo invece l’impegno a non rinviare l’entrata in vigore della riforma Cartabia, a cui sono collegate le risorse del PNRR. Come Pd saremo inflessibili e garanti dell’applicazione di quella riforma e lavoreremo per mobilitare le migliori energie del Paese e delle diverse anime della giurisdizione contro culture e approcci divisivi perché la giustizia non sia terreno di scontro ma occasione di sviluppo e potenziamento della qualità della nostra democrazia.
Dichiarazione di Federico Gianassi, capogruppo Pd in Commissione Giustizia
“Oltre a un giudizio fortemente negativo sulla manovra per il taglio alle pensioni, per le misure sul contante e l’assoluta insufficienza di interventi contro la crisi e l’inflazione, abbiamo votato contro in commissione per denunciare anche le lacune e i tagli al comparto della giustizia, tagli ammessi dallo stesso ministro Nordio”.
Così il capogruppo Pd in commissione Giustizia, Federico Gianassi, che aggiunge: “Nonostante una prima marcia indietro con un emendamento, che sottoscriviamo, su il ripristino assunzioni in polizia penitenziaria, restano i tagli al sistema dell’amministrazione penitenziaria che invece richiede investimenti maggiori”.
“Ridurre gli investimenti in un settore strategico come questo è un grave errore. Ci batteremo – ha proseguito Gianassi- perché la manovra sia modificata e perché governo e maggioranza comprendano che mettere risorse in questo settore non equivale a maggiori costi ma rappresenta investimenti nella qualità della nostra democrazia. Per questo – ha concluso- presenteremo un pacchetto di emendamenti con cui chiediamo il reintegro integrale delle risorse tagliate al personale del Dap e al Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e l’incremento del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso e dell'usura. Proponiamo infine l’istituzione di un Fondo per interventi straordinari sulle carceri e per l’edilizia penitenziaria, e l’incremento dei finanziamenti per la Direzione Investigativa Antimafia”.