“Così si lede il diritto alla salute dei cittadini”
"Non siamo per niente soddisfatti della risposta del sottosegretario alla Salute Gemmato che ha evaso totalmente il quesito della nostra interrogazione su quali misure il Ministero ritenesse di adottare fino all'entrata in vigore del decreto sui nuovi Lea, affinché non venga leso il diritto alla salute dei cittadini e siano garantite le prestazioni attese da tempo. Questa ulteriore proroga ci preoccupa molto ed è particolarmente grave in un momento in cui ci sono liste di attese importanti e in cui le famiglie si rivolgono sempre più al privato che ha un aumento percentuale significativo e che non tutti si possono permettere. Questo ritardo comporta un ulteriore elemento di disparità e penalizza la piena uguaglianza dei cittadini. Il decreto Lea ha infatti proprio l'obiettivo di individuare le prestazioni offerte gratuitamente ai pazienti, di cui si avvantaggerebbero soprattutto le fasce più fragili della popolazione. Si parla di prestazioni importanti, dai test neonatali estesi, ai test generici per malattie rare e croniche, alla tecnica pma, tanto per fare alcuni esempi. Pertanto questa mancanza renderà peggiore non solo la tempestività della cura, ma anche la possibilità di diagnosi precoce con conseguenze pesanti sulla presa in carico e sulla tempestività della terapia. Ci troviamo davanti a uno Stato che predilige assecondare le richieste che vengono dai privati piuttosto che tutelare il diritto alla salute dei cittadini che continuano a pagare sulla loro pelle i suoi ritardi e le sue inefficienze".
Così Ilenia Malavasi, deputata del Pd della Commissione Affari Sociali della Camera.
Da molti mesi si registra una significativa carenza e indisponibilità di farmaci, soprattutto, tra gli antibiotici, ma anche tra antitumorali, antidiabetici, alcuni farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale. Con un'interrogazione ho chiesto al Ministero della Salute quali iniziative stia attuando per tenere sotto controllo questa indisponibilità e prevenire le carenze e cosa intenda fare per fornire ai pazienti e agli operatori sanitari adeguate informazioni anche di carattere operativo sulla reperibilità dei farmaci. Purtroppo la risposta arrivata oggi in commissione Affari Sociali non chiarisce completamente il quadro. Va certamente bene l'istituzione di un tavolo tecnico sull'approvvigionamento dei farmaci e un costante monitoraggio dei consumi per verificare le carenze, ma ciò che manca è un'opera di informazione chiara e su vasta scala dei cittadini volta ad aumentare l'accesso ai farmaci disponibili da quelli generici agli equivalenti fino ai galenici e quelli di importazione. Purtroppo, rispetto a questi farmaci c'è un pregiudizio diffuso frutto di una mancata corretta informazione. In questo senso, sarebbe utile fare formazione presso i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta o i farmacisti che possono essere la prima linea di questo importante percorso di educazione della cittadinanza. È del tutto evidente che il nostro obiettivo deve essere sempre l'accesso tempestivo alle cure e la continuità terapeutica. Nelle situazioni di carenza è indispensabile assicurare ai cittadini le terapie. Per riuscirci serve un lavoro di informazione che faccia uscire le notizie dai siti dei ministeri per raggiungere tutti i cittadini".
Così Ilenia Malavasi, deputata del Pd della Commissione Affari Sociali della Camera.
Servirebbe bagno di verità per affrontare questa dramma”
Sono sorprendenti e rammaricano le parole della ministra Roccella sulla difficoltà di “trovare un ospedale dove andare a partorire piuttosto che uno dove andare ad abortire”. Peccato che sia un dato opposto alla realtà descritta dai consultori: sei ginecologi su dieci sono obiettori e, soprattutto al Sud, le donne sono costrette a cambiare città per fare la loro scelta, mentre la Ru486 si trova in modo diffuso solo in tre Regioni. Ma ancora più incredibile è quando Roccella afferma che il governo ha fatto la sua parte sul tema della natalità, intervenendo su congedi, asili, decontribuzioni.
Dispiace contraddire la ministra, ma in Italia i posti per gli asili nido sono sempre meno, con una media di 27 per ogni 100 bambine e bambini. Una situazione particolarmente complessa per tutte le famiglie, ma soprattutto nel Mezzogiorno e nelle aree interne. Su questo tema, il governo Meloni non ha dedicato nulla in manovra, anzi con il Pnrr hanno tagliato 100.000 posti di asili nido. I contributi sui congedi non sono strutturali, ma insufficienti e relativi al solo anno 2024. Per quanto riguarda la decontribuzione, la manovra la prevede per le lavoratrici con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, per le madri di tre figli fino al compimento di 18 anni del più piccolo, o per quelle con due figli fino al compimento di 10 anni dell’ultimo nato. E le autonome? E quelle a tempo determinato? Come sempre la propaganda finisce quando incontra la realtà. Servirebbe un bagno di verità e di umiltà per affrontare insieme e bene il dramma della natalità, che è davvero un problema enorme per il futuro del nostro paese.
Così la deputata democratica della commissione Affari sociali, Ilenia Malavasi.
“Permetterà screening nazionale a costo zero”
La sordità è una pandemia silenziosa. Così è stata denominata oggi nel corso dell’iniziativa al Senato organizzata in occasione della Giornata mondiale dell'udito istituita dall'Oms il 3 marzo. Si tratta di una patologia con due picchi di insorgenza, uno in età pediatrica (ma qui lo screening neonatale esiste ed è previsto nei Lea) e in età anziana. Tutti corriamo il rischio di avere ricadute sull’udito nell'arco della nostra vita. La sordità o ipoacusia genera isolamento, depressione e compromette la capacità di apprendimento, oltre a peggiorare le capacità cognitive delle persone. L’Oms sostiene che per ogni euro investito in prevenzione di sordità o ipoacusia se ne risparmiano 15. Secondo le stime più recenti, oggi questa patologia ha un costo di 36 miliardi annui tra costi sanitari diretti e indiretti. Per questo motivo come Pd abbiamo proposto un emendamento a nostra firma, approvato dalla Commissione nel percorso di modifica del codice della strada per aggiornare le modalità di controllo dell'udito nel corso del rilascio o rinnovo patente con l'introduzione di un meccanismo di controllo strumentale, andando a modificare una norma del 1959, relativa al controllo dell'udito già previsto e obbligatorio per legge. Questo permetterà, a costo zero, di fare una campagna di screening nazionale che può aiutare ad individuare precocemente i fenomeni di ipoacusia, migliorando la presa in carico e di conseguenza la qualità della vita dei cittadini.
Così Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd e Ilenia Malavasi, deputata dem della commissione Affari sociali.
"Il Governo Meloni, sempre pronto a parole a promuovere la natalità, sta penalizzando le famiglie ed in particolare modo quelle con figli numerosi. Da quest'anno infatti gli importi ricevuti come assegno unico relativi all’anno 2022 rientrano nella Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) 2024 aumentando, di fatto, il valore Isee. Questo comporta che molti nuclei familiari sforano di poche centinaia di euro il limite massimo per poter usufruire di numerose prestazioni sociali che valgono migliaia di euro all'anno". Così una nota congiunta dei deputati Pd Ilenia Malavasi e Marco Simiani che hanno presentato una interrogazione al Ministro Calderone.
"All'improvviso per molte famiglie sono stati negati o ridotti infatti il bonus nido, l’integrazione all’affitto; il bonus bollette, le agevolazioni sulle tasse universitarie; le agevolazioni per la frequenza alle scuole dell’infanzia, per la mensa o per l’utilizzo degli scuolabus dei figli o per i buoni libri o la possibilità di non versare la quota di iscrizione agli ultimi tre anni delle scuole superiori di secondo grado per motivi economici. Per non parlare degli aumenti automatici dell'Irpef regionale e comunale. Chiediamo al governo di intervenire e fermare subito questa vergogna. Gli slogan sono finiti, ora servono i fatti", conclude la not
“La scuola aperta a tutti”. È il primo comma dell’articolo 34 della Costituzione ad individuare il principio fondamentale che sta - o dovrebbe stare - alla base di ogni politica per l’istruzione, perché la scuola è lo strumento per eccellenza che consente ad ogni individuo di migliorare la propria istruzione e, di conseguenza, la propria posizione sociale ed economica”. A scriverlo è Ilenia Malavasi, Deputata del gruppo del Pd, in un articolo pubblicato sul sito della Fondazione Demo - la Fondazione del Pd presieduta da Nicola Zingaretti. “Il sistema educativo italiano è pensato dalla nostra Carta costituzionale come capace non solo di misurare i risultati ottenuti dai migliori, ma anche di accompagnare situazioni di fragilità o di marginalità, fornendo la possibilità ai ragazzi e alle ragazze, indistintamente, di acquisire nuove prospettive - sottolinea Malavasi -. E anche se questo avviene ancora in modo troppo limitato (solo il 6% dei giovani i cui genitori non hanno il diploma ottiene poi la laurea) è significativo che la Costituzione si occupi, in modo così diretto, della questione, riconoscendo, anche in questo modo, la centralità dell’idea di “comunità”, alla cui base ci sono la scuola, la valorizzazione dei talenti, il diritto di essere messi nella condizione di poter eccellere. Nonostante questioni importanti ancora in campo quindi - continua Malavasi - come gli oltre 170mila supplenti che sono ogni anno chiamati a coprire cattedre scoperte, gli insegnanti di sostegno, spesso lasciati soli, la sicurezza degli edifici, la sproporzione di numeri tra alunni, insegnanti e dirigenti, “Stare bene a scuola” resta il punto fondamentale, raggiungibile con un ruolo centrale della “comunità educante” che si adopera affinché nessuno si perda durante il percorso scolastico o, peggio ancora, non abbia capacità o possibilità di accesso. Una comunità educante, appunto, che senta la responsabilità e il dovere prioritario di tutelare tutte le variabili di crescita dei suoi cittadini e cittadine più giovani”.
“L’approvazione da parte delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera del nostro emendamento al Decreto Milleproroghe che proroga fino al 2025 la limitazione della responsabilità penale medica alla sola colpa grave è certamente un passo importante. Ora, però, occorre andare con determinazione in direzione della piena attuazione dell'articolo 32 della Costituzione. Occorrono infatti iniziative normative per giungere ad una vera depenalizzazione dell'atto medico. Fatte salve, naturalmente, quelle situazioni particolari e limitate nelle quali si possa riscontrare colpa grave o dolo, bilanciando l’esigenza di salvaguardia degli operatori sanitari, la loro professionalità e la serenità necessarie nel prendere le decisioni migliori per il paziente, da iniziative giudiziarie ingiuste con i diritti del paziente, che deve comunque poter adire il giudice civile, qualora si ritenga danneggiato da episodi gravissimi di negligenza medica. Un segnale importante di fiducia nella classe medica, che troppo spesso si allontana dalla sanità pubblica verso estero o privato anche per la violenza e la litigiosità che subiscono".
Lo dichiara la deputata democratica della commissione Affari sociali, Ilenia Malavasi, prima firmataria dell’emendamento 4.75 al Decreto Milleproroghe.
Governo parziale e deludente
“Risposta parziale e deludente quella del sottosegretario Gemmato sul contrasto alle malattie cardiovascolari”. Lo dichiara la deputata del Pd, Ilenia Malavasi, che ha presentato una interrogazione in commissione Affari sociali in cui chiedeva al governo “la stesura di un piano nazionale cardiovascolare in grado di assicurare una visione unitaria e condivisa e una serie di interventi di prevenzione, screening e trattamento a favore dei pazienti affetti da patologie cardiovascolari”.
“In Italia - aggiunge Malavasi - sono 9.6 milioni le persone affette da patologie cardio, cerebro e vascolari e 880.000 i nuovi casi ogni anno con un burden annuo di 22-24 miliardi tra costi sanitari diretti e costi indiretti. Queste persone si meritano molto di più dell'approssimazione di questo governo. È dunque necessario trattare queste patologie in modo piu strutturale con un piano ad hoc dedicato”.
Malavasi, proroga sia primo passo per ripensamento norma che mette a rischio sistema
È stato approvato stanotte l’emendamento del Pd al decreto Milleprororghe che posticipa di un anno l’entrata in vigore del Regolamento del Ministero della salute che disciplina per l’attività trasfusionale, da parte dei laureati in medicina e chirurgia, negli enti e nelle associazioni che svolgono attività di raccolta sangue ed emoderivati senza scopo di lucro. “Con questo emendamento – spiega la promotrice, la deputata democratica, Ilenia Malavasi componente della commissione affari sociali della Camera – si sblocca finalmente una situazione molto grave che rendeva impossibile agli specializzandi di attivare contratti di lavoro all’interno dei centri di raccolta sangue plasma. Una norma insensata che mette a rischio la tenuta dell’intero sistema con effetti negativi. Auspichiamo che questa proroga sia solo un primo passo verso il definitivo ripensamento da parte del governo”.
Mercoledi 24 gennaio alle ore 11.30 presso la sala stampa della Camera dei deputati.
"Impedire altri 'casi Improta', la vicenda giudiziaria di Elena Improta e di suo figlio nato con disabilità a seguito del parto, costretta a pagare spese giudiziarie pari a oltre 300mila euro". Questi in sintesi i contenuti della proposta di legge dal titolo 'Istituzione di un Fondo di garanzia a beneficio delle parti soccombenti in giudizi relativi a danni subiti dal neonato a seguito del parto e impossibilitate al pagamento' che verrà presentata mercoledi 24 gennaio alle ore 11.30 presso la sala stampa di Montecitorio. Parteciperanno alla conferenza stampa i deputati dem promotori della proposta Ilenia Malavasi e Marco Simiani ed Elena Improta.
"Il nostro atto vuole colmare un paradosso normativo su cui il Parlamento è chiamato a riflettere e confrontarsi; occorrono norme e risorse
per sostenere concretamente una famiglia che ha trovato la forza ed il coraggio di trasformare una drammatica vicenda personale in una progetto solidale di accoglienza, di inclusione e speranza rivolto alle altre persone con disabilità. Chi ritiene di aver subito un danno grave durante il parto non può aver paura di difendersi perché potrebbe essere costretto a pagare ingenti spese processuali (come accaduto ad Elena Improta) e le conseguenze non possono ricadere sul caregiver che si occupa non solo di suo figlio ma di tante famiglie in difficoltà. Ci appelliamo alla sensibilità di tutte le forze politiche affinchè possano sostenere questa proposta", concludono Ilenia Malavasi e Marco Simiani.
Vergognosa forzatura, Fontana prende distanze da Ciocchetti
“Dopo la vergognosa forzatura della maggioranza, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana ha richiamato il vicepresidente Luciano Ciocchetti (che presiedeva la commissione in sostituzione di Cappellacci) e la prossima settimana la commissione Affari sociali di Montecitorio rivoterà il mandato al relatore sulla legge istitutiva della commissione Covid. Ringraziamo il presidente per il suo tempestivo intervento, quel voto avrebbe creato un gravissimo precedente. Resta il dato politico che Fdi, Lega e Forza Italia vogliono sfregiare i regolamenti parlamentari per piegare le istituzioni alle volontà della maggioranza. E la commissione Covid che vogliono istituire rientra esattamente in questo disegno”. Così i deputati democratici della Commissione affari sociali della Camera, Marco Furfaro, Paolo Ciani, Gian Antonio Girelli, Ilenia Malavasi e Nicola Stumpo.
Pd presenta interrogazione a prima firma Ilenia Malavasi
“In Italia sono oltre 2,8 milioni i caregiver, che per ragioni affettive, per scelta, ma spesso anche per necessità, si prendono cura dei propri cari non autosufficienti ma che io governo colpevolmente non considera”. Così Ilenia Malavasi, deputata Pd che ha presentato una interrogazione urgente. “A fine ottobre, prosegue Malavasi, il Ministro per le Disabilità e il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali dichiaravano che era stato firmato il decreto per l’istituzione del “Tavolo tecnico per l’analisi e la definizione di elementi utili per una legge statale sui caregiver familiari”. A più di un mese non è chiaro se il tavolo tecnico si sia già costituito e riunito e quali siano le associazioni che ne facciano parte. Con un’interrogazione abbiamo chiesto se non si ritenga doveroso fare maggiore chiarezza sul tavolo tecnico e indicare non solo quali siano le associazioni che ne fanno parte, ma anche quale sia lo stato attuale dei lavori. Oggi abbiamo ricevuto un risposta che è assolutamente vaga e generica. Ci è stato detto che il decreto è in fase di pubblicazione e il tavolo in fase di costituzione. Lo riteniamo un fatto grave e una mancanza di rispetto per milioni di famiglie che aspettano una legge nazionale sulla figura e sui diritti del caregiver attesa ormai da troppo tempo.” “Con il tavolo (che non c'è) -incalza Malavasi- il governo ha soltanto preso tempo, buttando la palla in tribuna. Si tratta dell'ennesimo annuncio a cui dopo 1 mese non corrispondono i fatti”. Per l’esponente del Pd “si deve partire dalle proposte di legge in Parlamento per dare finalmente pieno riconoscimento e sostegno alle oltre 2,8 milioni di persone del nostro Paese che già oggi si prendono cura dei propri familiari non autosufficienti, svolgendo un compito prezioso per la tenuta del nostro welfare, senza alcun riconoscimento.”
“Il governo accelererà la procedura di rimborsabilità del farmaco chemioterapico di ultima generazione Enhertu anche per la cura della patologia HER2Low per donne con tumore metastatico del seno. Si tratta di un prodotto la cui efficacia è stata riscontrata ma che ad oggi è totalmente a carico delle pazienti. Questa patologia riguarda in Italia trentamila persone ed è necessario garantirne la gratuità per assicurare il diritto alla salute e dare speranza a migliaia di famiglie. L’approvazione dell’ordine del giorno all’unanimità su questo tema è un passo avanti significativo che necessita di una rapida attuazione e su cui vigileremo con attenzione”: è quanto dichiarano Simona Bonafè e Ilenia Malavasi, deputate Pd sull’atto accolto oggi dall’Aula di Montecitorio sul Decreto Proroghe.
“Ci sono 3 milioni di persone in Italia che soffrono di patologie alimentari come bulimia e anoressia; disturbi che generano spesso situazioni dolorose e complesse anche all'interno dei nuclei familiari e che richiedono una presa in carico precoce e un approccio multidisciplinare. Negli ultimi decenni stiamo inoltre assistendo a un progressivo abbassamento dell'età dell'insorgenza delle patologie. Abbiamo avuto un aumento molto significativo: siamo passati dai 680.000 casi circa del 2019 a 1.450.000 casi nel 2022, una "epidemia" nascosta, che si deve fronteggiare con una rete di cura del Servizio sanitario nazionale, che in realtà sta retrocedendo, a fronte di un aumento importante dei casi”. Lo ha detto Ilenia Malavasi, deputata Pd della commissione Affari sociali, nella dichiarazione di voto sulle mozioni sui disturbi alimentari.
“Purtroppo -ha aggiunto Malavasi- oggi ci sono poche strutture, con un numero insufficiente di posti letto e una distribuzione non omogenea: circa 63 centri al Nord e solamente 40 tra Isole e Sud. È nostro compito affrontare la scarsa presenza dei centri specializzati, la loro non omogenea collocazione sul territorio, il numero insufficiente dei posti letto, che non permette una reale, adeguata, e tempestiva presa in carico dei giovani e delle loro famiglie”.
“Oggi il Movimento Lilla torna in piazza e noi siamo al loro fianco, chiedendo impegni precisi al governo. Si attui finalmente il codice Lilla nei pronto soccorso; venga data piena e completa attuazione a quanto previsto dalla legge di bilancio 2022, creando un'unica area specifica ed autonoma dalla salute mentale, mettendo risorse adeguate; vengano riconosciuti questi disturbi nei LEA”.
“Chiediamo alla ministra Locatelli di ripristinare immediatamente, fin dalla legge di bilancio per il 2024, le risorse previste dalla legge delega sulla disabilità e, qualora in tempi brevi non fossero adottati i decreti attuativi, di destinare i 350 milioni di euro già previsti per il 2023 ad interventi straordinari a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie”. Così Ilenia Malavasi, deputata Pd componente della commissione Affari sociali della Camera, nel corso del Question time, illustrando l’interrogazione del PD alla ministra per le disabilità.
Nella replica Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari sociali alla Camera, rivolgendosi alla ministra ha parlato di “un’altra promessa non mantenuta, sulla pelle delle persone che hanno bisogno. Non era il tempo per dare soldi alle persone con disabilità, ma in questi mesi il tempo per premiare gli evasori fiscali, di fare sanatorie e condoni per oltre un milione di euro lo avete trovato. Avete trovato il tempo per i rave, la farina di insetti, la carne coltivata. Dio, Patria e Famiglia. Quanto abuso di parole così nobili e sacre. Ma se tagliate 350 milioni di euro per la disabilità e altrettanti all’assegno unico, significa che le uniche famiglie che vi interessa difendere sono le vostre. Vi riempite la bocca della parola Patria ma poi la tradite tutti i giorni. Quella Patria fatta anche da tutte quelle persone che aspettavano un supporto da voi negato. Ma la vostra vera Patria è quella degli interessi di parte. Questo è il punto, perché la disabilità è una responsabilità collettiva che non esiste di per sé: è la società che la crea nel momento in cui non garantisce i giusti strumenti per poter permettere a una persona disabilitata, e non disabile, di potersi autodeterminare. Ecco perché togliere altri fondi che già sono insufficienti per una piena autonomia significa essere responsabili di ulteriori disabilità. E la responsabilità di questa deriva è tutta vostra”.