“Reputo le parole di Vannacci non solo sessiste ma completamente ignobili. Non solo non conosce affatto i valori su cui è fondata la Costituzione italiana ma, come un vigliacco leone da tastiera, si permette al riparo dei social di insultare la sindaca di Montopoli, Linda Vanni e l'assessora regionale della Toscana Alessandra Nardini con battute disgustose. Ogni volta che Vannacci apre bocca da sfogo ad una cultura retrograda, gretta e misogina. Se poi lo fa sui social, la situazione peggiora ulteriormente”. Così Vinicio Peluffo, deputato e commissario Pd a Pisa, esprimendo la piena solidarietà a Linda Vanni e Alessandra Nardini vittime delle offese dell’eurodeputato della Lega.
Dopo maxi-sanzione a compagnie petrolifere Dem chiedono audizione antitrust in Parlamento
“Davanti a una sanzione di portata senza precedenti — 936 milioni complessivi comminati dall’Antitrust a sei compagnie petrolifere (Eni, Esso, Ip, Q8, Saras e Tamoil) per intesa restrittiva della concorrenza — non è più tollerabile l’inerzia del Governo. Il Ministero guidato da Urso non può continuare a nascondersi dietro il silenzio: deve chiarire con urgenza cosa abbia fatto o non abbia fatto per prevenire e vigilare su pratiche che se confermate avrebbero gravemente danneggiato cittadini, famiglie e imprese. Se non sono stati adottati strumenti adeguati di controllo, qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di tali mancanze. È inaccettabile che, a fronte di un danno così grave per il mercato e per i consumatori, il Governo sembri non essersi accorto di nulla. La trasparenza e la tutela dei cittadini non sono opzionali: sono un dovere” Così il vicepresidente della commissione attività produttive della camera, Vinicio Peluffo che - vista la gravità - chiede l’audizione dell’Antitrust.
“Esprimo tutta la mia solidarietà al professor Rino Casella dell’Ateneo di Pisa, vittima dell’aggressione di un gruppo di studenti pro Pal avvenuta questa mattina. La violenza è sempre la risposta sbagliata, la violenza va sempre condannata senza alcuna giustificazione. Indentificare e aggredire una persona, tacciarlo come ‘professore sionista’ è orribile, quanto stupido. In un giorno così drammatico per Gaza, invasa e ulteriormente distrutta dai tank israeliani, non è certo con la violenza in un Ateneo che si può sostenere la causa palestinese o qualsiasi causa”. Così Vinicio Peluffo, deputato e commissario del Pd di Pisa.
“Desidero ringraziare per la disponibilità le donne e gli uomini della Federazione provinciale di Pisa che fanno parte della lista del Pd: Matteo Trapani, Alessandra Nardini, Andrea Ferrante, Catia Sparapani, Antonio Mazzeo, Catia Taddei e Gabriele Toti. A tutti loro va il nostro pieno sostegno in questa campagna elettorale in cui sarà fondamentale far valere i risultati di cinque anni di buon governo, far conoscere il progetto e il programma della ricandidatura del Presidente Eugenio Giani, far sentire la voce e le proposte del Pd”. Così il una nota il deputato e commissario della federazione Pd di Pisa, Vinicio Peluffo con cui dà il via alla campagna elettorale per le elezioni regionali toscane del prossimo 12 e 13 Ottobre.
“Presentata interrogazione su grave crisi L.P.E.”
“Il Governo Meloni ha più volte sbandierato la centralità strategica dei semiconduttori, settore cruciale per la sovranità tecnologica europea, ma nei fatti non ha predisposto strumenti concreti per tutelare e rafforzare la presenza italiana nella filiera. Esemplare è il caso della grave crisi in cui versa L.P.E. S.p.A. di Baranzate (MI), azienda strategica per il comparto, riconosciuta tale anche dal Governo Draghi nel 2021 quando, per impedirne la cessione a Shenzhen Investment Holding (Cina), venne esercitato il potere speciale di golden power. Nel 2022, sempre il Governo Draghi ha autorizzato la cessione del 100% ad ASM (Olanda), imponendo alcune prescrizioni che, a distanza di tre anni, appaiono oggi in larga parte disattese: il sito di Baranzate non ha ricevuto investimenti in innovazione, è stato marginalizzato rispetto ai piani globali del gruppo e si trova di fronte al rischio di drastica riduzione produttiva dal 2026, con conseguenze pesantissime per i 134 lavoratori. Per questo chiediamo al ministro Urso se sia consapevole della gravità della situazione in cui versa L.P.E. e delle conseguenze industriali e occupazionali derivanti dal disimpegno del gruppo ASM.
Vogliamo sapere quali prescrizioni fossero state poste al momento della cessione ad ASM, per quale ragione non sia stata attivata alcuna verifica sul loro rispetto e quali iniziative urgenti si intendano assumere per garantire investimenti che consentano la continuità produttiva e l’innovazione necessaria e la tutela dei 134 lavoratori dello stabilimento di Baranzate. Chiediamo, inoltre, come il Governo intenda intervenire per fronteggiare la crisi che riguarda non solo L.P.E. ma anche STMicroelectronics e altri produttori italiani di semiconduttori, evitando la dispersione di competenze strategiche e l’impoverimento industriale del Paese. Riteniamo urgente la convocazione di un tavolo nazionale sui semiconduttori, che coinvolga imprese, sindacati e istituzioni locali, al fine di definire una strategia chiara e credibile. È molto grave e contraddittorio che, dopo aver rivendicato la tutela della sovranità tecnologica italiana attraverso il golden power, il governo Meloni si sia oggi disinteressato al destino di un’azienda come L.P.E., lasciando senza risposte lavoratori e territori e rinunciando di fatto ad un ruolo da protagonista dell’Italia in un settore decisivo per l’Europa”.
Così il vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo e Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale Pd Lombardia, firmatari dell’interrogazione al ministro Urso.
Esprimiamo la nostra solidarietà al sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli, che oggi ha ricevuto una pesante lettera di minacce dagli Stati Uniti. È inammissibile che per il suo generoso gesto di dare sepoltura a Marah, la giovane palestinese morta a Pisa dove era arrivata in gravi condizioni di malnutrizione da Gaza, riceva parole cariche di violenza e di odio, quando dovrebbe ispirare soltanto sentimenti di umanità e di vicinanza al dolore di una popolazione stremata.
Così Vinicio Peluffo, deputato e commissario del Pd di Pisa.
“Il ministro Giorgetti lo aveva detto chiaramente: dazi oltre il 10% sarebbero stati insostenibili per l’economia italiana. Ora quella soglia è stata superata. Il governo non può più far finta di nulla.
Serve trasparenza: Meloni e Giorgetti vengano subito in Parlamento a spiegare come intendono salvaguardare i conti pubblici. Il rischio di una manovra correttiva non è più un’ipotesi remota, ma un tema concreto che riguarda famiglie, imprese e stabilità economica.
Continuare a tacere o minimizzare sarebbe irresponsabile. Davanti a un impatto potenzialmente devastante per il nostro sistema produttivo, servono verità e risposte immediate” così il vicepresidente della commissione attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo.
v“Il rispetto delle regole non è un ostacolo, ma un pilastro del vero Made in Italy: i nostri prodotti sono amati e riconosciuti a livello internazionale non solo per la loro qualità e bellezza, ma anche perché sono il frutto di un sistema che rispetta il lavoro, la trasparenza e la legalità”. Così i deputati democratici Simona Bonafè e Vinicio Peluffo intervengono sul tema degli appalti e dei subappalti nel settore della MODA con stipendi bassissimi e condizioni di lavoro precarie.
“È inaccettabile - proseguono o dem - che grandi marchi che incarnano il prestigio, l’eccellenza e la qualità del lusso e della moda italiana affidino la produzione a filiere opache, dove il lavoro esternalizzato è spesso sottopagato, non tutelato e sfruttato, in un sistema che ricorda da vicino il caporalato. Non possiamo più accontentarci di audit di facciata: serve un sistema serio, pubblico e indipendente di certificazione e tracciabilità, che garantisca qualità, rispetto dei diritti ai consumatori e al mercato.
Lo sfruttamento non può e non deve mai essere l’altra faccia del Made in Italy. Che avvenga nei campi o nei laboratori della moda, il caporalato è una piaga da estirpare. Il nostro impegno deve essere quello di difendere un modello produttivo giusto, trasparente e sostenibile, in cui il rispetto delle regole sia il marchio distintivo della nostra eccellenza”, concludono i democratici che lo scorso mese hanno presentato alla Camera, insieme al responsabile Industria del PD Andrea Orlando, le proposte del Partito Democratico per una filiera della moda più equa e trasparente.
“Quanto emerso nell’ambito dell'indagine avviata da ARERA sul funzionamento dei mercati elettrici nel 2022-2024 è di una gravità assoluta. Le notizie riportate da organi di stampa, secondo cui ci sarebbe stato un vero e proprio cartello tra produttori per manipolare il mercato e gonfiare artificialmente i prezzi dell’energia, impongono una risposta immediata, trasparente e pubblica. Parliamo di un possibile danno per famiglie e imprese stimato in 5 miliardi di euro, nel pieno di una crisi che ha già messo a dura prova la tenuta sociale ed economica del Paese.”
“Il Partito Democratico ha più volte richiesto nel corso dei mesi di fare luce sul meccanismo di formazione del Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica, così come abbiamo sollecitato più volte che venissero resi pubblici gli esiti dell’indagine conoscitiva avviata da ARERA con la delibera 401/2024/R/eel. La pubblicazione era prevista entro il 31 marzo scorso. A oggi, siamo a luglio, e solo nelle ultime ore – senza alcuna comunicazione ufficiale – sarebbe stato reso disponibile un rapporto tecnico da cui emergerebbero elementi molto preoccupanti, su cui è necessario far piena luce.”
“Non possiamo permettere che un tema così delicato venga gestito in silenzio. Serve subito un’informativa urgente in Aula del Ministro Pichetto Fratin. Serve trasparenza. Serve una discussione pubblica in Parlamento a partire da un’audizione di Arera che chiediamo venga in Commissione. Non è accettabile che il governo continui a tacere mentre i cittadini e le imprese rischiano di aver pagato, ingiustamente, miliardi in bollette gonfiate da comportamenti speculativi.”
“Chiediamo al Ministro Pichetto Fratin di attivarsi immediatamente per sollecitare ARERA a fornire pubblicamente e in modo completo gli esiti dell’indagine e a chiarire quali misure intenda adottare per impedire che simili distorsioni possano ripetersi. È tempo di responsabilità, non di reticenze”. Così il democratico Vinicio Peluffo, Vicepresidente Commissione Attività Produttive della camera dei deputati Camera dei Deputati.
“La tanto attesa audizione di Eni versalis sul Piano di riorganizzazione, dopo le audizioni dei sindacati e delle regioni coinvolte, non ha portato le rassicurazioni necessarie rispetto al futuro dei siti e dei lavoratori dell’indotto di Priolo e Brindisi, sugli investimenti del “quadrilatero padano” (Ravenna, Ferrara, Mantova e Porto Marghera) oltre a Porto Torres.
Colpisce che nell’audizione di un colosso internazionale dell’energia che rappresenta un asset fondamentale del tessuto industriale italiano, si dia per scontato che una filiera fondamentale come la chimica di base non abbia futuro in europa, come testualmente affermato in Commissione, per i costi eccessivi delle materie prime dell’energia.
Per l’azienda conviene dismettere la produzione di molecole come etilene e propilene per acquistarle da Paesi extra-UE. Un approccio in netta contraddizione con la dichiarazione congiunta che l’Italia ha sottoscritto con altri paesi europei per realizzare un “eu critical chemicals act”, che definisca le molecole strategiche per i settori della chimica e delle industrie ad essa collegate (automotive edilizia farmaceutica agroalimentare green tech) e che preveda interventi per modernizzare e decarbonizzazione gli impianti esistenti.
Da Eni, società partecipata dallo Stato, non ci saremmo aspettati una resa così sconsolata, ma piuttosto un piano industriale dí accompagnamento dei settori fondamentali nella transizione ecologica. Non si può presentare come svolta green la dismissione di produzioni a favore di chi, a un costo di produzione inferiore, le prosegue a un costo ambientale altissimo e oltretutto rinunciando a un processo di decarbonizzazione di queste produzioni per renderle competitive e sostenibili dal punto di vista ambientale in un quadro europeo.
E sui costi dell’energia ci saremmo aspettati da una azienda come Eni Versalis quali sono le scelte che intende adottare per concorrere a ridurre il costo dell’energia e quali possono essere i provvedimenti più utili al paese che il governo non ha ancora adottato”. Lo ha detto Vinicio Peluffo, deputato Pd e vicepresidente della commissione Attività produttive di Montecitorio, a margine dell’audizione di Eni Versalis in commissione, auspicando un intervento del governo per scongiurare un errore strategico così grave come quello di uscire dalla produzione della chimica di base.
“Anziché abbassare le bollette dell’energia, il Governo Meloni continua ad aumentare i costi per famiglie e imprese. Con un emendamento approvato nottetempo nell’ultima legge di bilancio, il Governo ha cancellato le gare previste dalla legge Bersani del 1999 per le concessioni della distribuzione elettrica. Queste concessioni, ora automaticamente rinnovate, non sono più gratuite ma comportano un onere finanziario che le società devono versare allo Stato. Il problema? Questo costo viene riconosciuto dal Governo come investimento infrastrutturale e scaricato direttamente nelle bollette degli italiani. Il Partito Democratico si è fermamente opposto a questa norma, e oggi trova conferma nella relazione annuale dell’ARERA, l’autorità indipendente di regolazione del settore energetico. Nella relazione si legge chiaramente: “L'Autorità ritiene che questa previsione si ponga in contrasto con i principi generali di tariffazione basata su costi efficienti del servizio e che, a tutela degli interessi di utenti e consumatori, risulti dunque opportuno minimizzare, se non annullare, l'impatto dell'onere di rimodulazione in bolletta”. Il decreto del Governo è ora soggetto a parere parlamentare, e in quell’occasione faremo valere la voce dei consumatori, che si oppongono con forza a questo ennesimo aggravio nascosto nelle bollette, voluto dal Governo Meloni” così una nota del vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo.
“Quello della moda e del tessile è un comparto strategico del made in italy e l’ossatura dell’export italiano. Noi del Partito Democratico abbiamo messo in campo una serie di proposte perché il governo è assente su più punti importanti. innanzitutto, per quel che riguarda i costi dell’energia. Le piccole e micro imprese, e non soltanto nel settore moda e tessile, sono quelle che non hanno avuto strumenti di sostegno rispetto all’aumento del costo dell’energia.
Non ci sono stati da parte del Governo interventi strutturali sul meccanismo di formazione del prezzo dell’energia elettrica. E questo ha danneggiato molto tutte quelle Pmi soprattutto artigiane.
I dazi creano molta instabilità e il governo non è attrezzato ad affrontarli.
C’è poi tutto il tema dí accompagnamento di questo setttore nella transizione ecologica e digitale. Il programma del Governo “transizione 5.0” non sta funzionando e non ha funzionato finora. Anche i dati sulla produzione industriale di oggi che riguardano il settore moda dimostrano che la produzione è in calo e il settore in profonda crisi. Occorre intervenire con proposte strutturali e chiediamo da parte del Governo più attenzione”.
Lo ha detto Vinicio Peluffo, capogruppo PD in commissione attività produttive di Montecitorio, in conferenza stampa di presentazione delle proposte del Partito Democratico per il settore moda, tessile, abbigliamento.
Il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Attività Produttive, Vinicio Peluffo, ha presentato un’interrogazione al ministro Pichetto Fratin per fare chiarezza sui ritardi nell’attuazione del meccanismo “Energy Release”, pensato per ridurre il costo dell’energia per le imprese energivore.
La misura, prevista dal decreto-legge 181/2023, è “il solo reale intervento previsto ai fini del contenimento del prezzo dell’energia elettrica pagato dalle imprese industriali italiane”. Nonostante il bando sia stato chiuso a marzo con 559 domande per oltre 70 TWh, “i risultati, attesi per aprile 2025, non sono ancora stati resi noti”.
Peluffo critica la gestione del Governo e chiede spiegazioni sulle interlocuzioni con Bruxelles, rilevando che “non si capisce quale sia stata la ratio per cui sono state esperite delle procedure pubbliche per l’assegnazione dell’energia in carenza dei necessari chiarimenti con la Commissione europea”.
Nell’interrogazione si chiede infine al Governo di “comunicare le tempistiche e coinvolgere gli operatori nella definizione di eventuali modifiche, per tutelare investimenti e credibilità del meccanismo”.
Verrà presentata il giorno 27 maggio alle ore 12:00 presso la sala Berlinguer, Palazzo dei gruppi della Camera dei deputati la proposta di legge del Pd sulla fiscalità della auto aziendali.
Intererverranno:
- Annalisa Corrado responsabile nazionale transizione ecologica Pd
- Marco Simiani deputato Pd capogruppo commissione ambiente Camera
- Vinicio Peluffo deputato Pd capogruppo commissione attività produttive camera
- Lorenzo Basso senatore Pd vicepresidente commissione Ambiente Senato
- Michele Fina senatore Pd componente commissione ambiente Senato
Parteciperanno Associazioni e stakeholders del mondo produttivo e ambientale.
Per info e accrediti scrivere a pd.ufficiostampa@camera.it
“Il ministro Urso continua a non rispondere alle domande che il Pd gli rivolge sullo stato dell'ex Ilva di Taranto. Non dà certezze, né strategie sul futuro dell'acciaieria in Italia e si dimentica dell'obiettivo della decarbonizzazione nonostante le risorse individuate e i progetti avviati nell'ambito del Pnrr”. Lo dice il deputato Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Commissione Attività produttive, intervenendo al question time alla Camera sullo stato dell'ex Ilva.
“La situazione dell'ex Ilva di Taranto – sottolinea l'esponente dem - è estremamente preoccupante: la produzione è ai minimi storici, le misure adottate in favore dell'indotto sono risultate insufficienti e, sotto il profilo occupazionale, la situazione è di assoluta incertezza. Dopo l'attacco alla magistratura di Taranto, il ministro Urso viene smentito anche sull'incendio all'altoforno 1 del 7 maggio”. “Mentre le Acciaierie d'Italia comunicano alle parti sociali la richiesta di raddoppiare i lavoratori in Cigs, gli stessi che oggi hanno scioperato per 4 ore, Urso si comporta come se non fosse ministro da tre anni e non fornisce alcuna soluzione”, conclude Peluffo.