03/03/2026 - 19:22

“Siamo l'unico Paese al Mondo che aveva un Ministro della Difesa in uno scenario di guerra a sua insaputa, e il caso Crosetto non è personale, ma è politico e istituzionale, e riguarda l'intero Governo. Riguarda l'intero Governo se, in mezzo a una guerra, abbiamo il Ministro degli esteri che ci dice: “Non so dov'è il Ministro della Difesa, spero che torni presto”. Riguarda il Governo se il Ministro Crosetto dice che i servizi non potevano non sapere e i servizi segreti dicono che non sapevano nulla. Se c'è un problema tra il Ministro della Difesa e l'autorità delegata ai servizi, in un frangente così delicato e drammatico, bisogna discuterne in Parlamento”. Così in aula alla Camera, il deputato democratico, responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano.

03/03/2026 - 18:37

“Ieri l'audizione dei Ministri Tajani e Crosetto è stata inutile, perché si sono presentati come due osservatori, commentatori di fatti che conosciamo tutti: non hanno indicato una linea di politica estera. Ecco perché deve venire la Presidente Meloni a farlo in Parlamento, non al TG5, e dirci con chiarezza qual è il giudizio del Governo sul caos della guerra nel Mediterraneo, quali le conseguenze per il nostro Paese, quali le azioni che vuole compiere”. Lo ha detto intervenendo oggi in aula alla Camera il deputato democratico, responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano.  “Nessuno – ha aggiunto - rimpiange il dittatore sanguinario Khamenei: noi siamo al fianco del popolo iraniano. E ci siamo sempre stati, non da oggi. Ma la destra crede che la democrazia si esporta con le bombe? Proprio la storia di quella regione ci racconta di drammatici fallimenti e crescita del fondamentalismo. Possiamo almeno discutere delle conseguenze, dei rischi per il mondo e per noi della guerra permanente di Trump e Netanyahu, il macellaio di Gaza? Meloni venga in Parlamento a chiarire dove vuole collocare l’Italia in questo frangente della storia. Cosa vuole fare? Offrire le basi per una guerra illegale dalle conseguenze incalcolabili? Vogliamo parole chiare”.

24/02/2026 - 14:30

“Vorrei esprimere piena solidarietà e vicinanza all’arcivescovo di Palermo Lorefice, oggetto di attacchi violenti sui social per aver espresso il suo pensiero, nell’esercizio del suo ministero.
Sono parole piene di umanità, quelle di don Corrado Lorefice, che denunciano la strage di migranti che si consuma nel Mediterraneo, l’indifferenza di chi avrebbe la responsabilità politica, in Italia e in Europa, di fermare questa sistematica omissione di soccorso verso i naufraghi.
Uomini di Chiesa come Lorefice, testimoni quotidiani del Vangelo, non hanno certo bisogno di difensori politici. Ma è dovere di tutti noi difendere la libertà di chi richiama le istituzioni al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale da ogni forma di intimidazione e violenza” così il deputato democratico, componente della commissione Antimafia Peppe Provenzano.

05/02/2026 - 09:11

Alla presenza del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, questa mattina alle ore 11.30 presso la Sala della Regina, Peppe Provenzano, Rosy Bindi e Giovanni Salvi presenteranno il libro di Miguel Gotor “L’omicidio di Piersanti Mattarella”. Coordina Fiorenza Sarzanini. Sarà presente l’autore.

28/01/2026 - 16:38

“Ci aspettavamo che oggi la presidente Meloni a Niscemi e il governo in Aula si presentassero con un nuovo decreto. Una cosa seria, perché stanziare 33 milioni per oltre 2 miliardi di danni nella solo Sicilia non è serio. Ma non fa ridere. Oggi il ministro Musumeci dà la colpa al fato, ai mali storici della Sicilia, al comune di Niscemi e in definitiva ai cittadini. Ma lui non è un modesto epigono di Verga. É stato presidente della Regione e ora ministro da 3 anni e mezzo. Noi avevamo stanziato miliardi contro il dissesto idrogeologico, voi li avete tagliati e sul piano di adattamento climatico non avete messo un euro”. Lo dichiara il deputato siciliano del PD, Peppe Provenzano in replica al ministro Ciriani durante il Question Time alla Camera.
“In Sicilia se piove frana, se non piove è siccità – sottolinea il parlamentare dem – e Musumeci non se la deve prendere con il fato ma con la cattiva politica della Regione Sicilia, che quelle risorse non le ha spese mentre distribuisce mancette. Una regione immobile, sommersa dalle inchieste, che non ha le carte in regola neanche per gestire l'ordinario, figuriamoci lo straordinario”. “Serve un’assunzione dì responsabilità nazionale. Fin qui è mancata. Si metta da subito uno stop ai tributi per i cittadini e imprese colpite – continua Provenzano - ristori veri, una gestione efficace dell'emergenza e della ricostruzione con un trattamento specifico a Niscemi, servono competenze altissime. Si usino le risorse del Ponte sullo Stretto stanziati per il 2026 perché, al di là di quello che si pensa su un progetto inutile e dannoso, non verranno mai spese. Non è benaltrismo, è serietà. Non si tratta di prendere soldi dai siciliani, ma di restituirli per le vere priorità. E restituite anche i 4 miliardi sottratti della decontribuzione o i 2,5 miliardi tagliati ai comuni del Sud o i 3,5 miliardi tagliati dal fondo perequativo. Questo governo ha abbandonato il Sud e ridotto la Sicilia alla marginalità. Non è la natura che presenta il conto. È il prezzo che stanno pagando i siciliani per carenze di anni. Noi non li lasceremo soli e ve ne chiederemo conto”, conclude Provenzano.

26/01/2026 - 18:46

“I 100 milioni stanziati dal Governo per le tre regioni colpite dal ciclone Harry sono del tutto insufficienti rispetto ai danni provocati dal maltempo. Nella sola Sicilia i danni stimati sono di oltre un miliardo, a cui va aggiunto il dramma della frana di Niscemi che avevamo chiesto venisse specificamente affrontato con lo stato di emergenza. Evidentemente la Presidente Meloni sta sottovalutando una situazione gravissima. Servono interventi importanti, sospensione dei tributi, risorse adeguate e procedure efficaci per l’emergenza e la ricostruzione che deve partire immediatamente. In questi casi la paura più grande delle popolazioni colpite è il senso di abbandono. E no, questa non è una risposta all’altezza della situazione”, così il deputato democratico Peppe Provenzano, che nei giorni scorsi aveva effettuato i sopralluoghi nelle aree colpite, commenta quanto emanato oggi dal Cdm.

26/01/2026 - 08:38

La riapertura del fronte di frana a Niscemi è una ferita per un’intera comunità, a cui va la nostra solidarietà e vicinanza. Centinaia di sfollati, rischio di isolamento del paese, la situazione è drammatica. Chiediamo al Governo di inserire la frana di Niscemi nella dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per le devastazioni causate dal ciclone Harry. Nei giorni scorsi, come parlamentari siciliani del Pd, avevamo presentato un’interrogazione per chiedere al Governo gli interventi urgenti e necessari per la protezione civile e la messa in sicurezza del paese colpito, non abbiamo ricevuto risposta. Ma oggi non è il momento delle polemiche. Abbiamo presentato due emendamenti al milleproroghe per sospendere i tributi delle popolazioni colpite dalla devastazione in Sicilia e restituire subito ai siciliani un miliardo impegnato sul Ponte di Salvini - che nel 2026 è inutilmente buttato perché comunque non sarà mai speso - per gli interventi di ricostruzione. Tutto questo va esteso anche a Niscemi” così il deputato democratico Peppe Provenzano.

23/01/2026 - 14:25

“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri della Protezione civile, delle Infrastrutture e dell’Ambiente per chiedere chiarimenti urgenti sulla grave frana che il 16 gennaio scorso ha colpito il territorio di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, mettendo a rischio abitazioni, infrastrutture e la sicurezza di cittadine e cittadini”.

Così i deputati democratici, Peppe Provenzano e Giovanna Iacono.
“La vicenda di questi giorni - aggiungono - riporta drammaticamente alla memoria quanto già accaduto nel 1997, quando un’altra frana colpì Niscemi causando ingenti danni e l’evacuazione di circa 400 persone. Nonostante allora fossero state adottate misure straordinarie di protezione civile, il versante ovest – oggi nuovamente interessato dal dissesto – presentava già evidenti condizioni di instabilità.
Con l’interrogazione chiediamo al Governo di chiarire se esistano progetti esecutivi per la stabilizzazione dei versanti, se siano state richieste o ottenute risorse finanziarie e se siano stati effettuati studi geologici aggiornati. E, soprattutto, quali interventi urgenti si intendano mettere in campo per il ripristino in sicurezza della Strada provinciale 12, arteria fondamentale per il territorio. La sicurezza delle persone non può dipendere da interventi tampone o da promesse rimaste sulla carta. È indispensabile conoscere lo stato reale della programmazione e delle risorse disponibili, e soprattutto, avviare finalmente opere strutturali di messa in sicurezza. Niscemi non può continuare a vivere nell’emergenza permanente. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione e l’iter della nostra interrogazione - concludono - mantenendo costante il confronto con le istituzioni preposte e con la Protezione civile”.

 

20/01/2026 - 16:39

“Cosa pensa la maggioranza di destra che sta governando il Paese della sospensione della ratifica dell’accordo sui dazi tra l’Unione Europea e Stati Uniti in risposta alle scelte del presidente Donald Trump? Il ministro Tajani è favorevole come il Ppe ha annunciato di fare al Parlamento europeo? O la linea è quella di Fdi che lo ritiene un errore? Non è serio liquidare quanto sta accadendo con un problema di comprensione, come ha fatto Meloni, fingendo di non capire che Trump rappresenta una minaccia. Servivano parole chiare che non sono arrivate: ‘la Groenlandia non si tocca’, e di fronte a quanto sta accadendo non basta limitarsi a dire che non si condivide. Abbiamo trasformato la politica estera dell'Italia in una attesa di capire quello che dice Trump. Il governo italiano invece di mediare obbedisce, la sua accondiscendenza ha portato a dazi che sono un danno. Ma c’è un fatto nuovo: c’è un pezzo di Europa che per la prima volta vuole reagire e le forze politiche hanno il dovere di dire da che parte stanno. L’Italia invece di stare in prima linea invita a chinare il capo e questo è il contrario del patriottismo, è vassallaggio contro i nostri interessi nazionali”.

Così il deputato dem, Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, intervenendo in Aula per chiedere che Giorgia Meloni svolga comunicazioni alla Camera e al Senato prima del Consiglio straordinario Ue di giovedì.

 

15/01/2026 - 15:41

“Il Partito Democratico è al fianco del popolo iraniano che sta dando in questi terribili giorni una lezione di coraggio al mondo intero. Una lotta straordinaria per sconfiggere un regime marcio che sta massacrando il popolo e uccide i suoi figli a migliaia. Gli attivisti e gli artisti ci stanno dicendo con chiarezza che sarà la volontà del popolo, dall’interno, a portare al cambiamento e non gli interventi unilaterali esterni, che secondo alcuni analisti potrebbero essere persino controproducenti. Il nostro compito è sostenere, nella legalità internazionale, la lotta contro il regime teocratico, con sanzioni vere, richiamando le Nazioni Unite all’urgenza di fermare il massacro. E dobbiamo dare voce a questo popolo, alla sua volontà di cambiamento e non di restaurazione. Dobbiamo farlo in Parlamento, per questo ci siamo impegnati in questa risoluzione unitaria. Ci divideremo su un eventuale intervento militare unilaterale, come ci siamo divisi sul Venezuela o sulle timidezze sulle minacce alla Groenlandia, ma se sul sostegno al popolo iraniano e la condanna al regime si può trovare il più ampio consenso possibile, nessuno dovrebbe sottrarsi. Ma non bastano i voti del Parlamento, dobbiamo farlo nelle piazze. È dal 2022 che siamo al fianco del movimento ‘Donna, vita, libertà’. Dov’era la destra in questi anni? Noi saremo in piazza anche domani, a Roma, insieme a coloro che perseguono la via democratica, la libertà e il pieno rispetto dei diritti umani. Ci auguriamo che stavolta ci siano tutte le forze politiche”.

Così il deputato democratico e responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, commentando il voto favorevole del Pd alla mozione unitaria sull’Iran.

 

15/01/2026 - 13:08

“In politica estera, la maggioranza è divisa e il governo non ha una linea chiara, come dimostrano le tensioni in Parlamento e le divisioni sulle comunicazioni del ministro Crosetto”, afferma il deputato democratico e responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano, che aggiunge: “Ci chiediamo se la Lega di Salvini faccia ancora parte del governo, perché, oltre alle freddezze registrate in Aula, i team di Vannacci, che della Lega è Vice Segretario, sono addirittura scesi in piazza per chiedere una revisione della posizione del governo sull’Ucraina. Mentre noi ci assumiamo la responsabilità di tener fede agli impegni dell’Italia verso un popolo aggredito e verso il diritto internazionale, un partito di Governo sta irresponsabilmente facendo il megafono delle tesi di Putin. In un Paese normale, un Governo normale prenderebbe atto della profonda crisi politica e della figuraccia internazionale. Con quale credibilità – conclude Provenzano – Meloni può andare in missione all’estero per assumere impegni in sede internazionale, mentre un pezzo rilevante della sua maggioranza la sconfessa in piazza?”.

 

10/01/2026 - 10:22

“Tutta la mia solidarietà al Sindaco di Carlentini, in provincia di Siracusa, Giuseppe Stefio, che ha ricevuto una gravissima intimidazione, una busta con un proiettile e minacce dirette alla sua persona e ai suoi familiari. A Giuseppe Stefio vorrei dire che tutta la comunità del Partito Democratico è al suo fianco, certi che il suo impegno andrà avanti con coraggio e determinazione. È urgente che tutte le istituzioni si uniscano per fare chiarezza su quanto accaduto, il crimine, l’illegalità, la violenza e l’intimidazione non prevarranno”. Lo dichiara il Peppe Provenzano, membro della segreteria nazionale del Pd e componente della commissione Antimafia.

30/12/2025 - 13:03

“L’ennesima forzatura antidemocratica per provare ad anticipare la data del referendum. Con un ordine del giorno presentato da Fdi e approvato a notte fonda, dal contenuto del tutto incongruo durante la pessima sessione di bilancio, il governo si impegna a modificare il voto degli italiani all’estero. Con le procedure attuali, infatti, le operazioni di voto dovrebbero partire almeno 15 giorni prima che in Italia, con un lavoro preparatorio che renderebbe impossibile votare a marzo.  Conculcare il diritto di voto di 6 milioni di nostri connazionali, alla vigilia di una consultazione referendaria, precludendo qualsiasi reale informazione sul quesito, rappresenterebbe l’ennesimo vulnus democratico di un Governo impaurito dal possibile esito elettorale e accecato dagli interessi di parte” così una nota del responsabile Esteri del Pd, il deputato democratico Peppe Provenzano.

18/12/2025 - 15:55

“Giorgia Meloni arriva al Consiglio europeo in una posizione di grande debolezza e subalternità. Altro che patriottismo: il rischio concreto è che l’Italia venga relegata a portavoce delle posizioni americane, mentre la maggioranza è spaccata su tutto”. Così Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri del Pd.

“Abbiamo – evidenzia l’esponente dem - un vicepremier, Tajani, che sta a parole dalla parte dell’Europa, un altro, Salvini, che è apertamente schierato con la Russia di Putin ed elogiato dal Cremlino. Meloni ha tentato di costruire un ponte tra le due sponde dell’Atlantico, ma quel ponte è crollato in modo indecoroso, come quello sullo Stretto di Messina. L’Italia rischia di abbandonare la sua collocazione storica di protagonista dell’integrazione europea per finire nelle retrovie. Meloni oggi si fa paladina dell’unanimità, del diritto di veto che Orban e i nazionalisti usano per bloccare l’Europa e danneggiare l’Italia. Con questa logica, non avremmo mai avuto il Next Generation EU e i 200 miliardi del PNRR che oggi tengono in piedi la nostra economia. Giorgia Meloni, in tutti questi anni, concretamente, che cosa ha portato a casa? Niente”.

“Le aperture di Trump a Putin e il prospettarsi di una resa mascherata per l’Ucraina hanno alimentato la recrudescenza di Mosca. Siamo i primi a denunciare limiti e ritardi dell’Unione, ma è in Europa che dobbiamo fare la nostra battaglia per costruire una pace giusta ed evitare che la fine della guerra coincida con la fine dell’ordine internazionale basato sulle regole. Purtroppo – conclude Provenzano – vediamo una maggioranza divisa, con Salvini che si fa portatore in Europa della propaganda e degli interessi della Russia di Putin. Così l’Italia non è più protagonista, ma diventa marginale”.

 

10/12/2025 - 18:15

“Trump e Putin non si stanno mettendo d’accordo sulla fine della guerra, che vogliamo tutti, e per primi gli ucraini, ma sulla fine dell’ordine internazionale basato sulle regole. È mancata un’iniziativa diplomatica? Noi la chiediamo da anni. Ma oggi è l’Europa che sta ponendo ai tavoli negoziali le ragioni dell’aggredito e del diritto internazionale. E l’Italia è lì che deve stare per una pace giusta e duratura. Meloni passa il tempo a dire a ucraini ed europei di non rompere con Trump. Dovrebbe dire a Trump di non abbandonare l’Ucraina e non rompere con l’Europa. Reagendo ai suoi attacchi con dignità a difesa dell’interesse nazionale”. Lo ha detto il responsabile nazionale desti del Pd, Peppe Provenzano intervenendo a Tagadà su La7.

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