• 14/04/2026

“L'incresciosa saga del caso Almasri, nota come la genuflessione del governo italiano dinnanzi al tagliagole libico, oggi si arricchisce di una nuova pagina vergognosa: la richiesta di un salvacondotto dal processo a Giusy Bartolozzi, accusata di false dichiarazioni davanti ai giudici. Una clamorosa estensione dell'immunità che è concessa ai ministri o chi ha agito in concorso con i ministri. Il Pd dice chiaramente no: non c'è bisogno per le istituzioni italiane di fare un altro passo verso il baratro”. Lo dichiara in Aula il capogruppo PD in Commissione Giustizia, Federico Gianassi annunciando il voto contrario del Partito democratico alla proposta di sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, davanti alla Corte costituzionale, nei riguardi del Tribunale dei ministri e della Procura di Roma per Giusi Bartolozzi, ex capo di Gabinetto del dicastero della Giustizia.
“I ministri Nordio e Piantedosi – sottolinea il parlamentare dem - come azzeccagarbugli sono venuti in Aula a mentire sul caso Almasri ma la verità è emersa grazie al Tribunale dei ministri. Su Almasri c'è stato un patto diabolico tra i membri del governo per la liberazione e rimpatrio su volo di Stato italiano. Quando si trattò di votare sui ministri per la loro immunità il Parlamento si è giustificato parlando di interesse nazionale ma l’interesse nazionale è quello di arrestare i criminali e non liberarli, seguire gli obblighi internazionali e non violarli”. “Di cosa ha paura il governo riguardo a Bartolozzi? Se le è contestato un reato si difenderà in sede penale. L'estensione dell'immunità sarebbe una ferita clamorosa al principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. È un governo che chiede a cittadini di rispettare le norme sui tanti e nuovi reati che ha introdotto ma che vuole immunità per i suoi ministri e i suoi collaboratori”, conclude Gianassi.