• 07/05/2026

“Siamo di fronte a un evento regolatorio unico che riguarda 8.000 chilometri di coste e il 32% del turismo nazionale, eppure il Governo ha deciso di affrontare la questione con una disattenzione e un’approssimazione sconcertanti. Dopo anni di promesse elettorali vuote e proclami solenni sull’uscita dalla Bolkestein, puntualmente smentiti dai fatti, l’esecutivo Meloni sta facendo precipitare il turismo balneare nel più grave caos normativo e amministrativo della storia recente. Tra le giravolte di Salvini e l’inerzia del ‘commissario anfibio’ Fitto, che appare e scompare tra Roma e Bruxelles senza produrre risultati, Comuni e imprenditori sono oggi lasciati senza di fatto un bando-tipo chiaro e in un clima di incertezza che genererà in molte parti del paese ricorsi e metterà a rischio lo sviluppo di un mercato da 30 miliardi di euro e la riqualificazione delle coste e delle spiagge.”

 

“Tutti questi anni e alla fine questo decreto sanciscono la totale mancanza di attenzione al turismo balneare, l’assenza di pianificazione sulla risorsa economica e naturale delle coste italiane. In questi anni il Governo ha ignorato le sfide cruciali dell’erosione costiera, degli scarichi a mare, della sostenibilità, e sulle concessioni invece di definire ambiti chiari per le gare coinvolgendo i comuni e loro pianificazioni sulla spiaggia ha creato nuovi garbugli normativi. È indispensabile intervenire subito, almeno su aspetti pratici come gli indennizzi, per evitare il degrado delle strutture: la fine del periodo dei 5 anni entro i quali investimenti non ammortizzati possono essere coperti da indennizzo (quello previsto dalla norma) va esplicitato in modo chiaro e deve coincidere con la data dell’effettivo inizio delle nuove concessioni. Senza questo chiarimento sulla data di fine del quinquennio per gli investimenti non ammortizzati previsti dalla norma, chi investirà di qui alla nuova concessione in un chiosco o in un bar o in una struttura legittima che magari è danneggiata dal maltempo? Si rischia di arrivare all’avvio delle nuove concessioni con ulteriore degrado. Chiediamo al Governo di azzeccarne almeno una per il bene del Paese, abbandonando gli slogan ideologici e senza senso della ex Ministra Santanchè e fornendo finalmente agli enti locali un quadro normativo certo per istruire i bandi e riqualificare le nostre spiagge”. Lo dichiara Andrea Gnassi, deputato del Partito Democratico.