“Siamo di fronte a uno dei più gravi pasticci mai visti nel campo delle istituzioni culturali del nostro Paese. Una situazione che impone chiarezza e assunzione di responsabilità, a partire dal ministro Giuli, che non può continuare a limitarsi a prese di distanza formali o a scaricare su altri il peso di scelte e nomine che ricadono pienamente nell’alveo dell’azione di governo.
È troppo facile oggi dire ‘non condividiamo’. Non condivide il ministro, non condivide la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, non condividono i partiti di maggioranza ad eccezione della Lega. Ma allora viene da chiedersi: chi ha governato queste scelte? Chi ha nominato i vertici della Biennale? Non siamo di fronte a un’entità astratta o a un ufo atterrato in laguna: la Biennale è una delle principali istituzioni culturali italiane e internazionali, e come tale merita competenza, visione e responsabilità. Per quanto tempo ancora andrà avanti questo balletto di posizioni contrapposte e di una maggioranza divisa su tutto, anche sulla gestione delle principali istituzioni culturali del Paese? Il ministro Giuli deve venire in Parlamento a chiarire, assumersi fino in fondo la responsabilità politica di questo scandaloso pasticcio e spiegare al Paese quali siano le intenzioni del governo per garantire credibilità e autorevolezza a una delle nostre istituzioni culturali più prestigiose.” Così in una nota Irene Manzi, capogruppo PD in Commissione Cultura alla Camera.