• 08/04/2026

“I fatti accaduti in Abruzzo e Molise con le plurali e ingestibili situazioni di dissesto idrogeologico dimostrano l’impossibilità di poter reagire alle stesse con le risorse territoriali e regionali. Per questa ragione il cosiddetto nuovo Codice di Protezione civile che ha preso forza dalla drammatica esperienza di Rigopiano prevede prima del riconoscimento dell’emergenza nazionale il riconoscimento di una condizione istituzionale nazionale propedeutica e anticipata di mobilitazione nazionale che permette di concentrare risorse organizzative dedicate per fare fronte alla dimensione ingestibile al livello territoriale. Urge su questo piano che la Regione Abruzzo e la Regione Molise si attivino formalizzando la richiesta a Via Ulpiano, sede del Dipartimento nazionale del riconoscimento delle condizioni eccezionali di gravità per la mobilitazione nazionale delle nostre risorse procedurali ed organizzative di Protezione Civile delle popolazioni dei luoghi colpiti rovinosamente, poiché sono a rischio e in pericolo i progetti di vita delle persone e delle collettività con il godimento dei diritti fondamentali perché irrinunciabili. Ci sono paesi interi in Abruzzo senza possibilità di vivere il diritto alla istruzione e all’assistenza sanitaria per la distruzione del sistema di ogni grado di viabilità. Pensiamo a Castiglione Messere Marino in provincia di Chieti e all’intera fascia dei comuni di quelle terre alte, fino al basso Molise e alla fragilità dolorosissima di Silvi alta in Abruzzo!”. Lo dichiara Luciano D’Alfonso, deputato Pd e Vicepresidente della Commissione d’Inchiesta Parlamentare sul rischio idrogeologico, che ha chiesto l’attivazione dello “Stato di mobilità nazionale per l’Abruzzo e il Molise”.