“La chirurgia romana divide e penalizza l’Abruzzo della montagna, con il placet della Regione Abruzzo: aver portato da 50 a 26 i Comuni montani esclusi dalla Legge n.131/2025 sulla Montagna non può e non deve essere motivo di soddisfazione e di magnum gaudio del Governo regionale di centrodestra, che plaude addirittura del contentino ottenuto dai suoi alleati.
Quella esclusione significa che 26 comuni avranno problemi enormi nella gestione del proprio territorio.
La definizione dei criteri per i
comuni montani rappresenta oggi una sfida complessa che richiede di ampliare il dialogo tra i diversi livelli di governo: Stato, Regioni, Province e Comuni devono collaborare in maniera trasparente e condivisa, affinché le scelte tecniche riflettano non solo parametri altimetrici o
morfologici, ma anche la dimensione valoriale dei territori. In questo senso, la consultazione ampia e il coinvolgimento delle comunità locali non sono un semplice adempimento burocratico, ma un elemento essenziale nel garantire politiche di sostegno efficaci e coerenti. Quel decreto sulle aree montane non va bene”. Lo dichiara il deputato del Pd Luciano D’Alfonso.