• 28/03/2026

La sicurezza si costruisce investendo sulle forze dell'ordine e sulla prevenzione, non con il panpenalismo.

"Non riusciamo più nemmeno a tenere il conto di quanti interventi hanno fatto sul tema della sicurezza. E tra l'altro sono tutti interventi che non hanno raggiunto nessun obiettivo, anche perché in questi anni i reati sono aumentati, soprattutto quelli predatori e quelli violenti verso le persone. La percezione di insicurezza sta crescendo in maniera significativa. Dicono di essere i grandi difensori della sicurezza e gli amici delle forze dell'ordine e poi fanno esattamente il contrario. Il Pd sta recuperando terreno su questo tema, mettendo ogni giorno il governo di fronte alle proprie responsabilità. E i cittadini, ultimamente, stanno facendo esattamente la stessa cosa". Così il deputato Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico.

“Il governo – sottolinea l’esponente dem - ha cercato sistematicamente capri espiatori invece di affrontare il problema: un giorno è colpa dei sindaci del Pd, un altro dei governi precedenti, poi sono diventati responsabili i magistrati. Gli elettori hanno già rimandato al mittente questa accusa con il referendum, e spero che riusciremo a fare lo stesso con questo decreto, che continua a contenere le solite ricette che non funzionano: panpenalismo, aumento delle pene, nuovi reati. Cose che hanno dimostrato sul campo di non funzionare, ma su cui continuano a insistere probabilmente perché non hanno niente di meglio da dire".

"La sicurezza – conclude Mauri - si costruisce su due pilastri: la repressione del crimine e la prevenzione. Questo governo riesce nell'impresa straordinaria di non fare niente o di peggiorare la situazione su entrambi i fronti. Non mette risorse per aumentare il personale delle forze dell'ordine, che è sotto organico, e per migliorare le condizioni di vita di chi lavora per la nostra sicurezza. E dall'altra parte ha tagliato in maniera significativa le risorse ai comuni sulla spesa corrente, cioè quei soldi che servono per fare politiche sociali e di comunità, che sono la vera prevenzione".