“Dopo le dichiarazioni della stessa Beatrice Venezi, è evidente che questa vicenda è tutt’altro che chiusa e va chiarita fino in fondo, anche nelle sue conseguenze. Noi non accetteremo che venga sprecato neanche un solo euro di risorse pubbliche”. Lo afferma Irene Manzi, capogruppo del Pd in Commissione Cultura della Camera. “Il continuo rimarcare, nella giornata di oggi, che il licenziamento di Beatrice Venezi dal Teatro La Fenice sia una scelta autonoma del sovrintendente ha tutto il sapore di una excusatio non petita. Giorgia Meloni stamattina e Giuli nel pomeriggio – prosegue – continuano con questo ritornello come a voler far credere che quella di Venezi non sia stata una grandissima operazione politica fallita di Fratelli d’Italia. Hanno fatto di tutto per sostenerla e difenderla, schierandosi apertamente e prendendo posizione contro il mondo della lirica e della sinfonica italiana. Esponenti di FdI hanno partecipato anche a manifestazioni pubbliche, con Mollicone in testa a Venezia, e oggi ci vogliono dire che non era una scelta politica. Se non ci fossero state queste prese di posizione, qualcuno avrebbe persino potuto sollevare dubbi su indebite interferenze in decisioni che dovrebbero restare autonome e proprie delle istituzioni culturali. Ma del resto – aggiunge – è lo stesso schema che Fratelli d’Italia sta applicando ovunque: riempire i consigli di amministrazione delle istituzioni culturali, a partire dai musei, con figure legate alla politica locale. È una brutta pagina per il nostro sistema culturale. Altro che autonomia: siamo di fronte a un’ingerenza continua e sistematica. E oggi si tenta di prenderne le distanze. In modo tardivo e maldestro”, conclude Manzi.