Cultura: Manzi, da governo tagli draconiani e nomine politiche nei Cda dei musei
“Il governo del merito applichi il merito davvero".
“Il governo del merito applichi il merito davvero".
“La carenza di personale negli enti del Ministero della Cultura operativi a Genova e in Liguria ha raggiunto livelli critici, con una riduzione degli organici compresa tra il 35% e il 50% e con punte pari al 60% di postazioni scoperte negli archivi di Stato di La Spezia, Savona e Imperia.
“Oggi è una giornata importante per Villa Literno e per tutto il territorio casertano. L’inaugurazione del Caffè Letterario Inclusivo ‘Smile’, realizzato su un bene confiscato alla criminalità organizzata, rappresenta un segnale concreto di riscatto, legalità e speranza.
Restituire alla collettività spazi sottratti alle mafie e trasformarli in luoghi di inclusione sociale, cultura e partecipazione è importante per il nostro territorio.
“Il Ministero della Cultura deve rispondere con urgenza alle interrogazioni del Partito democratico sulle nomine nei Consigli di amministrazione dei musei autonomi statali. La normativa prevede che i componenti dei Cda siano scelti tra personalità di chiara e comprovata fama, con competenze specifiche nella tutela e gestione del patrimonio culturale.
“Le dichiarazioni del presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, secondo cui è molto probabile che il padiglione russo alla Biennale non aprirà, confermano purtroppo la gestione caotica del sistema culturale italiano e l’assenza di una linea chiara da parte del Governo. Siamo all’asilo Mariuccia”. Lo dichiara in una nota Irene Manzi, capogruppo del Pd in Commissione Cultura alla Camera.
“Sulla vicenda della partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia e sulle possibili conseguenze anche sui finanziamenti europei, il governo chiarisca con urgenza quale sia la posizione ufficiale dell’Italia. Dopo la lettera firmata da numerosi ministri della Cultura europei e le dichiarazioni della Commissione europea sull’ipotesi di sospendere alcuni fondi alla Fondazione Biennale, serve una risposta chiara nelle sedi parlamentari. Non bastano interviste o dichiarazioni informali.
“Dopo essersi già caratterizzato per un'esperienza da ministro della Cultura su cui stendiamo un velo pietoso, Gennaro Sangiuliano continua purtroppo a distinguersi come nemico del sistema culturale italiano.
Oggi, anche nel suo ruolo di capogruppo in Regione Campania, prosegue nella stessa direzione. Ogni volta che interviene attacca o rischia di produrre effetti negativi proprio sulla cultura, che dovrebbe invece essere tutelata e valorizzata dalle istituzioni.
Nomine politiche alla Galleria dell’Accademia, Bargello e alle Ville fiorentine, dem Bonafè e Gianassi annunciano interrogazione
La censura dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci nello spot di apertura dei collegamenti RAI per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sta facendo il giro del mondo, come riportato oggi anche dal The Guardian. L’opera originale, conservata alle Gallerie dell’Accademia di Venezia nel Gabinetto Disegni e Stampe, è stata mostrata in versione modificata, con la rimozione dei genitali.
“Giuli vuole controllare i fondi del Ministero della Cultura a proprio piacimento in modo opaco e senza trasparenza. Riformare il tax credit per correggere storture e rafforzare i controlli è una cosa legittima e necessaria; utilizzare questa riforma come pretesto per introdurre un controllo politico di fatto sulle scelte delle produzioni è tutt’altra cosa ed è inaccettabile. Il Ministro si fermi subito e non ci provi nemmeno. La libertà creativa e l’autonomia del settore cinematografico e audiovisivo non possono essere sacrificate per nessuna ragione.