Cultura: Pd, Giuli sempre più commissariato,Tajani vuole levargli la delega al cinema
Manzi: governo sta affossando il settore, situazione grave
Manzi: governo sta affossando il settore, situazione grave
“Ancora una volta, Federico Mollicone si distingue per dichiarazioni fuori luogo e tentativi di etichettare la cultura e l’arte secondo schemi politici. Gli artisti italiani, ieri come oggi, meritano rispetto e non certo le classificazioni di chi, come Mollicone, ha già dimostrato in passato una visione della televisione tanto distorta da arrivare al paradosso di criticare persino Peppa Pig. Forse è una sua ossessione contro il mondo dello spettacolo.
Non è semplice rappresentare lo spessore culturale, politico, umano di una personalità come Furio Colombo che ci ha lasciato pochi giorni fa al termine di una lunga vita spesa con intensa passione civile, alta qualità intellettuale e rara poliedricità.
“È con grande preoccupazione che apprendiamo della messa in vendita dello storico Circolo Unione di Racalmuto, luogo simbolo della cultura siciliana e del legame profondo con l'opera e il pensiero di Leonardo Sciascia. Questo spazio, nato nel 1836 come "Sala di conversazione" e successivamente rinominato "Circolo Unione", rappresenta non solo un punto di riferimento per la comunità locale, ma anche un tassello fondamentale del patrimonio culturale nazionale.
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“Mentre le promesse di Giuli cadono nel vuoto, il governo lo premia aumentandogli lo stipendio”. Così Irene Manzi, capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, esprime la sua “indignazione per il fatto che il governo trovi risorse per incrementare gli stipendi dei ministri, ma non per mantenere gli impegni annunciati in favore dei settori culturali italiani che, ancora una volta sono fuori dall’agenda del governo. Giuli aveva promesso fondi per l’editoria e la correzione dei tagli feroci al ministero della cultura: ancora non si vede nulla”.
“Giuli riferisca in Parlamento sulle modalità e sull’esito della due diligence dei bilanci di Cinecittà che leggiamo sulla stampa. Non è infatti comprensibile come una società pubblica, con bilanci certificati dal Ministero dell’Economia, sotto la vigilanza della direzione cinema del Ministero della Cultura, con revisori dei conti e tutte le garanzie del caso, possa aver truccato i bilanci.
"Quello che arriva oggi in quest’Aula è un provvedimento contenente davvero disposizioni eterogenee e poco organiche tra loro, mescolando tematiche in materia di lavoro, università, istruzione, senza una visione strutturale e di sistema.
"Come ha sottolineato in modo molto chiaro oggi il presidente di AIE, Innocenzo Cipolletta, gli editori italiani si apprestano a chiudere un 2024 difficile, non solo a causa della congiuntura economica, ma anche per il mancato rinnovo o la modifica di strumenti di sostegno alla domanda che avevano funzionato bene negli anni precedenti. Si tratta di scelte profondamente sbagliate, portate avanti dal governo Meloni, che con Sangiuliano e Giuli si è distinto per il disinvestimento nella cultura.
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