Domani question time a Piantedosi sui Centri migranti in Albania. Le deputate e i deputati democratici Bonafè, Cuperlo, Fornaro, Mauri, Amendola, Orfini, Boldrini, Ghio, Ferrari, Casu chiedono al ministro degli interni quando il Centro per i migranti in Albania previsto dal Protocollo tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio dei ministri della Repubblica di Albania che doveva aprire “non oltre il 20 maggio” sarà completamente attivo e quali sono le ragioni vere del ritardo che hanno peraltro distolto le forze di Polizia, mandate a sorvegliare il sito del porto non attivo, dall’ordinario servizio in Italia”. Per il Pd l’accordo Italia-Albania viola i diritti umani e determina un enorme spreco di denaro pubblico.
Ecco il testo integrale del question time.
Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
Al Ministro dell’Interno.
Per sapere: premesso che:
i Centri per i migranti siti in Albania previsti dal Protocollo tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio dei ministri della Repubblica di Albania dovevano aprire “non oltre il 20 maggio u.s.”;
parliamo di un investimento di oltre 700 milioni di euro per un sito che rappresenta un vero e proprio buco nero per quanto riguarda lo stato di diritto nella gestione dei migranti;
in data 22 maggio una delegazione parlamentare del gruppo del Pd alla Camera si è recata in Albania e ha mostrato con supporto di videodocumentazione gli enormi ritardi nella realizzazione del sito;
la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella sua recente visita in Albania, dello scorso 5 giugno aveva posticipato al primo agosto il giorno di entrata in funzione delle strutture;
il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, il 30 luglio u.s. nell’ambito di una audizione presso la Commissione Parlamentare Antimafia aveva evidenziato come servisse ancora qualche settimana per l’apertura del centro a causa dei ritardi dei lavori;
i ritardi riguarderebbero il sito previsto presso l'ex base dell'Aeronautica albanese di Gjiader - una ventina di km all'interno - dove si stanno allestendo tre differenti strutture: un centro per il trattenimento di richiedenti asilo (880 posti), un Cpr (144 posti) ed un penitenziario (20 posti);
attualmente la cronologia del governo prevede, secondo fonti giornalistiche, per il 20 agosto prossimo il collaudo del genio militare per aprire una parte del centro di detenzione di Gjiader e per il 1 settembre quello per tutto il sito;
nel frattempo ha suscitato molte proteste in particolare da parte delle organizzazioni sindacali delle forze di polizia la notizia di un vademecum fornito nell’ambito della formazione del primo contingente di polizia penitenziaria che dovrebbe operare presso il sito con una serie di prescrizioni surreali su come devono comportarsi al ristorante, sull’attenzione al linguaggio, e addirittura per un divieto di corteggiamento;
come testimoniano anche i reportage giornalistici di questi giorni siamo di fronte ad un enorme spreco di denaro pubblico per una infrastruttura che lede i diritti delle persone migranti e che serve al governo esclusivamente come arma di propaganda-:
quando il centro sarà completamente attivo e quali sono le ragioni vere del ritardo che hanno peraltro distolto le forze di Polizia, mandate a sorvegliare il sito del porto non attivo, dall’ordinario servizio in Italia.
“Sono molto soddisfatta per il voto unanime di oggi in Commissione Lavoro di ratifica dell’accordo tra Italia e Albania sui temi della sicurezza sociale” dichiara l’onorevole Chiara Gribaudo del Partito Democratico.
“Finalmente - continua Gribaudo - le prestazioni pensionistiche, disoccupazione, malattia e maternità avranno mutuo riconoscimento per tutte e tutti nei due Paesi come già avviene con molti altri paesi. Una misura di giustizia sociale utile per migliaia di cittadine e cittadini d’Italia e Albania.” Conclude Gribaudo: “Con questo provvedimento chiudiamo un lavoro che era iniziato già nella scorsa legislatura con l’impegno, vale la pena di ricordarlo, del Ministro Orlando e del collega Tommaso Nannicini.”
"Il naufragio di Cutro si poteva evitare. Quelle 94 vite, di cui 35 bambini, si potevano salvare. Lo scrive, nero su bianco, la Procura di Crotone che ha chiuso le indagini sui fatti di quella notte terribile, tra il 25 e il 26 febbraio del 2023, chiedendo il rinvio a giudizio per sei persone, quattro finanzieri e due militari della Guardia Costiera.
Cos'ha da dire il ministro Piantedosi che non ha mai risposto alle nostre domande su una delle più gravi stragi verificatesi in mare in prossimità delle coste italiane?
Cos'ha da dire il governo che a quella strage rispose solo inasprendo pene, limitando di fatto il diritto d'asilo, minando i diritti dei minori stranieri non accompagnati, costruendo centri di detenzione in Albania e stringendo accordi con autocrati del nord Africa a cui non interessa alcunché dei diritti umani dei loro cittadini, figuriamoci di quelli dei migranti ?
Bisogna abolire la Bossi-Fini, che impedisce ai migranti di entrare in Italia regolarmente in cerca di occupazione, e aprire canali legali di ingresso. Diversamente, continueremo una macabra conta dei morti nel deserto, nei campi di detenzione libici, nel Mediterraneo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Le politiche di accoglienza di questa destra sono inaccettabili e indegne di un paese civile. Nessuna risorsa per i territori, nessuna organizzazione logistica, nessun soccorso efficace per i migranti, spesso donne e minori ed in condizioni fisiche e psicologiche devastanti. Ringraziamo oggi la Regione Toscana ed i comuni interessati, i volontari e le associazioni coinvolte, per aver soccorso le 226 persone sbarcate oggi a Livorno dalla nave Geo Barents”: è quanto dichiara il deputato Pd e segretario dem della Toscana Emiliano Fossi.
“Il Governo Meloni criminalizza da sempre l’immigrazione come strumento di propaganda, dimenticando che dietro ogni persona c’è una vita difficile e spesso drammatica. La strage di Cutro, i lager in Albania, le norme contro le navi Ong che salvano vite in mare sono le uniche risposte di Giorgia Meloni a chi cerca un futuro migliore”: conclude Emiliano Fossi.
“Il Pd ha presentato una pregiudiziale di merito perché riteniamo che questo decreto sia una scatola vuota, senza norme di sostanza e interventi strutturali. Un provvedimento mirato a distruggere il Ssn e a favorire il sistema privato che non inciderà per niente sulle lunghissime liste d'attesa e ce lo confermano le parole di ANAAO ASSOMED, la sigla principale dei medici ospedalieri. Il dramma delle liste d'attesa lo volete risolvere con la frase ricatto 'o ti curi pagando di tasca tua, oppure rischi la vita' mentre ogni giorno 4 milioni di persone rinunciano alle cure e restano inevase 10 milioni di prestazioni. La cura non è più un diritto, è un privilegio”. Lo dichiara il deputato dem Marco Furfaro intervenendo in Aula sulla pregiudiziale di costituzionalità del Dl Liste d'attesa.
“Avete ridicolizzato e affossato la legge Schlein – continua Furfaro - dimostrando che non avete a cuore la salute degli italiani e ad un problema urgente avete risposto con un decreto fuffa che a sua volta prevede ulteriori sette decreti attuativi. Siete celeri nel fare condoni ma rimandate a data da destinarsi persino le poche misure che avete previsto per la Sanità”. “Finanziate appalti dell'immigrazione all'Albania, società di calcio ed evasori - conclude il deputato dem - ma non riuscite a dare un euro per le persone che soffrono né per il personale medico”.
Nell’attesa dell’esame di giugno, il governo rinvia tutto a settembre: dai centri immigrati in Albania – promessi per maggio e ancora in cantiere – alla social card per i redditi più bassi, tutto in funzione dell’appuntamento elettorale. Un contributo minimo e per una platea molto ridotta viene anche posticipato. Si regala un caffè al giorno e tornano in mente altri regali elettorali, dalla scarpa al pacco di pasta. Erano gesti indegni allora e lo rimangono ancora oggi.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Tele Meloni colpisce ancora: ieri pomeriggio quasi un'ora di diretta sulle reti Rai per la Premier in Albania che sperpera 800 milioni di euro per l'hot spot migranti ma poi la televisione di Stato interrompe la premiazione della prima e storica vittoria dell' Under 17 di calcio al campionato europeo di categoria, preferendo peraltro una serie Tv inglese. Complimenti per la coerenza, sovranisti a reti alterne!". Lo dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.
"Sono vicino a Riccardo Magi, è ormai chiaro quali metodi di accoglienza in Albania che Meloni intende adottare. Se un deputato viene trattato in quel modo in presenza di telecamere, giornalisti e fotografi, c’è da essere seriamente preoccupati per come saranno trattati i migranti al loro arrivo in Albania." così il deputato democratico, Matteo Mauri, che oggi ha definito l’accordo Italia Albania ‘un’idrovora di denaro pubblico – sottolineando - che i 650 milioni di euro iniziali sono già lievitati a oltre 800 milioni di euro a cui si aggiungono, settimana dopo settimana, altre spese, continui ritardi, i costi dell’inefficienza e, oggi, anche le spese dell’organizzazione della propaganda elettorale della Meloni, a partire dalla passarella di oggi”.
“Solidarietà a Riccardo Magi, adesso sono ancora più chiari quali saranno i metodi di accoglienza in Albania richiesti da Meloni. Se un deputato viene preso a strattoni e spintoni davanti alle telecamere, giornalisti e fotografi non osiamo immaginare cosa potrà accadere quando ad arrivare saranno i migranti” così il deputato democratico, Matteo Orfini, che oggi ha definito l’accordo Italia Albania ‘un’idrovora di denaro pubblico – sottolineando - che i 650 milioni di euro iniziali sono già lievitati a oltre 800 milioni di euro a cui si aggiungono, settimana dopo settimana, altre spese, continui ritardi, i costi dell’inefficienza e, oggi, anche le spese dell’organizzazione della propaganda elettorale della Meloni, a partire dalla passarella di oggi”.
“Anche oggi da Rainews un vergognoso spottone al governo, con la diretta integrale dell’intervento della presidente del consiglio in Albania, dove è andata ad inaugurare i centri migranti che ancora non sono stati costruiti. Dov’è la notizia? Come è stato conteggiato il tempo di questo spot elettorale della Meloni? È stata considerata attività di Governo secondo le indicazioni dell’Agcom? Ma di quale attività parliamo visto che il centro per i migranti al centro della fanfara della propaganda di palazzo Chigi ancora non è attivo. Chiederemo all’Agcom tutti i dettagli dei servizi che la Rai farà su questa passarella elettorale di Meloni, a partire dai servizi di Rainews” così i parlamentari democratici della commissione bicamerale di vigilanza Rai.
Una farsa ben orchestrata ha portato oggi la premier Meloni in Albania. Un camouflage dei cantieri in alto mare, come aveva testimoniato la delegazione del Pd che nei giorni scorsi aveva fatto visita ai luoghi dove dovrebbero sorgere i centri di accoglienza. La scenografia per fare uno spot per tutti i tg su uno dei cavalli di battaglia della destra disperata: l’immigrazione. Non ha funzionato la lotta sull’orbe terracqueo, si procede a rilento per la vergognosa soluzione albanese e mentre i costi lievitano – la nave per trasportarli costerebbe 13,5 milioni di euro – nemmeno un euro per la sanità. Ieri un "decreto fuffa" che aggiorna le modalità di prenotazione senza garantire le visite necessarie a chi attende da mesi. Il governo Meloni spreca soldi e dimentica i problemi veri dei cittadini.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
La presidente Meloni va in Albania tre giorni prima del voto delle Europee a inaugurare una cosa che non c'è. E prova pure a nascondere le immagini del nulla che c'è a Gjadër, che per lei sono imbarazzanti. Basterebbe solo questo per dimostrare che l'accordo con l'Albania è solo uno spot elettorale a spese degli italiani e sulla pelle dei migranti. Complimenti Giorgia!
Così il deputato dem Matteo Mauri, responsabile sicurezza nazionale del Pd ed ex viceministro dell'Interno.
"La destra è sicuramente in stato confusionale visto che la candidata Giorgia sta facendo opposizione alla premier Meloni. Oggi afferma infatti che se fosse stato operativo l'hot spot dei migranti in Albania avrebbe ospitato 5500 persone, ma dimentica che proprio lei, presidente del Consiglio da 20 mesi, aveva annunciato che il centro sarebbe stato pronto a maggio. Siamo veramente sconcertati di fronte alle dichiarazioni false di chi evidentemente crede di poter ingannare tutto e tutti per sempre. Ad oggi l'unica certezza è che sono stati buttati via 800 milioni di euro dei soldi degli italiani": è quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana, Emiliano Fossi.
"Sperava che i centri in Albania fossero operativi in tempo per il voto delle europee, invece Giorgia Meloni deve fare i conti con la realtà: non c'è nulla di pronto, nulla di operativo.
E allora come fare a sfruttare la questione migranti per la sua becera campagna elettorale sulla pelle dei più deboli? Ieri si è inventata l'esposto alla Procura nazionale antimafia - che non ha il compito di fare indagini, quindi dovrà inoltrare l'esposto ad una procura o alla polizia o ai Carabinieri - sui presunti interessi della criminalità organizzata nei decreti flussi, poi ha annunciato una stretta alla Bossi-Fini, l'orrenda legge che regola l'immigrazione nel nostro Paese, e oggi è andata in gita fuori porta in Albania, al porto di Shengjin, dove altro non c'è che qualche container mentre del principale centro per migranti, quello di Gjadër, non c'è ancora neanche l'ombra.
L'accordo con l'Albania, come abbiamo più volte detto, non avrà alcun impatto per la gestione dell’immigrazione e viola il diritto internazionale, oltre ad arrivare a costare circa un miliardo di euro dei soldi delle italiane e degli italiani. Soldi che sarebbero potuti andare alla sanità, invece di partorire un decreto, elettorale anche quello, che promette l'abbattimento delle liste d'attesa, ma senza stanziare un solo euro. E per cosa? Forse, ed è tutta da vedere, per tremila persone al mese che poi, comunque, saranno rispedite in Italia.
Quanto alla Bossi-Fini, la cui paternità è chiara già solo dal nome, non c'è niente da riformare: bisogna cancellarla e sostituirla con una legge completamente nuova che reintroduca la figura dello sponsor per ricerca di lavoro e regoli i flussi legali, necessari all'imprenditoria italiana, e che garantisca davvero il diritto d'asilo. Serve una missione europea di salvataggio in mare e servono accordi bilaterali con i paesi d'origine per i rimpatri. Il meccanismo dei decreti flussi, lo denunciano le associazioni da sempre, è insufficiente e apre ad abusi e storture di cui Meloni si accorge solo oggi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Ancora propaganda Meloni. Più di 800mln € dei nostri contribuenti per un orrendo e disumano spot elettorale. Poche migliaia di migranti come pacchi avanti e indietro tra Italia e Albania. In casa tagliano la sanità e preparano nuove tasse, all’estero sprecano e raccontano bugie” così su X il capogruppo democratico nella commissione affari esteri della Camera, Enzo Amendola.