"Rimaniamo esterrefatti dalle parole della sottosegretaria di Fdi, Wanda Ferro, sull'operazione contro il caporalato da parte delle forze dell'ordine in provincia di Livorno. Chi dovrebbe governare i flussi migratori per assicurare manodopera alle imprese italiane finanzia i lager in Albania con i soldi dei contribuenti; chi dovrebbe verificare la legalità e l'umanità nei Cpr e nei Cas si volta dall'altra parte; chi dovrebbe garantire il lavoro dignitoso affossa in ogni modo il salario minimo. Nonostante tutto chi rappresenta questo governo ha anche il coraggio di fare sciacallaggio sulla pelle degli immigrati sfruttati. Siamo di fronte a una vergogna senza limiti e consigliamo alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di occuparsi dei problemi reali invece di continuare a fare e soltanto campagna elettorale”.
Lo dichiara il deputato Pd, Marco Simiani, annunciando che si recherà nei prossimi giorni nel Cas di Piombino per verificare la situazione.
“Solidarietà a tutta la redazione di Report accusata ingiustamente dalla presidente del consiglio di linciaggio. Per Meloni ogni voce fuori dalla propaganda di palazzo Chigi è un attacco alla sua leadership. Invece di spiegare agli italiani lo spreco immane di risorse per l’accordo Italia-Albania se la prende con il servizio pubblico” Così i componenti democratici nella commissione bicamerale di vigilanza Rai.
Continuiamo ad essere molto preoccupati per l'atteggiamento di insofferenza che il governo ha ormai da quando si è insediato nei confronti del Pnrr, un piano che doveva essere di rilancio e di ricostruzione del Paese. Innanzitutto non possiamo non rilevare l'assenza del ministro Fitto che aveva il dovere di essere qui ad ascoltare il dibattito parlamentare, che è stato compresso dalla decisione di mettere ancora una volta la fiducia. Il Pnrr era volto innanzitutto a recuperare i divari che esistono tra il Nord e Sud e a eliminare le diseguaglianze di genere e generazionali. Di tutto questo non c'è l'ombra nel vostro ennesimo decreto omnibus, dove avete inserito l'accordo con l'Albania e le norme pro Brunetta. Gli unici dati che ormai emergono chiari e netti, nonostante i vostri tentativi di camuffare, sono i tagli di un miliardo e due di investimenti per la sanità. Mancano all'appello 500 progetti di case ed ospedali di comunità già finanziati, centomila posti in asili nido e miliardi di euro di progetti destinati alla riqualificazione delle periferie. Noi oggi vi chiediamo una cosa semplice: recuperare le risorse che avete tagliato a investimenti già programmati in scuola, asili e sanità, servizi essenziali decisivi per i cittadini, ancor di più nelle aree del Mezzogiorno. E risparmiateci i vostri toni di entusiasmo e di euforia quando parlate del Pnrr, perché anche le tensioni di questi giorni tra i ministri Giorgetti e Fitto evidenziano le divisioni all'interno del governo, che stanno pesando come un macigno sul futuro del Paese.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera, intervenendo in Aula durante la discussione sul decreto Pnrr.
Finanziati progetti ingiusti e onerosi come Italia Albania e via libera ad associazioni anti-abortiste nei consultori norma oscena
"L'attuazione del Pnrr è indispensabile nel nostro Paese, come risulta persino da quel simulacro di Def che ci avete presentato, ma noi a questo provvedimento sconclusionato e pasticciato voteremo no.
Questo Pnrr è una rimodulazione dei finanziamenti, operata con un gioco complesso di finanziamenti e definanziamenti che a volte è un gioco delle tre carte in cui gli stessi fondi emigrano da una voce all'altra, ma spesso la somma non fa il totale. Assistiamo ad un taglio complessivo delle risorse che riguardano gli investimenti pubblici, con uno spostamento verso quelli privati e un forte appoggiarsi per i finanziamenti al fondo di sviluppo e coesione. Sono 5 miliardi sottratti al fsc - si legge 'presi in prestito' - e andranno a finanziare dei progetti che erano stati precedentemente definanziati. Ma la nostra richiesta di trasparenza e chiarezza sulla destinazione di questi fondi è stata bocciata. Siamo fermi alla relazione del giugno 2022. Totale mancanza di trasparenza di questo Governo. C'è un taglio molto forte alla sanità, di 1 miliardo e 200 milioni, tolti dai fondi per ospedali sicuri. E infatti tutte le regioni anche quelle di centrodestra hanno protestato e minacciato di rivolgersi alla corte costituzionale.
Il capitolo sicurezza sul lavoro è stato infilato dentro questo decreto Pnrr, nonostante avessimo chiesto un provvedimento ad hoc. Avete cercato di sopprimere la nostra proposta sul salario minimo, perché avevate paura ad affrontarlo ora sotto le elezioni, ma poi avete dovuto approvare il nostro emendamento che obbliga alla applicazione dei contratti più rappresentativi nella catena degli appalti.
Avete realizzato la patente a punti in un modo così pasticciato, in una notte, che ci avete poi chiesto una delega in bianco, per riscriverla con un decreto del ministero che deciderà cose essenziali come il recupero dei punti persi della patente.
Ci sono poi alcune chicche come l'accordo Italia-Albania, molto oneroso, che portate a 65 milioni dai 39 che erano per portare qualche migliaia di immigrati da un'altra parte per dire che siete i più bravi di tutti. E l'introduzione nei consultori familiari delle associazioni anti-abortiste, una norma irricevibile e oscena. E viene riproposta con la solita sfacciata arroganza maschile secondo cui le donne non sono capaci di decidere, di scegliere, di autodeterminazione nemmeno su una scelta così dolorosa come l'aborto. Ma questa norma potrebbe portare ad una eterogenesi dei fini perché c'è scritto che queste associazioni potranno essere coinvolte ma senza oneri per la finanza pubblica, voglio vedere come faranno le regioni come per esempio il Piemonte a contribuire come fanno adesso a far andare queste associazioni nei consultori e negli ospedali". Lo ha detto in Aula la deputata del Pd, Maria Cecilia Guerra, dichiarando il voto contrario del Pd al decreto Pnrr.
È stato bocciato l’emendamento del Pd che chiedeva la cancellazione della norma contenuta nel decreto Pnrr che raddoppia i costi per la costruzione di un Cpr in Albania nell’ambito dell’accordo sulla migrazione. Lo rende noto il capogruppo democratico nella commissione Bilancio della Camera, Ubaldo Pagano, che sottolinea “l’accordo Italia Albania è un progetto di per sé onerosissimo i cui costi stanno lievitando sempre di più. Non si comprende la scelta del governo di finanziare la costruzione del nuovo Cpr attraverso il Fondo esigenze indifferibili della Presidenza del Consiglio che permette di operare in deroga a tutte le procedure sugli appalti violando. Una gestione torbida di un provvedimento che critichiamo fortemente sia sul piano dei diritti che su quello dell’opportunità di spesa”.
“L’accordo Italia-Albania sull’immigrazione è un progetto costosissimo che avrà effetti dannosi per le casse dello Stato. A maggior ragione la creazione di centri per i migranti sul territorio albanese e un carcere comporterà un esborso economico per il governo molto elevato.
Oltre alle cifre già stanziate per l’Albania che ammontano a 635 milioni di euro, nell’ultimo decreto fatto ne hanno aggiunti altri 65 milioni, che riguardano alcune voci di spesa come la bonifica di ordigni bellici piuttosto che la creazione delle reti idriche e fognarie e collaudi vari. Nonostante tutti questi sprechi di denari, sarà molto poco probabile che i centri siano già attivi da maggio, come sostiene il governo.
Quindi alla fine dei conti questo accordo non è vantaggioso per l’Italia e provocherà una perdita economica e sottrazione di personale per l’Italia, togliendo fondi e risorse importanti ad altri investimenti e progetti prioritari per l’Italia, come i fondi destinati ai territori colpiti da terremoti e alluvioni, come abbiamo già denunciato fin dall’inizio”. Lo dichiara MATTEO MAURI deputato e responsabile sicurezza del PD.
Il governo aumenta ancora i finanziamenti per i centri in Albania
“L’accordo Italia-Albania sull’immigrazione è un progetto costosissimo che avrà effetti dannosi per le casse dello Stato. Lo avevamo sottolineato durante il dibattito alla Camera quantificandone il costo complessivo a circa 700 milioni di euro. Purtroppo ci eravamo sbagliati, i costi sono destinati a crescere ancora come dimostra il decreto Pnrr, che di fatto diventa una specie di omnibus in cui mettere anche i fondi per i rifugiati ucraini e per i centri per richiedenti asilo in Albania. Per quanto riguarda i centri in Albania, in particolare, dopo le insistenze delle opposizioni per avere chiarimenti, risulta che vi sia un aumento di circa 25 milioni di euro di cui quasi 16 vengono dal fondo per le esigenze indifferibili, cioè il fondo a cui si attinge per aiutare le persone in caso di disastri come i terremoti o le alluvioni, e 10 milioni da un fondo per la difesa. Un’enormità per un progetto pieno di lacune che viola le norme comunitarie e i diritti umani e che servirà solo alla campagna elettorale della presidente Meloni e che, come abbiamo visto, drena e sottrae anche risorse destinate alle emergenze che, in qualsiasi momento, possono colpire la popolazione italiana”. Così la deputata democratica, Laura Boldrini.
“Ogni giorno dal Mediterraneo arriva un bollettino di guerra. Anche oggi morti e nuovi drammatici sbarchi. Non servono soluzioni spot o misure propagandistiche utili solo alla campagna elettorale della presidente Meloni: l’accordo Italia-Albania è inutile, costoso e presenta molti problemi di legittimità, come conferma la sostanziale bocciatura da parte della Corte di giustizia europea” così la capogruppo democratica nella commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè
Bonafè, accordo Italia-Albania inutile e costoso, Governo si fermi
“Meloni rifletta sulla tempistica del messaggio della Cei che arriva nel mezzo della sua informativa a Chigi sulle politiche migratorie. È una chiara denuncia alle politiche portate avanti dal Governo”. Così la capogruppo democratica nella commissione affari costituzionali della camera, Simona Bonafè che sottolinea “le parole della Cei dovrebbero far riflettere la Presidente Meloni perchè certificano che non sono più le sole opposizioni a denunciare l’inutilità e lo spreco di risorse del protocollo Italia-Albania - che peserà sulle casse dello stato per oltre 650 milioni -. Le preoccupazioni sono diffuse per un intervento che non inciderà sul numero degli sbarchi e che, nella sua applicazione, genererà forti discriminazioni in contrasto con la normativa europea”.
Mauri: serve solo alla propaganda del governo
“Il protocollo Italia-Albania è inutile e costoso per il nostro paese, che dovrà impegnare più di 650 milioni di euro solo per allontanare temporaneamente poche migliaia di migranti all'anno.
Un provvedimento fatto solo in vista delle Elezioni Europee per la propaganda del governo, che non avrà nessun effetto concreto sul numero di sbarchi e che avrà effetti negativi sull’integrazione di coloro a cui verrà riconosciuto il diritto di rimanere nel nostro paese. Il protocollo presenta gravi criticità, è incompatibile con il diritto europeo e la sua applicazione comporterà molte discriminazioni. Oltre al fatto che il Governo non ha chiarito molti aspetti, che lo renderanno concretamente irrealizzabile, sui quali il Partito democratico ha più volte nel corso dell’esame in commissione chiesto al governo delucidazioni mai arrivate”. Così il deputato democratico, vice presidente della commissione affari costituzionali, Matteo Mauri.
"L'accordo Italia-Albania è soltanto uno spot elettorale per Giorgia Meloni pagato con i soldi degli italiani. Si tratta di 670 milioni di euro di fondi pubblici stanziati inutilmente e sottratti da settori chiave come la sanità, la scuola, l'istruzione. Risorse che potevano essere utilizzate per rendere realmente efficace il Piano Mattei, che è soltanto una scatola vuota, o date ai sindaci che nonostante i tagli ai bilanci da parte del governo sono in prima linea per garantire politiche efficaci per accoglienza ed integrazione. Tra pochi mesi sarà evidente che l'accordo con l'Albania non fermerà né gli sbarchi né i trafficanti e che i migranti che avranno diritto di rimanere nel nostro paese dovranno essere riportati in Italia nonostante le centinaia di milioni di euro sperperati". Lo dichiara la deputata dem Simona Bonafè, vice presidente del Gruppo Pd alla Camera.
"Con l'accordo Italia-Albania, la politica sull'immigrazione del governo Meloni segna un'altra inconcludente e discriminatoria tappa. È un progetto pieno di lacune e approssimativo, buono solo per la propaganda delle prossime elezioni europee quando la maggioranza tenterà di far credere che nessun migrante arriverà più in Italia. Ma è solo una bugia, un'altra bufala: i flussi migratori si possono e si devono gestire, ma non si possono bloccare. Questo è un accordo costosissimo. Mentre nel nostro Paese si nega il reddito alle persone in difficoltà e in tanti non possono più curarsi, si spendono almeno 670 milioni di euro, per la gestione di non più di 3 mila migranti al mese sul territorio albanese. Una goccia se consideriamo le oltre 150mila persone sbarcate in Italia nell'ultimo anno e uno spreco incredibile di risorse, tenuto conto che gli stessi centri si potevano fare in Italia con una spesa enormemente inferiore. E, in più, le persone che saranno portate nei centri in Albania, nella quasi totalità dei casi torneranno in Italia, sia che ottengano la protezione internazionale, sia che non la ottengano. Ma questo non va di pari passo con una prospettiva che aumenti il numero dei rimpatri.
Inoltre alcuni diritti vengono compressi, come il diritto alla difesa, con buona pace del garantismo di cui si vantano le destre e che, evidentemente, vale solo per alcuni e non per altri. Sull'immigrazione Giorgia Meloni le ha provate tutte, e tutte sbagliate. Fino ad arrivare nei giorni scorsi alla corte del presidente turco Erdoğan per chiedergli di bloccare le partenze dalla Libia, cioè da un altro paese. A questo è ridotta la politica estera del governo: a elemosinare favori perfino da autocrati discutibili come il tunisino Saied ed Erdoğan nell’illusione che fermino le partenze verso l'Italia. Ma noi non possiamo accettare né che i migranti vengano sottoposti a pesanti e inutili trattamenti discriminatori, né che venga sperperato così tanto denaro pubblico in questo modo scellerato solo perché la maggioranza e il governo devono fare propaganda e sono pronti a tutto pur di nascondere i loro insuccessi".
Così Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, dichiarando in Aula il voto contrario del Pd alla legge di ratifica del Protocollo Italia-Albania.
“Non solo l’accordo è sbagliato ma per finanziarsi toglie risorse a più capitoli di bilancio, tra cui proprio quelli di un settore centrale per lo sviluppo del Paese come la ricerca. Venti milioni tagliati ad università e ricerca a partire dal biennio 2024/2025 è una cifra spropositata ”. Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura di Montecitorio, la quale aggiunge: “La spesa complessiva prevista dal citato accordo Italia Albania è di 653 milioni di euro per soli 5 anni e per al massimo 3mila migranti al mese. Una spesa folle per fare le stesse cose che si fanno normalmente in Italia a costi immensamente minori. Ma ancor più una conferma della considerazione- scarsa- che il Governo del Merito nutre per i settori legati alla ricerca e al sapere”.
“Il protocollo Italia - Albania è inutile e costoso: un provvedimento che impegnerà più di 650 milioni di euro per allontanare poche migliaia di migranti soccorsi in mare dal nostro paese, ma che non avrà nessun effetto sul numero di sbarchi e sull’integrazione di coloro che hanno diritto di rimanere in Italia. Il protocollo rischia inoltre di presentare gravi criticità in merito alla sua applicazione pratica ma il governo continua a non voler sentire perché questa ratifica serve solo ad essere sventolata in campagna elettorale dalla presidente Meloni e a nascondere i fallimenti del governo nella gestione del fenomeno migratorio”. Così il deputato Vincenzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri di Montecitorio.
“Un accordo che non regge da nessun punto di vista. E che soprattutto è utile solo al Governo albanese e che crea un danno notevole alle tasche delle italiane e degli italiani. Oltre al fatto che non avrà nessun effetto sul numero degli sbarchi e sull'integrazione di chi ha diritto ad essere accolto in Italia. Basti pensare che è prevista una spesa di 653 milioni di euro per soli 5 anni e per al massimo 3.000 migranti al mese. Una spesa folle per fare le stesse cose che si fanno normalmente in Italia a costi immensamente minori. Cioè in sintesi un Accordo per fare cose inutili e costosissime che ha l’unica finalità di realizzare l’ennesima operazione di propaganda della presidente Meloni ”. Così il deputato democratico Matteo Mauri, vicepresidente della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio.