“In commissione Affari costituzionali dovremmo discutere delle misure contenute nel cosiddetto Dl Migranti e votare gli emendamenti, ma al Parlamento non è stato ancora trasmesso il testo dell’accordo tra Italia e Albania. Come è evidente a tutti si tratta di una questione dirimente, che si inserisce peraltro in un contesto in cui le Camere sono sempre più esautorate da ogni ruolo e funzione. Per queste ragioni chiediamo con forza e determinazione che il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, venga a riferire sull’intesa sottoscritta dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con il governo di Tirana”.
Lo dichiara la capogruppo del Partito Democratico in commissione Affari costituzionali alla Camera, Simona Bonafé.
“Apprendiamo con stupore che il ministro Nordio si augura che i magistrati italiani non facciano il loro mestiere. Detto dal ministro della Giustizia sorprende non poco. E’ un invito a non disturbare il manovratore?”. Lo dichiara la deputata democratica Debora Serracchiani, responsabile Giustizia Pd in merito a quanto affermato dal ministro Nordio a proposito del Protocollo sottoscritto dal governo italiano con l’Albania per la gestione dei migranti.
"Il ministro per i rapporti con il Parlamento, che forse dovremmo chiamare "ministro contro i rapporti con il Parlamento", Luca Ciriani, ha fatto sapere che non ci sarà alcun passaggio parlamentare sull'accordo siglato dalla premier Meloni con l'omologo dell'Albania Edi Rama.
Siamo davanti all'ennesima umiliazione del Parlamento dopo il record di decreti e di fiducie che mutilano il ruolo dei parlamentari dall'inizio di questa legislatura. Ma, a quanto si legge sui giornali di oggi, di questo accordo era all'oscuro perfino il resto del governo. Si tratta per altro di un accordo vago, di basso cabotaggio, pieno di contraddizioni e destinato a creare molti problemi. L’ennesima trovata propagandistica sulla pelle dei migranti, per far dimenticare un grande fallimento.
Meloni non governa, pretende di comandare. E comandare da sola, senza alcun rispetto per la dialettica democratica, per i ruoli delle istituzioni parlamentari e, perfino, per la sua coalizione". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
Dichiarazione di Simona Bonafè, vicepresidente gruppo Pd
"Dopo tre decreti inutili e dannosi (Ong, Cutro e Sicurezza), e gli annunci di mirabolanti accordi, il governo parla ora di un altro storico patto sull’immigrazione. Si tratta però di una soluzione che apre molti dubbi, al netto del rispetto del diritto internazionale e del diritto della stessa Unione Europea. A fronte di circa 200mila arrivi sulle nostre coste in un anno, stiamo parlando dell’accoglienza di 36 mila persone in Albania; non sappiamo poi dove intendono ricollocare coloro che non otterranno il riconoscimento della protezione internazionale dal momento che il nostro paese ha pochissimi accordi di rimpatrio con i paesi di origine. La soluzione non può che essere europea sia sulla redistribuzione obbligatoria che sulla modifica del regolamento di Dublino bloccata proprio dai paesi sovranisti alleati della destra italiana". È quanto dichiara Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd, intervenendo oggi martedì 7 novembre, alla trasmissione "Ping Pong" su Rai Radio 1.
“Pur restando in doverosa attesa della documentazione ufficiale definitiva, l’accordo con l’Albania, come sbandierato dal Governo, appare solo una scorciatoia propagandistica, tanto inefficace quanto pericolosa per il rischio di grave violazione di norme europee ed internazionali. Pensare di affrontare il tema della gestione delle politiche migratorie con due centri in territorio albanese, non si comprende bene in che modo sottoposti alla giurisdizione italiana, è una velleità che sfiora il ridicolo. Si tratta di una cortina fumogena per mascherare il fallimento di un anno di governo sul tema a livello nazionale ed europeo, considerato che da inizio anno a oggi sono arrivati in Italia ben 150mila migranti e che nessun passo avanti sostanziale si è visto a Bruxelles in particolare sulla riforma di Dublino, a causa delle resistenze in particolare degli alleati sovranisti della Premier Meloni. La soluzione annunciata peraltro rischia di produrre enormi complicazioni pratiche e violazioni di diritti umani e norme sul diritto di asilo, come il divieto di respingimenti di massa, su cui l'Italia è stata già condannata dalla Corte EDU nel 2012. Insomma, siamo di fronte all’ennesimo atto di bassa propaganda”.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
Meloni aveva bisogno di qualche giorno di vacanza fra la Puglia e l'Albania. Ora che si è riposata, in CdM può discutere di immigrazione e caro benzina. Dopo mesi di sbarchi in aumento e prezzi alle stelle. Per affrontare i problemi del Paese non c’è fretta, a quanto pare.
Lo scrive su Twitter Emiliano Fossi, deputato Pd e segretario del partito in Toscana.
Dichiarazione di Emiliano Fossi, deputato Pd
"Ha perfettamente ragione la premier Meloni a vergognarsi degli italiani scappati in Albania senza pagare il conto al ristorante. Doveva però vergognarsi anche dei migranti lasciati morire in mare, dei generali xenofobi, dei Presidenti del Senato che umiliano le donne vittime di violenza, dei bambini figli delle famiglie arcobaleno che non avranno diritti, della benzina oltre i due euro, dell'inflazione al 10 per cento, di oltre 3 milioni di lavoratori poveri e di mille promesse in campagna elettorale mai mantenute. Non basta pagare un conto per lavarsi la coscienza": è quanto dichiara Emiliano Fossi, deputato Pd.